La fotografia del Paradiso

61 I DUE PARADISI
Il mondo, in origine, era stato previsto da Dio, come un “Paradiso terrestre”, in cui vivere una vita beata. Si, perché, in principio, non esisteva la morte, la sofferenza, la fatica, la vecchiaia e non occorreva nemmeno la fatica dello studiare, perché tra i tanti privilegi, che Dio ci aveva donato, c'era anche quello della “scienza infusa”. Poi, un giorno, però, Adamo ed Eva, si comportarono da “guastafeste"… Peccarono ed, essendo Il loro un peccato mortale, persero tutti i privilegi di cui godevano, compreso quello dell'immortalità.. Adamo ed Eva, compirono la volontà del diavolo, al posto di quella di Dio. E la volontà del diavolo, è ”sempre", “solo” e “comunque”, quella di “farci ribellare a Dio”, con lo scopo di dividerci da Lui. Infatti, se ci ribelliamo a Dio, perdiamo la Sua protezione, già nel presente. Infatti, come possiamo sperare di essere protetti dal diavolo, se noi, che siamo esseri liberi, facciamo nostra la volontà del demonio…?!! E, se persevereremo, fino alla fine, nel comportarci da “figli del diavolo”, “saremo diseredati” dal nostro Padre celeste. Non avremo fatto tesoro dell'errore dei nostri progenitori che perdettero il “diritto al Paradiso”, quello terreno, perché, ripetendo il loro stesso errore, perderemmo, a nostra volta, il “diritto al Paradiso”, quello celeste".
62 LA SALA D’ATTESA SUL MARE
Un giorno al bar, ricevetti, come resto, una banconota, dove qualcuno, con una penna, aveva scritto, sopra: “Quando un giorno morirò, sicuramente andrò in Paradiso, perché all’inferno ci sono già stata”. Si, è capitato a tutti, di essere andati incontro a drammatiche disillusioni, specialmente dopo che avevamo creduto che il Paradiso fosse qui, su questa terra. Ma non si possono confondere le sofferenze di questa vita presente, con l’inferno, perché l’inferno, quello vero, sarà la separazione, definitiva, da Dio e quindi anche dalla felicità. Anzi, a dire il vero, le sofferenze di questa vita, nel progetto di salvezza di Dio, hanno proprio lo scopo di distaccarci dal peccato, per ottenerci, in dono, il Paradiso, che è il “Regno dell’amore e della felicità” …! Questa vita, possiamo paragonarla al "purgatorio", cioè ad un periodo di "purificazione" dal nostro egoismo, per ottenerci la capacità di amare Dio, per Se stesso e di amare i fratelli, per amore di Dio. Questa vita possiamo paragonarla ad una “sala d’aspetto” sul mare, che, sì, è certamente “aggredita dalle tempeste della vita”, ma che “non ci travolgeranno mai”, se rimarremo uniti a Cristo. Questa sala d'attesa è preziosa, nonostante le sofferenze che dovremo sopportare, perché è "l'anticamera" della “felicità assoluta e senza fine”. Quando terminerà l'attesa, avremo un soprassalto, nel sentire il nostro nome pronunciato da Gesù. E quando ci gireremo, scopriremo con stupore infinito, il Suo volto, il Suo sorriso e il Suo abbraccio. Lui stesso ci "consegnerà" i doni dell’immortalità e della vita eterna e ci "restituirà" anche tutti quei nostri cari che, qui sulla terra, solo temporaneamente, avevamo perduto.
63 IL LIETO FINE GARANTITO
Nascere, crescere, soffrire e poi smettere di vivere, scomparire... Se fosse così, la vita sarebbe una vera e propria fregatura e non varrebbe nemmeno la pena di viverla e saremmo governati da un dio malvagio e crudele. Invece, Dio, con il “mistero della Pasqua”, ha dimostrato di amarci di amore infinito. Ha offerto per noi e per la nostra salvezza eterna, la vita del Suo Figlio unigenito sulla croce, dopo avergli fatto assumere anche la nostra stessa natura umana. E il mistero della Pasqua, non è più un mistero, perché è rivelazione di Dio. È la promessa del "lieto fine garantito”, per coloro che crederanno in Cristo Gesù, nostro Redentore e nostro Salvatore e credendo compiranno, con l’aiuto della divina grazia, la Sua volontà. Per loro la Pasqua sarà il “passaggio” dal “mondo che passa”, al “mondo che non passerà mai più, dalla “vita temporanea” alla “vita eterna”, dalla “croce”, alla “gloria”, dalla “morte”, alla “vita eterna”, dalla “terra”, al “Paradiso. Per loro la Pasqua, sarà quel "ponte divino", posto "tra terra e Cielo", che li condurrà, a quella vita ideale, che hanno sempre desiderato. Sarà l'avverarsi della favola del "E vissero per sempre felici (innamorati) e contenti".
64 NIENTE PIU' NEMICI
Se, già, in questa vita, l'Amore di Dio, è riversato nel cuore di coloro che accettano, con gioia di essere abitati da Lui, figuriamoci l'oceano, infinito, fatto non di acqua, ma di amore e di felicità, con cui sarà inondato in Paradiso… Saremo tutti "immersi nell'Amore", "nuoteremo nell'amore", ci "tufferemo nell'amore". Va con sé, che in Paradiso, non ci sarà posto per l'odio. E quelli che ci odiavano, in questa terra, allora che fine faranno? In Paradiso non ci saranno più nemici, perché tutti quelli, che fino alla fine, ci hanno odiato, saranno per sempre separati da noi e rinchiusi, in quel "penitenziario", che si chiama inferno e nel quale, una volta entrati, non si esce mai più. D'altronde, gli “odiatori seriali”, avrebbero potuto pentirsi e ricorrere al perdono di Dio Padre, ma non lo hanno fatto, perché non intendevano convertirsi. Hanno fatto "scadere", il tempo della "salvezza", che a tutti i peccatori è concesso e, per loro, è iniziato, il tempo della "condanna" con il “fine pena mai…”, “l’ergastolo per l’eternità”.
