La fotografia
del Paradiso

541 - ANCHE DIO È UN SOGNATORE
“Fa o Dio che desideriamo il sogno che tu hai sognato per noi”. (Invocazione sacerdotale). Dio, amandoci di amore infinito, sogna per noi, una felicità futura, non più condizionata dalla croce, né limitata nel tempo. E, se è vero che Dio non ha bisogno di sognare, perché quello che desidera, ha anche il potere di realizzarlo, è altrettanto vero, che, noi dobbiamo collaborare affinché questo sogno si realizzi. Dobbiamo assecondare le ispirazioni della grazia, che ci danno la “luce” per riconoscere il peccato e la “forza” per fuggirlo, in obbedienza alla volontà di Dio, che è volontà del Paradiso. Tutte le volte, che, invece, per inseguire, l'ingannevole felicità del peccato, ci ribelliamo alla volontà di Dio, “ostacoliamo” e “mettiamo a rischio” la realizzazione di quel sogno di Dio, che è anche il nostro, che, appunto, è la nostra felicità per l'eternità. In una sola parola, quando disobbediamo a Dio, ci comportiamo come “auto-sabotatori” della nostra vita futura, come “guastatori” di quel “progetto di Dio”, che desidera soltanto farci felici per sempre.
542 - PREDESTINATI AL PARADISO
Siamo tutti "predestinati" alla salvezza, siamo tutti gli “eletti di Dio”. Siamo tutti “scelti da Dio” per avere in dono il Paradiso e tutto l'aiuto necessario per ottenerlo, attraverso l'intervento soprannaturale della grazia. Però la grazia, che ci rende possibile fare la volontà di Dio, agisce insieme a noi, non agisce al posto nostro. E' la grazia di Dio che rende possibile la nostra conversione, perché senza l'aiuto della grazia è impossibile cambiare vita, rinunciando al peccato per seguire Gesù. La condizione necessaria, affinché la grazia possa operare il miracolo della nostra salvezza, è quella di essere accolta. La grazia non può fare nulla per aiutarci, se, a causa di un cuore, ostinato nella ribellione, le opponiamo resistenza.
543 - DOMANDE SULLA GRAZIA
Chi ha deciso di donarci quel dono gratuito della grazia santificante, senza la quale non c'è salvezza eterna? Dio Padre. Come ha deciso di ottenerci il dono della grazia? Inviando il Suo Figlio unigenito sulla terra affinché per i Suoi meriti infiniti, ottenuti per noi, per mezzo della Sua incarnazione, passione, morte e resurrezione, ci fosse donata la grazia. Come ci viene donata, concretamente la grazia? Per mezzo del dono dello Spirito Santo, che ci trasmette la “grazia santificante”, il cui compito è quello di santificarci.
544 - IL RIASSUNTO SULLA GRAZIA
“Dio Padre” è “l’ideatore della grazia”. “Gesù” è “Colui che ha creato la grazia”. “Lo Spirito Santo” è “il datore della grazia”. E poiché lo Spirito Santo, è lo Spirito del Padre e del Figlio, la grazia, è dono del Padre e del Figlio, ma è anche dono dello Spirito Santo, perché è dallo Spirito di Dio che fluisce la grazia del Padre e del Figlio. E se il Padre e il Figlio hanno donato la grazia a tutta l'umanità in generale, Colui che ce la dona “individualmente” è lo Spirito Santo.
545 - IL COSTO DELLA GRAZIA GRATUITA
La grazia è il “dono gratuito” di Dio per noi. Non ci è chiesto di pagare alcunché per ottenere la grazia, per il semplice fatto che il prezzo per ottenerci la grazia, l'ha pagato Dio con la Sua stessa vita, quando l'ha offerta per noi sulla croce. In realtà questo dono è costato moltissimo, non solo al Figlio, ma anche al Padre, che, per salvarci, non ha risparmiato la vita del Suo amatissimo Figlio. La “grazia santificante”, è un dono del Padre e del Figlio e anche dello Spirito Santo, che è il nostro “Santificatore”. La grazia si chiama “santificante”, perché il suo scopo è quello di “farci condividere la vita di Dio”, cioè di “santificarci”. Infatti, Dio è santo, e, chi condivide la vita di Dio, condivide la santità di Dio. Per questo, fino a che rimaniamo uniti a Dio, odiamo il peccato, che è il contrario della santità. Odiamo il peccato, per amore di Dio, ma, al tempo stesso, sempre per amore di Dio, amiamo nostri fratelli che sono ancora nel peccato. Per questo, amandoli, preghiamo per loro, affinché ottengano la grazia della conversione e siano salvati.
