La fotografia
del Paradiso





391 - L'AUTOSABOTAGGIO
Il Libro della Genesi, è di una trasparenza cristallina, quando parla della morte come conseguenza del peccato. Prima del peccato originale eravamo, per bontà di Dio, dei privilegiati, perché non eravamo soggetti né al dolore, né alla morte. Poi, a causa del peccato originale, che è la prima ribellione, della creatura nei confronti del Suo Creatore, il dolore e la morte sono entrati, per la prima volta, nel mondo. Anche oggi, noi, ripetiamo, stupidamente, lo stesso errore di Adamo ed Eva: vogliamo pretendere di essere noi, al posto di Dio, a stabilire ciò che è bene e ciò che è male, a decidere ciò che è peccato e ciò che non lo è. E naturalmente, tutto ciò che desideriamo, solo per il fatto di desiderarlo, non lo consideriamo affatto peccato e quindi lo facciamo. In tal modo, però, anche noi cadiamo nel peccato mortale, perché come i nostri progenitori, ci ribelliamo alla volontà di Dio. La volontà di Dio per noi, però, è la volontà della nostra felicità eterna, quindi quando ci ribelliamo a Dio, ci "auto-sabotiamo" già in questa vita e se perseveriamo, ci potremo "fare del male" per la vita eterna…
392 - LA CROCE SCOMPARIRA'
La decisione di inviare la croce nel mondo è di Dio, quindi non certo del caso e se pensassimo il contrario, che è il caso e non Dio a guidare la nostra vita, bestemmieremmo. Il responsabile della croce, però, non è Dio, ma l’uomo, che ribellandosi a Dio perde le Sue benedizioni e i privilegi che gli aveva concesso. La croce entra nel mondo a causa del peccato originale di Adamo ed Eva e rimane nel mondo anche a causa dei nostri peccati personali e rimarrà fino a che Dio non ci donerà il Paradiso. Si, c’è un rapporto di causa-effetto tra peccato e croce, ma da quando Il Padre ha inviato il Figlio, a prendere su di Sé la nostra croce, trasformandola, da "maledizione" in "benedizione", questo rapporto è diventato salvifico. La croce da "strumento di punizione", si è trasformata, grazie Gesù Cristo, il Salvatore, in "fonte di salvezza". Fonte di salvezza già in questa vita, per chi, grazie alla croce, si fa nemico del peccato e amico di Cristo e ottiene da Lui infinite grazie spirituali, ma anche materiali. E, ancor di più, fonte di salvezza per la vita eterna, quando la sofferenza, per i salvati, scomparirà, per sempre, insieme al peccato, perché, saremo confermati, definitivamente, nella santità. "Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la ritroverà. (Matteo 16,24-25).
393 - È NECESSARIO PREGARE?
È "importante" pregare? Non è importante è "indispensabile"! Nessuno si sognerebbe mai di rinunciare a mangiare, bere e respirare, perché, per vivere, è indispensabile respirare e nutrirsi. Allo stesso modo, è indispensabile pregare, perché solo la preghiera ci unisce a Dio. Noi iniziamo a pregare, quando siamo messi alla prova da Dio, con la croce. Solo allora capiamo che abbiamo bisogno del Suo aiuto e iniziamo a pregare, perché Dio ci aiuti a superare quei problemi che, da soli, non riusciamo a risolvere. Il rischio che corriamo, quindi, è quello di smettere di pregare, quando siamo esauditi da Dio. Quindi è solo e soltanto per il nostro stesso bene, che i problemi, in questa vita non mancheranno mai, per cui, quando anche saremo liberati da alcune croci, altre, compariranno all'orizzonte. In questo modo, il fuoco della preghiera, avrà modo di essere, continuamente alimentato, in noi e saremo sempre uniti a Dio, in questa terra e quando saremo chiamati da Lui sarà solo per ricevere il premio eterno.
394 - L'ANIMA E IL CORPO
Tutto ciò che accade è per volontà di Dio. Per cui se anche Dio non ci avesse mandato quella malattia, l’ha però permessa e non avendola impedita, l’ha comunque voluta. Dio è talmente potente che, se vuole, può perfino sospendere le leggi della natura che, tra l'altro, Lui stesso ha creato. Se, Dio, può guarire, se vuole, ciò che umanamente è incurabile, a maggior ragione può impedire, se vuole, ad una malattia di insorgere… E può darsi anche che qualche volta lo abbia fatto, magari a nostra insaputa, altre volte, però, ha lasciato che la malattia facesse il suo corso. Poi magari ce l’ha anche tolta, ricorrendo anche ad un miracolo, se la malattia era inguaribile, ma altre volte non l'ha fatto. E quella malattia, potrebbe averla permessa, o anche inviata, se solo avesse pensato che, per mezzo di quel dolore del corpo, avrebbe potuto guarire, l'anima e il corpo, per l'eternità.