65 LA VISIONE DI DIO
L’amore di Cristo, si incomincia a comprendere quando “ascoltiamo”, “meditiamo” e “contempliamo” la Parola di Dio, quando riceviamo in “dono” i "sacramenti" della riconciliazione, dell’Eucarestia e quando “abbracciamo la croce". Giobbe ci viene descritto come esempio di santità, eppure nemmeno a lui viene risparmiata la croce: “C'era nella terra di Uz un uomo chiamato Giobbe: uomo integro e retto, temeva Dio e si teneva lontano dal male. (Giobbe 1,1). Si, esiste il dolore che si abbatte sui “colpevoli” ed è “la croce di correzione”. È la volontà d’amore di Dio che le tenta tutte, per cercare di “strapparci al peccato” e salvarci dall’inferno e la Bibbia è piena di esempi. Esiste, però, anche il dolore che soffrono i giusti, “la croce di santificazione”, attraverso la quale Dio "mette alla prova" l’amore quelli che lo amano, affinché questo amore possa elevarsi sempre più a perfezione. All’inizio, Giobbe non comprende il senso di questa sua sofferenza, apparentemente “ingiusta” e il "soffrire senza capire" il perché si soffre, è lancinante. Il dubbio iniziale, però, è superato dalla fede, una fede che "non dubita più" dell’amore di Dio. Ed è grazie al superamento di questa prova, che è concesso a Giobbe, di fare l’esperienza "personale" del Dio vivente. “Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono” (Giobbe 42, 5). La "fecondità" di questo dolore è proprio nel suo "lieto fine”: l’apertura alla “visione di Dio”. Certo è ancora una visione interiore e non ancora quella del Paradiso, quando potremo finalmente vedere Gesù, con i nostri occhi, eppure è un’esperienza di Dio, talmente profonda, che rende “invincibile” la nostra fede, “inestinguibile” la nostra speranza e “inarrestabile” il nostro amore per Gesù…!
66 LA CAPARRA DELL'EREDITA'
Tutti noi, eravamo "prigionieri", prima che Gesù, in qualità di "vero Dio" e "vero uomo", "pagasse", con la sua "vita", il "prezzo" del nostro "riscatto". Tutta l’umanità era "schiava" di satana, a causa del peccato originale e dei nostri peccati personali. Per questo il Padre, per amore nostro, ha inviato i Figlio per “redimerci”, cioè per “liberarci dal peccato”. Da "schiavi" di satana, che eravamo, per i "meriti di Cristo", nostro Fratello, abbiamo "riacquistato" la "libertà" dei figli di Dio e di conseguenza, si è "riaperto", per noi, "l'orizzonte" della vita eterna, che era stato "chiuso" dal peccato. Come il Padre, ha liberato il suo popolo dalla schiavitù del Faraone d'Egitto, oggi Gesù, libera dalla schiavitù del diavolo, tutti coloro che crederanno in Lui e credendo in Lui, riceveranno in dono lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo, è lo stesso Spirito di Dio, che ha fatto "risorgere" il corpo mortale di Gesù, trasformandolo, per sempre, in corpo "immortale" e "glorioso". Cristo è morto per "annullare" i nostri "debiti" con la giustizia divina, ma poi è risorto per donarci una "vita nuova", in Cristo, attraverso il dono dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo, essendo la vita eterna che già abita in noi, è la "caparra della nostra eredità", che è il "Paradiso". "Avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità" (Efesini, 1, 13-14).
67 UNA VELA E POI IL CIELO
Se, nella navigazione della nostra vita, ci facciamo “vela”, per far "soffiare" sopra di essa, l’amore infinito dello Spirito Santo, non solo vivremo, già in questa vita, un piccolo anticipo della felicità che verrà, ma ci saremo assicurati anche il Paradiso. E quando il mare, sarà trasformato in Cielo, la vela non servirà più, perché saremo approdati nella Patria celeste.
68 DAL DESERTO AL CIELO
Questa vita è un cammino, un attraversamento, un passaggio, un divenire, il cui traguardo non è il morire, inteso come lo scomparire, il cessare di esistere, il non essere più, ma il superamento di un percorso difficile, desertico, il cui termine, nel progetto di Dio, è la fine della prova, la fine della croce, la fine della sofferenza, la fine della morte. Crediamo di essere abitanti della terra, invece siamo “nomadi” perché questa non è ancora la nostra patria, ma un deserto in attraversamento. D’altronde se il deserto fosse la nostra patria, saremmo degli sciagurati, delle persone da compiangere, degli sfortunati a vita, dei disperati. Questa vita, per fortuna, anzi per provvidenza di Dio, non ha una durata illimitata, perché se così non fosse, se l’immortalità fosse qui in terra, vorrebbe dire essere imprigionati dalla croce, senza via di scampo, insomma sarebbe la croce per l’eternità. La morte, per i salvati è un "premio", immenso, incalcolabile ed eterno. All'inizio ad essere premiata con la gioia infinita ed eterna sarà solo la nostra anima. Poi, però, quando Gesù farà risorgere il nostro corpo, perfetto, immortale e destinato a rimanere per sempre giovane, per riunirlo alla nostra anima, sarà tutto il nostro essere ad essere premiato e sempre per l'eternità…!