546 - LA FUNE DELLA GRAZIA
La grazia è come una “fune divina” che Dio lancia, dall'alto, a noi che siamo “prigionieri in un pozzo”, nel quale siamo caduti per inseguire il peccato. Difronte a noi abbiamo una parete scivolosa, che non presenta nessun appiglio al quale poterci aggrappare per risalire, con le sole nostre forze, non riusciremmo mai a risalire. Proprio per questo, l'amore misericordioso di Dio ci lancia “la fune della grazia”. La logica di Dio non quella vendicativa “dell'avete peccato e adesso peggio per voi”, ma quella dell'amore infinito di un Padre che le prova tutte, pur di salvare la vita al figlio. La fune che il Padre offre al figlio in difficoltà, è il Gesù, nostro Salvatore, che offre a noi le Sue braccia poderose, per issarci su e salvarci la vita, quella eterna. E non importa quanto profondo sia il pozzo perché Gesù, ci tirerà fuori, non importa quanto siano gravi siano, ma ad un unica condizione, che vogliamo essere salvati dai nostri peccati.
547 - UN DIO INNAMORATO
Dio, non è solo onnipotente, ma è anche, innamorato, pazzamente innamorato di noi. Da quando? Fin dal primo momento, cioè prima ancora di crearci. Poi, anche dopo averci creato, quando ha osservato, soddisfatto e gioioso, il frutto delle Sue mani. L'amore è donazione di Se stessi e Dio ci ha donato, oltre che l'esistenza, anche la Sua paternità… E per renderci figli suoi, non soltanto a parole, ma per consanguineità, ci ha donato la vita del Figlio, che, versando il Suo prezioso sangue sulla croce, ha dato “in riscatto” Se stesso, per “pagare” il prezzo dei nostri peccati. Quello stesso sangue di Cristo, ora scorre in noi e ci rende, realmente figli di Dio. Infatti, dopo la resurrezione di Gesù, il Padre e il Figlio, ci hanno donato il loro stesso Spirito: lo Spirito di Dio, che è lo Spirito Santo. E chi possiede lo Spirito di Dio, è innestato nella vita divina di Dio, incomincia a far parte del Corpo di Cristo e il Sangue di Cristo scorre anche in lui. Lo Spirito Santo, è la “caparra del Paradiso”, inviata a noi, dal Paradiso stesso, cioè dal Padre e dal Figlio. Lo Spirito di Dio ci è stato donato, per essere la nostra “infallibile guida” e il nostro “fedele e alleato”. Quella presenza, divina, costante, amorosa e invincibile che non ci perde mai di vista, per tutta la durata del cammino che ci condurrà dalla terra al Cielo. “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. (Matteo 28,20).
548 - UN SELFIE IN PARADISO
In Paradiso, finalmente, vedremo Gesù con i nostri occhi e, vedendo Lui, contempleremo anche il Padre e lo Spirito Santo. E vedremo anche Maria, che, immancabilmente, è sempre insieme al Figlio. E conosceremo tutti i santi del Cielo, a cominciare dai nostri cari, anch'essi stretti intorno a loro, come un'interminabile e festante folla oceanica. E, forse ci verrà la tentazione di fare un selfie, giusto per condividerlo con quelli della terra, i nostri cari. Con lo scopo di incoraggiarli a non smettere mai di sognare il Paradiso. Non potendo però, fare un selfie, faremo di molto di più… intercederemo per loro. E pregheremo senza bisogno di parole, perché basterà un reciproco sguardo d'intesa, tra noi, Gesù e la Sua Mamma, per ottenere loro, infinite grazie.
