La fotografia del Paradiso

91 - MAMMA PER DAVVERO
È da Maria, che è stato “plasmato” il Corpo di Gesù, seppur con la potenza dello Spirito Santo. E, poiché, con l’incarnazione di Gesù, il Corpo di Gesù è diventato il tuo Corpo, anche tu, come Gesù, sei “il frutto del grembo di Maria”. Maria, la Madre di Dio è davvero tua Madre... ! “Molti amano Maria come se fosse la loro Madre. Ora, Colei che ti ha partorito, cosa ti risponderebbe se tu le dicessi: ti amo come se fossi mia Madre”. (Padre Emile Neubert).
92 - LA PREGHIERA DELL’ABBRACCIO
Quando stringi al petto la Bibbia, stringi al petto Gesù, che è la Parola di Dio ed è questo l'unico abbraccio, fisico, che puoi avere con Lui in questa vita. A casa tua, nel segreto della tua stanza, puoi posare sopra il tuo cuore, Gesù, stringendo al tuo petto la Parola di Dio. Puoi abbracciare Gesù, ogni volta che lo desideri, ogni volta che vuoi, tutte le volte che vuoi, per tutto il tempo che vuoi, per mezzo di questa “silenziosa”, “potentissima” e “facile” “preghiera di contemplazione”. E poiché “Gesù è fatto di Maria”, oltre che di Spirito Santo, quando stringi Lui, stringi al tuo cuore anche la Madonnina ed entrambi ti restituiscono questo abbraccio. Noi, dal momento della nostra rinascita, mediante il battesimo, siamo “fatti di cielo”, anche se “prestati a questa terra" e, abbracciare Gesù, è un modo, concreto, per entrare nel vivo della nostra “comunione d’amore”, oltre oltre che con Lui, anche con tutta la Santissima Trinità, di cui Gesù è la porta.
93 - ACCECA LA MENTE
Cade nella trappola "dell'orgoglio spirituale", che è "orgoglio satanico", colui che, brillando di luce divina, perché unito a Dio, finisce per attribuire questa luce a se stesso, anziché a Dio. È come se la luna, illuminando la notte, grazie al sole, pensasse di essere il sole. Attenzione, quindi, perché l'orgoglio "acceca la mente", cioè rende stupidi, ma ancor di più, ci rende nemici di Dio e ci separa da Dio. Solo Dio è santo e solo Dio santifica, rendendoci portatori di luce, nel viso, nella mente, nel cuore e nelle azioni. Se saremo fedeli, fino alla fine di questa vita, solo all'ora, cioè all'inizio dell'altra vita, saremo "indivisibili da Dio", "confermati in grazia" e, quindi "santi per sempre" in Paradiso. Non dobbiamo, però, disprezzare le persone orgogliose, ma al contrario, dobbiamo pregare per loro, in tal modo non solo eviteremo di commettere il peccato di giudizio, ma, anzi, acquisiremo preziosi meriti difronte a Dio.
94 - PAURA, ISTURUZIONI PER L'USO
La paura, è una croce, forse la più grande di tutte e accompagna ogni croce, eppure senza la paura, io mi sarei perso, milioni di persone si sarebbero perse e milioni di altre si perderebbero. Si perché la paura e la stessa paura della paura, ci lega a Dio, o rafforza l’unione con Lui, se siamo già legati a Lui. Non ho mai guardato con ammirazione quelli che non hanno paura e non solo perché, prima di scoprire le mie paure, io ero come loro, uno spavaldo, o meglio un incosciente. E neanche ora, ammirerò queste persone, perché so, con certezza, che mi viene dall'esperienza, oltre che dalla fede, che, è solo questione di tempo, ma, prima o poi, “la paura busserà” anche alla loro porta. Senza le mie paure non avrei mai creato questa opera di evangelizzazione, che è questo blog, non avrei scritto nemmeno un rigo, ma soprattutto, senza le mie paure, ora sarei lontano da Dio, mi sarei perso, perché, orgogliosamente e stupidamente, sarei bastato a me stesso. La paura fa sì che, quando siamo lontani da Dio, “cerchiamo” e “troviamo” tutte le nostre sicurezze in Lui. Scopriamo, o riscopriamo con certezza sempre maggiore, che Dio è il nostro Papà onnipotente, perdutamente innamorato di noi…!
