La fotografia del Paradiso 

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31  L'ASCENSORE DEL PARADISO

 

Anche se siamo stati sulla luna e continuiamo ad esplorare gli spazi celesti, anche se siamo riusciti a debellare molte malattie, a raggiungere un progresso invidiabile, spesso la vita ci ricorda che, nonostante tutto, siamo fragili, indifesi e impotenti. Ogni volta che abbiamo creduto di essere "padreterni", è bastata qualche esperienza di impotenza, a riportarci, in una frazione di secondo, dalle illusioni alla realtà. Dio sa bene che non possiamo bastare a noi stessi e, amandoci, infinitamente, perché oltre che Sue creature, siamo anche Suoi figli, si prende, costantemente, cura di noi. Nulla, di ciò che ci accade, gli sfugge, o gli è indifferente e mai nulla di quello che avviene nel mondo, è fuori del Suo controllo e del Suo potere illimitato che fa sì che, se rimaniamo uniti a Lui, anche il male che incontriamo nella nostra vita, sia quello causato dagli altri, ma anche quello provocato da noi stessi, convertito in croce, cioè in grazia di salvezza, concorra al nostro bene più grande, il Paradiso. Si, perché per arrivare in Paradiso, il "pianeta celeste" dell'amore infinito, delle vacanze eterne, dell'immortalità e della felicità senza limiti, non occorrono razzi, è sufficiente che Gesù, con il Suo poderoso abbraccio, ti faccia da ascensore. «Ora così dice il Signore che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele: «Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni. Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare; poiché io sono il Signore tuo Dio, il Santo di Israele, il tuo salvatore. Io do l'Egitto come prezzo per il tuo riscatto, l'Etiopia e Seba al tuo posto. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo» (Isaia 43, 1-4)

 

 

 

32  TU, PARADISO DI GESU'

 

Quando l’angelo ha manifestato a Maria il piano divino di renderla Madre di Dio, non ha pensato che fosse troppo bello per essere vero, ma ha creduto, è stata felice e obbedendo, ma ancor prima amando, ha risposto “si”. “La Madonna è il Paradiso di Dio” dice San Luigi Maria Grignion di Montfort, verissimo, ma è altrettanto vero che, anche tu, se lo desideri, puoi diventare, come Maria, "Paradiso di Dio". Il desiderio più grande di Gesù è abitare in te e se, quindi, questo desiderio anche tu, Dio sarà il tuo Paradiso, allo stesso modo che tu sarai il Paradiso di Dio. Ripeti, spesso a Gesù: "Sei il mio Paradiso!" ed anche "Voglio essere il tuo Paradiso!" se per te Dio è la tua felicità infinita, perché tu, per Lui sei la Sua felicità infinita. Ripeti queste dichiarazioni d'amore, a Gesù, ogni giorno, quando sarai fervoroso, ma anche quando ti sentirai arido, quando farà bel tempo nella tua vita, ma anche nel momento in cui la tempesta sembrerà avere il sopravvento. Fai questo e Gesù, prenderà talmente sul serio, questo tuo desiderio d'amore e di felicità, che è anche Suo e lo trasformerà, in realtà, per l’eternità...! "Ho trovato il mio Paradiso sulla terra, perché il Paradiso è Dio e Dio abita nella mia anima.” (Santa Elisabetta della Trinità)

 

 

 

33  LA GUARIGIONE ETERNA

 

Anni fa due persone immobilizzate su una sedia a rotelle, andarono in pellegrinaggio a Lourdes per ottenere un miracolo. Una fu guarita e incominciò a camminare con le sue gambe, l’altra no. Inaspettatamente, quella che aveva ricevuto il miracolo, non si convertì, mentre l’altra si. In realtà i miracoli furono due: una "guarigione fisica" e una "guarigione spirituale". Fra le due persone, quella che ricevette il dono più grande fu la seconda, quella che si convertì. Spesso, il miracolo della guarigione fisica, apre la via anche al miracolo della conversione, ma non è sempre così, perché la conversione, dipende anche dalla "variabile umana". Se Dio ti comanda di camminare, tu ti alzi e cammini, anche se eri paralitico. Se Gesù ti comanda di guarire da un tumore, tu guarisci, anche se era in fase terminale, anche se i medici ti avevano tolto ogni speranza. Dio, però, non ti può imporre di convertirti, se tu non vuoi farlo. Gesù ti può donare la sua luce e la sua forza, necessarie per rinunciare al peccato, ma tu puoi decidere di non usare questi preziosi doni della grazia. La conversione è la "guarigione spirituale" più importante di tutte, perché ci donerà la "guarigione eterna", quella del corpo e dell'anima, ma che potranno ottenere solo coloro che si faranno salvare da Gesù. La "guarigione fisica", terrena, invece, è solo temporanea, perché prima o poi ci ammaleremo nuovamente, magari di un'altra malattia. E, anche se fossimo così fortunati da conservare, fino alla fine, la nostra salute e perfino di arrivare ad essere centenari, prima o poi moriremo comunque. Niente a che fare, quindi, con il corpo dei salvati, che risorgerà perfetto per non morire mai più, per non ammalarsi mai più, per non soffrire mai più, per rimanere per sempre giovane ed eternamente felice, insieme all'anima, naturalmente...!

