La fotografia del Paradiso

31 - LE REDINI DEL MONDO
Non importa quante battaglie dovrete combattere contro voi stessi, contro il mondo e contro satana, per rimanere puri e non importa neanche se talora cadrete, perché, con il perdono di Cristo, vi rialzerete. Se i vostri pensieri, le vostre parole e i vostri sguardi saranno puri, anche il vostro amore sarà puro e le vostre preghiere saranno "preziose" agli occhi di Gesù. E quando "alzerete" al cielo le vostre braccia, con la preghiera delle parole, o anche solo del cuore, "scenderà" su di voi e sui vostri fratelli, una "pioggia", infinita, di "grazie". La purezza del cuore è un "dono", un dono di Dio e che Dio concede a coloro che la desiderano e desiderandola gliela chiedono, giorno e notte, tutti i giorni della loro vita. La purezza, però, è anche una "conquista", perché il dono della purezza, va "amato", "custodito" e "difeso", a tutti i costi, con il combattimento spirituale, come il nostro bene più prezioso, dopo Dio, perché ci ottiene Dio. Infatti, lo Spirito Dio, essendo Santo, non può certo abitare in un'anima "occupata" dal diavolo, ma soltanto in un'anima pura", il cuore "batte per Gesù", anziché per il peccato. Se lo Spirito Santo trova un'anima pura, non solo ne fa la Sua dimora, ma agisce in lei e non solo continua a santificarla, ma accresce anche il suo grado di santità, cioè di unione con Lui. L'onnipotenza appartiene soltanto a Dio, ma se il vostro cuore si manterrà puro, voi "apparterrete a Dio" e "Dio apparterrà a voi" e allora, quella potenza "senza limiti" e "senza confini", Lui la metterà nelle "vostre mani", per ottenere, per mezzo vostro, la salvezza delle anime. Nei vostri cuori, se sono puri, avete le "redini del mondo" non dimenticatelo mai, perché l'infinita sapienza e l'infinito amore di Gesù, nostro "Redentore", ha scelto noi, ognuno di noi, come Suoi "corredentori". Chi "tradisce" questa missione, che è una missione che ha come orizzonte la salvezza del mondo intero, non solo tradisce Dio, ma tradisce anche i suoi fratelli e perfino le persone alle quali è più legato, alle quali vuole più bene, quelle che gli sono più care… “Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo Santo Spirito. Rendimi la gioia di essere salvato, sostieni in me un animo generoso. Insegnerò agli erranti le tue vie e i peccatori a te ritorneranno”. (Salmo 50, 12-15). "Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto…" (Giovanni 15, 7-8).
32 - LA CARTA E LE BANCONOTE
Soltanto la stampa della zecca dello stato, potrà trasformare un foglio di carta in banconote. Senza questo passaggio, la carta rimane carta… carta senza valore. Allo stesso modo, le nostre sofferenze, solo se le offriremo al Signore, si trasformeranno in "punti premi" per l'ottenimento di molte grazie materiali e spirituali. In caso contrario, se ci terremo le sofferenze per noi, varranno "zero" e avremo così sofferto inutilmente. Se uniremo la nostra croce, alla santa croce di Cristo, la nostra sofferenza acquisterà un valore incalcolabile e ci otterrà, insieme a grazie anche materiali, la salvezza di molte anime, a cominciare dalla nostra... Ora che lo sappiamo, possiamo donare a Dio anche tutte quelle sofferenze, piccole, medie o grandi, che per ignoranza, non gli abbiamo offerto in passato. Saranno altrettanti "versamenti" contabilizzati nella "Banca del Cielo", ma i cui benefici incominceremo a godere anche già qui su questa terra…
33 - CORRI, ANZI VOLA
Ci sono sbarre che non si vedono, ma che fanno male al cuore, ci sono prigioni in cui tu sei dentro e la felicità sta fuori. Sono le prigioni dell'anima che ti rubano la libertà e ti cancellano il futuro. Sono le sbarre invisibili, di una prigione reale, nella quale ti rinchiudi, con le tue stesse mani, quando, con il peccato mortale, ti separi da Dio. Evadere, però è possibile, basta "girare le chiavi” del tuo libero arbitrio, nel "verso giusto", quello del pentimento. Chiedi subito perdono a Dio e poi corri, anzi "vola", da un sacerdote, che ha la speciale autorizzazione di Gesù per cancellare, nel Suo nome, ogni tuo peccato...!
