La fotografia
del Paradiso

331 - AMO RADIO MARIA
“Dobbiamo piacere a Dio, anziché agli uomini”. Verissimo…! Peccato, però, che, il sacerdote che ha pronunciato queste parole, non parli mai di “peccato” durante le sue omelie… La parola “peccato” si trova scritta, centinaia e centinaia di volte, nelle Sacre Scritture (227 volte nell'Antico testamento e 173 volte nel Nuovo Testamento) ma, raramente, possiamo ascoltarla dalla bocca dei ministri di Dio.. Eppure, il peccato è la rovina dell’uomo, perché ci separa da Dio e dai Suoi doni, Paradiso compreso. Bisogna avere il coraggio della verità, anche a costo di correre il rischio di perdere, nel migliore dei casi, la popolarità. Ricordate i profeti di Israele che richiamavamo il popolo di Dio alla conversione? A causa della verità scomoda, sono stati, inascoltati dai più, anche odiati, perseguitati e, in alcuni casi, anche messi a morte. Cristo stesso, che è la verità, «Io sono la via, la verità e la vita» (Giovanni 14, 6), è stato inascoltato da molti, odiato, perseguitato ed ucciso. Molti cristiani vanno alla messa domenicale, pregano, fanno qualche donazione e magari si fanno anche amico il parroco. E fanno bene a far questo, ma se, poi pensano che questo li dispensi dal fare la volontà di Dio, in merito alla salvezza della loro anima, stanno facendo male i loro conti. E molti, di quelli, che avrebbero dovuto ammaestrarli, ma che non l'anno fatto, li hanno indotti in questo auto inganno. Un giorno, ascoltai, un santo sacerdote, in una importante Basilica di Roma, in pieno centro storico, quella di Sant'Andrea delle Fratte, “tuonare”, in una predica, contro la “piaga” della “secolarizzazione” nella chiesa. Ero passato lì, per caso, non era quella la mia chiesa.. anche se, è solo un modo di dire, perché, il caso non esiste, ma solo i disegni provvidenziali di Dio. Da allora sono passati quasi quarant'anni, io ero all'inizio della mia conversione e non sapevo nemmeno che significasse quella parola “secolarizzazione”, ma ama ascoltai, con interesse quelle “parole coraggiose”, che, ancora oggi non dimentico. E, la chiesa, è secolarizzata quando trae la sua ispirazione più al secolo corrente, cioè al modernismo, che alla Parola di Cristo, che è “immutabile”, nei secoli. “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”. (Matteo 24, 35). Secolarizzazione vuol dire, in altre parole, che molti cristiani, anche sacerdoti, hanno smesso di seguire Gesù, per seguire gli uomini, nel senso che hanno smesso di fare la volontà di Dio, per obbedire alla volontà del mondo, che coincide con quella di satana, perché, il mondo, in gran parte, è sedotto dal diavolo. “Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!» (Matteo 16,23). Così, molti di quelli che dovrebbero convertire il mondo a Cristo, ingannati dal diavolo, si fanno, invece, convertire dal mondo... Ma, anche se la chiesa è tentata, ingannata e non sempre fedele, è comunque santa, santa della stessa santità di Cristo e per questo, dobbiamo continuare ad amarla e a combattere per lei, con le armi della nostra fedeltà. Certi della promessa di Cristo, che il diavolo, non prevarrà sulla chiesa, perché la chiesa, che è formata da tutti noi, appartiene a Cristo, “è la chiesa di Cristo”, che è Dio, e Dio è invincibile. “E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”. (Matteo 16,18). Si, la chiesa, non è solo infedele, ma è anche santa. Prima di tutto è santa della stessa santità di Cristo e poi anche è santa anche della santità di tutti coloro che rimangono fedeli a Cristo. E, non importa se i santi sono minoranza, perché a Dio è bastato un ”resto di Israele" per compiere l'opera della redenzione. Allo stesso modo all'onnipotenza di Cristo, è sufficiente un “resto di cristiani” per annientare satana nella battaglia finale. Per quanto mi riguarda, ringrazio Dio, per aver avuto la fortuna di conoscere, personalmente, preti coraggiosi, che sono stati autentici "fari spirituali" per me e non importa se li ho potuti contare, con le dita di due mani. Gli altri sacerdoti, che non ho potuto conoscere di persona, ma che, comunque hanno lasciato impronte indelebili di luce nella mia vita, sono quelli che ho ascoltato, ai microfoni di Radio Maria e, primo fra tutti, Padre Livio. E, oggi, pur non avendo più il tempo per seguire questa preziosa radio, ormai mondiale, dono di Maria tutta l'umanità, appena mi è possibile, cedo, con gioia, al suo richiamo irresistibile e mi sintonizzo. “Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi”. (Marco 8,38).