 

 

 

34  LA VISIONE DI DIO

 

“La visione beatifica di Dio” è il “fine” per cui siamo stati creati e il “mezzo” per raggiungerla è la “grazia”, l'aiuto soprannaturale di Dio. La visione di Dio si chiama beatifica, perché ci procurerà il nostro massimo stato di beatitudine. Quando vedremo Dio, sarà perché Dio ci avrà reso simili a Lui, perché non è possibile vedere Dio, senza essere stati prima resi simili a Lui. Simili nella felicità sconfinata e nella vita senza più fine. Dio ci ha predestinato ad essere felici, insieme a Lui, per l’eternità, ma noi, possiamo liberamente sottrarci a questo Suo progetto, se, come Adamo ed Eva, ci lasciamo ingannare dal demonio. La visione beatifica di Dio è sintetizzata con una parola, "Paradiso", che sarà soprattutto uno stato di beatitudine, ma sarà anche un luogo fisico, un posto paradisiaco... sarà “la nuova Creazione”. Per descrivercela Dio usa le parole “cieli nuovi e terre nuove” e aggiunge che “il mare non ci sarà più”. La parola mare non è da intendere in senso stretto, ma biblico, cioè come fonte di instabilità, di insidia e di pericolo. Quando Dio, quindi, ci promette che non ci sarà più il mare, vuole solo garantirci, che in Paradiso non ci sarà più posto per il male, per nessun tipo di male, perché in Cielo, mai più, niente e nessuno potranno ostacolare la nostra eterna felicità. "Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano passati e il mare non c'era più. «Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono: «Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il "Dio-con-loro". E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate. E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»; e soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e vere». (Apocalisse, 21, 1-5) "Quando Egli si sarà manifestato, noi saremo simili a Lui, perché lo vedremo così come Egli è". (1Giovanni 3, 2)

 

 

 

35  LA FAMIGLIA DI DIO

 

Dimostri di amare Dio, solo se ami anche i tuoi fratelli, prima di tutto per amore Suo, poi anche per amore loro. Non puoi vivere la tua "figliolanza" con Dio, senza vivere la tua "fratellanza" con gli altri figli di Dio, figli di Dio, come te. Se non li ami, ferisci il cuore di Dio, che ama loro, tanto quanto ama te e cioè infinitamente. Immagina, per un attimo, se uno dei tuoi figli odiasse un altro tuo figlio, quale dolore ti arrecherebbe… Sicuramente interverresti, in un modo o nell'altro, per il bene di entrambi, perché in una famiglia deve sempre regnare l'amore e la pace e noi siamo, tutti quanti, nessuno escluso, "la famiglia di Dio". Se vivi come un vero figlio di Dio, non solo accetti che anche gli altri tuoi fratelli, siano Suoi figli, ma ne sei felice, li ami e li consideri come un "dono di Dio". Quindi se capisci che, ogni creatura umana è tuo fratello, per davvero e non solo per modo di dire, ami tutti coloro che il Signore, non certo a caso, mette sulla tua strada, ami perfino quelli che non conosci e che solo in Cielo consocerai. E, se ami i tuoi fratelli, vuoi il loro massimo bene, che è la vita eterna e intercedi, per loro, presso Dio, con il tuo amore e con le tue preghiere, che non hanno confini, perché arrivano a toccare il mondo intero. E, se questi tuoi fratelli, sono in difficoltà materiale, se è nelle tue possibilità, aiutarli, li aiuti anche materialmente. Donando ai nostri fratelli lo stesso amore che Dio ci dona, continuamente, senza sosta, come un "fiume in piena", che è impossibile trattenere tutto per noi, saremo "premiati" da Dio. "Toccheremo il Cielo con un dito", già in questa terra e ci verrà donato il Cielo, nella totalità, quando diventeremo immortali come Dio e saremo liberati per sempre dalla croce. Non vi resta che sperimentare l'amore di Dio. Perché se provate ad amare con questo amore, "gratuito", "senza fine" e "senza confini", non vorrete più smettere, perché scoprirete, qual è il vero senso della vita. 

 

 

 
36  AD UN SUO COMANDO

 

Gesù Cristo è “vero Dio” e “vero uomo”, “Figlio di Dio” e “Figlio dell’uomo”. In Lui, le due nature, quella umana e quella divina si sono unite, in una sola Persona, in un unico Dio. Gesù, pur rimanendo Dio, è diventato del tutto simile a noi, fuorché nel peccato e quando ha offerto la Sua vita sulla croce, ha offerto la Sua natura umana, quella assunta da Maria. Dio è morto sulla croce come uomo, non certo come Dio, perché Dio, immortale. Se, è vero che, morendo per noi, Gesù, ci ha dimostrato di essere uomo mortale come noi, è altrettanto vero, che risorgendo per noi, ci ha dimostrato di essere l'unico vero Dio. Dio, però, non si è limitato a far risorgere il Suo corpo, che già sarebbe stato tanto... ma lo ha anche "trasformato", da corpo "mortale", in Corpo "immortale", da corpo "imperfetto", in Corpo "perfetto", da corpo "solo umano" in Corpo "divino"...! Ha compiuto questo, per amore nostro, affinché, anche noi, un giorno, potessimo risorgere, "ad un Suo comando". E non con lo stesso corpo di prima, sofferente e mortale, forse anche vecchio, ma glorioso, immortale, eternamente giovane, perfetto e divinizzato, come il Suo. Dio non si è fatto uomo per abolire la sofferenza e la morte, in questa vita, ma per abolirle nell'altra vita, quella che durerà per sempre, quella eterna. Se avesse voluto abolirle in questa terra e non in Cielo, le avrebbe abolite anche per se stesso, ma in tal modo senza il Suo sacrificio sulla croce, per noi, non ci avrebbe potuto donare la salvezza eterna, che, anche per noi, in questa vita, passa anche per l'esperienza della croce. Gesù non è venuto a trasformare questa terra in Paradiso, ma per ottenerci il Paradiso, quando passeremo, dal tempo all’eternità. Chi è abituato a giudicare la "presenza" o "l’assenza" di Dio, basandosi sulla presenza o sull’assenza della croce, sarà sempre indotto in un grossolano e macroscopico errore. Gesù è sempre accanto a noi, specialmente nel difficile momento della prova e risponde alle nostre preghiere, sia liberandoci dalle croci, ma anche dandoci la forza per sopportarle. I miracoli che Gesù ha compiuto nel Vangelo, per "sfamare", "guarire" e "liberare" e "venire incontro" ad ogni miseria umana, non ha mai smesso di compierli e ancora oggi li compie, ma il miracolo più grande che farà per noi, sarà quello di ottenerci il dono della salvezza eterna, quando, in Paradiso, saremo, finalmente, "sani", "salvi", "felici" e "immortali" e naturalmente, anche, per sempre, "liberi dalla croce"...!