95 - PERDONARE NON È UMANO
Un giorno, un sacerdote disse: "Perdonare non è umano...” e lasciò per qualche secondo la frase in sospeso. Stava parlando alla radio, poi aggiunse: “perdonare non è umano, perché è divino”. Immagino che molti ascoltatori abbiano tirato un sospiro di sollievo, ma forse rimasero sorpresi, quando completò il discorso, concludendo: “Quindi dobbiamo chiedere a Dio di donarci, insieme al perdono per i nostri peccati, anche la “capacità di perdonare”. Il diavolo, cerca sempre e a tutti i costi, di "legare" la nostra capacità di amare, con “le catene" del “non perdono”, per impedirci di ottenere, a nostra volta, il perdono da Dio. Noi, però, recitando con desiderio, con amore e con fede, le parole del Padre nostro: “Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”, otterremo da Dio Padre, insieme al perdono dei nostri peccati, anche la capacità di perdonare i nostri fratelli.
96 - VEGLIERA' SU DI TE
Il Salmo 120 è un "balsamo miracoloso", per il corpo e per lo spirito, utilizzalo come preghiera e ben presto, sperimenterai i suoi benefici. "Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l'aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra. Non lascerà vacillare il tuo piede, non si addormenterà il tuo Custode. Non si addormenterà, non prenderà sonno, il Custode d'Israele. Il Signore è il tuo Custode, il Signore è come ombra che ti copre, e sta alla tua destra. Di giorno non ti colpirà il sole, né la luna di notte. Il Signore ti proteggerà da ogni male, egli proteggerà la tua vita. Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri, da ora e per sempre". (Salmo 120).
97 - INIZIA CON UN SALUTO
La preghiera dell'Ave Maria, inizia con un saluto: "Ave, o Maria", cioè "Ciao, Maria" e, più confidenzialmente, potresti dire: "Ciao Mamma...!". Ogni volta che ti fermi a salutare la Madonna, con un ’Ave Maria, Lei è lì, di fronte a te, e anche se tu non la vedi, Lei ti guarda, ti sorride, risponde al tuo saluto, ti ama, ti ascolta, parla al tuo cuore, fa sue le tue richieste di aiuto e le presenta al suo Figlio Gesù.
98 - PREGUSTA LA VITTORIA
In ogni prova che Dio permette nella vita nella nostra vita, è nascosto un “prezioso talento”, un’affascinante sfida della luce alle tenebre. Qualunque battaglia dobbiamo affrontare, non sentiamoci mai soli, perché Dio la combatte insieme a noi, chiedendoci fede e amore. Credere sempre in Gesù e non nelle montagne, cioè nelle difficoltà più grandi di noi e amare tutti, anche i nemici, anche coloro i quali sono la causa delle nostre difficoltà. Gesù vuole misurare il nostro grado di fede e di amore, ed ecco spuntare la prova ma, insieme ad essa, il talento e guai a volerlo sotterrare, perché il Signore ce ne chiederebbe conto. Dio prova coloro che ama, perché questo amore lo vuole far crescere ancora di più e sia l’amore, che la fede, hanno un amico formidabile: le difficoltà. Sapendo e credendo che tutto concorre al bene di chi ama Gesù, anche l’apparente male, facciamo di ogni prova, il trionfo della nostra fede, glorificando Dio. In tal modo, satana, sarà sconfitto e umiliato dalle stesse insidie che trama contro di noi. Non perdiamo mai la calma. Chi "confida in Gesù", è sereno, perché “pregusta la vittoria”, anche se, questa vittoria, a volte, la vedremo, solo nel tempo: il tempo necessario far crescere e maturare la nostra fede.
