La fotografia del Paradiso 

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301 - LA SPERANZA TESTARDA

 

La fede è il motore stesso della speranza cristiana, che non è come la speranza umana, non è lo "speriamo bene...". La speranza cristiana è il tempo di attesa che intercorre tra la nostra domanda a Dio e l’ottenimento della risposta e non delude mai, ma premia, sempre, quelli che, fino all'ultimo, sperano in Lui. Se, fino a ieri, non hai sperato, oppure ad un certo punto hai smesso di sperare, "incomincia", o "ricomincia" a sperare. Non è mai troppo tardi per sperare, spera ogni giorno, senza stancarti mai, spera mosso da una fede nuova, cocciuta, testarda, incrollabile, invincibile. Tu fai questo, perché ai miracoli penserà Dio…!

 

 

 

302 - IL SEGRETO DEL PREGARE

 

Non serve moltiplicare a dismisura e in maniera meccanica la quantità di preghiere, per essere esauditi da Dio, ma la qualità della preghiera. La prima grazia da chiedere è quella riuscire a compiere la volontà di Dio, altrimenti rischiano di pregare a vuoto. Infatti è inutile chiedere a Dio di liberarci dal male, se non comprendiamo che il nostro male peggiore è il peccato, perché ci separa da Dio. Ecco quindi che pregare con “retta intenzione” è il segreto per essere esauditi da Dio, con il dono dello Spirito Santo. Il dono dello Spirito Santo è il dono più grande di tutti, perché è “il dono di Dio”, che si dona a noi, per santificarci. È “il dono del Donatore” e chi possiede il donatore ha la sicurezza che Lui provvederà ad ogni dono necessario, a partire da quelli spirituali, ma a continuare anche da quelli materiali, che pur ci sono necessari in questa vita terrena.

 

 

 

303 - LA VIA PRINCIPALE

 

Certo che Dio ci salva, anche se, quasi a giorni alterni, siamo "clienti fissi" del confessionale, perché, certi momenti decidiamo di "essere santi", ed altri, decidiamo di "flirtare con il peccato". Ogni peccato, perdonato, ci evita l'inferno, cioè le pene eterne, ma non ci evita le pene temporali. Pene che saranno commisurate, in durata ed in intensità, alla gravità e alla quantità, dei peccati che abbiamo commesso. Queste pene temporanee le dovremo scontare, in questa terra, o anche in purgatorio, e se il tempo per scontarla in questa terra non fosse sufficiente. Meglio essere salvati, quindi, da Dio attraverso la "via principale", che è quella del Paradiso, anziché per mezzo della "via secondaria", che è quella del purgatorio. Meglio non appesantire le nostre croci terrene, che già sono presenti, per tutti, con croci di correzione, aggiuntive, che seppur necessarie, perché di "purificazione", per un’anima "infangata" dal peccato, sono molto dolorose. 



 

304 - LO SCROCCONE ALLE NOZZE

 

Il Paradiso è il giorno delle nozze, tra te e Gesù Cristo e, come è necessario, tempo e impegno, per preparare le “nozze terrene”, tanto più, è indispensabile una preparazione per il “matrimonio celeste”. Per prepararsi all’incontro con lo Sposo divino, è necessaria un’anima in grazia di Dio, cioè abitata da Dio. E se conosciamo la il giorno e l’ora del nostro matrimonio terreno, non ci è dato, invece, di conoscere, quando saremo chiamati, dallo Sposo, per le nozze celesti. Allora, se ci presenteremo a Dio, non come innamorati di Cristo, ma solo come scrocconi alla festa, troveremo le porte sbarrate. Allora potremo protestare con l’angelo, posto all’entrata del Paradiso, dicendo di controllare meglio, perché nella lista ci dovrebbe essere anche il nostro nome, ma sarà inutile, perché quel nome è stato ormai cancellato. L’anima sposa si è presentata infedele alle nozze, perché era interessata non allo Sposo, ma al Regno dello Sposo, per questo non sarà incoronata sposa da Dio e per questo, non regnerà insieme a Lui. “Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. “Le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora». (Matteo 25, 1.10-12).

 

 

 

305 - IL COMPITO DI SMASCHERARE

 

Molti sacerdoti, preferiscono, per non inimicarsi gran parte dei fedeli, che ormai vivono secondo la mentalità del mondo e non più secondo la volontà di Dio, evitare accuratamente di parlare nelle loro omelie e nelle loro catechesi, di parole “irritanti”, come peccato e inferno. Sono pastori che tradiscono la loro missione, perché diventano causa della perdizione delle anime, compresa la loro. Allora, affinché non rimanga nessun dubbio, o incertezza, o confusione, su un tema così scottante, che riguarda i nostri stessi “destini futuri eterni”, lascio, direttamente alla Parola a Gesù, “il compito smascherare” molti di quelli che, oggigiorno, nemmeno consideriamo peccati. ”Del resto le opere della carne sono ben note: e opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio”. (Galati 5, 19-21). “Non ingannatevi: né fornicatori, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti… (coloro che si uniscono sessualmente, appartenendo allo stesso sesso) prenderanno possesso del Regno di Dio” (1 Corinzi 6,9-10). "Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. (Matteo 5, 28). “Perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dall’impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passioni e di libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno offenda o inganni in questa materia il proprio fratello, perché il Signore è vindice di tutte queste cose (non le lascia impunite).

