La fotografia del Paradiso
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211 - UNA MINORANZA VITTORIOSA
L'uomo è abituato a credere che vinca sempre chi schiera con la maggioranza, ma quando nella partita entra Dio, ribalta le regole. Gesù venne tra i suoi, ma i suoi non l'hanno riconosciuto, ad eccezione di un “piccolo resto” di Israele, cioè di una "piccola minoranza" del suo popolo, eppure a loro Dio ha dato il potere di cambiare il corso della storia. "E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. (Matteo 16,18). Oggi, dopo millenni di forte espansione del cristianesimo, seppur sono molti i cristiani nel mondo, se andiamo a guardare al numero di coloro che sono rimasti fedeli a Cristo, la realtà dei fatti ci costringe a parlare, nuovamente, di una minoranza. Molti di quei farisei che Gesù rimproverava apertamente, per la loro ipocrisia, sembra che abbiano trovato molti imitatori, anche nella chiesa di Cristo... Dio, comunque, aspetta, paziente, la loro conversione, che è sempre possibile, tanto che, lo stesso Paolo di Tarso, che era un "nemico giurato" dei cristiani, divenne poi, una vera e propria “colonna" del cristianesimo. Gesù non ha mai detto che, se saremo in tanti, vinceremo e non lo impensierisce, affatto, di essere a capo di una minoranza. Infatti, la differenza tra la sconfitta e la vittoria di coloro che appartengono a Cristo, non dipende dagli uomini, dal loro numero, ma dall'onnipotenza di Dio. Non abbiate mai paura, quindi, di essere minoranza nel mondo, perché Dio vince il mondo, ma abbiate invece timore, anche se siete maggioranza, di essere, e di rimanere, nemici di Dio. "Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!» (Giovanni 16, 33).
212 - SI PRENDERA' CURA DI VOI
Abbandonate voi stessi, le persone che amate ed ogni questione importante della vostra vita, nelle mani del Signore Gesù. Includete in questo atto di affidamento, dopo i vostri cari, anche tutti gli altri vostri fratelli, senza limiti e senza eccezioni, perché Dio vi ha chiesto di amarli come voi stessi. Affidarsi a Dio, non significa smettere di essere previdenti, disimpegnarci dalle nostre responsabilità quotidiane, ma avere la certezza, che, laddove finiscono le nostre possibilità di intervento umano, è proprio allora che inizia l’intervento, decisivo, di Dio. La fatica, la lotta e la creatività del vivere non ci verrà annullata, ma la porteremo avanti con serenità e fiducia, sapendo che dove non riusciremo ad arrivare noi, arriverà Lui, con la Sua onnipotenza...
213 - DICIOTTO ANNI...!
Una donna, era rimasta prigioniera di una infermità, non di origini naturali, ma causata dal demonio per ben "diciotto anni"...! E non sarebbe mai guarita, se Gesù, con la sua onnipotenza, non fosse intervenuto per liberarla da quello spirito maligno, che “incurvava”, il suo corpo. Il demonio ci odia e cerca di farci del male, a volte anche con interventi straordinari, anche colpendo il nostro corpo. Ordinariamente, però ci aggredisce, a livello spirituale, cerca di colpire l'anima, per mezzo della tentazione, chiedendoci di acconsentire al peccato mortale, che uccide l'anima. Dio ci libera da molte malattie, attraverso i medici e la medicina, altre volte intervenendo in prima persona, cioè compiendo un miracolo. Le guarigioni dalle malattie, sono soltanto temporanee, perché il nostro corpo, almeno per ora, è un corpo mortale. Lo stesso Lazzaro che pur ha ottenuto da Gesù, un miracolo così grande, come quello di essere resuscitato, in seguito, poi, è dovuto morire, nuovamente. Per questo motivo, la guarigione che Dio ci vuol donare, la più importante di tutte, quella che rimarrà per sempre, è la “guarigione eterna”, che otterremo quando passeremo dal tempo all'eternità. In Paradiso, infatti, avremo la "salute perfetta" e non ci potremmo più ammalare, non potremo più morire, perché saremo immortali e nemmeno potremo più essere infelici, perché la croce non esisterà più. E otterremo tutto questo, perché saremo per sempre uniti a Dio e non potremo più separarci da Lui...! “In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio”. (Luca 13,10-13)
214 - HITLER E I MAFIOSI
Il primo popolo, che Dio scelse, fu quello degli Ebrei. Gesù stesso proviene dalla stirpe di Davide, Re di Israele e sua madre, Maria, è anch’essa ebrea. I primi apostoli e i primi discepoli, che Gesù si è scelto, appartengono al popolo ebraico. La “storia d'amore” tra Dio e gli uomini, ha inizio proprio da quel “popolo ebreo” e prosegue, poi, in un abbraccio, universale, che comprende tutti i popoli di tutte le nazioni, tutta l'umanità… Mi immagino la sorpresa di Hitler e il suo terrore "stampato sul viso", quando dopo la sua morte, si è trovato, all'improvviso, proprio difronte ad un “Giudice ebreo”, Gesù. Penso anche a tutti quelli che, hanno perseguitato i cristiani e alla loro terrorizzata incredulità nell'accorgersi che chi li avrebbe giudicati era proprio Cristo, cioè il "Capo di tutti i cristiani". Mi immagino anche i mafiosi, che “si credevano padreterni”, che “giocavano a fare Dio”, quando si troveranno difronte al "tribunale di Dio". Li immagino "impalliditi", "tremanti", “sudaticci”. “Terrorizzati”, nel rendersi conto, che, tutti coloro che hanno "ammazzato", o "fatto ammazzare", non erano, persone qualunque, ma erano tutti, dal primo all'ultimo, “figli di Dio”.