 

 

 

37  LA VITA IDEALE

 

Quando ascoltiamo la storia degli Ebrei nel deserto, potremmo essere tentati dal dire o dal pensare: "Ma che mi importa di vicende accadute ad un altro popolo e migliaia di anni fa…?" E invece no, il ragionamento è sbagliato, perché, oggi, siamo noi stessi ad attraversare il "deserto", inteso come la somma delle fatiche e della sofferenza del vivere quotidiano. Gli Ebrei, per attraversare il deserto fisico, hanno impiegato quarant'anni, noi per attraversare la nostra vita, non sappiamo quanto ci impiegheremo. Sappiamo, però, che dopo il "deserto", non ci sarà il "nulla", ad attenderci, ma il "tutto", perché non sarà la "fine" della nostra vita, ma solo "l'inizio". L'inizio di una nuova vita, ma questa volta, senza più fine, senza più sofferenze e senza più difficoltà. Sarà l'esplosione dell'amore, perché ad attenderci, ci saranno miliardi e miliardi e ancora miliardi di persone "festanti". Dio, accanto a sua Madre, tutti i nostri cari che ci hanno preceduto nei secoli, tutti i santi di tutto il mondo e di tutte le nazioni, insieme a tutti gli angeli e primo fra tutti, il nostro angelo custode. Per gli Ebrei il punto di arrivo tanto desiderato, che Dio aveva loro promesso, era una destinazione terrena, "Gerusalemme", mentre per noi, è una destinazione eterna, la "Gerusalemme celeste", cioè il Paradiso. Solo in Paradiso, "scomparirà" il deserto, cioè la vecchiaia, le malattie, le calamità naturali, i problemi economici, la morte e naturalmente, anche l'infelicità. La vita che vivremo in Paradiso, sarà la "vita ideale", che tanto avevamo desiderato su questa terra, ma che, solo in Cielo, finalmente, potremo, per sempre, vivere.

 

 

 

38  L’AMORE PERFETTO

 

Con il peccato, l’uomo contrae con il Signore due debiti: quello della colpa e quello della pena. Il perdono di Dio cancella la colpa, cioè ci salva dall'inferno, nel quale avremo dovuto scontare la pena eterna, ma non elimina la pena temporanea, che è una croce, necessaria, per purificare la nostra capacità di amare. Soltanto il "pentimento perfetto" dei nostri peccati, cancella, oltre alla colpa, anche la pena temporanea. E, un pentimento perfetto, solitamente è la conseguenza di un amore perfetto. Amiamo Dio di un amore perfetto, se lo amiamo più di ogni cosa, più di ogni creatura e perfino più della nostra vita. Queste anime che amano Dio, sopra tutto, e sopra tutti, cioè più ancora del padre, della madre, del fratello o della sorella, del fidanzato o della fidanzata, della moglie o del marito sono le anime più care a Dio, le anime elette, quelle più favorite dalla divina grazia. Tanto che è più difficile che cadano nell'inganno del peccato, ma se cadono, la consapevolezza del loro tradimento è così profondo e il dolore che ne segue così bruciante, che gli vale loro come pentimento perfetto, vale a dire come istantanea purificazione dei loro peccati, che pur dovranno confessare a Dio in forma sacramentale. Queste anime sono già pronte per il Paradiso e se Dio non la accoglie subito con Sé, è solo per permettergli di portare ancora altri frutti spirituali, su questa terra.

 

 

 

39  VEDRANNO DIO

 

Gesù rivelò a Santa Caterina di Genova, che come l'oro, per diventare puro, deve, prima, essere purificato dal fuoco, allo stesso modo, l'anima per poter entrare in Paradiso, deve, prima, consentire a Dio di purificarla con il "fuoco divino" del Suo amore. Infatti, come il sole non può raggiungerci, se mettiamo una barriera tra noi e i suoi raggi, allo stesso modo, le "fiamme dell'amore di Dio", non possono purificare quelle anime che, in questa terra, "resistono" al Suo amore. Le croci, che Dio ci invia o che permette nella nostra vita, sono necessarie per la nostra conversione, cioè per la purificazione della nostra capacità di amare, perché solo i puri di cuore potranno vedere Dio. Lo vedono, già in questa terra, con gli occhi della fede e poi in Paradiso, lo vedranno per "visione", cioè senza bisogno della fede. "Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Dio". (Matteo 5, 8).

 

 

 

40  IL GREMBO DI DIO

 

Mi immagino l'estasiata meraviglia di Nicodemo nell’apprendere dalle parole di Gesù, la possibilità, anzi, la “necessità”, di rinascere. "Nascere di nuovo", "nascere una seconda volta" e non più dal grembo di una donna, ma dal "grembo di Dio". Quante volte, nella tua vita, hai espresso, anzi "gridato", il tuo desiderio, "irrinunciabile", di rinascere…! Bene, la buona notizia è che tu sei già "rinato", nel giorno del battesimo, in una "rinascita" per la vita non più mortale, ma eterna, non più solitaria e impotente, ma in comunione d'amore con Dio e la Sua onnipotenza. Lo Spirito Santo, lo stesso che si è incarnato in Maria dando alla luce Gesù, ora si è fatto carne in te. E tu, grazie allo Spirito Santo, che è lo Spirito di Dio, lo Spirito di Gesù e del Padre, vieni dato nuovamente alla luce, come "cittadino del Cielo". E, da quello stesso momento in poi, la tua patria non è più il mondo, anche se provvisoriamente ancora vivi, nel mondo, ma la "patria celeste", il Paradiso di Dio, che, quando ti chiamerà per "premiarti", diventerà anche tuo. Questa volta, però, non più come figlio di un uomo e di una donna, ma come "figlio di Dio" e quindi anche con "l'eredità" e il "potere" dei figli di Dio", che sono l'amore infinito, la felicità senza confini e l'immortalità, per l'eternità. "C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui». Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito. Non ti meravigliare se ti ho detto: "Bisogna che nasciate di nuovo". (Giovanni 3, 1-7). 