395 - RINGRAZIAMO DIO
Tutti, all’inizio, prima della conversione, vorremmo peccare in pace, e, "alcolizzati" come siamo "di peccato", non vorremo separarci per nessun morivo al mondo da questa "bottiglia". E Dio, non ce la toglie con la violenza, perché rispetta la nostra volontà, ma interviene, per il nostro stesso bene, con la croce, per far sì che siamo, noi stessi, a “mollare la presa”. Si, magari anche a costo di farci venire un crampo, alla mano, di modo che, per il dolore, lancinante, siamo, noi stessi, a farla in mille pezzi, scaraventandola a terra. Allora ciò che, all'inizio, quella croce, che pensavamo fosse una disgrazia, scopriamo, invece, che era una grande grazia, ringraziamo Dio, così come ho fatto anche io, per avercela donata.
396 - ESULTO DI GIOIA
Dio ci ha creato per amore, amandoci prima che fossimo, prima che esistessimo e amandoci di questo amore, infinito, ci ha chiamato dal nulla alla vita. Dio si è spinto, per amore nostro, a farsi generare da una donna, Maria, per poter assumere un corpo come il nostro. Il Creatore si è "chinato" sulle vite delle sue creature, fino al punto da voler diventare uomo come noi, pur rimanendo Dio. Sconvolgente, esaltante, commovente e più di quanto potessimo mai sperare da Dio. Dio non solo ci ha donato la vita, ma, ha voluto anche assumere la nostra umanità, per poterci donare la Sua divinità. E quel nostro corpo, che Dio ha fatto suo, fragile e mortale, come il nostro, lo ha offerto, in sacrificio sulla croce, per rispondere alla nostra disobbedienza a Dio Padre, con la Sua obbedienza e poterci donarci la salvezza eterna. Ogni volta che rifletto su questi misteri, d’amore infinito, di Dio per noi, della Creazione, dell’Incarnazione e della Redenzione, mi commuovo, esulto di gioia.
397 - IL DONO DELLA CROCE
Se ci stiamo avvicinando, "bendati", con la "benda" del peccato, allegramente, verso il "burrone", quello dell'inferno, state pur certi, che Dio farà di tutto, per cercare di salvarci dalla nostra rovina eterna, anche a costo di "spezzarci le gambe" con la “croce di correzione”. Ricordate il paralitico del Vangelo? Fu la l'infermità fisica, insieme alla fede, a condurlo fino a Gesù. E Gesù, prima gli perdonò i suoi peccati, cioè lo guarì dalla sua "infermità spirituale", e dopo, lo guarì anche della sua "infermità fisica". Il peccato ci "paralizza", ci "impedisce" di seguire Cristo, perché ci "lega" al diavolo, con le "corde" del peccato. È la fede a condurre il paralitico a Gesù, ma è la sua infermità a condurlo alla fede. È importante comprendere, che, anche noi, senza la croce, non potremmo essere salvati da Gesù.
398 - I MIEI OCCHI TI VEDONO
Esistono le “croci di correzione”, riservate solo ai peccatori, ma esistono anche le “croci di santificazione”, riservate a coloro che già stanno percorrendo il cammino di santità, eppure entrambe sono concepite da Dio, per il nostro maggiore bene. L'unione con Lui, per quelli che erano separati da Lui e l'ottenimento di una unione, sempre più stretta e perfetta, con Lui, per quelli che sono già uniti a Lui. Giobbe, viene descritto dalla Sacra Scrittura, come "giusto", eppure, anche lui fu costretto a percorrere il doloroso "tunnel" della croce. Giobbe, anche se all'inizio la sua fede sembrò vacillare, perseverò nella speranza, superando dubbi e ribellioni perché, nonostante tutto, continuò a fidarsi di Dio. E non solo conservò la fede, che Dio stava provando, ma crebbe così tanto nella santità, che ebbe in dono da Dio, la visione di Dio: "Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono”. (Giobbe 42,5). "In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno prima di aver visto il regno di Dio". (Luca 4, 27).