215 - UNO CONTRO DUEMILA
Il Vangelo ci racconta numerosi episodi di possessione diabolica, come ad esempio l'uomo che aveva posto sua dimora nei sepolcri e nessuno più riusciva a tenerlo legato, neanche con catene ed era posseduto da “duemila demoni”. Quest'uomo venne incontro a Gesù e Gesù lo liberò. Ai moderni esorcisti è concessa da Gesù la Sua stessa potenza, per continuare a scacciare, anche oggi, i demoni. La possessione diabolica, comunemente detta, è l’ingresso di uno spirito maligno nel corpo di una persona, per questo motivo, si dice che quella persona è "indemoniata", cioè ha il demonio nel corpo. Le possibili cause della possessione diabolica sono, il ricorso all’occultismo, alle sedute spiritiche, ad ogni tipo di magia, il tentativo, di prevedere il futuro, ad esempio con i tarocchi, o in altre forme, (tentativo, oltretutto inutile, perché il futuro solo Dio lo conosce e nessun'altro), il vivere in uno stato di peccato abituale o il compimento di peccati molto gravi. Teniamoci lontani, come la peste, quindi, da ogni, mago, maga o stregone che sia, perché chi varca la porta di questi professionisti dell’occulto, varca la porta di satana e teniamoci lontani dal peccato in generale. E se in passato abbiamo commesso questi peccati gravissimi, od altri peccati, qualsiasi altro peccato mortale, "sbrighiamoci" a chiedere perdono a Gesù, attraverso un sacerdote. Cristo è l’unico che può cancellare ogni nostra colpa, donarci nuovamente la sua protezione e le sue benedizioni. Le possessioni diaboliche del corpo, sono molto poche, rispetto alle possessioni diaboliche dell'anima. La possessione preferita dai demoni, è quella dell'anima, perché a differenza di quella del corpo, “è invisibile”, quindi non ce ne accorgiamo, non ci allarma e, se dovessimo morire, senza avere avuto il tempo, o la volontà di pentirci dei nostri peccati, l'inferno, per noi, in quel caso, sarebbe inevitabile.
216 - ISTRUZIONI PER L'ADORAZIONE
Molti si sentono pronti all'adorazione, solo se in chiesa è esposto il Santissimo Sacramento, ma sbagliano a porre questo limite. Non importa che Gesù sia esposto, o che sia chiuso nel tabernacolo. E nemmeno è necessario entrare in una chiesa, per poter adorare Gesù. Infatti, se siamo in grazia di Dio, diventiamo "chiesa di Dio" e più precisamente, “tabernacolo di Cristo”, perché Gesù, abita proprio dentro la nostra anima. Ogni volta che, per amore di Dio, ci "isoliamo" dal mondo, nel silenzio di una chiesa vuota, nel silenzio della nostra stanza, o nel silenzio della natura, siamo difronte a Cristo, in adorazione. E, perfino, quando siamo in mezzo al vociare festoso della gente, se i nostri pensieri sono "orientati" a Gesù", tanto che il nostro cuore si fa "rapire" da Lui, compiamo la preghiera di adorazione. E, attraverso Gesù e per mezzo di Gesù, siamo immersi in tutta la Santissima Trinità. Per mezzo di questa “preghiera di adorazione”, molto cara a Dio, perché è “preghiera del cuore”, siamo ricolmati di benedizioni noi, tutta la nostra famiglia e tutte quelle persone per le quali intercediamo.
217 - RINASCERE DAL GREMBO DI DIO
Mi immagino l'estasiata meraviglia di Nicodemo nell’apprendere dalle parole di Gesù, che "è possibile rinascere", che anzi, “è necessario rinascere”. E' necessario "nascere di nuovo", "nascere una seconda volta" e non più dal grembo di una donna, ma dal "grembo di Dio". Quante volte, nella tua vita, hai espresso, anzi "gridato", il tuo desiderio, "irrinunciabile", di rinascere…! Bene, la buona notizia è che tu sei già "rinato", nel giorno del battesimo, sei “nato alla vita eterna”. Lo Spirito Santo, lo stesso che si è incarnato in Maria, dando alla luce Gesù, “si è fatto carne in te”, per donarti una vita nuova e non più mortale, ma, finalmente, immortale. E, da quel momento in poi, non sei più, semplicemente, figlio di un uomo e di una donna, ma “figlio di Dio”. "C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui». Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito. Non ti meravigliare se ti ho detto: "Bisogna che nasciate di nuovo". (Giovanni 3, 1-7).