549 - SIAMO FATTI DI CIELO
"Non viviamo senza meta e senza destinazione… Non dimentichiamolo: la dimora che ci attende è il Paradiso. Qui siamo di passaggio. Siamo fatti per il Cielo, per la vita eterna, per vivere per sempre… nella gioia, nella comunione piena con Dio e con gli altri, senza più lacrime, rancori, divisioni e turbamento". (Papa Francesco). "La nostra patria infatti è nei cieli" (Filippesi 3,20). "La nostra vita è pellegrinaggio, siamo fatti di Cielo." (Papa XXIII). Essendo in virtù del battesimo, “morti al mondo" e “risorti in Cristo", siamo diventati “figli del Padre”, quindi non apparteniamo più alla nostra famiglia terrena, pur continuandola ad amare e anche più di prima, ma a quella celeste. E seppur siamo ancora in questa terra, siamo solo “prestati alla terra”, perché la nostra patria e il Cielo. Si, eravamo stati “creati con la terra”, ma dopo la redenzione, siamo stati “ricostruiti con il Cielo”. E se ora siamo “fatti di Cielo” e non più di terra, è perché siamo diventati il Corpo di Cristo, cioè il Corpo stesso di Dio. Sia benedetto il Signore, per l'eternità !…
550 - VIVERE IN UNA FAVOLA
Dio vuol diventare il "respiro della tua vita" per riempirla di una gioia vivere, mai provata prima. Dio vuole diventare gli stessi "battiti del tuo cuore", affinché i tuoi desideri, possano diventare i “Suoi desideri”. Dio desidera, Dio vuole, che la tua volontà diventi, la Sua volontà e non per obbligo, ma per amore. Dio desidera, Dio vuole, che la tua vita diventi “una storia d'amore” tra “la creatura e il Creatore”, tra “il figlio e il Padre”, tra “l'anima sposa e il divino Sposo”. Perché in attesa delle nozze regali, che avverranno in Paradiso, tra te e il “Re dei Re”, Dio vuole che la tua vita sia vissuta, con la stessa gioia di chi vive in una favola già in questa vita.
551 - LAVAGNE PULITE
Per amore di Dio dobbiamo diventare "lavagne pulite". Quando la vita scrive sulla nostra lavagna, con lo stridore del gessetto, un torto subìto, dobbiamo cancellarlo, prima possibile, condonando il debito al nostro fratello. La lavagna deve ritornare, sempre, pulita. Dio stesso compenserà questa nostra generosità, con una generosità ancora più grande, perché Dio non si fa mai vincere in generosità. Nel tempo, Dio ci donerà, doni materiali e spirituali, che nemmeno ci sogniamo, che nemmeno ci sarebbe possibile immaginare. Il dono più grande, però, sarà quello del Paradiso. “E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate: perché, anche Dio vostro Padre che è in Cielo, perdoni a voi i vostri peccati.” (Marco 11, 25-26)
552 - IL MEDICO DELLE ANIME
“La croce, anche se fa soffrire, anche se costa, anche se a volte è talmente pesante che sembra impossibile conviverci, "non è una fregatura". La vera fregatura sarebbe, condurre una vita senza problemi e poi ritrovarsi con il problema, di perdere la salvezza eterna. Mi costa e devo farmi forza, per fare l'elogio della croce, perché, solo al pensiero del dolore e del soffrire, si alza in me, automaticamente, una barriera difensiva, eppure ho capito, perché l'ho sperimentato, che le croci, sono quelle “medicine”, necessarie, seppur amare, che Gesù, "Medico delle anime" e non solo dei corpi, adopera, per salvarci la vita eterna.
553 - IL PARADISO RESTA
La croce è necessaria non solo per coloro che sono lontani da Dio, ma anche per coloro che gli sono vicini. Per i primi la croce svolge la funzione di una “scarica elettrica” necessaria per “svegliarli” dal sonno di morte a cui li ha portati la “convivenza” con il peccato. Per i secondi la croce avrà l’effetto di una specie di “doping spirituale”, che manterrà sveglia la loro fede, affinché non ricadano nella vita che conducevano prima della loro conversione. E non solo per mantenere sveglia la loro fede, ma anche per farli progredire nel cammino di santità, cammino nel quale, se ti fermi, sei perduto, perché se ti fermi, ti volti indietro e torni alla vita di prima… "Mi han detto che guardata dal di là la vita tutta un attimo parrà. Passa la vita, vigilia di festa, muore la morte, il Paradiso resta. Due stille ancora dell'amaro pianto e di vittoria poi l'eterno canto!" (Padre Giovanni Bigazzi)
554 - IL CEFFONE SPIRITUALE
Un giorno, un santo, diede uno schiaffo a un giovane del suo oratorio a Roma. Circa tre secoli dopo, la stessa scena, che vedeva protagonista un altro santo, si ripeteva, immutata, nell'oratorio di un'altra città, Torino. Grande fu la sorpresa degli schiaffeggiati, che rimasero senza parole. Poco dopo, però, fu tutto chiarito dagli stessi santi che spiegarono che la sberla, non era rivolta a loro, ma al diavolo. E, in effetti non si era trattato di ceffoni veri, ma amichevoli, diciamo pure “ceffoni spirituali”. I santi in questione erano, rispettivamente, San Filippo Neri e San Giovanni Bosco. I due ragazzi compresero lo scopo di quei ceffoni era quello di “smascherare”, l'azione occulta del demonio, che “si nasconde” dietro ogni tentazione. Quei ragazzi, superata la prima reazione di stupore, scoppiarono in una fragorosa risata e fecero tesoro di quel prezioso insegnamento spirituale.