34 - CALAMITE D'AMORE
"Dio è Amore", ha creato l’uomo per amore e creandolo ha impresso in lui il Suo stesso DNA. Ogni creatura di Dio, nasce con questo "timbro divino". Soltanto Dio, che ci ama infinitamente, può “sfamare” e “dissetare” le nostre "fami e seti" di amore, che sono fami e seti, non di un “amore limitato”, ma di un "amore infinito", non di un “amore temporaneo”, ma di un “amore eterno”…! Se "assorbiamo" l'amore di Dio, diventiamo "calamite d'amore" e "spargiamo" l'amore di Dio nel mondo, lo rendiamo "contagioso"... Non è possibile la felicità, senza l'amore, essendo l'uomo nato per amore e per amare. Se cadiamo nella "trappola dell'odio", ci rinchiudiamo nella “prigione dell'infelicità”. Solo amando Dio e amando i fratelli, per amore di Dio, la felicità entra in noi, come “un'energia", invincibile e irrinunciabile…! "Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore". (Giovanni 4, 7-8)
35 - CRISTIANI SI, MARZIANI NO
Il cristiano, pur non essendo un uomo perfetto, cioè un santo, ma imperfetto, cioè un peccatore, insegue l’ideale della santità, per obbedienza ad un comando di Dio: "Siate santi, perché io, il Signore vostro Dio, sono santo." (Levitico 19, 1). Questo comando non è rivolto solo ad alcuni, ma a tutti, senza nessuna esclusione. Per intraprendere il "cammino” di santità, non occorre essere marziani, è sufficiente essere cristiani, cioè persone normali, che "aprono" la “porta del cuore”, alla volontà di Dio. Tutto il resto viene da Dio, per mezzo del dono dello Spirito Santo, la cui azione è quella di "santificarci", cioè di renderci santi. Per essere santi, non occorre fare miracoli, ma è sufficiente decidere di compiere la volontà di Dio, con l'aiuto di Dio, per amore di Dio... niente di più niente di meno.
36 – MENDICANTE D’AMORE
Il Creatore ama così immensamente la sua creatura, fino a concepire quella smisurata “dichiarazione d’amore”, di Dio all’uomo, che è la "follia della croce". Ancora oggi, Dio "bussa" al “cuore dell’uomo”, “insistentemente” e “instancabilmente”, fino a farsi "mendicante d’amore". Spesso, però, la nostra porta rimane “sbarrata”, così “isolati” come siamo, nelle "prigioni" della nostra superbia e della nostra autosufficienza. Eppure questa insensibilità, non disamora Dio, non scoraggia Dio, perché il “fuoco” del Suo amore è “inestinguibile” e quando non comprendiamo "il linguaggio del Suo amore", è costretto ad utilizzare "il linguaggio del dolore". Allora la croce, “piomba”, “inaspettata”, nella nostra vita e con essa scopriamo "l’impotenza" delle nostre sole forze umane. Eppure, dietro ogni intervento di Dio nella vita dell'uomo, si nasconde sempre un “disegno d'amore”. Chi ama veramente, desidera il “vero bene” della persona amata e il vero bene, per l’uomo, è la sua "salvezza eterna". Dio utilizza la dimensione "temporanea" del dolore, per salvarci dalla dimensione "eterna" del dolore. E questo vale sia la prima volta, quando Dio ci chiama alla conversione, ma anche quando Dio ci chiama a perseverare e crescere nella santità, quando attratti, come tutti, dalle ingannevoli sirene del mondo, rischieremo, di tornare indietro, come gamberi alla nostra vecchia vita di peccato. Difronte alla malattia, alla solitudine, alla vecchiaia, ai problemi finanziari, alla paura del domani e della morte, molte ginocchia, per la prima volta, si piegano, o perseverano nella fedeltà. È l'uomo che si "arrende", senza condizioni, all'amore di Dio e riceve, in cambio, un anticipo di gioia in questa vita e la felicità assoluta ed eterna, nell'altra. Ecco perché le croci terrene si trasformano, in "benedizioni celesti", tutte le volte che, grazie ad esse, non solo “scampiamo l’inferno”, ma “ereditiamo il Paradiso”.
37 - NON RESTA IMPUNITO
Chi rifiuta Cristo, il suo amore, la sua giustizia, la sua felicità, le sue benedizioni, finisce per scegliere, che ne sia consapevole, oppure no, satana, il suo odio, la sua ingiustizia, la sua infelicità e le sue maledizioni. Diventa crocifissore di altri uomini e anche di se stesso. Se il mondo fosse popolato da “veri cristiani”, che avendo a cuore la volontà di Dio, scegliessero di amarsi, anziché odiarsi, trasformerebbero, questa terra in un “piccolo Paradiso”. Il peccato è la conseguenza della mancanza di amore, verso Dio, verso i fratelli e verso noi stessi. Per “legge divina”, chi fa il male, e, ancor più, se non si pente, “non la fa franca”, “non resta impunito”. Dovrà espiare una pena temporanea qui sulla terra e se non si converte, anche eterna, in quel "cimitero dei vivi", chiamato inferno, perché è la "tomba della felicità".
38 - I CRISTIANI ATEI
Credere in Dio non basta, esiste “l’ateismo teorico”, ma anche “l'ateismo pratico”. I "cristiani atei" sono quelli che, pur dicendosi (e credendosi) cristiani, non vogliono abbandonare il proprio stato abituale di peccato. Non devono, però, essere giudicati, condannati e disprezzati, perché Dio ha un progetto di salvezza anche per loro e, per questo, ci chiede di amarli e amandoli, di pregare per loro, affinché, per mezzo della nostra intercessione, si convertano e scampino l'inferno. "Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel Regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli". (Matteo 7, 21).