332 - UN CAVALLO DI TROIA
Il diavolo ci spaventa e chiediamo a Dio di proteggerci dal male, ad esempio con il “Padre nostro”, poi, terminato il tempo della preghiera, molti di noi, appena siamo sedotti dalla tentazione, senza riflettere, senza pensarci, senza combattere, “ci arrendiamo subito” ai nostri “istinti primordiali”, di modo che, con la nostra ragione e la nostra fede “bendate”, “ci tuffiamo”, “a capofitto”, gioiosi, nel peccato. E non sto alludendo, per parlare in termini pratici, solo alla sfera sessuale, ma sto parlando anche dell'indifferenza, dell'odio, del non perdono, della vendetta, della maldicenza dell'orgoglio, della superbia, dello scandalo e chi più ne ha, ne metta… Eppure, se un “killer” “bussasse” alla “porta” di casa tua, sicuramente cercheresti, a tutti i costi e con tutti i mezzi, di sbarrargli la strada…! Invece, anche senza saperlo, decidendo di peccare, fai entrare, allegramente, ma incoscientemente, il diavolo dentro la tua anima, che è più intima a te, della tua stessa casa. Il diavolo non ha la possibilità di “scassinare”, la “porta della tua anima”, perché questo, Dio non glie lo permette, se desideri fare la Sua volontà. Dio, però, che rispetta la tua volontà, anche se la rivolgi al male, non può impedire che, tu stesso, gli apra la porta, per accogliere quel “finto regalo”, vero e proprio “cavallo di Troia”, che è il peccato. Il cavallo di Troia, conteneva, ben nascosti, al suo interno i guerrieri greci, nemici mortali di Troia, ma i troiani, credendo che questo bellissimo “cavallo gigante” fatto di legno, fosse un dono e non una trappola, lo hanno accolto, contenti, dentro le mura della loro fortezza, decretando, così, la loro fine. Allo stesso modo, del cavallo di Troia, il peccato, contiene al suo interno, satana, il tuo peggior nemico, il tuo nemico mortale, ma i troiani non lo sapevano, tu, invece lo sai…!
333 - PONTI, NON PIEDISTALLI
Sei un cristiano “pieno di se stesso” o sei “pieno di Dio”? “l'amor proprio” è l'esatto contrario “dell'amore per Gesù”. Il cristiano superbo, anziché umile, “si serve di Dio", per glorificare se stesso, anziché “servire Dio” e glorificare Dio. Il cristiano che è superbo, o che si insuperbisce, si mette un passo avanti allo Spirito Santo e, pur credendo di seguire Cristo, in realtà, segue il diavolo. La giusta maniera per amare se stessi, che è anche quella più vantaggiosa, perché comporta un guadagno e non una perdita, è il mettere Dio, prima dell’io, ma non solo a parole, ma con la vita, perché solo a parole sono buoni tutti. Dobbiamo imparare a scendere da quei piedistalli, che noi stessi ci siamo creati, che ci” isolano” da Dio e dai fratelli e sostituirli con i ponti. E poiché lo scopo dei ponti è quello di essere attraversati, lasceremo noi stessi, per poter andare incontro a Dio, saremo attraversati dal Suo amore e ricolmati con ogni bene. Dio stesso è il bene più grande di tutti, ma, essendo Dio “il Donatore”, chi ha Dio, ha, insieme a Lui, ogni altro bene. E il bene più grande, dopo il bene di Dio, è quello dei nostri fratelli donati a noi da Dio stesso. Chi ha il cuore orientato a Cristo, nostro Fratello maggiore, senza dimenticare anche tutti gli altri fratelli minori, ha la salvezza eterna assicurata, insieme alla gioia di vivere, donata come piccolo anticipo del Paradiso che verrà. “Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato”. (Luca 14, 11).
334 - IL SANTO DESIDERIO
Siamo bersagliati, ogni giorno, ogni momento, da tentazioni di ogni tipo, per questo è importante, “esercitare il controllo” sul nostro sguardo, sulla nostra mente, sulla nostra fantasia e sulla nostra memoria. Occorre essere prudenti, “non fidandoci di noi”, visto che, più di una volta, abbiamo sperimentato la nostra fragilità. È necessario "distogliere lo sguardo" dalle "seduzioni" che vengono dal mondo, o dalla nostra fantasia e che satana utilizza per tentarci. Ogni volta che camminiamo per strada, che leggiamo un libro o una rivista, che navighiamo in internet, che guardiamo un film, che ascoltiamo un programma televisivo, attraversiamo un campo, "minato” dalle tentazioni. Per questo motivo, sia per la nostra fragilità, che per la vastità delle tentazioni con le quali veniamo bersagliati, è necessaria la “prudenza”, unita al “santo desiderio”, quello di non peccare, per amore di Dio, visto che, chi ama, desidera, sempre, essere fedele all’Amato. E il “santo desiderio”, unito “all’esercizio della prudenza”, è sempre esaudito da Dio.