399 - LA GUARIGIONE DEL CUORE
Cristo, è stato inviato dal Padre, qui sulla terra, proprio per salvarci dai nostri peccati ed è rimasto ancora con noi, sotto forma dello Spirito Santo, per continuare la Sua opera di salvezza, dal peccato, che avviene attraverso la "guarigione" del nostro "cuore". Solo quando permettiamo a Dio di abitare in noi, sperimentiamo che il Suo amore è l'unica vera fonte della gioia, profonda e ininterrotta. Ed è solo allora, grazie a questo amore, mai provato prima di allora, che "esplode" la conversione. La conversione, dall'amore per il peccato (che genera la morte), all'amore per il nostro Signore Gesù (che genera la vita eterna). E quando rinunciamo al peccato, lo facciamo con gioia, anziché con tristezza, perché preferiamo, "cento milioni di volte", rinunciare alle nostre passioni sbagliate, piuttosto che rinunciare a Dio.
400 - GLI ODIATORI SERIALI
Hanno abituato i cuori all’odio, per questioni sentimentali, di politica, di sport, di lavoro, di viabilità stradale e poi si scandalizziamo per le guerre, che si accendono e divampano dappertutto. Eppure, anche loro sono in guerra, anche le loro sono guerre. Questi individui anche quando non feriscono e non uccidono, con la pistola o con il coltello, feriscono o uccidono, con le parole, o anche solo col desiderio malato, quando desiderano e si augurano, la rovina delle persone odiate. Sono gli "odiatori seriali" e fra loro, purtroppo, ci sono anche molti cristiani, che si sentono a posto con la loro coscienza solo per il fatto che la domenica vanno a messa e magari recitano pure il santo rosario. Nel giorno del giudizio, questi “sedicenti cristiani”, ma in realtà, “finti cristiani”, se non si convertiranno, fino a che sono in tempo per farlo, riceveranno una condanna, ancora più dura, degli odiatori seriali, "non credenti". “Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”. (Luca 12, 47-48).
401 - LA PORTA STRETTA
Ci piace essere emancipati, per quanto riguarda il campo sessuale, per quanto riguarda l’aborto, per quanto riguarda l’eutanasia e per quanto riguarda il peccato in generale. Ci piace essere emancipati, cioè liberati da vincoli, che crediamo oppressivi, anche se, in realtà sono vincoli divini d'amore, e, senza che ce ne accorgiamo, ci siamo emancipati, cioè liberati, anche di Dio. Il mondo, a grande maggioranza, si è emancipato dalla volontà di Dio, perciò, chi si conforma alla mentalità del mondo, si ribella alla volontà di Dio. E, tutti insieme, quelli che vivono abitualmente in uno stato di peccato, senza considerarlo tale, forti del sentirsi maggioranza, "ridendo e scherzando", nemmeno si accorgono, avendo un piede ancora piantato sulla terra, che l'altro piede è a penzoloni nel baratro. "Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno". (Luca 13, 23-24).
402 - NON SE NE SONO ACCORTE
Noi, per mezzo dell’acqua, cioè del battesimo, che lava i nostri peccati, siamo stati “generati da Dio”, per via diretta e, vale a dire, senza l’intermediazione dei nostri genitori. “Rinasciamo in Cristo”, per volontà del Padre celeste, con la potenza dello Spirito Santo, per i meriti di Gesù, conquistati per noi sulla croce. Siamo “innestati” nel Corpo di Gesù, per "condividere" la Sua vita divina. Per non separarci dal Corpo di Gesù, dobbiamo lottare spiritualmente, per non cadere nel peccato, quando siamo tentati dal maligno, con l’aiuto, potentissimo della grazia, per mantenere santo il nostro corpo santo, altrimenti lo Spirito, che è Santo, si separa da noi. Una volta avvenuta questa separazione, possiamo, però, ritornare ad essere nuovamente uniti a Lui, rinascendo nuovamente, dall’acqua e dallo Spirito, ma questa volta con altro sacramento, quello della penitenza. “A quanti però l'hanno accolto (Gesù), ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. (Giovanni 1,12-13) “Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. Non ti meravigliare se t'ho detto: dovete rinascere dall'alto”. (Giovanni 3,5-7). Quante persone hanno ricevuto il dono, da Dio, di “rinascere dall’alto”, eppure, non se ne sono nemmeno accorte…? Quante persone "non sanno", o "non hanno capito", che, dal momento del loro battesimo, non appartengono più a se stesse, al mondo, alle altre creature, ma solo a Dio…?