99 - GUARDO IL DIO INVISIBILE
Quando contempliamo il Santissimo Sacramento, con lo sguardo, con la mente e con il cuore, è come se "esponessimo" ai “raggi soprannaturali” della gloria di Gesù, come sul monte Tabor. Veniamo "irraggiati" da questo "Sole d'Amore" che brucia per noi e penetra nel nostro corpo e nella nostra anima e ci santifica, trasfigurandoci in Lui. "Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce". (Matteo 17, 1-2)
100 - PER TUTTA LA VITA
Il sacramento del matrimonio è l’amore tra un uomo e una donna, reso perfetto dall’amore infinito di Dio, che si comunica, per via soprannaturale, anche agli sposi. Lo Spirito Santo è lo “Spirito d'amore”, è "Spirito di unione", mentre, satana, è "spirito di divisione". Per questo satana proporrà loro, di volta in volta, svariate tentazioni, con l'intento di far "naufragare" il loro amore e il loro matrimonio. Se però gli sposi, coltiveranno una comune "vita di preghiera", lo Spirito Santo "blinderà" la loro unione e supereranno ogni tempesta della vita. Quel loro amore che si sono reciprocamente promessi, difronte a Dio, durerà per tutta la vita. “Un uomo può divorziare dalla propria moglie per un motivo qualsiasi? Gesù rispose: “Non avete letto ciò che dice la Bibbia? Dice che Dio fin dal principio maschio e femmina li creò. Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due saranno una cosa sola. Così essi non sono più due ma un unico essere. Perciò l'uomo non separi ciò che Dio ha unito”. (Matteo 19, 3-6)
101 - IL DIVINO ARTISTA
Quante persone "sedotte da Dio", hanno abbandonato il peccato e quante altre "sedotte dal diavolo", sono ritornate alla loro vecchia vita di peccatori? Quelli che ora appartengono a Cristo, prima della loro conversione, erano separati da Lui e quelli che, spiritualmente, hanno "abbassato la guardia", credendosi già arrivati, sono ricaduti in una vita di peccato. La superbia è un ostacolo, insormontabile, che si frappone tra noi e la nostra salvezza e può essere rimosso solo con l'umiltà. Dio è "l'Artista" e noi siamo "creta" nelle Sue mani, ma se il nostro cuore è "indurito" dalla superbia non ci può "modellare" con la Sua "divina grazia", non ci può trasformare in un "capolavoro" di santità. E, senza la santità, il nostro cuore è indurito nel peccato e, di conseguenza, ci è preclusa la via della salvezza. «Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcuni tra i primi che saranno ultimi». (Luca 13, 30).
102 - SPOSTARE LE MONTAGNE
Dio vuole l'amore dei suoi figli, ma anche la loro fiducia: l'amore senza la fiducia è incompleto e la mancanza di fiducia, dopo il peccato, è ciò che lo ferisce di più. Chi ama Dio, si fida di Dio, anche quando non capisce, anche nel momento della croce, perché l'amore di Dio, per noi, è infinito, così come la sua onnipotenza. «In verità vi dico: se avete fede e non esitate… se dite a questa montagna: "Levati e gettati nel mare", così avverrà» (Matteo 21, 21) Vuoi spostare le montagne, cioè superare problemi anche impossibili? Incomincia ad avere per Dio, la stessa fiducia, che da bambino avevi per il tuo papà. Sarà Gesù che sposterà le montagne, non certo tu, ma, prima di spostarle, aspetterà che tu ti fidi di Lui.
103 - LA PREGHIERA DEL CUORE
Gesù, apparve, un giorno, a suor Maria Consolata Betrone e le insegnò questa preghiera: "Gesù, Maria vi amo, salvate le anime". Doveva pregarla con le parole, con la mente, con il cuore e con la volontà di amare Dio, di amare Maria e di amare i fratelli. Doveva pregarla più volte che poteva, durante la giornata, da quando si alzava, la mattina, alla sera, prima di addormentarsi. Ed ecco le parole che Gesù stesso disse a suor Maria Consolata Betrone e che, attraverso di lei, dice anche ad ognuno di noi: “Ogni tuo atto d'Amore rimane in eterno... Ogni" "Gesù ti amo" attira Me nel tuo cuore… Ogni tuo atto d'Amore ripara per mille bestemmie... Ogni tuo atto d'Amore è un'anima che si salva perché ho sete del tuo Amore. Non ti chiedo che questo: un atto d’amore continuo, “Gesù’, Maria vi amo, salvate anime…” “Consolata, dì alle anime che preferisco un atto d’amore ad ogni altro dono che mi possono dare” … “Ho sete d’amore” Questo atto incessante di amore, è la via che conduce al Paradiso. Con esso si realizza il comandamento della Legge: “Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” … e il prossimo tuo come te stesso". "Gesù, Maria vi amo, salvate le anime" facciamo nostra questa, che è una "preghiera del cuore", rendendolo un "atto incessante di amore".