335 - LA SORDITA’ DI DIO
Non dimenticarti mai che "Dio è Amore" e non ti può aiutare, non ti può ascoltare e non può esaudire le tue preghiere, fino a che non smetti di odiare, perché, a causa dell'odio, scegli satana al posto di Dio. Spesso ci lamentiamo della “sordità di Dio” e non ci accorgiamo che i “veri sordi” siamo noi. "Essi grideranno a me, ma io non li ascolterò”. (Geremia 11,11)
336 - ATTENTI ALLE POLPETTE
Il peccato originale ha indebolito la nostra natura umana, che è diventata incline al peccato. Al peccato originale, poi, si sono sommati anche i nostri peccati personali e questo ha accentuato la nostra fragilità, perché se il peccato “crea dipendenza”, il ripeterlo, il continuare a peccare, crea una dipendenza ancora maggiore. Dietro la seduzione che il peccato esercita su di noi, si nasconde un inganno malefico, perché il peccato, non solo non ci dona la felicità che ci promette, ma, “rubandoci Dio”, ci "ruba la vita eterna". E rubandoci la vita eterna, il peccato ci "espropria della felicità", per l’eternità, che spetta, per volontà di Dio, a quei Suoi figli, che confermano la loro figliolanza, con Dio, per mezzo dell’obbedienza a Lui. Tutti gli altri, quelli che a causa del peccato, fanno la volontà del diavolo, si fanno figli del demonio e sono “allontanati” e "diseredati" da Dio. Quindi, per loro, niente più Dio, per l’eternità e, di conseguenza, niente più Paradiso. Il peccato è la "polpetta avvelenata" che satana ci offre, golosa quanto vuoi, alla vista e buona anche all'assaggio, ma che, una volta che l'hai mangiata, sei morto… morto alla vita divina che Dio voleva condividere con te. Se non combattiamo, cederemo alla violenza delle nostre passioni, saremo vinti dal peccato e diventeremo “schiavi di satana”. Se, invece, combatteremo le tentazioni, con l'aiuto della grazia divina, che chiediamo e otterremo per mezzo della “preghiera” e con il “santo desiderio”, vinceremo molte battaglie e soprattutto la guerra finale.
337 - UN PADRE INNAMORATO
Apparteniamo a Dio, perché Dio ci ha creato, quando nemmeno esistevamo. Apparteniamo a Dio, perché quando eravamo morti, a causa del peccato, Dio ci ha redento, riaprendo per noi, le porte del Paradiso. Dio “non è un dittatore”, ma è “un Padre innamorato” dei suoi figli, per questo la Sua volontà, è “volontà del nostro bene”, cioè volontà della nostra "felicità per l'eternità". Chi non capisce questo, si fida del diavolo, anziché di Dio, non crede al Padre, ma al suo nemico mortale e, di conseguenza, sceglie la via della ribellione, anziché dell'obbedienza. Ama il peccato perché il trasgredire gli dà un “falso senso di libertà,” insieme ad un “delirio di onnipotenza”. Continua, con sguardo superbo, apparentemente felice, a tenersi, mano nella mano, del suo carnefice, e, anche se ancora non lo sa, si sta incamminando, piano piano, verso la via del non ritorno…
338 - TABERNACOLO VIVENTE
Pensa per un attimo al privilegio, immenso, che ha il tabernacolo di contenere Dio. Ora, invece, rivolgi l'attenzione su te stesso, perché, se sei in grazia di Dio, tu stesso, diventi "tabernacolo di Dio". "Tabernacolo vivente" di quel Dio immenso, glorioso e infinito, che ha scelto, per amore tuo, di fare di te, il Suo Paradiso.
339 - UN CUORE NUOVO
L’incontro con Dio, è un’esperienza d’amore, "trasformante", per coloro che la vivono, che ti "cambia" il cuore e, di conseguenza, la vita. Una legge esterna, non ha il potere di cambiare il cuore dell’uomo, ma lo Spirito di Dio, si, ha il potere di trasformare il nostro cuore e cambiando il nostro cuore, di cambiare noi stessi. Di modo che, se permettiamo allo Spirito di Gesù di trasformare il nostro cuore, non sarà più solo nostro, perché diventerà il Cuore stesso di Gesù, che fa, del compiere la volontà del Padre, il nutrimento della Sua vita. “Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato” (Giovanni 4, 34). “Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli, vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno Spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio Spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme”. (Ezechiele 36,25-27).