69 UN CORPO NUOVO
Il “banchetto di nozze” di cui parla il Vangelo, cioè il matrimonio che avverrà, in Cielo, tra noi e Dio, può, e deve essere anticipato, qui su questa terra, per mezzo del sacramento dell'Eucarestia. Con il Sacramento dell’Eucarestia, ti puoi sposare con Gesù, tutte le domeniche, ma se, se vuoi, grazie alla messa quotidiana, puoi sposarlo “ogni giorno”! Questo, in attesa delle nozze, "gloriose" e "regali", che avverranno, tra noi e Dio, in Cielo. In Paradiso lo Sposo “porterà in dote” a noi, "un corpo nuovo", diventato, “finalmente perfetto”. Perfetto, sotto il profilo spirituale, cioè “impeccabile”, che quindi non correrà più il rischio più perdere Dio e di conseguenza, nemmeno il Paradiso. E perfetto, sotto il profilo fisico, “eternamente giovane”, “incorruttibile”, cioè sempre in perfetta salute e “immortale”.
70 UNA VITA DA FAVOLA
La "dote" che Dio ha in serbo per i salvati, è la "vita ideale", che abbiamo sempre desiderato in questa vita, ma che solo in Cielo potremo avere. E, in Cielo, gli "invitati" alle nostre nozze con Gesù, saranno una "folla festante" di santi di ogni epoca e di ogni nazione e, in prima fila, ci saranno tutti i nostri cari, compresi i nostri avi, che, finalmente, potremo conoscere. La morte, per i salvati, non sarà separazione, ma, al contrario, unione d'amore per l'eternità, tra noi e Dio e tra noi fratelli tutti. In Paradiso, sarà “una vita da favola”, sarà l'avverarsi di un desiderio universale d'amore: "E vissero per sempre felici (innamorati) e contenti”!
71 ANCHE DIO È UN SOGNATORE
“Fa o Dio che desideriamo il sogno che Tu hai sognato per noi”. (invocazione liturgica). Il sogno di Dio per la nostra vita, è lo stesso che sogniamo anche noi è quello della realizzazione della nostra “felicità eterna”, in Paradiso. Apparentemente questa affermazione, sembrerebbe contraddire l’onnipotenza di Dio. Dio non ha bisogno di sognare, perché quello che Lui desidera, ha anche il potere di realizzarlo, nel momento stesso in cui lo desidera. "Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. (Genesi 1, 3). Dio non ha chiesto ad Adamo ed Eva, prima di farli venire al mondo, la loro autorizzazione ad essere creati. Ugualmente con noi, ha preso l'iniziativa di crearci dal nulla, ha scelto Lui per noi, senza chiederci prima il nostro parere. ”Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre". (Salmo 139 ,13). In altri casi non aveva concesso la maternità, quindi la creazione: “il Signore aveva reso sterile il suo grembo”. (1 Samuele 1,6). Certe altre volte aveva concesso gravidanze, umanamente impossibili: "Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile". (Luca 1,36). Eppure questo nostro Dio che può realizzare tutto ciò che desidera, ha posto, un limite alla Sua onnipotenza: la nostra libertà. Lo ha fatto per Sua precisa scelta, perché non aveva interesse a creare “burattini”, che lo amassero, perché obbligati a farlo, ma creature libere, libere di contraccambiare il Suo amore o di rifiutarlo. Dio desidera entrare in “comunione d'amore” con noi, cioè diventare “una sola realtà con noi”, cioè divinizzarci, ma può farlo solo se mettiamo in pratica la Sua Parola, cioè se compiamo la Sua volontà. Infatti la volontà di Dio, è “volontà della nostra salvezza” e quindi “volontà della nostra felicità”. Non ci può essere felicità, senza salvezza e non c'è salvezza che non passi, per Cristo, nostro Salvatore, dono d'amore infinito del Padre all'umanità. Noi possiamo, proprio perché liberi, possiamo “mandare in fumo” questo sogno che Dio ha sognato per noi fin dall'eternità, cioè prima ancora che ci creasse. “Dio, che ti ha creato senza di te, non può salvarti senza di te". (Sant'Agostino).
72 IL PARADISO DENTRO
Dopo la Sua resurrezione Gesù ascende al Cielo per sedersi alla destra del Padre e non lo fa per allontanarsi da noi, ma, al contrario, per instaurare con noi un’unione ancora più intima, duratura e profonda… «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Consolatore (lo Spirito Santo) perché rimanga con voi per sempre… egli dimora presso di voi…». (Giovanni 14, 15-17). Per mezzo del dono dello Spirito Santo, anche il Figlio ed il Padre, vengono a dimorare in noi. «Se uno mi ama, osserverà la mia Parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». (Giovanni 14, 23). La condizione necessaria affinché, la Santissima Trinità, al completo, possa venire a dimorare in noi è osservare la Parola di Gesù. Dio non ha certo bisogno di una casa, i cieli, la terra e l’universo tutto, già gli appartengono, a Dio non interessa essere un semplice inquilino. Dio vuol venire ad abitare dentro di noi, perché ci ama di un amore infinito e per questo vuole diventare "una sola cosa con noi". “Il Paradiso è Dio e poiché Dio abita in me sto vivendo un Paradiso anticipato” (Santa Teresa della Trinità).