218 - DI DIO O DEL DIAVOLO
Non esiste pace interiore, senza che nel nostro cuore sia presente Gesù e Lui è presente dentro di noi, quando "facciamo spazio", nella nostra vita, alla Sua volontà. La volontà di Dio è indirizzata, solo e soltanto, al bene nostro, dei nostri fratelli e dell’umanità intera. L’amore o l’odio, la giustizia o l’ingiustizia, il male o il bene che coltiviamo prima nel cuore e poi compiamo anche con le nostre azioni, sono “vasi comunicanti”. Possiamo scegliere di essere "vasi comunicanti di Dio", o "vasi comunicanti del diavolo". Dio "sa tutto" e "vede tutto", a Lui non si può nascondere il male che facciamo e conosce il bene che compiamo. Dio ha la capacità di "leggere" nei nostri cuori, la fede o l’incredulità, la fiducia o la diffidenza, la speranza riposta in Lui, oppure unicamente nelle cose e nelle persone del mondo.
219 - IL DIVINO VASAIO
La superbia impedisce l’azione di salvezza della grazia di Dio. Infatti, l’opera di santificazione dello Spirito Santo è come quella di un “Divino Vasaio” che non può plasmare l’argilla del nostro cuore, se è “indurita dalla superbia”. Solo l’umiltà del cuore, che rende modellabile il nostro cuore e la nostra vita, consente a “Dio Creatore”, di fare di noi, dei capolavori di santità, cioè in strumenti divini per la salvezza dell’umanità.
220 - DA STREGONE A SANTO
C'era una volta, ad Antiochia, un famoso stregone di nome Cipriano e anche il padre lo era stato, prima di lui... Cipriano si sentiva "forte" nel male, perché aveva accumulato anni di esperienza nell'occultismo. Un giorno si presentò a lui un cliente che gli chiese di fare un sortilegio per far innamorare una donna di cui si era invaghito e lui gli rispose, sicuro di sé, che non ci sarebbe stato nessun problema e che poteva considerare la cosa fatta. Una settimana dopo, il cliente tornò, ma rimase stupefatto, quando Cipriano gli rispose le seguenti parole: «Il diavolo mi ha risposto che non c'è assolutamente niente da fare, che non può influire sulla ragazza, perché è una fervente cristiana, un angelo in carne ed ossa». E ha proseguito dicendo: «Io stesso mi sono reso conto che i demoni sono impotenti davanti a Cristo. Allora mi sono messo a cercare, ogni via, per conoscere chi è questo Gesù di Nazareth, chiamato Cristo e me ne sono davvero innamorato. Ho deciso di bruciare tutti i miei libri diabolici, rinuncio al paganesimo ed abbraccio, con gioia, la religione cristiana!». Cipriano, ex operatore di magia nera, non solo ha rinnegato il suo passato e ha ricevuto la salvezza, ma si è talmente infiammato di fede e di amore per Cristo, che è diventato San Cipriano. Il percorso di vita di Cipriano, da essere diabolico, a persona santa e perfino canonizzata dalla Chiesa, è la conferma, pratica, che la misericordia di Dio è senza limiti e che è aperta a tutti, indipendentemente dalla gravità dei peccati, con i quali ci siamo macchiati. E' sufficiente accorgersi di avere sbagliato, essere addolorati del male fatto, avere il desiderio di cambiare vita e chiedere la possibilità, di "rinascere in Cristo" e ottenerla, per mezzo del perdono, gratuito, di Gesù.
221 - MARTIRI DI DIO O DI SATANA
A noi, il Signore non chiede di offrire il nostro sangue, come i primi martiri della storia cristiana, o quelli perseguitati, ancora oggi. Eppure, ogni croce, qualsiasi croce, piccola, media o grande, che sia, ha il valore di un martirio, agli occhi di Dio, se accettata, o meglio ancora, offerta a Dio, per la salvezza delle anime. Tutti siamo sottoposti alla croce, ma solo quelli che si convertiranno, o aumenteranno il loro grado di santità, grazie alla loro croce, non avranno sofferto inutilmente, qui su questa terra. Infatti, smetteranno di soffrire in Cielo, mentre, gli altri, continueranno a soffrire, anche all'inferno, continueranno a soffrire per l'eternità. In fin dei conti, esistono però due tipi di martiri, i "martiri di Gesù" e i “martiri di satana”. I primi “investono bene” la loro vita e otterranno in cambio, la vita eterna, mentre i secondi, bruciano la loro vita e otterranno in cambio, le fiamme dell'inferno. "Dio gradisce i giusti come un olocausto. Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro dipartita da noi una rovina, ma essi sono nella pace. Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità. In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé. (Sapienza 3, 1- 5)
222 - GLI INCATTIVITI DALLA VITA