104 - ISTRUZIONI PER LA FIDUCIA
La preoccupazione ti fa soffrire inutilmente, perché non risolve i tuoi problemi, ma “monopolizza” Il tuo pensiero, la tua mente, il tuo cuore e ti distrae da Gesù. Eppure solo Gesù è in grado di risolvere quei problemi, che non riesci a risolvere con le tue sole forze, perché nulla è impossibile a Dio. Smetti di “sperperare” il tuo tempo nella preoccupazione e “impiegalo” nella preghiera, e la pace, “rubata” dalle preoccupazioni, “ritornerà”, nel tuo cuore. Satana, prima di uccidere un uomo, con la depressione, a volte anche con il suicidio, gli “uccide la speranza”. Il diavolo “vorrebbe farti credere” che non c’è più una soluzione ai tuoi problemi, ma sta "bleffando", perché il diavolo è un “maestro di inganni”. Tutte le volte che sei “assalito” dalle preoccupazioni, come da “briganti” che vogliono rubarti pace, come “assassini” che vogliono uccidere la speranza, non smettere mai di ripetere, incessantemente: “Gesù confido in te” ...! Dio ti ama follemente, la sua potenza non ha limiti e non delude quelli che, come te, sperano in lui.
105 - VEDE NEL SEGRETO
"Le persone, che si servono delle loro ricchezze, per aiutare chi soffre la povertà economica, sono la minoranza ma ci sono. Fanno opere di beneficenza e non per farsi belli difronte agli uomini, ma per piacere a Dio, che "vede nel segreto" e che li "ricompenserà". Li ricompenserà, già in questa vita, ma ancor di più nel Regno dei Cieli…! Non desiderate la ricchezza, anzi ritenetevi fortunati, se non avete molte disponibilità economiche, perché la ricchezza è una pericolosa tentazione e perché la vera ricchezza è quella spirituale, l’essere ripieni di Dio…! “Ma l'uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono". (Salmo 48,13). Quante volte, spinti dalla necessità di far quadrare il cerchio, o colpiti da una croce di carattere economico, ci siamo svegliati dal torpore spirituale e ci siamo convertiti, oppure, se già eravamo nel cammino di fede, ci siamo messi a correre, come atleti...! Io, sinceramente, sperò di non diventare, mai ricco, perché la ricchezza è un grande tentazione, ma se Dio, un giorno, decidesse diversamente per me, sarei felice di poter aiutare coloro che non hanno una casa, quelli che non hanno cibo e quelli che a causa della loro indigenza, hanno perso anche la dignità. Dobbiamo pregare per la fame nel mondo, ma dobbiamo anche aiutare materialmente, i poveri. Siamo generosi, naturalmente in proporzione alle nostre possibilità e stiamo pur sicuri, che Gesù non si farà vincere in generosità…! «È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». (Marco 10:25). Il Vangelo dice che non è facile, ma non dice che è impossibile, dipende dall’uso che facciamo delle nostre ricchezze, perché, come sempre, il nostro destino futuro, di eterna felicità o di eterna infelicità, dipende dalle scelte che facciamo, ora, in questa vita...-
106 - CONTENITORI DI DIO
Se rinunceremo al peccato, per amore di Dio, Lui ci farà un dono che non ha eguali, ci donerà Se stesso. Lo Spirito Santo, verrà ad abitare in noi, ma non sarà solo, perché porterà con Sé anche il Padre e il Figlio. E allora diventeremo i "contenitori di Dio" di quel "flusso d'amore trinitario", che avvolge il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo e che, da quel momento in poi, avvolgerà anche noi. La Santissima Trinità, per dono di Dio, entrerà a far parte di noi e noi, sempre per dono di Dio, entreremo a far parte di Lei. L'amore stesso di Dio, per scelta d'amore divina, scorrerà in noi e attraverso di noi. Sarà l'amore di Dio, che, oltre che essere di Dio, sarà anche nostro, in un'ubriacatura d'amore, dove non è più possibile distinguere l'Amante dall'amato. E allora, quando ameremo i nostri fratelli e le nostre sorelle, non li ameremo più soltanto con l'amore nostro, che sarebbe solo amore egoistico, quindi sbagliato, ma li ameremo con l'amore stesso di Dio. Amore di Dio, che è "amore puro", "amore gratuito", "amore universale", "amore infinito", "l'amore che salva". "Dio è Amore" e se lo "ospitiamo" nella nostra anima, per scelta del cuore, ma anche della volontà, per far sì che amore e fedeltà coincidano, saremo "riempiti" ed "inondati" del Suo amore trinitario.