39 - FERISCE IL CUORE DI DIO
Siamo tutti figli di Dio, tutti, nessuno escluso. Gesù si è fatto uomo e ha offerto la Sua vita sulla croce, per noi. Cristo ha dimostrato, non solo di amarci, ma anche di amarci più della Sua stessa vita. Allo stesso modo, il Padre ci ha amato di amore infinito, offrendo, per noi, il Suo Figlio unigenito. Chi disprezza, odia, giudica, condanna, maledice, calunnia, insulta, anche uno solo dei suoi fratelli, disprezza, odia, giudica, condanna, maledice, calunnia, insulta, Dio, che è il loro Padre. E, in una sola parola, chiunque, in qualunque modo, arrechi danno ad un suo fratello, fosse anche solo con il menefreghismo e l’indifferenza, “ferisce” il cuore di Dio. Il dono più grande, che Dio ha fatto a noi, dopo il dono di Sé, è proprio quello dei nostri fratelli, perché ogni nostro fratello è “un'estensione dell'amore di Dio”, che ci vuole amare, oltre che, direttamente, anche, attraverso i nostri fratelli. Facciamo parte di questa “famiglia divina”, solo, nella misura in cui, non "pretendiamo" o non "tentiamo" di “scacciare” gli altri figli di Dio. Nella "famiglia di Dio", per poter essere "parenti di Dio", dobbiamo considerarci "parenti anche tra di noi". Di conseguenza, anche la preghiera, dovrà farsi “preghiera di intercessione”. Di modo che, come chiediamo a Dio, il Suo aiuto, per noi, allo stesso modo, dobbiamo chiedere aiuto anche per loro. Nella famiglia dei "figli di Dio" deve "trionfare" "l'amore" e il "mutuo soccorso", spirituale e materiale, affinché, insieme all'amore, regni anche la gioia. Sarebbe del tutto inutile cercare di "attirare" la "benevolenza" di Dio, con la preghiera e con qualsiasi altra pratica religiosa, se, consideriamo gli altri figli di Dio, come "nemici", o anche solo come "estranei". Non possiamo beneficiare di tutte le infinite grazie spirituali, ma anche materiali, che Dio ci vorrebbe donare, se non amiamo anche il nostro prossimo e se non lo amiamo come nostro fratello. “Ti raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini. Questa è una cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della Verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, che ha dato Se stesso in riscatto per tutti”. (1Timoteo, 1; 3-6)
40 - UN CAMMINO D'AMORE
"Il cammino di santità", non è altro che una strada che percorri insieme a Dio, per amore di Dio, quindi è "un cammino d'amore". Questo amore in te per Gesù, per il Padre e per lo Spirito Santo, è suscitato dalla grazia di Dio e quando ti innamori di qualcuno, avverti il desiderio di essergli fedele. E tanto più, in questo caso, visto che il tuo "Amato" è una "Persona divina" e il tuo amore è un "amore soprannaturale". Anche il tuo desiderio di fedeltà è il frutto, "invisibile", ma "irresistibile", della grazia, ma che, naturalmente, poi, si rende "visibile" nella tua vita. L'infedeltà a Dio sarebbe scegliere il peccato al posto di Dio, per questo, il "santo odio del peccato" è, ancora una volta, il frutto della grazia. Grazia divina che "agisce in te", nella tua mente, nel tuo cuore, nella tua volontà, e ti rende come Gesù, "luce per illuminare le genti" (Luca 2,32). Il "desiderio di fedeltà" a Dio non è altro che il "desiderio della purezza", che ottieni in dono da Dio, ma che non va mai dato per scontato e di conseguenza, va continuamente chiesto a Lui, nella preghiera, sia per non perderlo, che per accrescerlo. "Crea in me, o Dio, un cuore puro". (Salmo 50,12). "Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio". (Matteo 5, 8). A volte sei talmente angelico, per una grazia specialissima di Dio, che le tentazioni nemmeno ti sfiorano. Ordinariamente, però, Gesù permette che sei tentato dal diavolo, per dimostrargli il tuo amore con il tuo "combattimento spirituale". Nonostante tutto però, anche se sei in questo cammino di santità, cioè di innamoramento, puoi ancora cadere. E quando Dio permette queste tue rovinose cadute, lo fa per il tuo stesso bene, nel tentativo di impedirti di insuperbire, spiritualmente. Allora quando sperimenterai, nuovamente, la tua fragilità umana, della quale forse ti eri dimenticato, "fai tesoro" dei tuoi "errori", ritorni ad una "salutare umiltà". Ora comprendi meglio quei tuoi fratelli che sono ancora "prigionieri" del peccato e, non solo non li giudichi e non li condanni, ma hai pietà di loro, gli sei vicino spiritualmente, li ami con slancio e combatti per loro. "Combatti" con la "preghiera di intercessione", infinitamente cara al cuore di Dio, ma ancor prima, "combatti" con la "santità di vita", perché, solo se sei "innamorato di Gesù", quando chiedi a Lui, "ottieni tutto" da Lui. "Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato". (Giovanni 15,7)
41 - NON SI CONOSCEVANO
Nasciamo tutti peccatori, poi alcuni si convertono, altri no. Giuda, il buon ladrone e il servo spietato, non si conoscevano tra loro, ma questo non è importante, ciò che accomuna questi tre personaggi, è il peccato. Giuda si pentì di aver tradito Gesù e si “autocondannò”, andandosi ad impiccare. Era convinto in cuor suo, ma sbagliando, che il suo peccato fosse troppo grande, per essere perdonato da Dio. Invece il buon ladrone, che era anche un assassino, non si limitò a pentirsi, ma chiese perdono a Gesù, che gli "aprì" le porte del Paradiso. Il servo del Vangelo, viene denominato come "spietato" perché chiede pietà per sé, ottenendola, dal suo creditore, visto che gli condona i suoi debiti, ma è senza pietà con chi è debitore nei suoi confronti. Chi pecca "contrae un debito" con la "giustizia divina", ma se è pentito e addolorato, per averlo commesso, Gesù lo perdona e gli "cancella il peccato". E quella “pena eterna”, che avrebbe dovuto scontare all'inferno, a causa di quel debito contratto con la giustizia divina, gli viene “condonata”. Dio è misericordioso con noi, ma pretende che anche noi, che beneficiamo del Suo perdono, perdoniamo a nostra volta, i nostri debitori. In caso contrario considererà, anche noi, "servi malvagi" e ci "negherà il perdono", ma senza il perdono di Dio, un giorno, per noi, si apriranno le porte dell'inferno. Gli "aguzzini" menzionati nella parabola, sono i diavoli, che tormenteranno i dannati, per l'eternità. "Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello". (Matteo 18, 32-35). "Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe". (Matteo 6,14-15).