340 - LE NOZZE CON GESU’
Allora l'angelo mi disse: «Scrivi: Beati gli invitati al banchetto delle nozze dell'Agnello!». (Apocalisse 19:9). Riflettete un attimo sulle parole “Nozze”, “beati”, “banchetto”, “Agnello”, tutte strettamente collegate tra loro. Cristo, “vero Dio” e “vero uomo”, è “l’Agnello di Dio” la vittima innocente, immolatasi, in espiazione dei nostri peccati, per far morire l’uomo vecchio e peccatore (che è in noi) e donarci, al suo posto, l’uomo risorto dalla morte del peccato e nato a vita nuova, divina ed eterna. "Beati", sta per massimo grado di felicità. "Nozze", sta per "fusione" con Gesù, di modo che noi e Dio non siamo più due realtà separate, ma un'unica realtà. "Banchetto", sta ad indicare il "nutrimento" che Gesù offre, di Sé, a noi e il momento di "gioia", "festa" e "convivialità".
341 - NON RIMANDARE
“Il sigillo" dello Spirito Santo, è stato “impresso”, “indelebilmente”, nella tua anima, per mezzo del sacramento del battesimo. E, pur essendo indelebile, questo sigillo, forse l’hai fatto “svanire” dalla tua memoria e di conseguenza, anche dalla tua vita. Questo sigillo, però, non ha smesso di “certificare” la tua appartenenza a Cristo, anche se, a causa del peccato, ti sei reso schiavo del diavolo. Se, però, tu ti sei dimenticato di Dio, Lui, però, non si è dimenticato di te e aspetta che tu torni da Lui, pentito, per l'abbraccio del figlio al Padre. Ti aspetta e ti dà una vita di tempo, per tornare da Lui, ma non sai quanto durerà la tua vita, per questo, “sbrigati”, senza rimandare a domani il tempo della tua conversione. "Infatti voi ben sapete che come un ladro di notte, così verrà il giorno del Signore". (1 Tessalonicesi 5, 2).
342 - PERFETTO E IMMORTALE
Dio non si è limitato a crearti, dal nulla, che già sarebbe tanto, ma continua a tenerti in vita. “Se nascondi il tuo volto, vengono meno, togli loro il respiro, muoiono e ritornano nella loro polvere". (Salmo 103, 29). E quando hai perso il dono della vita eterna, a causa del peccato, ha sacrificato la Sua vita sulla croce, per poterti restituire una vita nuova, più bella, immortale e senza più la croce, in Paradiso. “Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra”. (Salmo 103, 30). Il tuo corpo appartiene a Dio, questo è certo, ma, dal momento della redenzione, in poi, anche il Corpo di Dio appartiene a te, perché tu sei diventato “Corpo di Cristo". E in quel Corpo di Cristo, che è risorto e asceso al Cielo, diventando "perfetto", "immortale" e "glorioso", è prefigurata anche la tua resurrezione, quando il tuo corpo risorgerà, perfetto ed eternamente giovane, perché simile al Suo.
343 - DECIDERE IL TUO FUTURO
Il Corpo di Dio è santo, perciò se desideri appartenere al Corpo di Cristo, questo Corpo, che non è più il tuo, ma il Suo, lo devo rispettare, non puoi più usarlo come ti pare e piace, cioè come strumento di piacere. Non puoi fare del tuo corpo una “camera da letto” e al tempo pretendere che sia il “tempio di Dio”, devi fare una scelta… Questa vita è il tempo delle scelte e a seconda di come sceglierai, “deciderai il tuo futuro”, come "premio eterno" o "castigo eterno". "Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi. (Corinzi 3, 16-17).
344 - L'IRA DI DIO
"Ora ciascuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva dal calice; poiché chi mangia e beve, mangia e beve un giudizio contro se stesso, se non riconoscere il corpo del Signore. Per questo motivo molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono". (Corinzi 11, 28-30). Anche se l’avete appena letta, è bene ripetere l’ultima riga, affinché ci rimanga bene impressa: “Per questo motivo molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono”. È molto meglio rinunciare a fare la comunione, almeno fino a che non avremo chiesto il perdono a Dio dei nostri peccati, per mezzo di una confessione sacramentale, unita alla decisione di non commetterli più, piuttosto che commettere un “sacrilegio”. Il nostro corpo con il battesimo è stato "innestato" nel Corpo di Cristo, per questo siamo diventati "tempio di Dio". Se trasformiamo il nostro corpo in una "latrina", a causa del peccato e, in questo stato di "fetore", pretendiamo, essere abitati da Gesù, nutrendoci del Suo Corpo e del Suo Sangue, "bestemmiamo" Dio nel peggior modo e, per questo, attiriamo su di noi, la Sua "ira".