73 HA INVENTATO IL PARADISO
Possiamo definire Dio con una sola parola? Si, perché Gesù ci rivela che "Dio è amore" (1 Giovanni 4,16). Quando ci ha creato, ci ha creato per amore e quando ci ha redento ci ha redento per amore, e quando ha "inventato il Paradiso" per noi, lo ha inventato per amore.
74 AI PIANI ALTI
Chi si ribella a Dio, non capisce che sta "sabotando" il "piano" di "felicità eterna" che Dio sta predisponendo per lui. Siamo tutti "predestinati" alla salvezza, siamo tutti gli "eletti", cioè coloro che sono "scelti" da Dio per avere in dono il Paradiso, ma solo quelli che fidandosi di Lui, obbediscono alle sue leggi, potranno essere salvati. Dio è Padre di tutti, ama tutti e vorrebbe salvare tutti, ma non tutti lo capiscono, perché "sedotti dal mondo", non glie ne frega niente del loro futuro eterno. E, come il drogato sorride allo spacciatore, mentre gli consegna quello che sembra un premio, mentre invece è una condanna, anche quelli che sono "drogati di peccato", senza saperlo, credendo di sorridere alla vita, sorridono alla morte. Eppure, Gesù è stato inviato sulla terra dal Padre non per i sani, ma per "drogati di peccato", infatti il peccato è una "condizione di schiavitù", una "malattia spirituale" che crea dipendenza. Senza l’aiuto di Dio, ve lo garantisco, saremo e rimarremo, tutti drogati, ve lo dice un "ex drogato" di peccato. Gesù è il "Medico dei corpi e delle anime", e se glielo permettiamo, ha il potere per "disintossicarci". E una volta disintossicati dal peccato, quando passeremo dal tempo all’eternità, verremo “assegnati “ai “piani alti”… là dove il Cielo, Dio, Maria, i fratelli e la felicità saranno un tutt’uno. “Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?». Avendo udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori». (Marco 2, 16-17)
75 UN CORPO INVIDIABILE
Da quando la Parola di Dio si è fatta carne, lo Spirito di Dio ha assunto un Corpo, il Corpo di Gesù. Dal momento dell'incarnazione, il "Corpo di Gesù" e lo "Spirito di Gesù", sono diventati "inseparabili". Per questo motivo, quando ci "nutriamo" della Parola di Dio, che leggiamo a casa, o che ascoltiamo in chiesa, ci nutriamo, anche se in forma spirituale e non sacramentale, del Gesù completo. Quindi, se è vero che, quando ci nutriamo con l'Eucarestia, Gesù viene ad abitare in noi, non solo con il Suo Corpo, ma anche con il Suo Spirito, allo stesso modo, quando ci nutriamo della Parola di Dio, Gesù viene ad abitare in noi, solo con il Suo Spirito, ma anche con il Suo Corpo. "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio". (Matteo 4, 4). Naturalmente il Corpo di Gesù che "incorpora" il nostro corpo e la nostra anima, quando ci nutriamo di Lui, non è il Suo corpo, mortale, quello che aveva prima della sua crocifissione, ma il Suo Corpo nuovo, quello della Sua resurrezione. Un Corpo glorioso e spiritualizzato, bellissimo, un Corpo diventato divino tanto quanto il Suo Spirito. Un Corpo diventato perfetto, quindi non più prigioniero della morte, non più prigioniero del tempo e non più prigioniero dello spazio, tanto che Gesù risorto, dopo essere apparso ai Suoi era in grado di passare attraverso i muri. E il nostro corpo, se ci faremo salvare da Gesù, alla sua resurrezione, sarà simile al Suo, perfetto, glorioso, bellissimo, spiritualizzato, immortale e senza più limiti, di spazio e di tempo, quindi anche eternamente giovane. E.… dimenticavo… anche reso per sempre perfetto nella santità. Un corpo invidiabile, anche se, per due motivi, sarà impossibile invidiarlo. 1) L'invidia in Paradiso non esiste, perché sarebbe il contrario della santità, mentre in Paradiso sono tutti santi. 2) Perché in Paradiso, tutti, ma dico e ripeto, proprio tutti, avranno un corpo perfetto, perfetto, come quello di Gesù.
76 MORIREMO CIOE’ NASCEREMO
Esiste la Parola di Dio, che si fa carne nell'ostia consacrata: un pezzo di pane e un po' di vino si trasformano in Dio. Il pane non è più pane, ma il Corpo divino di Gesù e il vino non è più vino, ma il Sangue prezioso di Gesù. Il pane e il vino rimangono solo visivamente, pane e vino, come un velo, che nasconde la bellezza infinita di Gesù alla nostra vista, perché, non possiamo vedere Dio, così come Egli è, senza morire. Infatti, solo quando moriremo, cioè nasceremo al Cielo, avremo in dono la visione di Gesù. Infatti, solo quando saremo spiritualmente perfetti, cioè confermati nella grazia, in Paradiso, potremo godere della “visione beatifica” di Dio e questa visione ci procurerà una gioia immensa, inenarrabile e incommensurabile.