107 - TI SALUTO MARIA
San Bernardino da Siena, tutte le volte che passava difronte ad una statua della Madonna, esclamava con fede: “Ti saluto Maria!”. Un giorno, Maria si animò e gli rispose: “Ti saluto Bernardo!”. Tutte le mattine, prima di iniziare una nuova giornata, rivolgiamoci a Lei salutandola. Recitiamo con fede l’Ave Maria e otterremo ogni benedizione. San Giovanni Bosco non intraprendeva mai nessuna azione, senza prima rivolgersi a Maria e riusciva in qualsiasi sua impresa. Recitiamo sempre un’Ave Maria, prima di compiere una scelta importante, prima di metterci in viaggio, nei momenti di pericolo, se abbiamo un problema finanziario, se cerchiamo un lavoro, se vogliamo mettere sotto la sua speciale protezione un membro della nostra famiglia, se vogliamo salvare un matrimonio a rischio, se siamo sotto la croce. E la sera, non ci addormentiamo, mai, prima di aver chiesto e avendo la fede di aver ricevuto, la sua preziosa e potentissima benedizione materna.
108 - L’INFARTO INVISIBILE
La preghiera è Il "respiro dell’anima", ma anche del corpo, perché se soffre l’anima, anche il corpo soffre. Se il corpo non respira, perde la vita e altrettanto vale per l’anima e se gli manca "l'ossigeno della preghiera", che la nutre di Dio, muore. La depressione, l’angoscia, il panico, l’ansia, e tutto ciò che porta la morte nel cuore, è il segnale della presenza di quella malattia dell'anima, che fa star male anche il corpo. L’uomo "somatizza" tutti i mali dell’anima, che si trasferiscono anche in determinati organi del corpo, facendolo ammalare. Tutti capiscono la gravità dell’infarto del cuore, ma molti ignorano la gravità "dell'infarto dell'anima", perché non è rilevabile da nessuno strumento diagnostico. Guarire dall’infarto invisibile, recuperando la nostra unione con Dio, è possibile... è sufficiente il sacramento della confessione, per cancellare tutti i debiti accumulati con la giustizia divina e cominciare (o ricominciare) a pregare...
109 - SONO INSEPARABILI
Gesù e Maria sono "inseparabili". Dove è Maria, lì… immancabilmente, anche Gesù e dove è Gesù, lì, immancabilmente, è anche Maria. Maria è la creatura più amata da Gesù e al tempo stesso, quella che, più di ogni altra, ama Gesù. Come Maria non ha mai negato nulla a Dio, Dio non nega nulla a Maria. Quando Maria chiede, non lo fa per se stessa, perché Lei ha già tutto, ma lo fa per i suoi figli. La “Piena di grazia” chiede per noi, che ricorriamo a Lei, e noi abbiamo la "certezza" di essere esauditi da Lui, attraverso Lei. Quando preghiamo Maria, le chiediamo di pregare per noi "peccatori", quindi ammettiamo di essere deboli rispetto al peccato, ma non lo facciamo con lo scopo di continuare a peccare, ma al contrario... per chiedere ed ottenere da Lei, la "forza", per non peccare più. Dio ha stabilito, nei suoi disegni imperscrutabili, che, chi arriva a Lui, passando per Lei, ottenga le grazie più grandi e impensate…!
110 - INCENDIARE E INONDARE
Quando, per amore di Dio, siamo in Chiesa ad adorare il Santissimo Sacramento è come se fossimo sul monte Tabor, a contemplare Gesù, "Sole divino" dell'umanità e di tutto dell'universo. Quando ci esponiamo, in adorazione, davanti a Lui, l'azione dei Suoi "raggi divini", che penetrano su di noi, nel corpo e nell’anima, ci “trasformano” e ci “trasfigurano”, divinizzandoci, cioè rendendoci simili ad "altri Gesù”...! Quel Sole divino è la "fornace ardente" di Carità che "brucia di amore" per noi. “Veniamo irraggiati” dalla Sua "Divina Presenza" e quando, trascorso il tempo dell’adorazione, ritorniamo nella quotidianità, continuiamo a "riflettere" la luminosità di Dio e ad "irradiare" il Suo calore soprannaturale. Diventiamo cristiani in grado di "incendiare" la tiepidezza spirituale e di "inondare" di luce il mondo.