403 - LA VOLONTA’ DEL DIAVOLO
Non servirebbe a niente “dire di credere” o “credere di credere”, se poi scegliendo di vivere una “vita di peccato”, facessimo la "volontà del diavolo", al posto della "volontà di Dio". Infatti, volontà di Dio è quella della nostra salvezza eterna (del corpo e dell’anima), mentre la volontà del diavolo è quella della nostra rovina eterna (del corpo e dell’anima). Per prima si salva, o si danna, la nostra anima, che essendo immortale, quando si separa dal nostro corpo, sale in Paradiso o scende all’inferno. Poi, per secondo, si salverà o si dannerà, anche il corpo, quando risorgerà, per ricongiungersi con l’anima, in Paradiso se l’anima è salva, o all’inferno se l’anima è dannata.
404 - CREDENTI OPPURE ATTORI
“L'umiltà”, è il “fondamento” della vita in comunione con Dio, perché è la “molla spirituale” che fa “scattare” la “santità.” L'umiltà, che è la consapevolezza dei nostri molti limiti, ci diffidare di noi stessi e confidare nell'aiuto soprannaturale di Dio. La consapevolezza dell'essere peccatori non è, però, un “alibi” per continuare a peccare, ma la constatazione della nostra impossibilità a fare il bene, senza l’aiuto di Dio, che ci spinge a "desiderare" e a "chiedere", con la preghiera, "l’aiuto di Dio", per essere "fedeli a Dio", insistentemente, giorno e notte…! Santità, che sembra un parolone, in fin dei conti è, molto semplicemente il "desiderio di fedeltà", per quel Dio che dobbiamo amare, con la vita e non solo con le parole. Il desiderio di fedeltà, che nasce dal più profondo del cuore, diventa “santo odio per il peccato” e si traduce concretamente in lotta accanita contro le tentazioni, è la preghiera più grande che possiamo elevare a Dio. Senza questa preghiera, che è preghiera, "viva", "vera" e "pulsante", perché dimostra concretamente il nostro amore per Gesù, ogni altra preghiera si ridurrebbe a pura "recitazione", fatta da "attori", anziché da "credenti".
405 - LA FALSA SANTITA'
Il pregare, se non è un pregare nell'umiltà, è un pregare vano e la santità, senza umiltà, è "falsa santità". Potremmo anche riuscire ad essere perfetti in ogni virtù e pregare notte e giorno, ma senza la piccolezza, commetteremmo il peccato dell'orgoglio e della superbia. Sia l'orgoglio, che la superbia sono peccati, l'unica differenza tra essi, è che la superbia è il massimo grado dell'orgoglio. “E tutti rivestitevi di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili… Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli v'innalzi al tempo opportuno”. (1Pietro 5,5- 6). “Ti ringrazio, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai grandi e ai sapienti e le hai fatte conoscere ai piccoli”. (Matteo 11, 25).
406 - "UNA MANO SULLA TESTA"
La “via della santità”, va desiderata, perché coincide con la “via dell’unità con Dio”, perché la comunione d’amore con Dio, si ottiene per mezzo della fedeltà alla Sua volontà. La santità, cioè la fedeltà a Dio, va “desiderata”, “cercata” e “chiesta” a Dio, con la sicurezza di ottenerla. E, una volta ottenuta, quando si scatenano le tempeste della tentazione, bisogna anche difenderla, chiedendo a Dio la forza soprannaturale per non cadere. Un giorno, San Leopoldo Mandić, per rassicurare un suo penitente, che aveva appena confessato, per infondergli fiducia nell’amore infinito di Dio, che si manifesta col perdono, quando siamo pentiti dei nostri peccati, ma anche con il preservarci dai peccati, quando desideriamo essergli fedeli, gli disse queste parole: “Non abbia paura… vede, anch’io sono un peccatore come lei. Se Dio non mi tenesse una mano sulla testa, farei come lei e anche peggio di lei…”.