77 LA GARANZIA DEL PARADISO
“La carne è cieca", è accecata dagli inganni del demonio, invece "lo spirito ci vede benissimo", perché è penetrato dalla stessa luce di verità che proviene da Dio e non solo dalla luce di Dio, ma anche dalla forza di Dio, entrambi necessarie per riconoscere il peccato e poi fuggirlo. Lo Spirito Santo è il dono più grande al mondo, perché è Dio stesso, dal quale provengono tutti gli altri doni, materiali e spirituali, temporanei od eterni. Lo Spirito Santo è la "caparra", o se preferite "l'anticipo", o se vi piace ancora di più, la "garanzia" del Paradiso futuro, cioè della vita eterna che sarà donata a coloro che, in punto di morte, saranno trovati ad essere abitati da Lui. Quindi il segreto, è combattere con l'aiuto dello Spirito Santo, per conservare lo Spirito Santo, anziché scacciarlo con il peccato. Se, però, ci siamo fatti imbrogliare dal demonio e siamo caduti nel peccato, con il pentimento e il dolore per il peccato commesso, unitamente al sacramento della confessione, possiamo ritornare ad essere in grazia di Dio, cioè ad essere nuovamente abitati da Dio.
78 IL VADEMECUM PER LA FELICITA’
Volete sapere in che cosa consiste il "vademecum per la felicità": morire al peccato, per far vivere Dio dentro di noi. Dio infatti è la vita eterna e la dona a coloro che sono Suoi, fino alla fine, che per loro, non sarà la fine, ma un nuovo inizio, senza più fine: il Paradiso e, vale a dire, la "felicità eterna". Tutti desiderano la felicità, questo desiderio è insito nell'essere umano, proprio perché è stato Dio stesso, che, creandoci, ha impresso in noi, il desiderio della felicità e naturalmente con il fine di esaudirlo. D'altronde, chi ama, desidera la felicità dell'amato, perché la felicità dell'amato è la felicità stessa di chi ama. E Dio, non solo ci ama, ma ci ama di amore infinito e quindi desidera per noi, non solo la felicità, ma anche una felicità infinita. Attenzione però, perché se, non fidandoci di Dio, della Sua Parola, cerchiamo la felicità dalla parte sbagliata, quella del peccato, che è il suggerimento del maligno, otteniamo, come risultato finale, il suo esatto contrario…
79 I FARI ACCESI
"Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore? (Salmo 26, 1:4). La nostra esistenza senza la “luce della Parola di Dio” è un viaggio, la notte, a fari spenti e quindi, lo scontro, prima o poi, è inevitabile. Magari è già avvenuto e anche molte volte, come a me... prima della conversione. Poi, però, ci siamo rimessi in piedi, alla guida della nostra vita, ma, questa volta, con i "fari accesi", i fari della volontà di Dio, rivelata da Lui, a noi, nella Parola di Dio. "Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino". (salmo 118, 105). Si, la nostra vita è tutta una prova, visto che i “tunnel bui”, non mancano mai, ma non li temeremo più, se illuminati da Lui, perché uniti a Lui. “Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me”. (Salmo 22, 4)”. Una sola cosa dobbiamo desiderare “abitare nella casa del Signore tutti i giorni della nostra vita” (Salmo 26,4), cioè desiderare il Paradiso, inteso come il coronamento dell’unione d’amore tra noi e il Signore.
80 SIAMO FATTI DI CIELO
Siamo “creature del cielo” prestate alla terra, dal momento in cui, in virtù del battesimo, siamo “morti” al mondo e “risorti” in Cristo, alla vita eterna, immortale e incorruttibile. "Non viviamo senza meta e senza destinazione… Non dimentichiamolo: la dimora che ci attende è il Paradiso. Qui siamo di passaggio. Siamo fatti per il Cielo, per la vita eterna, per vivere per sempre… nella gioia, nella comunione piena con Dio e con gli altri, senza più lacrime, rancori, divisioni e turbamento". (Papa Francesco). "La nostra vita è pellegrinaggio, siamo fatti di Cielo: ci soffermiamo un po' qui e poi riprendiamo la nostra strada" (Papa XXIII). "La nostra patria infatti è nei cieli" (Filippesi 3,20)
81 I MERAVIGLIOSI PIANI DI DIO
il Signore, concede una lunga vita ai santi, per dargli il tempo di portare molti frutti spirituali, salvo, alcune eccezioni, in cui si sbriga a portarli in Cielo, secondo i disegni della sua infinita sapienza. Anche ai peccatori incalliti il Signore, in genere, concede longevità, nella speranza che, almeno alla fine, si pentano e tornino a Lui. Altre volte, invece, Dio che conosce, il futuro, accorcia il tempo della loro vita di coloro che sa, in anticipo, che non si convertiranno. Lo fa come atto di misericordia, per diminuire la quantità dei loro dei loro peccati. Infatti, il grado di sofferenza eterna che scontano i dannati all’inferno, non è uguale per tutti, ma è proporzionale alla quantità e alla gravità dei peccati commessi. Certo i piani di Dio non possiamo conoscerli, qui sulla terra, anche se in Cielo ci saranno svelati. Questa vita terrena è un’alternanza di croci e da molte ci libera Gesù, ma con i suoi tempi, non con i nostri e non da tutte. Una cosa però è assolutamente certa e cioè, che tutto quello che Dio permette che accada nella nostra vita, lo permette, in ogni caso, solo e unicamente per il nostro bene: “un futuro senza mai più croci”. Il Paradiso, infatti, sarà il dono della “guarigione per l’eternità”, da tutti i mali, da tutte le sofferenze e perfino dalla morte.