42 - FARO DI DIO
Gesù è "La luce è venuta nel mondo" (Giovanni 3, 19), per vincere le tenebre che lo avvolgono. Gesù è la "luce per illuminare le genti" (Luca 2,32) per condurle alla salvezza eterna, "smascherando" l'inganno del peccato", dietro il quale si nasconde la "mano omicida" di satana. Gesù, ti ha fatto cristiano, cioè ti ha reso "un altro Cristo", grazie al dono dello Spirito Santo, che è il Suo stesso Spirito, affinché tu possa diventare "faro di Dio". "Faro di Dio", vuol dire, che la Luce viene da Dio, non certo da te, ma che tu la contieni, per dono Suo, perché Cristo abita in te, per mezzo dello Spirito Santo e contenendola la puoi "riflettere" e "irradiare" al mondo intero…! La condizione necessaria, per diventare faro di Dio, è la “trasparenza" del vetro, cioè la “purezza" dell'anima, che può essere pura solo se è abitata da Cristo. Infatti, se diventi un "faro infangato"… dal peccato, spegni la luce di Dio, per te e per gli altri, “ti fai tenebra”, diventi complice del diavolo. Chiedi a Gesù il “dono della purezza”, delle intenzioni, della volontà, del cuore, dei pensieri, dello sguardo, delle parole, delle azioni e Lui, che ha suscitato in te, questo santo desiderio, ti esaudirà.
43 - TRE VITE SI FONDONO
La fedeltà reciproca fra gli sposi, è fedeltà a Dio e l’unione fra gli sposi è l’unione degli sposi con Dio. Per questo il patto di matrimonio, fatto nella chiesa, cioè di fronte a Dio, ha valore indissolubile e chi lo dovesse interrompere, o macchiare d’infedeltà, ne sarebbe responsabile difronte a Dio. Quando ci si sposa in chiesa, è Dio stesso che "dona" lo sposo alla sposa e "dona" la sposa allo sposo. Il matrimonio è un sacramento, quindi è sacro agli occhi di Dio. Quando un uomo e una donna si sposano, due vite, anzi tre, si “fondono” in un'unica vita, perché Gesù si aggiunge agli sposi e, se glielo permettono, non li lascerà più. “Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi». (Matteo 19, 6)
44 - PALESTRE D'AMORE
L’amore in Cristo è molto più che un'amicizia, è "l'essere", "il sentirsi" e "il viversi" come fratelli. E lo siamo realmente, perché il dono della paternità, che Dio ha fatto agli uomini, ci ha reso tutti fratelli, nessuno escluso. L’amore che si instaura tra fratelli nella fede, è un'esperienza da provare, è una mano tesa, un abbraccio, un sorriso, un aiuto potente, un legame divino, destinato a prolungarsi, da qui all’eternità…! Incomincia a far parte di un gruppo di preghiera ed oltre a sentirti appagato e gratificato dall'amore dei fratelli, riceverai potentissime risposte dal Signore. La preghiera individuale è potente, la preghiera comunitaria lo è ancora di più, se si aggiunge alla prima. Chi prega tutti i giorni e, almeno un giorno della settimana, insieme ad un gruppo di preghiera, fa raggiungere alla sua preghiera una potenza atomica. Chi pregasse soltanto la preghiera individuale rinuncerebbe, anche senza saperlo, a tante altre grazie che Gesù vorrebbe dargli. Noi siamo misticamente "il Corpo di Cristo" e quando ci riuniamo per pregare il Signore, diventiamo "palestre d'amore", mettiamo in pratica questa unità fra fratelli, e rendiamo perfetta la nostra unione con Cristo. «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo, tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri». (Giovanni 13, 34-35) «In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro». (Matteo 18, 19-20)
45 - ESISTE UN DIO CHE NON C’E’
Esiste un dio che non c’è: è il “dio denaro”. Ti fa credere di essere un dio, ma non lo è, perché è solo un "illusionista". Ti promette che risolverà tutti i tuoi problemi e che metterà al sicuro la tua vita, ma ti "inganna". Ti dà il “delirio di onnipotenza” e ti fa sentire perfino “dio al posto di Dio”, ma “si prende gioco di te”. E mentre sei inebriato, perché ti credi invincibile, il diavolo, previdente, di nascosto, “scava la tua fossa”. Esiste un dio, un dio con la "d" minuscola, il dio denaro, ma se gli fai prendere, dentro al tuo cuore, il posto che spetta solo a Dio, al Dio vero, all'unico Dio, commetti il più grande e irreparabile errore della tua vita... «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio». (Luca 12, 13-21)
46 - GLI APPARVE IN SOGNO
Matteo Farina era molto devoto a Padre Pio e un giorno, gli apparve in sogno, dicendogli: “Se sei riuscito a capire che chi è senza peccato è felice, devi farlo capire anche agli altri, in modo che potremo andare, tutti insieme, felici, nel Regno dei Cieli”. E lui, che già aveva nel cuore un "incendio" di amore per Gesù e per i fratelli, ne fece la "missione" della sua vita. Matteo Farina è un santo dei nostri giorni, un diciannovenne gioioso, perché ripieno di Dio, con la capacità di contagiare, con le parole e il suo esempio, anche i suoi coetanei. Matteo Farina ha "tagliato il traguardo", prima degli altri e sta già godendo il "premio" della sua "fedeltà" e del suo "amore" a Cristo, insieme a tutti gli altri santi che lo hanno preceduto.