Ci sono ferite dell'anima, mai rimarginate e dolori sotterranei, che, a volte, anziché santificarci e quindi renderci più buoni, ci rendono, invece, “persone incattivite dalla vita”. E il diavolo usa, queste “persone incattivite dalla vita”, se loro stesse glielo consentono, per impedire loro l'attuazione del comandamento dell'amore, senza il quale, però, non c'è salvezza. Gli incattiviti dalla vita, sono diventati, presuntuosi, superbi, scontrosi, litigiosi, irascibili, vendicativi, guerrafondai. Odiano i fratelli, il mondo intero e perfino Dio, tanto che lo bestemmiano, con la loro vita, se non, a volte, anche con le parole. E, pur senza rendersene conto, loro che erano stati creati da Dio, per essere simili a Dio, si fanno, invece, “controfigure del diavolo”. In tal modo, però, ancor prima che fare del male agli altri, fanno del male a se stessi. Il diavolo, ha approfittato delle loro ferite, attraverso di esse è entrato nel loro cuore e ha deciso di rimanerci stabilmente. Ora, comanda, a bacchetta la loro vita, avendo trasformato, queste persone, in “marionette senza volontà propria”. Questi incattiviti dalla vita, hanno fatto della malvagità, la “risposta sbagliata”, alle loro ferite ancora aperte, che, in realtà, gridano, pur senza parole, un “disperato bisogno di guarigione”. La loro cattiveria è un inconsapevole “richiesta di aiuto”, dovute a ”fami e seti di amore", mai saziate e che solo Dio potrà colmare, riempire, soddisfare. Nessun medico al mondo, potrà guarire, queste ferite invisibili, ma lancinanti, se non Gesù, nostro “Medico del corpo e dell'anima”. E Cristo guarirà queste ferite, apparentemente inguaribili, attraverso la medicina dell'amore. Non, però, “l'amore egoistico”, che riempie solo “caraffe bucate”, bensì l'amore soprannaturale, l'amore di Cristo e l'amore in Cristo. Quell'amore divino che Lui ci dona, sia per via diretta, amandoci in prima Persona, che per via indiretta, cioè amandoci anche per mezzo dell'amore che i nostri fratelli, per amore Suo, ci donano. La prossima volta, quindi, quando incontrerete, un incattivito dalla vita, non dimenticatevi mai che non si tratta di un estraneo, non si tratta di un vostro nemico, ma di vostro fratello. Un fratello che satana ha fatto schiavo e che, come fosse un cane, conduce a catena, per le strade del mondo. E anche per lui, Gesù, ha sparso sulla croce il Suo sangue prezioso, perché anche lui, grazie alla sua conversione, ottenuta per mezzo della vostra intercessione, sia salvato. Dio non vi chiede di frequentarlo, perché, non sarebbe prudente farlo e vi mette in guardia, dal rispondere alle sue eventuali provocazioni. Dio vi comanda di non odiarli, perché se lo faceste cadreste, come polli, nella trappola del maligno. Gesù “vi comanda di amarli”, perché sono fratelli Suoi e vostri, figli dello stesso Padre celeste e amandoli, di avere compassione per loro, e per questo, di presentarli, nel segreto del vostro cuore, alla Sua misericordia, infinita misericordia.
223 - “RENDIMI FEDELE”
Dobbiamo chiedere a Gesù, instancabilmente, notte e giorno, per tutti i giorni della nostra vita, di essere preservati dal peccato, con l’aiuto della grazia. “Gesù rendimi fedele”, questa deve essere la nostra prima preghiera. È l'equivalente del “Sia fatta la tua volontà”, che ripetiamo, ogni volta, quando recitiamo il Padre nostro. È una preghiera di solo tre parole, eppure ha una potenza ineguagliabile presso il cuore di Gesù, tanto è vero che è sempre esaudita. “Gesù rendimi fedele” deve essere un'invocazione del cuore e della volontà, prima ancora che delle labbra e quando non puoi pronunciarla con le parole, devi farlo anche solo mentalmente. Se sei innamorato di Gesù, "tremi" al solo pensiero di perderlo e allora quando chiedi a Dio la capacità di essergli fedele, stai chiedendo a Dio, Dio stesso. «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono." Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo una cosa sola» (Giovanni 10, 27-30).
224 - UN PARLARE DI SGUARDI
A volte, Dio, mentre stiamo pregando, suscita in noi il desiderio di interrompere le parole, per farci entrare in un livello di preghiera più profonda, quella contemplativa. Allora, potrebbe farvi avvertire e gustare, all'improvviso, la Sua presenza, senza dirvi nessuna parola. Oppure potrebbe iniziare a parlarvi, o a suscitarvi in voi visioni interiori. In ognuno di questi casi, accogliete con gioia e riconoscenza, questi "doni mistici" ed entrate nella dimensione del "silenzio assoluto", per "trasformare" la vostra "preghiera delle parole", in "preghiera dell'ascolto". Altre volte, specialmente quando siamo ispirati dalla grazia, possiamo "anticipare" i desideri di Dio e sintonizzarci fin da subito con Lui, mediante l'intimità inarrivabile della preghiera di contemplazione, senza nemmeno passare, prima, per la preghiera delle parole. D'altronde che cosa c'è di più bello che lasciarsi amare da Dio…?!!! Tanto più, sperimenteremo questo amore infinito di Dio per noi, che “infiamma il nostro cuore”, “infervora la nostra mente” e “rende di acciaio la nostra volontà”, e tanto più potremo “restituirlo”, oltre che a Dio, anche al mondo intero. Quando entriamo nella dimensione della preghiera contemplativa, che è la "preghiera del cuore", perdiamo felicemente la cognizione del tempo e i contatti con la realtà materiale, si rarefanno. E, in questi momenti di assoluta e perfetta comunione d'amore tra noi e Dio, il finito e l’Infinito si "toccano", "sconfinano" reciprocamente e si "completano" e in questi “attimi di Cielo”, tutto può accadere…! La preghiera di contemplazione, tra noi e Dio, ma anche quella tra di noi e la nostra Mamma celeste, è quella in cui due innamorati, si dicono tutto, anche stando in perfetto silenzio, perché il loro parlare è un "parlare di sguardi".