345 - CAUSA ED EFFETTO
Esisteva ai tempi di Israele ed esiste ancora oggi, un rapporto di "causa effetto", tra il vivere nel peccato, senza allontanarsene e l’ira di Dio. Non sto parlando un Dio che si arrabbia, perde le staffe e agisce con una reazione incontrollata, perché un comportamento simile, appartiene agli esseri umani e non certo a Dio. L’ira di Dio è il momento in cui Dio decide di "dire basta" al "dilagare" "incontrollato" del male ed interviene, per "arginare" il peccato, per mezzo della "punizione". La punizione di Dio, non è mai una "vendetta", ma solo e sempre, la "correzione" di un Padre, che amando il proprio figlio, non può certo assistere alla sua "rovina", senza intervenire per cercare di evitarla…
346 - UN TUFFO DELL'ANIMA
La vita eterna, non è soltanto una realtà futura, ma anche presente, è Dio che abita dentro la nostra anima, quando, per amore Suo, rinunciamo al peccato. La vita eterna inizia già, in questa vita temporanea, per chi è unito a Dio. La vita eterna la puoi incominciare a "sperimentare", nel raccoglimento di una preghiera, che a volte, non ha bisogno più nemmeno di parole, quando scende nella profondità della contemplazione, come "tuffo dell'anima", "nell'oceano", "sconfinato", dell'amore di Dio.
347 - NELL'AMORE LA VITTORIA
“Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. (Romani 8, 35:37). Quando l’amore ci unisce a Gesù, siamo talmente “rapiti dal Cielo”, che la croce quasi "scivola via", insieme alla paura del domani e a qualsiasi forma di angoscia. Questo perché, nell’unione d’amore con Cristo, si realizza ogni vittoria. Vittoria sulla croce e vittoria sulle tentazioni, in questa vita e, in Paradiso, vittoria sulla morte e sulla sofferenza, per sempre...! Infatti, la croce, sarà cancellata dalla felicità infinita e, la morte, sarà cancellata, sia dalla resurrezione e dall’immortalità, perché questo corpo, una volta risorto, non morirà più.
348 - BEATO O POVERINO
Il nostro corpo ha bisogno della nostra anima, per poter vivere, mentre, al contrario, l’anima può vivere anche autonomamente, perché è fatta di spirito, cioè della stessa "sostanza" di Dio. La nostra capacità di “pensare, amare e volere”, dipende dalla nostra anima e non dal nostro corpo ed essendo la nostra anima, immortale, anche dopo la nostra morte, continueremo a vivere. Continueremo a vivere, anche se in forma diversa, solo spirituale anziché anche materiale. Diventeremo simili agli "angeli", se ci faremo salvare da Gesù, facendo la "volontà di Dio", o simili ai "diavoli", se avremo fatto la "volontà di satana", che è volontà di peccato, perché il peccato è un "atto di ribellione" che commettiamo contro Dio. E, il nostro corpo, che tutti "crederanno morto", ma che in realtà, si troverà soltanto in uno "stato di riposo", quando avverrà la resurrezione dei corpi, alla fine del mondo, si ricongiungerà con la propria anima. L'espressione più comune che sentiamo l'espressione, quando uno muore è: "Poverino... è morto!". In realtà, però, sarà tutt'altro che poverino, perché beato, se la sua anima l'ha preceduto in Paradiso. E allora si dovrebbe dire di lui, "beato Lui…!" Ma se, invece, l'anima l'avesse preceduto, non in Paradiso, ma all'inferno, allora si che sarebbero guai… sarebbe molto più che "poverino" sarebbe un "poveraccio"...! Si, la morte, non è la vera morte, è solo la separazione del corpo dall'anima, che è solo temporanea, perché la resurrezione la cancellerà. La vera morte, è quella dell'anima, che trascina con sé, all'inferno, anche il corpo. "13 Il mare restituì i morti che esso custodiva e la morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. 14 Poi la morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. 15 E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco". (Apocalisse 20).