47 - SIAMO AMMINISTRATORI
La nostra vita e anche le nostre ricchezze, non sono nostre, perché appartengono a Dio, che ce le ha date da amministrare, per un tempo determinato; quindi noi siamo soltanto "amministratori" e "non proprietari". Va con sé che, un giorno, con la morte, ci verranno richiesti questi beni e che saremo anche giudicati sul loro uso, buono o cattivo, che abbiamo fatto di questi beni. Per essere buoni amministratori, dobbiamo fondare tutte le nostre certezze su Dio, anziché sui beni materiali e usare le nostre ricchezze, materiali, non solo per noi, ma anche a beneficio dei nostri fratelli. Solo così, quando, anche a noi, un giorno, ci verrà richiesta la "restituzione" dei beni presenti, compresa la vita terrena, sarà soltanto perché ci verranno concessi, "in cambio", beni di gran lunga superiori. La vita ci verrà "restituita" con gli "interessi" dell’immortalità, dell'eterna giovinezza, della felicità illimitata e infinita. Anche al cattivo amministratore, sarà restituita la vita, ma una vita priva della felicità, per l'eternità, voi, avreste forse il coraggio di chiamarla vita?...
48 - CHI AMA NON SI STANCA
Dio, se glielo permetti, ti santifica e la santità altro non è che decidere di fare la volontà di Dio, anziché quella dell’io. Se glielo consenti, Dio fa di te un uomo nuovo, ma mai comunque, una persona a cui è annullata la fatica del combattimento spirituale. Infatti, l’anelito alla santità, che è dono di Dio, non annulla i nostri difetti, mette però nel nostro cuore il desiderio di superarli e vincerli, per amore di Dio. E se anche qualche volta cadremo, si tratterà solo di una caduta temporanea, perché saremo pronti a rialzarci, più combattivi di prima. Dio, conoscendo la nostra pochezza, sa che non potremo vincere ogni battaglia, ma ci chiede di non stancarci mai di combatterle. La fedeltà non è nella perfezione, perché non possiamo dare a Dio quello che ancora non possediamo e che possiederemo solo in Cielo, ma nell’instancabilità della battaglia, combattuta per amore dell'Amato.
49 - BEATO TE
Quali sono quelli che hanno bisogno della mamma? I piccoli. Ugualmente, anche tra i cristiani, sono i piccoli, cioè quelli che, spiritualmente, non si sono montati la testa, che comprendono di aver bisogno della Mamma Celeste. Per questo la cercano, la amano, desiderano essere presi per mano, da Lei, che li conduce, sani e salvi, a Gesù. Quanti e non solo tra i protestanti, ma, purtroppo anche tra i cattolici, credono di non avere bisogno di quella Madre celeste, che, Gesù stesso, ha donato loro. Anzi, a dire il vero, c’è, per fortuna, o meglio, per grazia di Dio, qualcuno, tra i protestanti, anche se in strettissima minoranza, che, “ama segretamente” Maria. Certo è costretto a “tenerselo per sé”, questo amore, non lo può “sbandierare” ai suoi fratelli, perché non capirebbero e lo censurerebbero. Eppure, chi ama Maria, ottiene dal suo Figlio Gesù, le grazie più grandi e impensate...! Certo, lo Spirito Santo agisce in un'anima, comunque, anche se quest’anima non si rivolge a Maria, anche se, per ignoranza spirituale, la dimentica, ma non può ricolmarla di tutte le grazie che vorrebbe. È la piccolezza che ci spinge a non poter e a non voler fare a meno dell'amore, della protezione e della luce, che proviene dalla “Sposa dello Spirito Santo”. Si, perché Maria, oltre ad essere la “Madre di Dio” è anche la “Sposa di Dio” e non solo… Maria è la “Regina degli angeli e dei santi”, Maria è “Madre della chiesa”. Maria è stata resa, da Dio, “onnipotente per grazia”, cioè per dono di Dio, ma cosa ancora più importante, Maria ti ama con lo stesso amore con il quale ama Gesù. “Beato te”, il momento in cui scoprirai di essere, davvero, anche tu, figlio della Madre di Dio.