225 - L'ANALFABETISMO SPIRITUALE
È esperienza comune, che la stragrande maggioranza dei film che ci vengono proposti, al cinema o alla Tv, indipendentemente, dal loro genere, dal loro contenuto e dalla loro trama, il vero protagonista è la libertà sessuale, sfrenata e incondizionata. Ma puoi ritenerti davvero ritenerti libero, se ciò credi ti offra la libertà, invece ti rende schiavo? Talmente schiavo da non poter più fare a meno di questa “finta libertà”. È questo il "modello di vita" che ci viene proposto, come "normalità", lo “sfogo del piacere”, quasi come una "necessità fisiologica", da soddisfare a tutti i costi, come ad esempio fare la "pipì", ma con la pretesa di chiamarla "amore". Le schiavitù che ci conducono al peccato mortale, sono tante e diverse e sono tutte "tossicodipendenze", ma quella che riempie di più l'inferno è sicuramente quella della lussuria. Infatti, non tutti uccidono, non tutti rubano, non tutti odiano, però, state pur sicuri, che, se affronterete il tema sessuale, anche con molti cristiani, con la massima naturalezza, vi risponderanno: "E che male c'è...?!! Questo è un nuovo tipo di analfabetismo, “l'analfabetismo spirituale”.
226 - LA VERA RICCHEZZA
Se ci fosse meno egoismo nel mondo, il problema della povertà, il problema materiale del vivere, sarebbe risolto. Dio ci ha reso "amministratori" e “non proprietari” di ciò che possediamo e ci comanda di non dimenticarci di quelli che sono nella povertà. Se Dio ti dà il dono della ricchezza, non te lo dà solo per far star bene te e la tua famiglia, ma anche per poter aiutare quelli che hanno problemi di sopravvivenza. Tra tutte le ingiustizie che si possono commettere, agli occhi di Dio, quella più grave è decidere di tenere tutto per sé. Non solo l'odio, ma anche l'indifferenza, cioè "l'essere sordi" alle necessità dei fratelli e il "voltarsi dall'altra parte", è “il contrario dell'amore”, di quell'amore che Cristo ci comanda. Gesù si fa presente in ogni uomo, ma ancor di più nei deboli, nei piccoli, negli ultimi, negli indifesi, nei poveri. Tutti, con la morte, perderemo i nostri beni terreni, ma solo alcuni riceveranno, in cambio, beni e ricchezze, infinitamente più grandi e inestimabili di quelle che avevano posseduto in questa terra: quelli che, in questa vita, non si saranno dimenticati dei fratelli in difficoltà. «E disse loro: Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni» (Luca 12,3). «Io vi dico: ogni ricchezza puzza d’ingiustizia: voi usatela per farvi degli amici; così, quando non avrete più ricchezze, i vostri amici vi accoglieranno presso Dio» (Luca 16:9).
227 - CAPIRE IL VANGELO
Maria è Colei che ha permesso che si compisse il piano di salvezza di Dio, dando alla luce il Salvatore. Gesù è il “nuovo Adamo” e Maria è la “nuova Eva”, Gesù è il "Redentore" e Maria è la "Corredentrice". Gesù e Maria, con il loro “si” alla volontà di Dio, sono diventati i “capostipiti” di una nuova umanità, quella dei salvati. Tentare di “marginalizzare” la "Madre di Dio", vuol dire “non aver capito niente del Vangelo”. Nel piano salvifico di Dio, il dono dell’incarnazione, il dono della passione, il dono della morte, il dono della resurrezione, il dono dello Spirito Santo e il dono della Madre di Dio, sono tutti doni "strettamente concatenati" tra di loro. Non puoi decidere di accettare solo qualcuno di questi doni, rifiutandone altri, perché sono inseparabili tra di loro. Gesù, non solo ci ha "donato", ma ci ha anche "comandato" di accettare Maria, la Madre di Dio, come anche nostra stessa Madre. Siamo grati a Gesù che, dopo averci donato la sua stessa vita, ci ha donato anche la sua stessa Madre e "accogliamo" Maria nella nostra "casa", cioè nel nostro "cuore" e Lei riempirà di Gesù la nostra "vita". "Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa". (Giovanni 19, 26-27).
228 - IL PECCATO PIU' GRANDE
Sapete qual è il peccato più grave, Il Deicidio forse? No, perché Gesù prima di morire sulla croce, si è rivolto al Padre dicendo: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”. (Luca 23:34). Gesù non è il "Giustiziere", ma è il "Salvatore", perché è venuto nel mondo "non per vendicarsi", ma per "perdonarci" e per ottenerci, attraverso il perdono, il dono della salvezza eterna. Quelli però, che non rinunceranno ai loro peccati, “vanificheranno” l’opera di redenzione di Gesù, per loro. Per coloro che si ostinano nel peccato, infatti, è come se Gesù si fosse "incarnato inutilmente", avesse "sofferto inutilmente", fosse "morto inutilmente", fosse "risorto inutilmente" e li avesse "amati (più della Sua stessa vita) inutilmente", …! Per questo, coloro che avranno preferito, fino alla fine della loro vita terrena, l'amore per i peccato, all'amore per Gesù, andranno incontro al giudizio, alla condanna e al supplizio eterno. Decidendo di rimanere nei loro peccati, hanno, infatti, "chiuso" le "porte del loro cuore" alla misericordia di Dio, hanno impedito, a Gesù, di salvarli dall'infelicità eterna.