349 - COSA ACCADE ALL'INFERNO
All'inferno, i dannati si odieranno tra di loro, tutti odieranno tutti. Questa sarà la loro fonte più grande di infelicità perché essendo stati creati da Dio, come ogni creatura umana, per amare, odiando andranno contro la loro stessa natura. Non hanno capito questo, quando sono vissuti e cresciuti nell'odio, qui in questa terra e, ora, che è troppo tardi per tornare indietro, lo capiscono all'inferno. Per i dannati ci sarà anche un altro tipo di sofferenza, anche se secondaria, rispetto alla prima, le pene che dovranno scontare per i peccati commessi, proporzionate alla gravità e anche alla quantità dei peccati commessi e del numero di persone contagiate con il peccato. Quei peccati che non sono stati offerti alla misericordia di Gesù, per mezzo del pentimento e della volontà di conversione e che quindi Dio non ha potuto perdonare, anche se avrebbe voluto.
350 - SULLA CIMA DEL PARADISO
Consapevoli del fatto che è necessario attraversare il "deserto della purificazione", inoltriamoci in questo cammino con "l'animo lieto" di chi affronta una "avventura". Immaginiamocela come un'emozionante "scalata al Cielo", dove saliamo "in cordata con Gesù". È Lui, infatti che ci precede, ci guida, ci sostiene, rende sicura "l'arrampicata" e non ci lascia un solo istante, fino a che "pianteremo" la "bandiera della vittoria, sulla "cima del Paradiso", dove "sventolerà" per la vita eterna. Gesù, non permetterà che cadiamo, se non vogliamo, ma se decidiamo, volontariamente, di gettarci giù, non ce lo potrà impedire. Dio, infatti, ha voluto rendere la nostra libertà, sacra e inviolabile, perché se non ci avesse lasciato il libero arbitrio, saremmo stati semplici burattini. Però, se desideriamo essere "rialzati" e riprendere, con gioia e fiducia e riconoscenza, la scalata al Cielo, Gesù, dopo aver "medicato" e "guarito" la nostra anima, con amore infinito, ci riprenderà con Sé, e ci riporterà in cordata.
351 - L'AUTOAMBULANZA DI DIO
Se è importante difendere, proteggere e custodire il nostro corpo, è ancora più importante difendere, proteggere e custodire la nostra anima. Eppure, se è evidente, a tutti, l’importanza di curare il proprio corpo, che vedono, a molti, ancora non è chiara l’importanza di curare la propria anima, che non possono vedere. Eppure, solo se avremo fatto la volontà di Dio, in questa vita, avremo salvato, per sempre, la nostra anima e se avremo salvato la nostra anima, per l'eternità, anche il nostro corpo sarà salvato per l'eternità. Infatti, quando il corpo risorgerà, per ricongiungersi all'anima, potrà godere, in Paradiso, la sua stessa felicità. L'anima, che è immortale, fin da subito, tanto che, nemmeno un colpo di pistola, potrebbe toglierle la vita, può, essere, però, uccisa dal peccato mortale, per mezzo della sua condanna eterna all'inferno. La nostra anima, anche se "colpita a morte" dal diavolo, fino a che siamo ancora in questa vita, è ancora in tempo per essere "rianimata" e risorgere a vita divina. Occorre, però, fare in fretta, a chiamare l'autombulanza perché nessuno sa quando sopraggiungerà la morte. "L'autoambulanza" è "il perdono di Dio”, che ha il potere di restituirci quella vita soprannaturale in Cristo, che l'anima e con lei tutto il nostro essere, aveva perso e che ci viene restituita, se ci pentiamo dei peccati commessi e ci impegniamo, con il Suo aiuto, a non commetterli più.
352 - NEANCHE UN GRAFFIO…
Nessun assassino potrà mai uccidere la nostra anima. Nessun killer, nessun terrorista, nessun mafioso, nessuno stato canaglia, neanche se provasse a scioglierla nell’acido, se la gettasse dal ventesimo piano, o se gli lanciasse contro una bomba atomica, riuscirebbero a procurare all’anima "un solo graffio". Nessuna malattia, nessun incidente sul lavoro, o sulla strada, nessun terremoto od altro cataclisma, nessun virus e nemmeno la vecchiaia, hanno il potere di "torcere un solo capello" alla nostra anima. Eppure ciò che non possono fare gli uomini o la natura, può farlo il diavolo, se riesce a sedurre la nostra anima, per mezzo della tentazione, facendoci cadere nel peccato.