50 - I FALSI CRISTIANI
Senza la conversione la fede è vuota, la preghiera insincera, ogni pratica religiosa un'ipocrisia. Non sono gli atei e neanche i mussulmani a danneggiare il cristianesimo, ma i "falsi cristiani", quelli che, anziché testimoniare Cristo al mondo, con l'esempio della loro vita, testimoniano al mondo il diavolo, con i loro scandali. Non basta avere fede, non basta credere, non basta pregare, non basta il culto, solo esteriore, non basta dire di amare Gesù, “bisogna appartenere a Dio”, anziché al diavolo, fuggendo il peccato.
51 - DIO CI APPARTIENE
Il Dio di Israele è anche il mio Dio. C’è un rapporto di appartenenza tra me e Lui. Dio mi appartiene e io appartengo a Lui e questo mi dà la sicurezza di poter contare sui suoi "aiuti straordinari". Il Dio di Giacobbe, ora è anche il Dio di Luigi Tosti, ma è anche il tuo Dio, di te che mi stai leggendo. Dio è "l’Onnipotente" e viene in "soccorso" delle sue creature, le "libera" dall’oppressione dei malvagi, dalle prigioni interiori, le "sfama", spiritualmente e fisicamente, le "guarisce" dalle malattie fisiche e anche da quelle spirituali, cioè dal peccato. Dio mantiene, sempre, le sue promesse. Dio è fedele con Giacobbe e con ogni suo figlio, per ogni generazione…! "Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe, chi spera nel Signore suo Dio, Creatore del cielo e della terra, del mare e di quanto contiene. Egli è fedele per sempre, rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati. “Il Signore libera i prigionieri, il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, il Signore ama i giusti". (Salmo 146, 5-8)
52 - HA ROVESCIATO I POTENTI
Gesù, è la "mano" di Dio Padre, tesa all’umanità, per salvarla dal baratro della dannazione eterna, ma può essere afferrata soltanto da una “mano aperta” e non da un “pugno chiuso”, chiuso nelle proprie "false sicurezze". I superbi credono solo nella ricchezza, nella potenza, nella fama, nel successo, nel lavoro, nella bellezza, nell'intelligenza, nella cultura, nella salute ed anche in tutti quegli oggetti materiali che l'uomo ha elevato a status symbol. Sono gli uomini che confidano in se stessi, nelle creature e in tutto ciò che è creato, anziché nel "Creatore", nei doni, anziché nel "Donatore", in tutto ciò che non è Dio, anziché in Dio. Tutti coloro che utilizzano i beni ricevuti da Dio, per sentirsi indipendenti da Dio, trasformano questi beni in idoli, commettono il più grande errore della loro vita: il peccato di idolatria. Per questo, ogni volta che Dio, li priva di questi beni, compie un atto di misericordia e non di punizione, perché, in tal modo, dà loro la possibilità di ravvedersi, convertirsi e quindi di ottenere Paradiso. "Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili. Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote". (Luca 1, 52-53)
53 - L'ANTIDOTO ALLE PAURE
Le nostre paure, preoccupazioni, ansie, attacchi di panico, anche la depressione e perfino i pensieri di suicidio, sono la conseguenza della guerra psicologica che il diavolo crea, alimenta e ingigantisce nella nostra mente, con lo scopo di metterci fuori combattimento, mentalmente, fisicamente e anche spiritualmente. Il tentativo di satana è quello di farci distogliere il nostro sguardo da Dio, l’unico che in grado di proteggerci, illuminarci e risolvere i nostri problemi. La lettura della Parola di Dio, la partecipazione ai sacramenti, la preghiera quotidiana, sono "l'antidoto" necessario contro il "veleno" di questi pensieri parassitari. "Ho cercato il Signore e mi ha risposto e da ogni timore mi ha liberato. Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti. Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosce. L'angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono e li salva". (Salmo 34, 5-8)
54 - IL CAMBIO VANTAGGIOSO
Nessun uomo, in questa terra, può sfuggire alla croce, anche se è ateo, anche se appartiene ad un’altra religione, perché Dio, che è Creatore e Redentore di tutti, di ogni creatura al mondo, amandoci, la permette, soltanto e unicamente, per la nostra salvezza. La nostra croce, infatti, unita a quella di Cristo, diventa strumento di liberazione e di guarigione dal peccato. Peccato, che altrimenti, ci separerebbe da Dio, nostro Salvatore e quindi ci condurrebbe alla morte eterna. Ognuno ha il diritto di pregare il Signore affinché gli sia tolta la croce, che comunque lo fa soffrire, ma fino a che questo non accade, deve accettarla e offrirla. Se accetteremo e offriremo il nostro dolore a Dio, per amore Suo e per la salvezza delle anime, la nostra disperazione si cambierà in speranza e la nostra angoscia si trasformerà in serenità, perché Gesù premierà la fiducia che riponiamo in Lui. In certi momenti, ci sarà perfino donato uno stato di profonda beatitudine, quasi come un piccolissimo “accenno” e “segnale” della felicità, "immensa", "infinita" e "celestiale" che verrà.