82 CONTEMPLARE, GIOIRE, STUPIRSI
La parola “Eucarestia”, dal greco, vuol dire “rendimento di grazie”. Esprimiamo la nostra riconoscenza al Padre che, offrendo la vita del Figlio per noi, non solo ci ha dimostrato l’amore infinito di Dio per noi, ma ci ha anche “riaperto la via della salvezza”, che si era chiusa dopo il peccato originale. Con il rendimento di grazie della preghiera eucaristica, facciamo nostri i meriti infiniti della passione morte e resurrezione del Figlio e li offriamo al Padre. Rendere grazie al Padre per il dono del Corpo del Figlio, offerto in sacrificio per noi e per il dono del Sangue del Figlio, versato in remissione dei nostri peccati, significa “contemplare” questo amore infinito di Dio per noi, significa “gioire” per questo amore, infinito di Dio per noi, significa “stupirsi” di questo amore, infinito di Dio per noi, significa “lasciarsi incendiare” e “trasformare” da questo amore infinito di Dio per noi. Perché, questo amore, infinito di Dio per noi, non solo ci riempie la vita (di gioia), ma che ci salva anche la vita, quella eterna, perché porta con Sé, in dote, il dono del Paradiso.
83 LA VITA IN CONTROLUCE
Quello che ti capita nella tua vita è sempre per il tuo bene. Dio sa qual è il tuo bene e soprattutto quello eterno e ti ci conduce ad esso, attraverso gli eventi lieti, ma anche quelli amari della tua vita, attraverso la gioia e la sofferenza. Dio ci ama di un amore infinito, quindi si prende cura di noi, sa qual è il nostro vero bene, la salvezza eterna e ha anche i mezzi per farcela ottenere. Se guarderemo la nostra vita, senza la luce della fede, ci sembrerà una fregatura: cresciamo, ci ammaliamo, ci infortuniamo, ci invecchiamo, insomma sperimentiamo la croce ed infine moriamo… Se invece, osserveremo la nostra vita in “controluce”, alla luce della fede, ci accorgeremo che la “parabola della nostra vita” non è più “discendente”, ma, bensì, “ascendente”. Nasciamo alla terra, poi con il battesimo nasciamo al Cielo, perché già con il battesimo, ci viene donata la vita eterna, che è Dio stesso che abita dentro di noi. Quella vita eterna che dobbiamo custodire, pregando e combattendo per restare in grazia di Dio, fuggendo il peccato. Infine, poiché la morte non esiste, continuiamo a vivere, all’inizio solo con l’anima, come se fossimo angeli, ma poi, quando il nostro corpo risorgerà, si ricongiungerà all’anima. E questo nostro nuovo corpo, risorto, in Paradiso, sarà perfetto, eternamente giovane, non invecchierà, non si ammalerà, non soffrirà e non morirà mai più.
84 Il DOPING DELLA GRAZIA
È molto più facile "arrendersi" alla tentazione, che "combatterla", è più facile non considerare peccato ciò che Dio considera peccato, è più facile assecondare la logica materialistica del mondo, che andare contro corrente, è più facile cedere all’istinto che dominarlo. Per questo motivo Cristo, se vogliamo essere salvati, ci invita ad entrare per la "porta stretta", vale a dire che ci sprona alla "fatica" del "combattimento spirituale". A Dio non interessa il solo “culto esteriore”, se non è accompagnato anche dalla “coerenza di vita”. Se siamo nel peccato, non avviliamoci, non demotiviamoci, non diamoci per vinti, ma convertiamoci, cioè cambiamo la direzione del nostro cuore e della nostra vita, perché fino a che siamo in questa terra, Dio ci concede ancora la possibilità di salvarci. E, se siamo in cammino di santità, non montiamoci la testa, non insuperbiamoci, non abbassiamo la guardia, non smettiamo di pedalare, proprio ora che stiamo per ottenere la vittoria, perché non abbiamo ancora raggiunta la meta, che è il Paradiso, ma la raggiungeremo solo con la perseveranza. Gesù è pronto a "rinvigorirci", quando dobbiamo affrontare la "salita" del combattimento spirituale, con il "doping della grazia", che è l’aiuto soprannaturale che Dio dà alle creature di buona volontà e che è in grado di "moltiplicare” le nostre forze. Infatti, non ce lo nascondiamo, per essere fedeli a Dio, bisogna esercitare un certo grado di fatica nel resistere ad alcune tentazioni, ma la forza di Dio, per coloro che desiderano essergli fedeli, diventa la nostra forza. Ecco perché, se desideri essere abitato da Cristo, diventerai instancabile e quindi vittorioso, nel combattimento contro il male. "Nel giorno in cui t'ho invocato, mi hai risposto, hai accresciuto in me la forza". (salmo 137,4). Si, la grazia di Dio è quel "doping spirituale" che fa bene all'anima al corpo, alla nostra vita e, soprattutto alla vita eterna, cioè al Paradiso.