555 - VINCERE IN TRE MOSSE
Naturalmente, non è possibile prendere a schiaffi il maligno, nè prenderlo a pugni. Possiamo, però, vincerlo in tre mosse. Questo, per lui sarà ancora più umiliante, che se lo avessimo preso a calci. Immaginiamo che tutto si svolga su un ring. Prima mossa: “smascherare il diavolo”, capendo che quella tentazione seducente che ci frulla nella mente è il segno inequivocabile dell'inizio del suo attacco. Ci fa capire siamo catapultati sul “ring”, che non è più tempo di pace, ma dei “guantoni”. Seconda mossa “mettere all'angolo il diavolo”. Per far questo, dovete “dare le spalle alla tentazione”, che il diavolo, col suo potere fascinatorio, vi propone, perché se la fissaste la tentazione, eserciterebbe su di voi una sorta di potere ipnotico. Terza e ultima mossa: “mettere KO il diavolo”, indirizzando il vostro sguardo a Gesù e a Maria, che proteggendovi col loro abbraccio, vi assicurerà la vittoria. A quel punto, infatti, lo scontro terminerà per “abbandono del campo” del demonio, che accortosi della malaparata, sarà costretto a dileguarsi.
556 - UN PAPA ASSEDIATO
Mi viene in mente il grido di aiuto, lanciato alcuni anni fa, da Papa Francesco : “Pregate per me perché sono assediato”. Quasi tutti avranno pensato, che si trattasse di persone malvage all'interno del Vaticano e l'ho pensato anche io, perché questo Papa aveva molti nemici, tanto da aver scelto come sua abitazione Casa Marta, al posto del tradizionale appartamento papale. Visto però, tutti siamo circondati dalle tentazioni, nessuno escluso e tanto più quelli che ricoprono ruoli importanti nella chiesa, o comunque sono impegnati in un serio cammino di santità, ho immaginato che le sue, parole più che uno sfogo non trattenuto, fossero un'esplicita richiesta di aiuto a tutti noi cristiani, contro un nemico non in carne ed ossa, ma invisibile. Si, non c’è persona sulla terra che non sia tentata al male. Chiaramente gli sforzi del diavolo si concentrano su quelli che sono uniti a Dio, perché quelli che non vogliono sentir parlare di conversione, non hanno nemmeno bisogno di esser tentati dal diavolo. Si sono organizzati con il “self service”, tanto che, il peccato, se lo vanno a cercare da soli, senza attendere che la tentazione bussi alla loro porta…
557 - STAI ABBRACCIANDO GESU'
Se sei innamorato di Gesù, ogni volta, che ascolti, leggi e mediti la Parola di Dio, ti produce un “tuffo al cuore”. Ogni volta che “incontri la Parola di Dio”, “incontri Gesù”. E, ogni volta che sei in trepida attesa perché stai sfogliare la Parola di Dio si rinnova in te un sempre nuovo “batticuore”. E quando senti l'impulso, irresistibile, di posare sul tuo cuore il Vangelo, ti sbrighi a stringerlo al petto, con immensa gioia, sapendo che non stai abbracciando solo un libro, ma che stai abbracciando Gesù.