55 - PROMESSE DI FEDELTA'
Forse siamo tutti pronti a condannare Giuda e persino ad odiarlo, perché ha tradito Gesù, eppure Giuda è lo “specchio” di quello che siamo anche noi cristiani, quando "vendiamo Gesù", per i "trenta denari" della nostra "dose" di peccato. Quelli che "nascondono" i loro peccati dietro la "maschera" dell’autogiustificazione, con frasi del tipo "ma i tempi sono cambiati", “ma in fondo non c’è niente di male”, "ma così fanno tutti", sono i "nuovi Giuda". Continuano a vivere la loro vita, allegramente, ridendo scherzando e giocando, pur essendo "separati da Dio", perché non si rendono minimamente conto di trovarsi in "bilico" sul “ciglio di un burrone”. E, se morissero in quello stesso istante, senza avere avuto il tempo o la volontà di pentirsi, non potrebbero scampare all'inferno, che è la separazione, non solo da Dio, ma anche da tutti i suoi beni. E loro, che come tutti i figli di Dio, erano destinati ad essere "eredi" del Regno di Dio, saranno invece "diseredati", oltre che dai beni della terra, anche da quelli del Cielo. Il peccato è "colpa grave", perché è il "tradimento" delle "promesse di fedeltà" fatte a Dio, nel giorno del battesimo che è il giorno del "matrimonio con Gesù", e anche della cresima, che è il giorno nel quale "rinnoviamo", personalmente, queste "promesse". "Precipitiamoci" da Gesù, senza perdere altro tempo, pentiti e addolorati, “senza maschere”, “scuse” e “giustificazioni”, per essere perdonati da Lui e con l'intenzione di confessare, poi, i nostri peccati anche ad un sacerdote, con il sacramento della confessione. A quel punto, anche se dovessimo morire all'improvviso, prima di riuscire a recarci da un sacerdote, saremo comunque, per misericordia di Dio, già salvi.
56 - NON È UNA BARZELLETTA
Si racconta questo aneddoto. Un fedele va al bar e si rivolge al barista che è un sacerdote e gli chiede: "Vorrei un Dio buono, che essendo buono, continui a lasciarmi peccare, senza correggermi, senza interferire nella mia vita con la croce e che al tempo stesso mi doni anche la vita eterna". Il sacerdote gli risponde che questo Dio non esiste. Lui ribatte che, a queste condizioni, questo Dio, così diverso da come se lo era immaginato, non gli interessa e se ne va, contrariato, "sbattendo la porta"... Quest’uomo va in un altro bar, dove c’è un altro sacerdote e gli chiede le stesse cose che aveva chiesto al primo: "Vorrei un Dio buono, che essendo buono, continui a lasciarmi peccare senza correggermi, senza interferire nella mia vita con la croce e che al tempo stesso mi doni anche la vita eterna". Per non perdere questo fedele, ma non è più un fedele, a questo punto è diventato solo un cliente, il secondo sacerdote, armato di un "finto sorriso", gli risponde che, si, lui ha il Dio che fa al caso suo… C’è da augurarsi che il modo d’agire, del secondo sacerdote e quello del suo cliente siano confinati soltanto in una barzelletta, ma l’esperienza, a volte, mostra il contrario. Non è raro, incontrare, nella realtà di tutti i giorni, sacerdoti, che hanno “snaturato”, il messaggio del Vangelo, affinché “possa piacere a tutti” e “non disturbare nessuno”. Per questo hanno “eliminato” di propria iniziativa, nelle loro prediche domenicali, parole “antipatiche” e “sgradevoli” come "peccato" e "conversione". Il risultato pratico è che questi sacerdoti riscuoteranno, sicuramente un "indice di gradimento", massimo, ma a fronte di un "prezzo altissimo"... che, cioè, se non si convertiranno, saranno costretti a pagare, un debito con la giustizia divina, per l'eternità. A noi fedeli, fedeli di nome, ma anche di fatto, Gesù chiede di pregare per questi sacerdoti, senza giudicarli, affinché si convertano e diventino causa di salvezza, anziché di dannazione, per le anime che gli sono state affidate. Agli occhi di Dio, non esiste peccato più grave del loro, perché ha affidato proprio ai Suoi pastori, il compito di "proteggere" le Sue pecore, mentre loro le lasciano alla mercé del lupo, cioè di satana. Per questo, risuona nei loro confronti il terribile monito che Gesù rivolge loro: "Guai a voi…!" "Guai ai pastori d'Israele, che pascono se stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge? (Ezechiele 34, 2).
57 - SANTI PER SEMPRE
Dio è onnipotente, per sua natura, e ha tutti sotto il suo dominio, le creature umane, ma anche le creature spirituali, cioè gli angeli e i demoni e tutto ciò che è stato creato. Maria, fra tutte le creature di Dio è la più potente di tutte, anche degli angeli e dei diavoli, perché ha ricevuto questo dono divino, in vista del Suo ruolo di Madre di Dio e anche di Madre nostra. La potenza degli angeli è maggiore di quella dei diavoli, per questo motivo Dio ci ha affidato anche alla protezione dell'angelo custode, oltre che alla "specialissima protezione" di Maria Santissima, "Regina degli angeli e dei santi". Sia i santi della terra, che i santi del Cielo, sono più potenti del diavolo, ma in modo molto diverso. I santi del Cielo sono "sempre" più potenti del maligno, mentre i santi della terra, sono più potenti del diavolo, solo "fino a che" rimangono "uniti" a Gesù, "fuggendo" il peccato, cioè solo fino a quando rimangono santi. Fino a quando i santi della terra rimangono santi, nessun diavolo li può rapire da Gesù, nemmeno satana in persona. Poi, quando saranno "sani e salvi", in Cielo, diventeranno "santi per sempre" e il male non li potrà più toccare, nessun tipo di male, visto che "regneranno" insieme a "Dio Re", loro Padre, loro Fratello e loro Sposo.