 

 

 

41  IL BACIO DI DIO


Dio vuol diventare il "respiro della tua vita" per riempirla di una gioia vivere, continua, costante, crescente e mai provata prima. Dio desidera, Dio vuole diventare gli stessi "battiti del tuo cuore", affinché i tuoi desideri, possano diventare i “Suoi desideri”. Dio desidera, Dio vuole, che la tua volontà diventi, la Sua volontà, ma non per obbligo, ma solo per amore. Dio desidera che tu gli sia fedele, non per costrizione, ma per desiderio di fedeltà... Dio non ti chiede di seguirlo per forza, rinunciando al peccato, ma per la "forza dell'amore", quell’amore, così forte e così vero che "ti fa stare male", al solo pensiero di rattristare l'Amato. Se vivrai questa storia d'amore con Gesù, facendola tua, Dio ti trasformerà, gradualmente, ma progressivamente, in altro Gesù, in grado di continuare, con la potenza dello Spirito Santo, la Sua missione, nel tempo e nella storia. E, come Dio affidò a San Giovanni, il precursore di Cristo, di preparargli le strade, a te, invece, affiderà la missione di "proseguire" le Sue strade...! Questo, in attesa di coronare questa avvincente storia d’amore tra la creatura e il Creatore, con “il Bacio di Dio”, nelle nozze che avverranno in Paradiso. 
 

 

 

42  PER SEMPRE FELICI E CONTENTI

 

Quelli che si faranno salvare da Gesù, trascorsa questa vita terrena, non moriranno, ma “nasceranno al Cielo”. La nascita al Cielo è un “nuovo inizio”, che non avrà più fine. In Paradiso non avremo più limiti e confini, né di tempo né di spazio e sarà per sempre cancellata la sofferenza dalla nostra vita. La "nascita al Cielo" sarà la fine della vita corruttibile e l’inizio, di una vita incorruttibile. Sarà la fine della vita imperfetta e l’inizio della vita perfetta, per questo motivo non ci ammaleremo più e saremo e rimarremo, eternamente giovani...! Con la nascita al Cielo, si realizza il “lieto fine”, il “e vissero, per sempre, felici e contenti” ...! "3 Non vogliamo poi lasciarvi nell'ignoranza, fratelli, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza. 14 Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. 15 Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti. 16 Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; 17 quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell'aria, e così saremo sempre con il Signore. 18 Confortatevi dunque a vicenda con queste parole. (1Tessalonicesi 4:13-18). 1 La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; 2 mi fece passare tutt'intorno accanto ad esse. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle e tutte inaridite. 3 Mi disse: «Figlio dell'uomo, potranno queste ossa rivivere?». Io risposi: «Signore Dio, tu lo sai». 4 Egli mi replicò: «Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. 5 Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. 6 Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io sono il Signore». 7 Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l'uno all'altro, ciascuno al suo corrispondente. 8 Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c'era spirito in loro. 9 Egli aggiunse: «Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell'uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano». 10 Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato. 11 Mi disse: «Figlio dell'uomo, queste ossa sono tutta la gente d'Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti. 12 Perciò profetizza e annunzia loro: Dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d'Israele. 13 Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. 14 Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L'ho detto e lo farò». Oracolo del Signore Dio. (Ezechiele 37,1-14) 

 

 

 

43 UN CORPO IMMORTALE

 

Attorno a Gesù accorrevano malati e infermi per essere guariti da Lui e in una quantità tale, che il Vangelo dice che si trattava di una “folla” ...! Gesù risponde alla loro fede, con i miracoli. D’altronde, è naturale che, Colui che ha il potere di creare l’uomo dal nulla, abbia anche il potere di guarirlo. In realtà, la morte, la malattia e la sofferenza e l’infelicità in generale, sono entrate nel mondo, solo e soltanto, a causa del peccato, perché Dio, inizialmente ci aveva creati perfetti, immortali e felici. Nella “nuova creazione”, l’uomo sarà ristabilito in tutte le sue perfezioni iniziali e sarà questa una sorta di “guarigione eterna”, che riguarderà corpo e anima e che rimarrà per sempre... Questo nostro corpo imperfetto, dopo la sua morte, sarà sostituito da un corpo perfetto, per i meriti, che ci ha conquistato Gesù, sulla croce. Un corpo perfetto come quello di Gesù, quando è risorto da morte, per entrare nella gloria e nella felicità eterna. Quanti di noi vorrebbero avere un corpo immortale, perfetto, simile a quello di Dio? Certamente tutti. Questo corpo ideale, ma reale, ci sarà donato nell'altra vita, se in questa vita, avendo scelto Gesù come nostro Salvatore, gli permetteremo di salvarci dai nostri peccati.

 

 

 

44 GLI PROMISE IL PARADISO

 

Maria Goretti, preferì, a soli 12 anni, versare il suo sangue, piuttosto che perdere la sua purezza e questo nonostante non avrebbe commesso nessun peccato, se, per salvare la sua vita, avesse ceduto alla violenza dell'aggressore. Ed era talmente certa della vita eterna promessa da Gesù, che, proprio mentre stava morendo, non era preoccupata per se stessa, ma per il suo carnefice che l’aveva appena accoltellata. E lo rimproverò dicendo: “Che fai? Tu così vai all’inferno…” e prima di morire si rivolse alla madre che l’assisteva dicendole: “Per amore di Gesù lo perdono e voglio che venga con me in Paradiso". E, un giorno, Santa Maria Goretti apparse, in sogno, al suo assassino e gli promise il Paradiso. Lui rimase sbalordito e commosso, si pentì, addolorato, dal profondo del suo cuore. E, quando uscì di galera, dopo aver scontato 27 anni, entrò in convento e lì rimase, richiuso, in una vita di preghiera e penitenza, fino alla conclusione della sua vita terrena. 