85 QUANTI SI SALVANO?
“In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno". (Luca 13, 22-24). Notate bene… alla domanda posta a Gesù: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?» Lui non risponde se si salva la maggioranza o la minoranza di anime, perché questo tipo di domanda è una domanda oziosa. Non ci serve conoscere le statistiche, ma occorre invece sapere come comportarci per conseguire l'obiettivo della nostra vita, che è la salvezza eterna ed il Vangelo e la Sacra Scrittura tutta, parlano molto chiaro, fare la volontà di Dio. "Se uno ha orecchi per intendere, intenda!" (Marco 4, 23)
86 DA PRINCIPI A RE
Lo Spirito Santo, quando, siamo in grazia di Dio, viene ad abitare nella nostra anima e ci santifica, cioè ci divinizza e vale a dire che ci rende simili a Lui e per questo destinati alla felicità infinita e all’immortalità del Paradiso. Se, invece siamo in uno stato di peccato siamo abitati dal diavolo, anziché da Dio. In questo caso, “sbrighiamoci a scacciare via il demonio dalla nostra vita”, pentendoci dei nostri peccati. Consegniamoli a Dio, per mezzo di un sacerdote e la nostra anima da “gabinetto fetido”, ritornerà “abitazione profumata” e “tempio di Dio”. Dio ti "eleggerà principe”, già in questa vita. E, nella vita che verrà, ti "incoronerà re", perché ti farà regnare con Lui, in quel Regno della felicità, assoluta e senza confini, che è il Paradiso. “Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell'alto e si china a guardare nei cieli e sulla terra? Solleva l'indigente dalla polvere, dall'immondizia rialza il povero, per farlo sedere tra i principi, tra i principi del suo popolo”. (Salmo 112, 5-7).
87 "IO SONO TE E TU SEI ME"
Siamo stati chiamati alla vita da Dio, che ci amava, pensava a noi e ci desiderava, ancora prima che fossimo, quando, cioè, esistevamo solo nella Sua mente. Non esistevamo e siamo nati per un atto di amore di Dio, che creandoci, ci ha creato a Sua immagine e a Sua somiglianza. Tutto questo era già tantissimo, molto più di quanto potessimo sperare, ma poiché l'amore di Dio per noi è senza confini e senza limiti, ha voluto darci anche un ulteriore segno del suo amore, un segno di amore infinito: l'incarnazione, la passione, la morte e la resurrezione di Gesù. “In quei giorni, il Signore parlò ad Acaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto». Ma Àcaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore». Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele». (Isaia 7,10-14). Gesù rivolgeva a Santa Angela queste parole: "Io sono te e tu sei Me." ed attraverso di lei le rivolge ad ognuno di noi, perché il tempo della profezia è passato, visto che la profezia si è realizzata. Riflettendo su questo segno d'amore immenso, di Dio per noi, c'è da stupirsi, c'è da commuoversi, c'è da essere felici, c'è da "spiccare il volo..!" Possiamo finalmente comprendere che se l'amore di Dio per noi è senza limiti, possiamo fidarci di Lui in maniera "assoluta" e "incondizionata". Per questo motivo, se ci impegneremo, con il Suo aiuto, a compiere la Sua volontà, non avremo più nulla da temere, nella nostra vita, per l'oggi, per il domani e per l'eternità tutta, perché se non lo respingiamo, scegliendo al posto di Dio, il peccato, Gesù potrà rimanere sempre unito a noi, per proteggerci, per guidarci lungo il cammino, per rendere satana, impotente, contro di noi. Infatti il futuro appartiene solo a Dio e, per coloro che lo amano, Dio ha previsto la gioia di vivere già in questa vita e la felicità assoluta e senza fine, nella vita che verrà.
88 NON CHIAMATELA MORTE
Non chiamatela morte… Quella che chiamiamo morte e il cui solo pensiero ci terrorizza, in realtà, se apparteniamo a Cristo, quando verrà, sarà solo "l'incontro", gioioso, con Gesù. Non il giorno del “funerale”, ma delle "nozze" e se morte sarà, sarà solo la “morte della morte”, perché l'anima è immortale fin da subito e il corpo risorgerà, splendido come mai è stato prima e per non morire più. Finalmente potremo vedere Dio e abbracciarlo e sarà quello il momento delle "nozze" tra “l'anima sposa” e lo “Sposo”. Siamo "principi" e "principesse", fin da ora, perché Gesù già abita in noi e, il momento delle "nozze", coinciderà con quello "dell'incoronazione". Qui sulla terra abbiamo, spesso, in bocca, la parola paradiso, attribuendola a situazioni di felicità ideale, ma che non si realizzano mai nella forma piena e che non sono mai durature. Ma in Cielo, tutta la nostra vita sarà un Paradiso, vero, assoluto ed infinito. La croce cederà, per sempre, il posto alla gloria, quella dei regnanti che hanno tutto dalla vita: "amore", "felicità", ed in più, anche "l'immortalità". Godremo una vita da giovani, anche se eravamo diventati vecchi e non invecchieremo mai più. Godremo di perfetta salute e non ci ammaleremo e non ci infortuneremo, mai più, perché diventeremo "indistruttibili...!".