558 - LE TRE PREGHIERE
Contemplazione è posare lo sguardo della nostra mente e del nostro cuore su Dio, godendo per questa dimensione unitiva con Lui. In quel momento “le parole tacciono”, perché sarebbero superflue in questa dimensione di “beatitudine terrestre”. Per raggiungere questa dimensione unitiva con Dio, occorrono due allenamenti, quello della “preghiera vocale” e quello della “pregare vissuta”. Con la preghiera vocale chiediamo a Dio, come prima fra tutte le grazie, quella di “essere liberati dal male”. Con la preghiera vissuta, è entriamo in “combattimento spirituale”, ogni volta che il diavolo “ci tenta al male”, per non perdere la comunione d'amore con Lui.
559 - “POVERINO È MORTO”
Il vero cimitero, non è il camposanto, il vero cimitero è l’inferno, perché l'inferno è “la tomba della felicità”, per l'eternità. L’uomo è la sua anima, che è immortale, quindi noi continueremo a vivere, anche quando la nostra anima si distaccherà dal nostro corpo. Che bello avere la certezza che, anche quando diranno di noi: "poverino è morto", invece, noi, continueremo a vivere, continueremo a vivere per l’eternità…! "L’anima è il nostro io" e non è soggetta al deterioramento e alla morte, perché non è fatta di materia, ma di spirito, che è "indistruttibile". Il nostro corpo, risorgerà per non morire mai più e si ricongiungerà con l’anima. Se l'anima è beata in Paradiso, anche il corpo lo sarà, per l'eternità.
560 - LE PORTE DEL PARADISO
Sia le gioie, che le croci, non accadono casualmente nella nostra vita, in modo da poterci considerare, alternativamente, "fortunati" o "sfortunati", a seconda che ci accadano le une, o le altre. L’esperienza della gioia, verso la quale siamo, tutti, irresistibilmente attratti, è la conferma che siamo stati creati da Dio per la felicità e non certo per la sofferenza. Senza la croce, però, non potremmo mai raggiungere quella felicità ideale, assoluta e senza più fine, alla quale Dio, nel suo piano di salvezza, ci ha predestinato. La nostra vita è un "alternarsi" di gioia e di sofferenza, come "parentesi" che si "aprono" e si "chiudono", nell’attesa che si chiudano, definitivamente, le parentesi della sofferenza e si aprano le “porte del Paradiso”.
561 - IL DONO PIU' GRANDE
Grazie al “mistero della Pasqua” che è il “mistero della resurrezione”, è “la vita vince sulla morte” e non solo vince… ma anche “stravince” ... Infatti, quando risorgeremo, avremo un corpo, nemmeno minimante paragonabile, a quello che avevamo qui sulla terra, perché sarà infinitamente superiore, sarà divinizzato. Sarà un corpo simile al Corpo di Cristo, dopo la Sua resurrezione, cioè perfetto. Fisicamente perfetto, perché avrà il dono dell’immortalità e dell’eterna giovinezza e spiritualmente perfetto, perché avrà il dono della impeccabilità. Si, chi si salva diventa santo per sempre, quindi non corre il rischio di perdere il Paradiso, quindi sarà Paradiso per sempre. Il "mistero della Pasqua”, che è insieme dono del Padre, dono del Figlio e dono dello Spirito Santo, è il dono più grande che il nostro Dio ci poteva fare, dopo quello della creazione.
562 - RISORTI PER SEMPRE
Col mistero della Pasqua, “festeggiamo la morte del peccato”, senza la quale non saremmo potuti risorgere con Cristo. Di questo mistero, della morte di Cristo, che si conclude con la resurrezione di Cristo, noi non siamo solo “spettatori”, ma anche “protagonisti”. Cristo è morto ed è risorto per donarci la vittoria sul peccato e quindi, la vittoria sulla morte, di cui il peccato è la causa. Se fossimo solo spettatori e non anche protagonisti, vorrebbe dire che la Pasqua di Cristo, sarebbe solo la Pasqua di Cristo e non anche la nostra Pasqua. Vorrebbe dire che, non siamo risorti insieme a Cristo, per il semplice fatto, che, prima, non siamo, morti insieme a Cristo. Dobbiamo continuare a morire a noi stessi, al nostro “io malato”, cioè al peccato, ogni volta, per poter continuare ad essere risorti in Cristo. Conversione in fin dei conti è proprio questo, morire, ogni giorno, a noi stessi, per risorgere ogni giorno con Cristo, almeno fino a che, in Paradiso, saremo risorti per sempre.