 

 

 

45  IL BELLO DELLA FINE DEL MONDO

 

Non preoccupatevi e non spaventatevi, però, nell’ascoltare la parola “fine del mondo”, perché, se ci faremo salvare da Gesù, la fine del mondo, sarà per noi un vantaggio, in ogni caso. Sarà un vantaggio nel caso che siamo chiamati alla casa del Padre, prima della fine del mondo, perché è proprio nella fine dei tempi risorgeranno tutti i corpi, quindi anche il nostro. E sarà un vantaggio anche se la fine del mondo accadrà quando saremo ancore in vita in questa terra. Infatti, in questo caso, saremo portati in Paradiso, non solo l’anima, ma anche con il corpo. Quindi anche se la morte del corpo è solo temporanea, i salvati, nel tempo della fine del mondo, avranno il privilegio di non morire. E in entrambi i casi, il corpo dei salvati, in Cielo, sarà, un corpo nuovo, un corpo divino, un corpo che sarà perfetto e rimarrà perfetto, giovane e immortale, per l’eternità. Un corpo divino che sarà ad immagine e somiglianza del Corpo glorioso di Gesù, dopo la Sua resurrezione e ascensione al Cielo. “In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». (Matteo 24,37-44). “16 Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; 17 quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell'aria, e così saremo sempre con il Signore”. (1Tessalonicesi 4:16-17).

 

 

 
46  LA BUONA NOTIZIA

 

Siamo ancora “esuli” in questo mondo e siamo incamminati verso il "Regno dei Cieli", che è la vera nostra "Patria". Crediamo di abitare in "edifici stabili", invece, abbiamo posto la nostra dimora su "tende provvisorie". E, se siamo "solo di passaggio", in questo mondo che è "solo temporaneo", Dio sa, che è per il nostro stesso bene. Infatti, questa terra, non è ancora il "mondo ideale" che desidereremmo, ma ancora una "valle di lacrime". Non è ancora il raggiungimento della felicità assoluta incondizionata, che riceveremo per l'eternità. È il tempo che lo precede, quello della "purificazione" della nostra "capacità di amare", che ci aprirà le porte del Paradiso. Noi vorremmo che il Paradiso fosse già qui, in questa terra, ma questa nostra vita è ancora il "tempo della prova", il "tempo della croce", seppur salvifica. La "buona notizia", che ci annuncia il Vangelo di Gesù, però, è che non c’è "Pasqua di passione", senza "Pasqua di resurrezione" e, per i salvati, la resurrezione ha "l'ultima parola" sulla morte. La felicità eterna ha l'ultima parola sulla sofferenza e l'amore infinito ha l'ultima parola, sull'odio e sull'indifferenza. 

 

 

 

47  L’ABITO BIANCO

 

A ben guardare, la vita che viviamo su questa terra, è attesa del Paradiso, ma non attesa passiva. Il tempo che trascorriamo in questa vita è quello della santificazione e non c’è santificazione, senza purificazione, quindi, in un certo senso, questa vita è una specie di purgatorio. Sarebbe quindi saggio “sopportare”, con fede, le pene temporanee, che il Signore permette, per il nostro stesso bene, per "purificare" la nostra anima, "dall’attaccamento" ai nostri peccati, per non dover sopportare, anche un secondo purgatorio nel al di là. Infatti per evitare l’inferno, è sufficiente il perdono di Dio, ma per godere il Paradiso è necessaria la purezza dell’anima. Nessun'anima, infatti, potrà mai "vedere" Dio, se non ha prima “completato" il suo percorso di purificazione. Per entrare in Paradiso occorre, “l’abito bianco”, quello battesimale, “l’abito nuziale”, senza il quale non si può convolare a nozze eterne con Gesù. Cerchiamo di mettere in "cima ai nostri desideri", quello di fare la volontà di Dio e in questo caso, quando ci chiamerà, non saremo costretti ad un secondo di purgatorio, ad una nuova attesa, che indipendentemente dalla sua durata ci sembrerà interminabile.

 

 

 

48  Il PARADISO SUBITO

 

Se ci “sanguina” il cuore per aver tradito l’amore di Gesù, con il peccato e, al tempo stesso, confidiamo, fiduciosi come bambini, con certezza assoluta, nella Sua misericordia, Lui cancella non solo la nostra “colpa”, ma anche la nostra “pena”. Quella pena temporanea che dovremmo scontare per purificare il nostro cuore dall’attaccamento al peccato. Infatti con la cancellazione della colpa evitiamo l’inferno, cioè le “pene eterna”, ma non siamo ancora pronti per il Paradiso, perché non siamo ancora puri e, se morissimo un secondo dopo, dovremo affrontare le “pene temporanee” del purgatorio. Pur essendo stati discolpati da Gesù, non abbiamo ancora “l’abito bianco della purezza” e per ottenere la purificazione della nostra anima, dovremo quindi andare incontro a un periodo di “sofferenze di purificazione”, in questa vita, o se il tempo non fosse sufficiente, anche nell’altra. Il buon ladrone, pur provenendo da una vita di peccato, ebbe un atto di pentimento perfetto, che gli procurò la purificazione del cuore e Gesù, per questo, non solo gli promise il Paradiso, ma il “Paradiso subito”. “E diceva: “Gesù, ricordati di me quando verrai nel tuo regno!”. E Gesù gli disse: “Io ti dico in verità che oggi stesso, tu sarai con me in paradiso”. (Luca 23 42-43)

 

 

 

49  PER I MERITI DI CRISTO

 