229 - L'AUTOSTRADA DELLA FELICITA'
Il perdono, che Dio ci concede, gratuitamente, è subordinato al perdono, che anche noi, dobbiamo concedere, altrettanto gratuitamente, ai nostri fratelli. Il “primo passo” che Dio ci chiede di compiere è quello di perdonare, con la forza della nostra volontà. per cui, anche se il nostro cuore non fosse ancora d'accordo a perdonare, non fa nulla, perché il "secondo passo", sarà Dio stesso a compierlo… Un giorno Gesù ci sorprenderà, "dilatando" il nostro cuore, fino al punto che, perdonare, per noi, non sarà più un sacrificio, ma addirittura una gioia, profonda e incontenibile… E questa gioia è sempre accompagnata ad un senso di liberazione che alleggerisce l'anima e la fa volare fino al settimo cielo. Il perdono è semplicemente la conseguenza dell'amore, che Dio ci comanda. “Se manca il perdono di Cristo”, che Cristo dona a noi e che noi doniamo a nostra volta, anche ai nostri fratelli, “è assente anche l'amore di Cristo”. E, se manca l'amore di Cristo, manca anche Cristo, ma se siamo separati da Cristo, siamo separati anche dalla felicità, che come una sorgente, di acqua viva, viene da Cristo. Non puoi sperare di “far correre in autostrada”, il tuo amore, lasciando "inserito" il "freno a mano", senza “bruciare la tua felicità”. Incomincia a perdonare, con un semplice atto di volontà e ti garantisco perché, l’ho provato personalmente, infinite volte, che tornerai a correre… tu e la tua felicità…!
230 - TI COMANDA DI AMARE
"Dio è Amore", ti ha creato per amore, ti comanda di amare. Non ti "suggerisce" di amare, ma ti "comanda" di amare e lo comanda a tutti e non solo a noi cristiani. È vero che ti lascia libero, anche di non amare, ma è altrettanto vero che, un giorno, "ti giudicherà sull’amore" e non su altre materie, non su altri temi, non su altri argomenti, non su altre realtà… A Dio non interessa se in questa vita, se sei stato un uomo di successo, o di cultura, o di potere, o di grande fascino, neppure se eri un teologo, un cardinale, o se hai scritto libri su Gesù, perché Dio ti chiederà conto, solo e soltanto, dell’amore…
231 - I SANTI DESIDERI
Noi, con le nostre sole forze, non saremmo mai capaci di amare come Dio vuole che amiamo, cioè con quell'amore che il Vangelo chiama Carità, l'amore puro, donativo e gratuito, quindi bisogna chiedere questa "capacità di amare", come Dio vuole che amiamo, a Dio stesso, per mezzo della preghiera. Dio esaudisce, sempre, i nostri santi desideri, perché Lui stesso ce li ispira.
232 - PADRE LIVIO E IL PAPA
“Meglio vivere come ateo che andare in chiesa e odiare”, è questo il discorso pronunciato da Papa Francesco durante un’omelia, trasmessa in tutto il mondo. Naturalmente non intendeva, con questo, invitare i fedeli a perdere la fede e a rinunciare alla messa, ma richiamava, con parole dure, ma necessarie, “quelli che si dicono cristiani”, “a comportarsi come cristiani”… E Padre Livio, non ha mai smesso di ripetere, dai microfoni di Radio Maria, che, chi danneggia maggiormente la chiesa, non sono i suoi nemici esterni, ma quelli interni, cioè quei cristiani, che sono di scandalo ai loro fratelli. Quanti cristiani, dopo essere usciti dalla messa continuano ad odiare, né, più né meno come facevano prima… E quanti, a causa del comportamento di alcuni sacerdoti, se vicini, si allontanano dalla chiesa e se lontani, non si avvicineranno mai ?!!! Ed entrambi, quelli che erano vicini e quelli che sono rimasti lontani, parleranno male della chiesa, allontanando, in tal modo, ulteriormente, anche altre persone dalla chiesa. “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. (Matteo 23, 27-28).
233 - 24 ORE SU 24
Non possiamo vedere gli angeli, ma ci sono e “vegliano su di noi”, “ogni giorno”, “24 ore su 24”. Non dimentichiamoci mai del nostro angelo custode, parliamogli, rivolgiamogli i nostri S.O.S. sia nel momento della tentazione, perché ci aiuti ad essere fedeli al Signore Gesù e anche quando abbiamo scelte importanti da prendere nella nostra vita, affinché ci suggerisca quali sono quelle giuste. Amiamolo, ringraziamolo e soprattutto, non smettiamo, mai, di essere riconoscenti a Dio, per questo Suo inestimabile dono. Quando saremo in Cielo, fra tutti angeli, quello che ci verrà incontro, per primo, sarà proprio il nostro angelo custode e finalmente potremo vederlo abbracciarlo e ringraziarlo e stare per sempre insieme a lui. "Così dice il Signore: «Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, da’ ascolto alla sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui. Se tu dai ascolto alla sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l’avversario dei tuoi avversari. Il mio angelo camminerà alla tua testa». (Esodo 23,20-23a) "L'angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono e li salva”. (Salmo 34, 8).