563 - A DOMANDA RISPOSTA
«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori». (Marco 2, 17). Gesù è venuto per i peccatori, non per i giusti. Gesù, però, è venuto per salvarci dai nostri peccati, non per autorizzarci a continuare a peccare. Gesù è venuto per i malati, affinché diventino sani, per coloro che non sono giusti, affinché diventino giusti, per i peccatori, affinché diventino santi. La chiamata alla salvezza è universale, quindi riguarda tutti nessuno escluso, ed è un dono, ma come ogni “chiamata” esige una “risposta”, quella della rinuncia al peccato. “Egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Matteo 1, 21).
564 - FEDELTA’ NON ROMANTICISMO
La comunione d’amore con Dio non deve essere un romanticismo finto e superficiale, fatto solo di parole, come tra due amanti, che dopo essersi gridati l’amore, appena voltato l'angolo, non visti, si tradiscono allegramente. Voi lo vorreste un amore così? Nemmeno Dio lo vuole. Forse, molti, incoraggiati dal fatto che sono riusciti a ben nascondere, le loro infedeltà, hanno anche fatto dei loro tradimenti la normalità. Se, però, gli uomini, possono anche essere ingannati, nulla può essere nascosto a Dio, che vede tutto, sa tutto e a cui nulla sfugge. Quelle maschere di ipocrisia che possono anche riuscire a imbrogliare le creature, non sono in grado di nascondere la verità al Creatore. «Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia. Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti. (Luca 12, 1-3). È certamente vero che il nostro Dio è paziente, perché il Suo amore è fedele, pur se il nostro non lo è, ma la Sua misericordia non dura all'infinito. “Il Signore è lento all'ira e grande in bontà, perdona la colpa e la ribellione, ma non lascia senza punizione”. (Numeri 14,18).
565 - LE DIVERSE RESPONSABILITA'
Tutta l'umanità è tenuta all'obbedienza nei confronti del Suo Creatore e Redentore, quindi anche i non credenti. Infatti alla fine della loro vita non varrà, a loro discolpa, la scusa che hanno perseverato nel peccato, senza convertirsi, perché non erano cristiani. Però, da noi cristiani, che ci siamo impegnati con le “promesse di fedeltà battesimale”, Dio si aspetta che siamo “esempio di fedeltà”. Altrimenti come potrebbe, chi non crede, diventare credente, se vedesse noi cristiani allineati al pensiero del mondo, anziché obbedienti alla volontà di Dio?..!! Ogni cristiano ha quindi una responsabilità grande difronte a quel Dio, nel quale dice di credere: dimostrarlo con la testimonianza di vita, anziché seminare scandali. E quelli che, oltre ad essersi impegnati difronte a Dio, con le “promesse di fedeltà battesimale, si sono impegnati anche con le “promesse di fedeltà sacerdotale” e non solo loro, ma anche quei fedeli che hanno ricevuto da Dio grazie speciali, saranno tenuti ad essere “fari di santità". “Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più". (Luca 12:47-48).
566 - L'AMORE DI FUSIONE
Il desiderio più alto di chi ama veramente, è “diventare una sola cosa” con la persona amata. Dio, questo desiderio, l’ha desiderato ancor prima di noi e più precisamente, fin dall'eternità e l'ha anche realizzato. Dio, facendo in modo che diventassimo, in Cristo, il Suo stesso Corpo, per poterci donare il Suo stesso Spirito, ha creato la forma più perfetta di unione tra noi e Lui: la “fusione d'amore”. Si tratta di quel “matrimonio mistico” tra noi e Dio, che anticipa già in questa terra, le “nozze regali” che avverranno in Cielo, quando saremo accolti, in maniera trionfale, nel regno di Dio.
567 - UNO SPICCHIO DI PARADISO
Con la preghiera del Padre nostro, ci rivolgiamo al Padre, nel nome di Gesù, per chiedere il dono dello Spirito Santo, che è lo Spirito del Padre e del Figlio. Lo Spirito Santo è quella nostra “carta d'identità” che attesta che siamo figli del Padre celeste, in quanto fratelli del Figlio di Dio. "Ora perché voi siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori che grida: «Abba, Padre». (Galati 3, 26-6). Lo stesso fatto di pregare la preghiera del Padre Nostro è la conferma di essere entrati, a pieno titolo, per i meriti di Cristo, nel “vortice d’amore della Santissima Trinità”. Quello della Santissima Trinità, non è solo un mistero insondabile per noi, ma anche un privilegio immenso. E' “una beatitudine terrestre”, da godere già nel presente. E' ”uno spicchio di Paradiso”.