È per i meriti, infiniti, di Cristo, conquistati per noi sulla croce ed offerti al Padre per la nostra salvezza, che noi possiamo ricevere da Gesù, in questa vita, "la cancellazione dei nostri peccati" e, nella vita che verrà, ottenere la "cancellazione della sofferenza e della morte". La cancellazione dei nostri peccati, originale e personali, avviene mediante il sacramento del battesimo e la cancellazione dei peccati personali, avviene per mezzo del sacramento della "confessione", chiamato anche sacramento della "riconciliazione", o della "penitenza" o anche della “resurrezione”, perché la nostra anima era morta a causa dei nostri peccati, ma con il perdono divino risorge.. La riconciliazione con Dio, ottenuta per mezzo della cancellazione die peccati, fa sì che torniamo ad essere abitati dallo Spirito Santo, quindi santificati da Lui. E, per tutti coloro che, chiamati da Dio, saranno trovati abitati da Lui, si apriranno, all’istante, le porte del Paradiso, il Regno della felicità infinita ed eterna. 

 

 

 

50   PORTE APERTE IN PARADISO

 

Quando non è più possibile distinguere la volontà di Dio dalla nostra, perché i Suoi desideri sono diventati i nostri desideri, diventiamo "una sola cosa con Dio". È Cristo “fornace” di amore che ci “incendia” del Suo stesso ardore, trasformandoci in Sé, cioè in “altri Gesù”. Questo “sconfinamento di Dio in noi” e di noi in Dio, in quel Dio che è santità assoluta, ha il potere e l’effetto di bruciare ogni sporcizia e impurità dell’anima, rendendola purissima. E, se morissimo, in quello stesso istante, le porte del Paradiso, per noi, si aprirebbero immediatamente, tra l’abbraccio di Gesù, quello di Maria e l’acclamazione festante di tutti gli angeli e di tutti i santi.  

 

 

 
51  MOLTO PIU’ CHE TURISTI

 

Se moriremo  “stato di grazia”, anziché di peccato mortale, nel matrimonio che avverrà in Cielo, tra noi e Lui, saremo confermati, per sempre, in santità. Quindi, non rischieremo più di perdere Dio e, di conseguenza, nemmeno il Paradiso. In Cielo, non occorrerà più rivolgere a Dio le nostre promesse di fedeltà, così come abbiamo fatto con il battesimo, perché in Paradiso, riceveremo il dono, divino, dell'impeccabilità, che ci permetterà di rimanere, per sempre, fedeli a Dio. L’anima, che è immortale fin da subito, sarà accolta in Cielo e sarà divinizzata, cioè resa perfetta, vale a dire resa per sempre santa. Poi, quando il nostro corpo risorgerà, per ricongiungersi con la nostra anima, sarà reso anch’esso immortale e, anch’esso sarà divinizzato, cioè reso perfetto, vale a dire reso per sempre santo. A questo punto, potremo goderci, in santa pace, come in una vera e propria vacanza eterna, tutte le delizie del Paradiso. Paradiso, sarà, certamente, la “nuova creazione”, non paragonabile per bellezza a quella terrena, di cui potremo godere senza bisogno di spendere soldi, senza dover interrompere le vacanze per tornare al lavoro, senza lo scadere del tempo, senza che la vita si esaurisca, o senza che la gioventù ritrovata, possa essere rovinata dalla vecchiaia. Ancor prima però, che il “Regno dei turisti”, il Paradiso sarà il “Regno dell’amore” e dal trionfo dell’amore, ancor più che dal godere le bellezze del nuovo creato, deriverà, la nostra felicità illimitata e infinita.

 

 

 

52  L’ANIMA È INDISTRUTTIBILE

 

Il cimitero vero non è quello che conosciamo, perché lì ci sono solo un mucchio di ossa, o solo un po’ di polvere, ma l’uomo non è lì. Il nostro io, cioè le nostre facoltà del pensare amare e volere, appartengono all'anima e non al corpo e l'anima è immortale, per questo continueremo a vivere, anche quando la nostra anima si distaccherà dal nostro corpo. "L’anima non è soggetta al deterioramento e alla morte, perché non è fatta di materia, ma di spirito, che è "indistruttibile". E il nostro corpo, che invece è corruttibile, è destinato a deteriorarsi e a morire, ma poi risorgerà. Allo stesso modo che è già risorto il corpo di Cristo, anche il nostro corpo risorgerà e si ricongiungerà con la nostra anima e non morirà mai più. E, se l'anima è eternamente felice in Paradiso, anche il corpo, quando risorgerà, condividerà con lei questa felicità, per l'eternità. Al contrario, se l'anima è all'inferno, quando il corpo risorgerà e si riunirà a lei, subirà la sua stessa infelicità, per l'eternità.

 

 

 

53  TUTTI SPOSI E TUTTI FRATELLI

 

Nel matrimonio, gli sposi sono uniti per la durata della loro vita terrena. la morte, li “separerà”, ma “solo temporaneamente”, perché, se si salveranno, si ritroveranno, insieme, in Paradiso, là dove, niente e nessuno potrà mai più separarli. Lì, continueranno ad amarsi, come fratello e sorella, perché in Paradiso, saremo tutti, sposi o spose di Dio. Questo non vuol dire, però, che l’intensità dell’amore tra coloro che erano sposi, sarà meno intenso di quello che hanno vissuto sulla terra. Al contrario, il loro amore sarà grande come non è mai stato, perché sarà reso perfetto da Dio. Tutti i salvati, in Paradiso, saranno, per sempre, “sposi di Dio” e tutti saranno “fratelli e sorelle” fra loro. E da questo “amore sponsale” e da questo “amore fratello”, che in entrambi i casi è “amore divino”, deriverà la fonte primaria della nostra felicità. 