89 PAURA DELLA FELICITA’ ?
in Paradiso ci aspetta una "vita da Dio", insieme a Dio. Lì, sarà un'esplosione, irrefrenabile, di amore e di gioia, tra noi e Dio. Anche Maria si svelerà a noi e potremo amarla, guardandola negli occhi. Incontreremo e conosceremo anche tutti quei nostri fratelli, di tutte le nazioni e di tutte le epoche e anche loro ci ameranno e anche loro potremo amare. Con il battesimo, siamo "morti" e "rinati" con Cristo, ma non più a vita naturale, ma a vita eterna, perché Gesù, è la Vita Eterna. Per questo, rinnoviamo ogni giorno le promesse battesimali di "rinuncia" alle seduzioni del peccato, proprio perché "crediamo" nelle promesse di Cristo e perché la seduzione di Cristo e più forte di quella del peccato. Però, se qualche volta cadiamo, se torniamo pentiti a Gesù, Lui ci accoglie con un abbraccio, perché il pentimento, prima difronte a Dio e poi anche difronte ad un sacerdote, nel confessionale, "cancella" i nostri peccati e ci fa "rinascere" in Cristo, è come un "nuovo battesimo". Se il potere dei figli di Dio, inizia già in questa terra, perché Dio difende, protegge e riempie di gioia di vivere, anche sotto la croce, quelli che si fanno suoi, il potere assoluto ci verrà donato solo quando, saremo chiamati da Lui, in Cielo, per essere simili a Lui. Per i salvati, non esiste la morte, ma il giorno in cui Dio ci chiamerà, il giorno della nascita al Cielo e quando ci chiamerà, sarà solo per tenerci, sempre con Sé e per donarci i Suoi stessi privilegi. Non abbiate paura della morte, non abbiate paura della felicità, ogni giorno in più che passa, è un giorno che rende più vicino l'avverarsi del sogno più grande della nostra vita.
9 0 SOTTO LE ALI DI DIO
La parola d’ordine del Salmo 90 è “confido”. Tutti abbiamo confidato nel mondo, nel destino, nella fortuna, oppure soltanto in noi stessi, ma in entrambi i casi siamo rimasti disillusi, ci eravamo dimenticati di confidare nel nostro Dio. Quel nostro Dio, che ci ama talmente tanto, ancor prima che esistessimo, fino al punto di averci creato, averci adottato come figli, aver assunto un corpo come il nostro e aver versato il sangue per noi. È solo Lui che comanda, e se ti farai Suo, nell’obbedienza, che è non solo il frutto della fede, ma anche dell’amore, ti potrà proteggere da ogni male, spirituale e materiale. Lui, l’Altissimo, ti libererà dal laccio del maligno e di quanti, come lui, ti odiano e ti proteggerà anche da calamità naturali, qualunque esse siano. E, quando permetterà la morte fisica, sarà solo perché, la trasformerà nell'incontro con Lui, nell'immortalità, nella felicità eterna, nel trionfo dell'amore e nell'annullamento della croce. Combatti per essergli fedele, perché l’amore comporta la fedeltà, ma se cadrai e ne sarai addolorato, Lui ti rialzerà e ti cingerà in un nuovo, commovente abbraccio. Il tuo combattimento spirituale, con l’aiuto della Sua grazia, che non ti farà mai mancare, sarà, per Lui, la tua più grande dimostrazione d’amore. Ti puoi legare a satana con il peccato, ma se ti penti, Dio ti viene a prendere, viene a riprendere ciò che è Suo. Oppure ti puoi legare a Dio, con un legame d’amore, che non ti imprigiona, ma, che al contrario, ti dona la libertà dei figli di Dio. E tutte le volte che Lo invocherai, anche se non udirai materialmente la Sua voce, Lui ti risponderà, facendoti sperimentare la Sua vicinanza e il Suo intervento nella tua vita. Leggi e rileggi, medita e contempla le parole del Salmo 90, che è “Parola di Dio”, è “dialogo con Dio”, è “preghiera potente”, è il segreto per "rimettere in moto" la gioia di vivere nell'oggi e la fiducia nel domani. “Mio Dio, in te confido. Chi abita al riparo dell’Altissimo passerà la notte all’ombra dell’Onnipotente. Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza mio Dio in cui confido». Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, dalla peste che distrugge. Ti coprirà con le sue penne, sotto le sue ali troverai rifugio; la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza. «Lo libererò, perché a me si è legato lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome. Mi invocherà e io gli darò risposta nell’angoscia io sarò con lui». (Salmo 90). L'amore onnipotente di Dio ti promette che "ti coprirà con le sue penne e che ti farà trovare rifugio sotto le sue ali" se confiderai in Lui. C'è da impazzire di gioia, c'è da sentirsi le persone più sicure e protette e fortunate al mondo, c'è da gridarlo ai quattro venti, c'è da ringraziare Dio per tutti i giorni della nostra vita, almeno fino a che non potremo farlo incontrando Gesù, faccia a faccia, nell'abbraccio del Paradiso.
61 I DUE PARADISI
62 LA SALA D’ATTESA SUL MARE
63 IL LIETO FINE GARANTITO
64 NIENTE PIU' NEMICI
65 LA VISIONE DI DIO
66 LA CAPARRA DELL'EREDITA'
67 UNA VELA E POI IL CIELO
68 DAL DESERTO AL CIELO
69 UN CORPO NUOVO
70 UNA VITA FAVOLA
71 ANCHE DIO È UN SOGNATORE
72 IL PARADISO DENTRO
73 HA INVENTATO IL PARADISO
74 AI PIANI ALTI
75 UN CORPO INVIDIABILE
76 MORIREMO CIOE’ NASCEREMO
77 LA GARANZIA DEL PARADISO
78 IL VADEMECUM PER LA FELICITA’
79 I FARI ACCESI
80 SIAMO FATTI DI CIELO
81 I MERAVIGLIOSI PIANI DI DIO
82 CONTEMPLARE, GIOIRE, STUPIRSI
83 LA VITA IN CONTROLUCE
84 IL DOPING DELLA GRAZIA
85 QUANTI SI SALVANO?
86 DA PRINCIPI A RE
87 "IO SONO TE E TU SEI ME"
88 NON CHIAMATELA MORTE
89 PAURA DELLA FELICITA’ ?
90 SOTTO LE ALI DI DIO
Testi e immagini © di Luigi Tosti