568 - L'EUCARESTIA SPIRITUALE
La Parola di Dio è una sorta di "Eucarestia spirituale", con cui "nutrirsi di Dio", anche quando non possiamo nutrirci di Lui sacramentalmente. La Parola di Dio è sempre e comunque, “Pane del Cielo”, anche se in forma di Parole, perché non sono parole d’uomo, ma Parole di Dio. La Parola di Dio è "l'Eucarestia spirituale", che non solo precede "l'Eucaristia sacramentatale", ma che anche, dolcemente, l'accompagna. “Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio". (Matteo 4,4).
569 - UN OCEANO DI GIOIA
La Parola di Dio mi fa commuovere, mi innamora, mi eleva, mi esalta, mi fa compagnia, mi consola, mi abbraccia, accarezza la mia anima, mi immerge in “un oceano di gioia”, è “cibo”, “acqua” e “ossigeno” per la mia vita.
570 - IL TEMPO DEL CANTO
Oggi ho visto una giovane coppia di innamorati, mano nella mano, che si sorridevano e mi si è aperto il cuore nel vedere la loro felicità. Io, che ero già gioioso, sapendo di essere in compagnia di Gesù, sono stato “inondato” da una felicità ancora più grande. Poco dopo, ho incontrato altre persone, visi spenti, occhi assenti, cuori traumatizzati dalla vita, persone che sembrava avessero rinunciato a sperare e sono stato avvolto dalla tristezza più nera. Ringraziamo, sempre, Gesù, per la felicità dei nostri fratelli e benediciamoli e intercediamo per loro quando sono sotto la croce. Incominciamo con un’intenzione d’amore, che è già preghiera, affidandoli all’amore alla potenza e alla sapienza di Dio, per mezzo della Madre di Dio. Chiediamo a Gesù, per intercessione di Maria, di venire in loro aiuto, sempre, ma, specialmente, quando sono schiacciati dalla croce. Chiediamo anche di mutare il loro lamento in danza e di trasformare le loro lacrime in canti di gioia, avendo la certezza che questo avverrà, perché ce lo promette il Signore. “Ascolta, Signore, abbi misericordia, Signore, vieni in mio aiuto. Hai cambiato il mio lamento in danza, la mia veste di sacco in abito di gioia, perché io possa cantare senza posa. Signore, mio Dio, ti loderò per sempre”. (Salmo 30, 11-13). Quelli che seminano con lacrime, mieteranno con canti di gioia. Se ne va piangendo colui che porta il seme da spargere, ma tornerà con canti di gioia quando porterà i suoi covoni. (Salmo 126, 5 -6).
541 - ANCHE DIO È UN SOGNATORE
542 - PREDESTINATI AL PARADISO
543 - DOMANDE SULLA GRAZIA
544 - IL RIASSUNTO SULLA GRAZIA
545 - IL COSTO DELLA GRAZIA GRATUITA
546 - LA FUNE DELLA GRAZIA
547 - UN DIO INNAMORATO
548 - UN SELFIE IN PARADISO
549 - SIAMO FATTI DI CIELO
550 - VIVERE IN UNA FAVOLA
551 - LAVAGNE PULITE
552 - IL MEDICO DELLE ANIME
553 - IL PARADISO RESTA
554 - IL CEFFONE SPIRITUALE
555 - VINCERE IN TRE MOSSE
556 - UN PAPA ASSEDIATO
557 - STAI ABBRACCIANDO GESU'
558 - LE TRE PREGHIERE
559 - “POVERINO È MORTO”
560 - LE PORTE DEL PARADISO
561 - IL DONO PIU' GRANDE
562 - RISORTI PER SEMPRE
563 - A DOMANDA RISPOSTA
564 - FEDELTA’ NON ROMANTICISMO
565 - LE DIVERSE RESPONSABILITA'
566 - L'AMORE DI FUSIONE
567 - UNO SPICCHIO DI PARADISO
568 - L'EUCARESTIA SPIRITUALE
569 - UN OCEANO DI GIOIA
570 - IL TEMPO DEL CANTO
Testi e immagini © di Luigi Tosti