 

 

 

54  IL CASO NON ESISTE

 

Le prove con le quali la vita ci costringe a misurarci e che a nessuno, al mondo, sono risparmiate, ricco o povero, famoso o sconosciuto, buono o cattivo, credente oppure ateo, che sia, sono lontane dalla nostra comprensione. Eppure, non sono mai frutto del caso, ma rispondono ad un preciso disegno di Dio, nostro Padre, volto ad ottenerci, il nostro bene più grande in assoluto: la salvezza eterna. Non occorre comprendere il significato di una determinata croce, che ci verrà svelato, solo quando saremo in Cielo, ma avere la certezza che Dio, amandoci infinitamente, si sta servendo di quella determinata prova, per il nostro unico bene: il Paradiso.


 

 

55  BEATO O POVERACCIO

 

Il nostro corpo ha bisogno della nostra anima, per poter vivere, mentre, al contrario, la nostra anima può vivere anche autonomamente. Infatti l'anima è fatta di spirito, cioè della stessa "sostanza" di Dio e quindi è immortale. La nostra capacità di “pensare, amare e volere”, dipende dalla nostra anima e non dal nostro corpo, quindi, anche dopo la nostra morte, continueremo ad essere vivi, perché continueremo a pensare, ad amare e a volere. Continueremo a vivere, anche se in forma diversa, solo spirituale, anziché anche materiale. Per il momento, vivremo allo stesso modo degli angeli, che, pur non avendo il corpo, sono esseri viventi. E, il nostro corpo, che tutti "crederanno morto", in realtà, si troverà soltanto in uno "stato di riposo". E se la nostra anima sarà in Paradiso, quando il nostro corpo risorgerà si ricongiungerà con lei, per godere la sua stessa felicità. L'espressione più comune che sentiamo, quando uno muore è: “Poverino... è morto”. Niente di più sbagliato se la sua anima, si è salvata, perché si dovrebbe, invece dire: "beato Lui…!" Se, invece, la sua anima fosse all'inferno, la parola “poverino” non sarebbe adatta, sarebbe meglio sostituirla con la parola "poveraccio" e ancora comunque non renderebbe l'idea. I dannati infatti, sono dei veri e propri “morti viventi”, condannati a soffrire per l'eternità. All'inizio solo con il corpo, ma poi anche con l'anima… E la vita di colui che vivrà solo per soffrire e la cui sofferenza non avrà più fine, la considerereste, forse, “vita eterna”, o, in realtà, “morte eterna?"

 

 

 

 

56  SULLA CIMA DEL PARADISO

 

Consapevoli del fatto che, prima di poter raggiungere il Paradiso, nell’altra vita, è necessario attraversare il "deserto della purificazione", in questa vita, non spaventiamoci della croce, perché non siamo soli. Gesù ci accompagna, ci sostiene, ci protegge, ci consola, ci rende forti, ci dona la pace, la gioia, l'entusiasmo e ci apre la strada…! Non per niente Gesù invita tutti quelli che scelgono di amarlo, così come ha fatto con i primi apostoli, a seguirlo ed in cambio li renderà pescatori di uomini, cioè di anime. Esaudirà, cioè la loro preghiera di intercessione, quando pregheranno per la salvezza dei loro fratelli ed essendosi fatti strumento di salvezza per gli altri, Dio stesso “assicurerà” loro “un posto”, “in prima fila”, in Cielo. “Mentre camminava lungo il mare di Galilea vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. (Matteo 4, 18-20). Consapevoli di avere al nostro fianco, questo “alleato invincibile”, perché è uomo, ma, al tempo stesso, Dio, “riempiamo” il “serbatoio” del nostro cuore, col “carburante” dell’entusiasmo, della speranza e della gioia, prima di affrontare queste sempre diverse tappe della nostra vita, considerandole, sempre nuove e stimolanti avventure. E quando il cammino si farà “arrampicata”, sarà un buon segno, perché vorrà dire che l'orizzonte della vittoria, si fa più vicino. E’ il segno rivelatore che stiamo salendo  “in cordata” con Gesù", che siamo a metà strada tra Cielo e terra. A renderci saldi è la certezza, incrollabile, che Gesù, che ci precede e che ci ha legato a Sé, con con solide imbracature, ha reso sicura questa nostra "arrampicata". Lui non ci lascerà un solo istante, almeno fino a che non “pianteremo la bandiera” della vittoria, sulla "cima del Paradiso", dove "sventolerà" per l’eternità. Gesù, non permetterà che cadiamo, se non vogliamo cadere. Se, invece, deliberatamente “taglieremo le “funi” che ci legano a Lui, a causa del peccato, non potrà impedire la nostra caduta. Se, però, dopo che eravamo morti, desidereremo essere “riportati in vita”, Lui lo farà e potremo riprendere, sorridenti, la scalata. E, nei momenti più difficili della nostra vita, Gesù, ci porterà sulle Sue spalle e ci farà salire con la forza, onnipotente, delle Sue braccia. “Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta?” “Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli”. (Matteo 18,12:14). "Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento” (Luca 15, 5).

 

 

 

 

 

57  CUSTODIRE L'ANIMA

 

Se è importante difendere, proteggere e custodire il nostro corpo, è ancora più importante difendere, proteggere e custodire la nostra anima. Eppure, se è evidente, a tutti, l’importanza di curare il proprio corpo, che vedono, non a tutti, invece, è chiara l’importanza di curare la propria anima, che non possono vedere. Eppure, solo se avremo fatto la volontà di Dio, in questa vita, avremo salvato, per sempre, la nostra anima e se avremo salvato la nostra anima, avremo salvato, sia il nostro corpo, che la nostra anima, per l'eternità. Non c’è niente di male nel prendersi cura della salute e della bellezza del corpo, ma non fatelo mai a scapito della salute e della bellezza dell’anima. Infatti, la salute e la bellezza del nostro corpo, a causa della malattia, della vecchiaia e della morte, prima o poi, le perderemo, almeno in questa vita, ma se cureremo la salute e la bellezza della nostra anima, oltre a salvare l'anima salveremo anche il corpo, per l'eternità. E, se l’anima sarà rimasta in salute e bellezza e per questo avrà raggiunto il porto sicuro del Paradiso, anche il corpo, quando risorgerà, sarà bello e sano per sempre. Anzi, sarà molto più bello e molto più sano di prima. Infatti risorgerà perfetto, cioè senza più alcun nessun difetto fisico, né di salute. Sarà, e rimarrà, eternamente giovane e non morirà mai più, perché sarà diventato immortale come l’anima. 