111 - INNAMORATO DI DIO
Gesù non cerca credenti e basta, ma innamorati. Immaginiamoci un fidanzato che ripeta alla fidanzata "credo in te", ma che non le dica mai "ti amo", oppure che le dica "ti amo", ma che poi non si comporti da persona innamorata, tradendola e facendolo anche per abitudine. Gesù desidera che lo amiamo, veramente, perché Lui non è qualcosa di astratto, ma è una Persona. Dio vuole che lo amiamo nella fedeltà, perché non esiste amore vero, se non nella fedeltà. La fedeltà nasce dal desiderio di far la volontà di Dio e il "desiderio" di far la volontà di Dio è il frutto della preghiera. Santo, agli occhi di Dio, non è colui che compie i miracoli, o cade in estasi, ma colui che è innamorato di Dio, che ama Dio, più di tutto e prima di tutti e che ama i fratelli come se stesso.
112 - UN CAVALLO IMBIZZARRITO
I fatti di cronaca nera, ci raccontano, sempre più spesso, i gesti di follia distruttivi, compiuti da gente normale, che sono la conseguenza dell'istinto cieco e delle passioni incontrollate. Il risultato è il ferimento, l'omicidio, l'ospedale, il cimitero e la galera, forse l'inferno. Tutto questo dovrebbe essere di monito anche per noi. "L'istinto cieco" e le "passioni incontrollate", sono paragonabili ad un "cavallo imbizzarrito" che stiamo cavalcando e di cui abbiamo "perso le redini": non sappiamo dove ci porterà... "Nell'ira, non peccate... e non date occasione al diavolo". (Efesini 4, 26-27) "Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare". (1 Pietro 5, 8) “...satana entrò in lui". (Giovanni 13,27)
113 - CORRETE AD ADORARE
Appena seppero della nascita del Re dei Re, la gente semplice e anche i potenti, accorsero con gioia per adorare Dio, fattosi bambino. Corriamo, oggi come allora, anche noi, nelle nostre Chiese e rendiamole affollate di “cuori adoranti” ... Passati duemila anni da quel primo Natale, noi siamo i “nuovi Magi” e i “nuovi pastori”, i “nuovi testimoni” del “Dio vero”, del “Dio vivente”, del “Dio incarnato”. Noi siamo i “nuovi adoratori” e dobbiamo far ardere in noi il loro stesso entusiasmo, e farlo diventare, come per loro, adorazione. Nei tabernacoli di ogni Chiesa, ogni giorno, in tutto il mondo, quello stesso Dio, che si è rivelato in un Bambino a Betlemme, continua a rivelarsi in ogni ostia consacrata. È un "Avvento contemporaneo", dove "l'attesa" si fa subito "incontro", in quel nostro Gesù, fatto dono anche a noi, nel Santissimo Sacramento. “Correte”, quindi, senza indugiare, correte a contemplare e ad adorare quel Dio che si è fatto “veramente nostro”, per renderci “veramente Suoi”. Il Natale, se vogliamo, “accade tutti i giorni”, “accade acnhe oggi”, come fosse la prima volta e ogni volta, ci deve riempire di un sempre nuovo stupore. È il nuovo Avvento e non è solo Avvento, perché è Avvento ed Epifania, insieme!…
114 - CIO' CHE È MIO È TUO
..."Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa". (Colossesi 1, 24). Cosa manca alle sofferenze di Cristo? Non manca nulla alle sofferenze di Cristo, è Lui che ci ha riconciliati con il Padre, è Lui il “ponte” tra gli uomini e il Padre celeste e Lui che ci ha "riaperto" le porte del Paradiso, chiuse dopo il peccato originale e poi proseguito con i nostri peccati personali. Il Padre ha inviato il Figlio, sulla terra, per salvarci dai nostri peccati, con il Suo sacrificio sulla croce e ridonarci quella vita eterna che avevamo perduto, inizia così l'opera della redenzione… Poi, dopo la Sua resurrezione e ascensione al Cielo, Gesù “invia noi”, per “proseguire”, nel mondo e nella storia, la Sua opera di redenzione. Dio, nel Suo disegno di salvezza per l'umanità, ha stabilito che noi fossimo "corredentori" con Cristo, che è "il Redentore". Per mezzo dello Spirito Santo, che ci viene donato, con il sacramento del battesimo, che agisce in noi, santificandoci, veniamo trasformati da Gesù in "altri Gesù". E lo diventiamo realmente, quando la potenza dello Spirito Santo, che è lo stesso Spirito di Gesù, entra i noi e ci trasforma nel Corpo di Cristo, di cui Cristo è il capo. "Un solo corpo, un solo Spirito". (Efesini 4, 4). Vale a dire che pur essendo miliardi e miliardi di persone diverse, siamo "riuniti", misticamente, cioè misteriosamente, ma realmente, in un "unico corpo", il Corpo di Gesù. E quando Gesù ci dice: “Tutto ciò che è mio è tuo” (Luca 15,31), vuol semplicemente farci capire che, se "condivideremo" con Lui quella "croce", che Lui, per primo, ha affrontato quando era in questa vita, nella vita che verrà, "condivideremo" con Lui, anche la Sua "gloria". "E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria". (Romani 8,17)