58 - NON ABBASSARE LA GUARDIA
La conversione, capiamoci bene, non è qualcosa che, quando ce l'hai, perché hai abbandonato la via del peccato, in quel momento, ti rimane per sempre, in automatico, perché è un processo, quello della conversione, che dura quanto dura questa vita terrena. Il desiderio del peccato è sempre risorgente, a volte anche dopo poco che l'hai scacciato. Senza il "combattimento spirituale", che è sempre sostenuto dalla grazia di Dio, la conversione ha vita breve, anzi brevissima. Per questo, “guai ad abbassare la guardia”, sentendoti già arrivato, nel tuo cammino spirituale, perché, in tal caso, diventeresti “facile preda” del diavolo.
59 - SESSO, SESSO E ANCORA SESSO
Sesso prima del matrimonio, tanto ci amiamo… sesso extraconiugale, tanto basta che il coniuge non lo sappia… sesso per divertirci, sesso contro la solitudine, sesso come scelta di libertà… sesso per inseguire la felicità di un attimo… Sesso, sesso e ancora sesso, tanto il peccato è un’invenzione dei preti… Il Sesso fuori dal matrimonio è come una droga che ti uccide, anche se c’è il rischio di scoprirlo troppo tardi. Una droga piacevole, ma che ti ruba la vita eterna e non è escluso che ti rubi anche quella terrena, con l’AIDS, o con la vendetta di qualche persona tradita, o lasciata. "Fai quello che ti pare" lo dice gran parte della tv, del cinema, della stampa, della pubblicità, di internet, soprattutto satana. Eppure il sesto comandamento, "non commettere atti impuri", parla chiaro. Anche il nono comandamento, "non desiderare la donna (o l’uomo) d’altri" non lascia spazio a dubbi. E come dice la parola stessa, "comandamento", non sono consigli, ma ordini. La Parola di Dio, da una parte e la parola dell’uomo, dall’altra, stabilisci tu a chi credere, decidi tu a chi obbedire, sappi, però, che il paradiso "artificiale" del peccato, è l’anticamera dell’inferno, quello "vero". «O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v'illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!». (1Corinzi 6: 9-11)
60 - DIO AMA LE PECORE NERE
Perché i “cattivi”, a volte hanno una vita lunga? E perché Dio non li fa morire, prima, per il bene dell'umanità? Quando pensiamo alle persone malvagie, molti di noi si pongono questi interrogativi. Questi, però, sono i ragionamenti degli uomini, ma non quelli di Dio, che ci ama, ama tutti, ama ognuno di noi. Dio ama i buoni e i cattivi, perché tutti sono suoi figli, si prende sempre cura di tutti, soprattutto di quelli che hanno maggior bisogno del suo aiuto. D'altronde, se anche voi foste padri, non tentereste, fino alla fine e con ogni mezzo, di soccorrere quel vostro figlio che si è cacciato nei guai? All'inizio siamo tutti lontani da Dio, nessuno escluso e chi è obbediente al Signore, oggi, non lo era in passato. Io, ad esempio, all'inizio ero nel numero delle pecore nere, ma Dio mi amava, anche quando non mi curavo affatto di Lui, così immerso nelle passioni del mondo e in tutti quegli idoli, che mettevo al primo posto nella mia vita, al posto di Lui. Dio ama anche quelli che sono lontani, dà loro una vita di tempo per convertirsi e chiede a quelli che sono vicini, di amarli e amandoli, di pregare per la loro conversione. Dio ti ama anche se sei una pecora nera, perché anche quando sbagli, Lui non smette di essere tuo Padre. Anche a me, Dio chiede di amarti, caro fratello, anche se sei fossi una pecora nera, anzi, a maggior ragione, se fossi una pecora nera… E, amandoti, Dio mi chiede di pregare per te, per la tua conversione, perché, anche se ora sei lontano, da Dio, non per questo smetti di essere figlio di Dio e fratello mio. «Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti». (Matteo 5, 43-45)
31 - LE REDINI DEL MONDO
32 - LA CARTA E LE BANCONOTE
33 - CORRI, ANZI VOLA
34 - CALAMITE D'AMORE
35 - CRISTIANI SI, MARZIANI NO
36 – MENDICANTE D’AMORE
37 – NON RESAT IMPUNITO
38 - I CRISTIANI ATEI
39 - FERISCE IL CUORE DI DIO
40 - UN CAMMINO D'AMORE
41 - NON SI CONOSCEVANO
42 - FARO DI DIO
43 - TRE VITE SI FONDONO
44 - PALESTRE D'AMORE
45 - ESISTE UN DIO CHE NON C’E’
46 - GLI APPARVE IN SOGNO
47 - SIAMO AMMINISTRATORI
48 - CHI AMA NON SI STANCA
49 - BEATO TE
50 - I FALSI CRISTIANI
51 - DIO CI APPARTIENE
52 - HA ROVESCIATO I POTENTI
53 - L'ANTIDOTO ALLE PAURE
54 - IL CAMBIO VANTAGGIOSO
55 - PROMESSE DI FEDELTA'
56 - NON È UNA BARZELLETTA
57 - SANTI PER SEMPRE
58 - NON ABBASSARE LA GUARDIA
59 - SESSO, SESSO E ANCORA SESSO
60 - DIO AMA LE PECORE NERE
Testi e immagini © di Luigi Tosti