353 - CREATI PER AMARE
L’anima, a causa del peccato, muore, perché si separa dall'amore di Dio, che è la vita dell’anima. «La vita dell'anima è l'amore di Dio» (Santa Chiara da Montefalco). Quindi, anche se questo può sembrare, un controsenso, a causa del peccato, l'anima, pur continuando a vivere, muore. L’uomo è stato creato, da Dio, per essere felice, ma può ottenere questa felicità, solo per "dono" di Dio, non certo per "appropriazione" dei beni del mondo e delle creature. Noi siamo stati "creati" da Dio "per amare" e "per essere felici" e la felicità sarà la conseguenza dell'aver amato Dio, "più di tutto" e "più di tutti" e, dall'aver amato, per amore Suo, i Suoi figli, cioè i nostri fratelli. L’immortalità dell’anima, se è privata della felicità, perché separata da Dio, non è più un "dono", ma una "condanna", la condanna all’infelicità, per l’eternità. Questa condanna che, sconterà l’anima, se quando Dio la chiamerà a Sé, non sarà trovata unita a Lui, la dovrà sconterà, in un secondo momento, anche il corpo. Infatti, quando, alla fine dei tempi, il corpo risorgerà, per riunirsi all’anima, se la troverà all’inferno, sarà costretto a subire la sua stessa sorte di dannazione per l'eternità. “E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna (all’inferno)”. (Matteo 10, 28).
354 - UNA CONTEMPLATIVA PAZZESCA
"Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». Disse loro: «Venite e vedrete». (Giovanni 1, 38-39). I discepoli di ieri e di oggi, cercano Gesù, lo vogliono seguire, vogliono sapere dove dimora, ma per seguirlo e scoprire dove abita, devono prendere una decisione importante, che cambierà (meravigliosamente) la loro vita: "tagliare i legami" col peccato. Angela da Foligno non è nata santa, come del resto nessuno di noi. Dopo un’esistenza condotta nella "falsa spensieratezza" del peccato, inaspettatamente e per un periodo che le sembrò interminabile, entrò, per misericordia di Dio, nel “tunnel della sofferenza”. La croce ebbe l’effetto per il quale era stata inviata, “purificare il suo cuore”, per prepararlo all’intervento della grazia. Angela, prese coscienza, all’improvviso, dei suoi peccati, ne provò un "dolore immenso", entrò in chiesa e, per mezzo del “sacramento del perdono”, “varcò” la "porta di ingresso" che conduce al "Regno di Dio". Era Gesù che l’aveva invitata a “venire”, per poter “vedere…” Lei si era, fidata, l’aveva seguito. E, Lui, in cambio, le aveva fatto sperimentare la gioia inesprimibile ed ineffabile del Dio trinitario, che aveva posto la Sua dimora dentro di lei. Il resto è storia nota, Santa Angela divenne una "contemplativa pazzesca".
355 - LA POTENZA DELLA GRAZIA
Simone e Andrea, erano intenti a pescare, mentre un “uomo”, che nemmeno conoscevano passava di là. Era “Gesù”, che chiede loro di seguirlo, con la promessa di farli diventare “pescatori di uomini”. Immaginatevi, per un attimo, come poteva essere, "incomprensibile", per loro, una frase del genere. Questi due pescatori, avrebbero potuto far finta di non sentire, oppure si sarebbero potuti arrabbiare, credendo di essere stati presi in giro, od anche, avrebbero potuto semplicemente scrollare il capo, considerando, quello “sconosciuto”, un “pazzo”. Eppure, come “incantati” dalle parole di Gesù, senza nemmeno rendersene conto, "lasciarono", "subito", le reti per “seguire Gesù”. “Subito”, cioè "immediatamente", quindi, lo seguirono, senza nessuna esitazione. È stupefacente osservare quanto il “meccanismo della grazia” sia capace di compiere miracoli. Potenza della grazia, che è potenza di Dio, potenza dell’amore di Dio, nel “toccare il nostro cuore”. “Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono”. (Matteo 4, 19-21).
356 - LA CAREZZA DI DIO
La grazia di Dio è “irresistibile” e lo vediamo nella vita dei santi, ma anche nella nostra vita, quando anche noi ci “incamminiamo” alla sequela di Gesù. D'altronde i “cristiani” sono coloro che "seguono Cristo". La grazia, ti "invita", ma "non costringe", la grazia è una “carezza” che ti tocca il cuore, la "carezza di Dio", ma la decisione di "aprire" il tuo cuore al Suo amore, spetta solo a te. La grazia fa il “primo passo”, offrendoti Dio, come dono, ma il secondo passo, quello di afferrare la grazia o di lasciarla cadere nel vuoto, non dipende da Lui, ma solo e soltanto da te. Afferri la grazia se “apri il tuo cuore” all’amore di Gesù, facendoti sedurre da Lui. Infatti, quelli che lo amano, si "precipitano" a seguirlo ovunque vada, lo seguono in ogni suo passo, non lo perdono mai di vista, perché il loro desiderio più grande è, essere e rimanere, sempre al Suo fianco. "Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre.” (Geremia 20, 7).