115 - LA GRANDEZZA DEI PICCOLI
Se sei in cammino di fede, Dio ti ha ricolmato, o ti sta per ricolmare, di molti doni spirituali. Rimani piccolo e Dio continuerà a donartene sempre di nuovi, ma non utilizzare, mai, questi doni per creare antagonismi, rivalità e divisioni con i fratelli, ma solo “ponti d'amore”. E sei ha fatto degli errori, “sfasciando” quello che avevi costruito, abbi il coraggio e l'umiltà di tornare indietro e di "ricucire" l'unione con il tuo prossimo, per mezzo del “perdono” e della “riappacificazione”. Se “rompi un'armonia” e i legami d'amore sono divine armonie, abbi la "santa cocciutaggine" di ricominciare da capo, di ricostruirla di nuovo. Ricordati che il diavolo, scacciato dalla porta, quando regna la comunione tra fratelli, cercherà, con l'arma della divisione, di ritornare dalla finestra. Insomma, se stai crescendo, rimani piccolo, perché così, sarà Dio stesso a renderti grande. «In quel tempo, Gesù disse alle folle: In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui». (Matteo 11,11-15)
116 - APPARVE A SANTA ANGELA
Un giorno Gesù apparve a Santa Angela da Foligno, chiedendole di esprimere tre desideri e lei, senza pensarci un attimo rispose, anzi gridò: “Voglio Dio, Voglio Dio, Voglio Dio…!” Lei che era innamorata di Gesù, non chiese nessun dono, ma soltanto “il Donatore” e fu felice, nella foga dell’amore, di ripetere, più volte, il suo amore a Dio. Ed essendo Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, Angela è come se avesse anche gridato: “Voglio il Padre, voglio il Figlio, voglio lo Spirito Santo…!” Quando Dio chiese a Salomone quale dono avesse preferito, lui scelse quello della sapienza e fece bene, perché la sapienza di Dio è necessaria per compiere la Sua volontà, perché è il dono e la capacità, di vedere ogni realtà, dalla giusta e veritiera prospettiva di Dio. Eppure Angela ha espresso un desiderio infinitamente più grande, quello di "possedere Dio", perché Dio è tutto e chi ottiene Dio ha tutto, oltre ad ogni altro dono… sapienza inclusa.
117 - LA POTENZA DI UN ESERCITO
Maria ti ama, anche se non la ami, Maria non si dimentica di te, anche se ti dimentichi di Lei, Maria non smette di essere tua Madre, anche se tu non ti comporti come figlio. Se cerchi di depotenziarla, Maria, mantiene il suo potere, se cerchi di delegittimarla, Maria continua a svolgere la sua missione di Madre, se la rinneghi, Maria non ti volge le spalle… A Maria è stato donato un “potere illimitato”, perché Dio le ha affidato la “missione” di “schiacciare la testa” al diavolo. La potenza di Maria è paragonabile a quella di esercito pronto a colpire i nemici, per difendere i suoi figli. Maria ti ama, sempre e comunque, ma se tu decidi di fare a meno di Lei, concedi un enorme vantaggio al diavolo. «Chi è Colei che sorge come l'aurora, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come un esercito in assetto di guerra?». (Cantico dei cantici 6, 10).
118 - GESU' NEL CONFESSIONALE
La sacralità dei sacramenti, che Dio ci dona, per mezzo della Chiesa, si fonda sulla santità di Dio e non su quella dei sacerdoti che li amministrano. E, se il sacerdote che ci porge l'Eucaristica, fosse anche il più grande peccatore, non per questo i suoi peccati, annullerebbe l'efficacia di questi sacramenti. Ogni sacerdote agisce "in persona Christi", che significa, letteralmente, "nella persona di Cristo", per cui le azioni compiute dal sacerdote, è come se fossero compiute da Gesù in persona. Durante la santa Messa, nel momento in cui il sacerdote pronuncia la preghiera eucaristica, ripetendo gli stessi gesti e le stesse parole di Cristo, il pane e il vino si trasformano nel Corpo e nel Sangue di Cristo. Allo stesso modo, quando, pentiti, chiediamo perdono dei nostri peccati, è come se nel confessionale, al posto del sacerdote, invisibilmente, ma realmente, ci fosse Gesù. «E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». (Matteo 16, 18-19)
119 - DI CHI È LA COLPA?