 

 

 

 

 

58  LA VITA IDEALE

 

La malattia e la morte, ma anche la fatica, la vecchiaia e ogni sofferenza, sono entrate nel mondo, proprio a causa del peccato. Gesù, però, ha già vinto il peccato, soffrendo per noi sulla croce, per guadagnarci una vita futura senza mai più la croce ed è morto ed è risorto, per ottenere, anche a noi, la resurrezione futura. Per questo motivo, la nostra croce, unita alla croce di Cristo, offerta a Lui, per la salvezza nostra e anche per quella dei nostri fratelli, è la vera “medicina per la vita eterna. "Chi mi libererà da questo corpo mortale?" (Romani 7,24). Gesù, permetterà che un giorno, con la morte del nostro corpo, che questa nostra "vita crocifissa", "abbia un termine" e lo farà per donarci, al suo posto, quella vita ideale che abbiamo sempre desiderato, qui in terra, ma che solo in Paradiso potremmo godere. All'inizio solo con l'anima, ma poi, con la resurrezione del corpo, che risorgerà immortale, perfetto ed eternamente giovane, di tutto il nostro essere.

 

 

 

 

59  DESTINATI AL REGNO

 

"Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio". (Matteo 5,8). Contemplare è un "vedere Dio con gli occhi del cuore" e, in un certo senso, vedere Dio fin da subito. Se siamo in grazia di Dio, e cioè abitati da Dio, Dio "purifica" il nostro cuore "dall'attaccamento" al peccato, cioè ci fa diventare "puri di cuore". Le tentazioni rimangono, perché scompariranno solo in Cielo, ma l'amore per Gesù è più forte dell'amore per il peccato, per questo combattiamo, con l'aiuto, soprannaturale di Dio, per rimanere fedeli a Dio e riusciamo a vincere le tentazioni. È la purezza del cuore, che è un dono di Dio che ci unisce a Dio e, in questa unione tra noi e Dio, in cui l'umano e il divino, non solo si toccano, ma, sconfinano, reciprocamente, tutto è possibile…! Questa unione tra noi e lo Spirito Santo, è un'unione "trasformante", cioè "deificante", perché dare il permesso a Dio di "santificarci", equivale a dare il permesso a Dio di "divinizzarci". Allora, quando siamo divinizzati, incominciamo, inaspettatamente, a "desiderare ciò che Dio desidera". E, ciò che desidera Dio, è la nostra santità in questa terra, per ottenere la nostra felicità, eterna ed infinita, in Cielo. Lì, in Paradiso, ameremo Dio, non più nella "penombra della fede", ma alla "luce del giorno", perché, finalmente potremo vederlo così come Egli è. Potremo vederlo, abbracciarlo e non perderlo mai più…! In Paradiso incontreremo il sorriso di Maria, ritroveremo i nostri cari, conosceremo i nostri antenati e ameremo e abbracceremo anche tutti i salvati, di tutti i tempi e di ogni parte del mondo. Si, perché il Paradiso è sia il "Regno", che il "regnare"...!

 

 

 

 

60  ISTRUZIONI PER IL PARADISO

 

La Parola di Dio contiene la legge di Dio, cioè le istruzioni per la salvezza della nostra vita, soprattutto quella eterna, quindi le istruzioni per il Paradiso. È necessario leggere, la Parola di Dio, per conoscere la volontà di Dio, ma conoscerla, non basta, per ottenere il dono della salvezza, è necessario anche metterla in pratica. Mettere in pratica la Parola di Dio, significa impostare la direzione del “navigatore” della nostra vita, che prima era “programmata” sul peccato, in una nuova direzione, quella della volontà di Dio. Se lo faremo, potremo godere anni e anni di gioia di vivere, durante quell’avventuroso viaggio, che è la nostra vita. E, quando, poi, avremo raggiunto la destinazione finale, la gioia si tramuterà in felicità totale, assoluta e infinita e ci verrà donata insieme a Dio e all’immortalità. Si, quando finalmente avremo terminato il viaggio, che ci conduce, come un "avveniristico ponte", dal tempo all’eternità, potremo finalmente godere, insieme a Dio e a tutti i santi del Paradiso: "una vita da Dio".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

31  L'ASCENSORE DEL PARADISO

32  TU, PARADISO DI GESU'

33  LA GUARIGIONE ETERNA

34  LA VISIONE DI DIO

35  LA FAMIGLIA DI DIO

36  AD UN SUO COMANDO

37  LA VITA IDEALE

38  L’AMORE PERFETTO

39  VEDRANNO DIO

40  IL GREMBO DI DIO

41  IL BACIO DI DIO

42  PER SEMPRE FELICI E CONTENTI

43 UN CORPO IMMORTALE

44 GLI PROMISE IL PARADISO

45  IL BELLO DELLA FINE DEL MONDO

46  LA BUONA NOTIZIA

47  L’ABITO BIANCO

48  Il PARADISO SUBITO

49  PER I MERITI DI CRISTO

50   PORTE APERTE IN PARADISO

51  MOLTO PIU’ CHE TURISTI

52  L’ANIMA È INDISTRUTTIBILE

53  TUTTI SPOSI E TUTTI FRATELLI

54  IL CASO NON ESISTE

55  BEATO O POVERACCIO

56  SULLA CIMA DEL PARADISO

57  CUSTODIRE L'ANIMA

58  LA VITA IDEALE

59  DESTINATI AL REGNO

60  ISTRUZIONI PER IL PARADISO

 

 

Testi e immagini © di Luigi Tosti 

 

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