234 - CORRETE DAL PADRE
E quando arriva la croce, insieme ad essa, spesso, si presenta, anche la tentazione di sfiducia nei confronti di Dio, che è il “tentativo” del diavolo di “minare” la nostra fede. Per sfuggire a questa “macchinazione infernale”, è necessario ricorrere alla preghiera, concepita come un vero e proprio atto di fede. Per poter chiamare Dio, "Padre", devo infatti compiere questo profondo e preliminare atto di fede: Dio è veramente mio Padre…! Dio è il mio Papà. Gesù stesso, ci conferma che Dio è Padre, con queste sue precise parole: «Quando pregate, dite: Padre». (Luca 11, 1). Allora, visto che abbiamo questa fortuna, immensa, di avere Dio come Padre, ricorriamo a Lui e corriamo da Lui… E siccome, in realtà, Lui è già corso da noi, prima ancora che noi corressimo da lui, perché Dio precede sempre il nostro desiderio di stare con Lui, basta semplicemente immaginarlo presente, davanti a noi e parlare a Lui. Dobbiamo parlare a Dio, come parleremo ad un Padre, con la sicurezza che ci ascolterà e ci concederà che tutto ciò che, di bene e di buono, è necessario per la nostra vita.
235 - LA VOCE DI DIO
I salmi sono le più antiche preghiere della Sacra scrittura. I salmi, sono le “fondamenta” stesse di ogni altra preghiera, i salmi sono "Parola di Dio". I salmi sono la "Voce di Dio", prestata agli uomini per dialogare con Dio. I salmi, hanno “forgiato” intere schiere di santi di ogni generazione, epoca e nazione. I salmi sono la “strada spirituale”, attraverso la quale, ancora oggi, Dio “ci conduce per mano”, per farci arrivare, sani e salvi, fino alla destinazione finale tanto desiderata, quella del Paradiso. I salmi “rafforzano” il nostro legame con il Padre, con il Figlio e ci “regalano” la pienezza dello Spirito Santo… I salmi sono la “manna” donata a noi, dal Cielo, come “cibo spirituale” e come “manuale di sopravvivenza”, per “deserti urbani” della nostra esistenza. I salmi sono un “faro di luce”, in grado di “squarciare le tenebre”, con potenza inaudita. I salmi ci fanno “vincere l’ignoranza spirituale”, mettendoci in grado di capire Dio, noi stessi, gli uomini, la vita, il mondo… I salmi sono quelle “iniezioni di fiducia”, necessarie e indispensabili, per far crescere, in “modo esponenziale”, la nostra fede. Tanto più avremo “familiarità” con i salmi e tanto più saremo in grado di capire che, il nostro futuro, coincide con l’amore, infinito, che Dio nutre per noi. I salmi sono dei veri e propri “riflettori” accesi sui “misteri di Dio”, affinché ci vengano “svelati”. I salmi sono un “riparo sicuro”, dove “rifugiarsi” nelle “tempeste della vita” ed una “gioia moltiplicata” nei momenti sereni. I salmi sono un “grido d’amore”, di fede e di speranza, che arriva direttamente al cuore “paterno e materno” di Dio e che risponde donandoci ogni grazia ci necessiti. Gli evangelisti, prima di scrivere il Vangelo, ispirati da Dio, hanno pregato i salmi. Gesù stesso ha pregato i salmi. Si, i salmi sono le preghiere che ha pregato Gesù e a solo a pensarci vengono i brividi… di gioia!
236 - UNA BELLEZZA DIVINA
Un giorno, Gesù concesse a Santa Caterina da Siena, di vedere un’anima in grazia di Dio, così come è realmente. La santa, alla vista di questa anima, rimase talmente affascinata, che esclamò: «O mio Dio, se la fede non mi insegnasse che non vi è che un solo Dio, io crederei che questa anima sia un’altra divinità; no, Dio mio, non mi stupisco più che Tu sia morto e risorto per un’anima tanto bella...!». Quando siamo uniti a Dio e tanto più siamo uniti strettamente a Lui, la nostra anima "sconfina" in Dio e Dio "sconfina" nella nostra anima, in una "fusione d’amore", dove non è più possibile distinguere l’umano dal divino. La luce di Dio che proviene dalla nostra anima, si "riflette", inevitabilmente anche sul corpo ma, qui sulla terra, ci è concessa una visione di questa sfolgorante bellezza, solo parziale.
237 - L'IMPOSSIBILE NON ESISTE
È impossibile essere uniti a Dio senza fare la volontà di Dio ed è impossibile fare la volontà di Dio, senza la "grazia santificante", che viene in "soccorso" della nostra "debolezza"... La grazia è il dono gratuito di Dio, donatoci per i meriti di Cristo, che ci rende figli di Dio e ci fa partecipare alla sua stessa divinità. Mediante "l’inabitazione divina", tutta la Trinità viene a “dimorare” nella nostra anima e noi diventiamo “tempio di Dio”. Con il dono della grazia, Dio si fa unità con l’uomo, per renderlo simile a Lui. È "l’impossibile" che diventa "possibile", perché nel vocabolario di Dio la parola impossibile non esiste. “L’unigenito Figlio di Dio, volendo che noi fossimo partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura, affinché, Dio, fatto uomo, facesse gli uomini dei”. (San Tommaso d’Aquino).