 

 

 

306 - ANCHE CON PAROLE NOSTRE

 

Molte volte, il peccato, nemmeno lo riconosciamo come tale, a causa della mentalità del mondo, che, pur senza nessuna autorità per farlo, ha ormai “sdoganato” il peccato, considerandolo perfino una virtù. Quante persone si vantano, tra amici, dei peccati che commettono…?! Il peccato originale, che abbiamo ereditato dai nostri progenitori ha creato una “vulnerabilità” nei confronti dei peccati. Come se non bastasse, tutti i peccati, che finora abbiamo commesso hanno accentuato il nostro “livello di dipendenza” nei confronti di questi vizi. Quindi, senza l’aiuto della grazia, saremmo, e rimarremmo, “schiavi del peccato”. "La carne ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste fare. (Galati 5, 24:17). L’aiuto della grazia va continuamente chiesto, con il “Sia fatta la Tua volontà” del Padre nostro, con il “Prega per noi peccatori” dell’Ave Maria, con il Salmo 51,10 “O Dio, crea in me un cuore puro”, con le parole di San Domenico Savio “La morte, ma non il peccato” e anche con parole nostre, quelle stesse che ci suggerirà lo Spirito Santo. Infatti Dio guarda alla sincerità della preghiera, perché poi alla potenza trasformante della grazia soprannaturale, pensa Lui.

 

 

307 - IL DIRITTO DEL DIAVOLO

 

Cos’è il “diritto del diavolo”? È presto spiegato… La nostra anima, che, è abitata da Dio, nostro Creatore, nostro Padre, nostro Salvatore, dopo il peccato, viene occupata da satana, il nostro peggior nemico, il nostro mortale. Questo perché, disobbedire alla volontà di Dio, equivale, indipendentemente dal fatto che ce ne rendiamo conto o no, a scegliere di fare la volontà del diavolo, quindi ci separa da Dio, perché ci unisce al diavolo. Se, però siamo pentiti di esserci ribellati a Dio e desideriamo  possiede la nostra anima, non serve ricorrere all’esorcista, è sufficiente rivolgersi ad un semplice sacerdote. La confessione sacramentale è paragonabile, all’atto pratico, ad un esorcismo, perché il perdono di Gesù, “scaccia via” il diavolo dalla nostra anima, che torna ad essere abitata da Dio.
 

 

308 - IL BASTONE TRA LE RUOTE

 

La fede in Cristo non deve essere dubbiosa, perché il dubbio è come un bastone gettato in mezzo all’ingranaggio della fede, che ne inceppa il meccanismo. “Se avrete fede e non dubiterete, dice il Signore, tutto quello che chiederete nella preghiera, vi sarà dato”. (Matteo 21,21-22).

 

 

309 - LO SPOSO DI MARIA VOLA

 

Dio, ha dato a Maria, il “privilegio” di nascere "Immacolata", cioè “senza la macchia del peccato originale”, in previsione della sua maternità divina. In questa purezza, Maria si è mantenuta, durante tutta la sua vita ed è per questo motivo che Lei è l’unica creatura ad essere in Paradiso, anche con il corpo e non solo con l'anima. La potenza, che Dio le ha concesso, per sconfiggere satana e tutti i suoi demoni, è illimitata. Maria è la “Regina degli angeli e dei santi del Cielo”, Maria è Colei che comanda, sia gli uni, che gli altri, perché così ha voluto Dio. Maria, non solo è figlia del Padre celeste, come lo siamo anche noi, ma è anche la “figlia prediletta di Dio”, perché è stata prescelta, fra tutte le creature, per diventare “Madre di Dio”. Maria ha un potere grandissimo presso il cuore di Dio, ma non lo adopera per se stessa, ma per noi suoi figli. “Quando lo Spirito Santo, Sposo di Maria, trova Maria in un'anima, vola in questa anima”. (San Louis Grignion de Montfort ).




 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

301 - LA SPERANZA TESTARDA 

302 - IL SEGRETO DEL PREGARE

303 - LA VIA PRINCIPALE

304 - LO SCROCCONE ALLE NOZZE

305 - IL COMPITO DI SMASCHERARE 

306 - ANCHE CON PAROLE NOSTRE

307 - IL DIRITTO DEL DIAVOLO

307 - IL BASTONE TRA LE RUOTE

309 - LO SPOSO DI MARIA VOLA

 

 

 


 

Testi e immagini © di Luigi Tosti  

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