La Chiesa cattolica è quella fondata da Gesù, duemila anni fa e affidata agli uomini, anche se è Dio che, “invisibilmente, ma realmente”, la guida. “La Chiesa è santa”, “perché Dio è santo”, anche se i suoi ministri e i suoi fedeli, possono cadere nel peccato. Sacerdoti e laici, nella loro vita personale, possono sbagliare, perché Dio li ha creati liberi di scegliere il bene o il male. La responsabilità dei loro peccati, però, non è mai della chiesa, ma è sempre personale e ricade quindi soltanto su chi li compie. Se commetti un peccato, la colpa è solo tua, non della Chiesa e sarai tu a doverne rendere conto, un giorno a Dio. Nessuno al mondo si potrà mai giustificare i propri peccati, puntando il dito su altri peccatori. Ciò che possiamo fare noi è pentirci dei nostri peccati e confessarli, prima a Dio e poi anche ad un sacerdote.
120 - Il CANTO DI MARIA
Maria crede nell’avveramento delle promesse di Dio, anche se sembrano, da un punto di vista solo umano, irrealizzabili e dà la sua disponibilità al compiersi della volontà di Dio nella sua vita. Il "si" di Maria a Dio, le procura una gioia talmente profonda, da non poter essere trattenuta e la "grida" con tutta se stessa, come un “canto d’amore”. Una “vibrazione dell’anima e dello spirito”, che si fa, al tempo stesso, ringraziamento a Dio ed esaltazione di Dio, per la grandezza delle opere da Lui compiute nella sua vita. È l'umiltà di Maria, che nasce dalla consapevolezza della sua piccolezza, difronte alla grandezza del Signore, che le permette di aprire il suo cuore e la sua volontà a Dio. Il Signore interviene nella vita di coloro che si sentono, troppo grandi, per sottomettersi al volere divino, spogliandoli di quello che credevano di avere, ma compensa i piccoli, provvedendo alle loro necessità, spirituali e materiali. Dio è sempre fedele e non dimentica la sua promessa di “eterna alleanza”, fatta ad Abramo e a tutta la sua discendenza, cioè a tutti noi, anzi la rinnova con Gesù, che è la “Nuova ed Eterna Alleanza”. "L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta il Dio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele suo servo ricordandosi della sua misericordia come aveva promesso ai nostri Padri ad Abramo e alla sua discendenza per sempre". (Luca 1, 39-56) (Magnificat)
91 - MAMMA PER DAVVERO
92 - LA PREGHIERA DELL’ABBRACCIO
93 - ACCECA LA MENTE
94 - PAURA, ISTURUZIONI PER L'USO
95 - PERDONARE NON È UMANO
96 - VEGLIERA' SU DI TE
97 - INIZIA CON UN SALUTO
98 - PREGUSTA LA VITTORIA
99 - GUARDO IL DIO INVISIBILE
100 - PER TUTTA LA VITA
101 - IL DIVINO ARTISTA
102 - SPOSTARE LE MONTAGNE
103 - LA PREGHIERA DEL CUORE
104 - ISTRUZIONI PER LA FIDUCIA
105 - VEDE NEL SEGRETO
106 - CONTENITORI DI DIO
107 - TI SALUTO MARIA
108 - L’INFARTO INVISIBILE
109 - SONO INSEPARABILI
110 - INCENDIARE E INONDARE
111 - INNAMORATO DI DIO
112 - UN CAVALLO IMBIZZARRITO
113 - CORRETE AD ADORARE
114 - CIO' CHE È MIO È TUO
115 - LA GRANDEZZA DEI PICCOLI
116 - APPARVE A SANTA ANGELA
117 - LA POTENZA DI UN ESERCITO
118 - GESU' NEL CONFESSIONALE
119 - DI CHI È LA COLPA?
120 - IL CANTO DI MARIA
Testi e immagini © di Luigi Tosti