238 - SOTTO LE ALI DI DIO
Se lasciamo ai nostri pensieri negativi, preoccupazioni, ansie, paure, il controllo della nostra mente, senza reagire, rischiamo la nostra “destabilizzazione”. Per evitare di cadere sotto la “dittatura” di questi “pensieri parassitari”, la cui “regia occulta” è sempre quella del maligno, dobbiamo “aggredirli sul nascere”, con “l’arma” della Parola di Dio. «Chi abita al riparo dell'Altissimo riposa all'ombra dell'Onnipotente. Io dico al Signore: «Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido!». Egli ti coprirà con le sue penne e sotto le sue ali troverai rifugio. La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.» (Salmo 91: 1,2,4).
239 - NESSUNA PREGHIERA VA PERDUTA
"Qualunque cosa tu faccia, se desideri l'unione col Signore, non interrompi la tua preghiera. Smetterai di pregare solo se avrai smesso di amare" (Sant'Agostino). “La preghiera mentale non è altro che un intimo rapporto di amicizia, un frequente intrattenersi, da solo a solo, con Colui da cui sappiamo d'essere amati. (Santa Teresa d'Avila). Nessuna preghiera va perduta, ma rimane in eterno, stanne certo, fanne una certezza incrollabile della tua vita. Le nostre preghiere ”si accumulano", una sopra l'altra ed ognuna è un gradino. E, “tanti gradini” formeranno una “scala”, che ci permetterà di salire, fino in Paradiso.
240 - IL LEGNO PROFUMATO
La croce ci fa soffrire, viene considerata un guaio e ne si dà la colpa alla sfortuna e al destino. Eppure il destino non esiste, perché tutto quello che ci accade, non avviene mai per caso, ma è sempre sotto il “controllo di Dio” e la fortuna o la sfortuna, la decidiamo noi, rimanendo uniti a Dio, o separandoci da Lui. Dio, amandoci, vuole proteggerci da ogni male, anche dal male che faremo a noi stessi, se ci allontanassimo da Lui. Quando ci assale il dubbio di essere stati abbandonati da Gesù, perché stiamo soffrendo, è proprio quello, invece, il momento, in cui, Lui è più vicino a noi. Chiediamo pure a Dio, con la preghiera, di toglierci le nostre croci, ma nel frattempo, finché non ci esaudirà, offriamole a Lui, per la salvezza delle anime. Dio ci libererà da molte croci, anche se altre seguiranno, perché la sofferenza fa parte di questa vita presente, che non è fine a se stessa. Dio paragona le nostre sofferenze ad un “parto”, dove le “doglie sono inevitabili”, sono necessarie per “dare alla luce” una “nuova vita”, finalmente eterna, che ci farà dimenticare le sofferenze passate. La vita che "daremo alla luce", sarà la nostra "nuova vita", "perfetta" e "ideale", quella che avevamo sempre sognato. E quando ci "volteremo indietro", per guardare i "gradini" di quella "scala" che ci ha condotto fino al Paradiso, scopriremo che sono fatti con il "legno", "profumato" della croce, con il profumo della stessa santità di Cristo, che ora è anche la nostra. "E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria". (Romani 8, 17). “Io ritengo, infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi. La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere, ma per volere di colui che l'ha sottomessa - e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Poiché nella speranza noi siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe ancora sperarlo? Ma se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza”. (Romani 8, 18- 25)
211 - UNA MINORANZA VITTORIOSA
212 - SI PRENDERA' CURA DI VOI
213 - DICIOTTO ANNI...!
214 - HITLER E I MAFIOSI
215 - UNO CONTRO DUEMILA
216 - ISTRUZIONI PER L'ADORAZIONE
217 - RINASCERE DAL GREMBO DI DIO
218 - DI DIO O DEL DIAVOLO
219 - IL DIVINO VASAIO
220 - DA STREGONE A SANTO
221 - MARTIRI DI DIO O DI SATANA
222 - GLI INCATTIVITI DALLA VITA
223 - “RENDIMI FEDELE”
224 - UN PARLARE DI SGUARDI
225 - L'ANALFABETISMO SPIRITUALE
226 - LA VERA RICCHEZZA
227 - CAPIRE IL VANGELO
228 - IL PECCATO PIU' GRANDE
229 - L'AUTOSTRADA DELLA FELICITA'
230 - TI COMANDA DI AMARE
231 - I SANTI DESIDERI
232 - PADRE LIVIO E IL PAPA
233 - 24 ORE SU 24
234 - CORRETE DAL PADRE
235 - LA VOCE DI DIO
236 - UNA BELLEZZA DIVINA
237 - L'IMPOSSIBILE NON ESISTE
238 - SOTTO LE ALI DI DIO
239 - NESSUNA PREGHIERA VA PERDUTA
240 - IL LEGNO PROFUMATO
Testi e immagini © di Luigi Tosti
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