357 - LA CALAMITA DEL CIELO
Il peccato "attira" l’uomo, verso il "basso", come una specie di malefica “forza di gravità”. Le "leggi fisiche", però, vengono superate dalle "leggi soprannaturali" della grazia, che è la “calamita del Cielo” e che ci “attira” verso "l'alto" e ci rende "una sola realtà", con Gesù. Gesù, che è luce, salvezza e difesa della nostra vita e, se siamo e rimaniamo, uniti a Lui, cade ogni paura e ogni timore. “Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore? (Salmo 26,1).
358 - ALTRI GESU'
“Io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre, io verrò da lui e cenerò con lui ed egli con me». (Apocalisse 3, 20). Gesù "non impone", il Suo amore, ma ci "propone" di accoglierlo, perché l’amore è fatto così, non impone, ma offre Se stesso come dono. E l’amore di Dio è un “amore trasformante”, perché, per la potenza dello Spirito Santo, che è lo Spirito di Gesù, ci trasforma, se solo lo desideriamo, in “altri Gesù” e ci invia nel mondo per proseguire, nel tempo e nella storia, la Sua stessa missione di salvezza. “Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi” (Giovanni 20, 22). «Ricevete lo Spirito Santo» (Giovanni 20,22) “Anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi” (Giovanni 14,12)
359 - GIOIA E CERTEZZA
Se solo non gli remiamo contro, con la cattiva volontà, ma combattiamo con Lui la buona battaglia spirituale, contro le tentazioni, lo spirito Santo non solo ci permette di essere in grazia di Dio, cioè abitati da Dio, ma ci mette anche in grado di rimanere in grazia di Dio. “Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13). E, come premio per il desiderio di essere fedeli a Dio e per il sacrificio del combattimento, per rimanerlo, lo Spirito Santo ci donerà una "gioia" straripante, insieme alla "certezza" di essere esauditi, ogni volta che lo invochiamo, secondo le Sue ispirazioni.
360 - IL RESPIRO DI DIO
Tenetevi, forte, perché vi sto per comunicare una notizia "elettrizzante": la nostra anima contiene in sé “il respiro di Dio”. “…E (Dio) soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente”. (Genesi 2,7). In realtà, niente di nuovo, però, a volte, il dimenticare, il perdere di vista, o anche solo il non prendere coscienza, fino in fondo, di una realtà così profonda, è un po’ come non conoscerla. Una realtà che non solo riguarda la nostra vita, ma che decide il futuro stesso della nostra vita, quello eterno. Si, la tua anima contiene in sé “il respiro di Dio” ed è per questo motivo che la tua anima è "immortale" ed "eterna". Dio crea l’anima dell’uomo “soffiando” nel corpo dell’uomo il Suo stesso respiro. Si, incredibile, ma vero, una parte di Dio fa già parte di noi, e già a partire dalla nostra nascita e come se non bastasse, con l'incarnazione di Gesù, anche noi facciamo parte di Lui, noi siamo il Corpo di Dio. Ogni volta che rifletto su queste realtà, dell'immenso amore di Dio, per noi, vengo “assalito da brividi” di incontenibile gioia. "Tu sei Me e Io sono te" (Le parole di Gesù a Santa Angela).
331 - AMO RADIO MARIA
332 - UN CAVALLO DI TROIA
333 - PONTI, NON PIEDISTALLI
334 - IL SANTO DESIDERIO
335 - LA SORDITA’ DI DIO
336 - ATTENTI ALLE POLPETTE
337 - UN PADRE INNAMORATO
340 - LE NOZZE CON GESU’
341 - NON RIMANDARE
342- PERFETTO E IMMORTALE
343 - DECIDERE IL TUO FUTURO
344 - L'IRA DI DIO
345 - CAUSA ED EFFETTO
346 - UN TUFFO DELL'ANIMA
347 - NELL'AMORE LA VITTORIA
348 - BEATO O POVERINO
349 - COSA ACCADE ALL'INFERNO
350 - SULLA CIMA DEL PARADISO
351 - L'AUTOAMBULANZA DI DIO
352 - NEANCHE UN GRAFFIO…
353 - CREATI PER AMARE
354 - UNA CONTEMPLATIVA PAZZESCA
355 - LA POTENZA DELLA GRAZIA
356 - LA CAREZZA DI DIO
357 - LA CALAMITA DEL CIELO
358 - ALTRI GESU'
359 - GIOIA E CERTEZZA
360 - IL RESPIRO DI DIO
Testi e immagini © di Luigi Tosti