407 - LE DUE LUSSURIE
Il peccato della lussuria, è gravissimo, agli occhi di Dio, perché sporca la carne e di conseguenza anche lo spirito. Il peccato della superbia, che è la “lussuria dello spirito”, è ancora più grave ancora, perché infanga, direttamente, lo spirito. Quello spirito, che è la parte più profonda e inaccessibile della nostra anima, è il tabernacolo dove deve poter dimorare lo Spirito Santo. E laddove il demonio non riesce, ad "artigliare" le sue prede con la lussuria della carne perché sono in cammino di santità, a volte, ci riesce ad artigliarle, per mezzo della superbia, che è appunto la lussuria dello spirito.
408 - LA ROVINA DEL DIAVOLO
Volete sapere qual è la rovina più grande del diavolo? La misericordia di Dio. Cristo ha offerto la Sua stessa vita, per ottenerci il perdono dei peccati e ridurre all’impotenza il demonio che, attraverso quei peccati, aveva assunto il dominio su di noi. Dio, questi nostri peccati, passati presenti e futuri, li ha scontati, al posto nostro. Gesù ci ha ottenuto il perdono dei peccati e ce lo continua, sempre, ad ottenere, se quando cadiamo, pentiti e addolorati, chiediamo perdono, prima da Lui, poi, anche ad un sacerdote, per la confessione sacramentale. E se, prima di morire, avessimo avuto il solo il tempo di chiedere perdono a Dio, ma non anche il tempo di ricorrerete ad un sacerdote, saremmo comunque salvi, perché Dio legge le intenzioni del nostro cuore.
409 - UN PERIODO DI PROVA
Avete presente il “periodo di prova”, che avete dovuto superare quando siete stati assunti, prima di essere confermati, dal vostro datore di lavoro? Ugualmente, questa vita terrena, è il periodo in cui Dio ci "mette alla prova" ed essendo questa prova, una "prova di obbedienza", si supera, soltanto, dicendo "si" alla volontà di Dio. I nostri progenitori, "disobbedendo" a Dio, commisero il primo peccato e furono cacciati, dal primo Paradiso, quello terrestre. Ancora oggi, nel terzo millennio, il significato del "peccato" non è cambiato: è la "disobbedienza" a Dio. E non è cambiata nemmeno la conseguenza legata al peccato: la "perdita" del Paradiso. Non ci è dato sapere quanto durerà questo “periodo di prova”, ma a differenza dei nostri progenitori, se sbagliamo, ma poi ci pentiamo, abbiamo la possibilità di essere perdonati da Dio ed essere "nuovamente", “messi alla prova”. Non dobbiamo, però, scherzare con il peccato, perché il peccato crea dipendenza, quindi più pecchiamo e più ci risulterà difficile distaccarci dal peccato e senza distacco dal peccato, non c'è nemmeno il pentimento del peccato. Inoltre, poiché la morte non avverte prima di arrivare, rischiamo, di superare il tempo massimo che ci è concesso per chiedere perdono a Dio.
410 - LE AREE OFF LIMITS
La nostra mente, il nostro cuore, sono aree che devono, assolutamente, rimanere “off limits” per il diavolo. Ma, se entriamo in dialogo con la tentazione, cioè col diavolo, essendo il diavolo, abilissimo e impareggiabile illusionista ed ipnotizzatore, riuscirà ad avere accesso alla nostra prima stanza quella della mente, poi grazie ad essa, avrà accesso anche alla seconda nostra stanza, quella del cuore. Il condizionamento della mente e del cuore, a questo punto, è talmente forte, che pur non avendo il diavolo accesso alla terza nostra stanza, la stanza della nostra volontà, che è la “stanza dei bottoni”, ci sarà molto difficile non resistere alla tentazione di essere proprio noi a “spingere” il “bottone” del “peccato”.
411 - IL CONTRORDINE DEL CUORE
Anche se siamo stati imprudenti, perché abbiamo dialogato con la tentazione, permettendo al nemico di entrare in casa nostra, avendogli lasciato l'accesso alla nostra mente e poi anche nel cuore, c'è ancora spazio per la battaglia e c'è ancora la possibilità della vittoria. Infatti, anche se siamo stati fortemente combattuti tra il peccare e il non peccare e stavamo per quasi per decidere di peccare, alla fine abbiamo siamo ancora in tempo per lanciare un "contrordine" al nostro cuore… Questo contrordine, dal nostro cuore passerà alla nostra volontà. La nostra volontà diventerà, unicamente, la volontà di fare la volontà di Dio e per questo saremo vittoriosi, pur avendo rischiato, pur essendocela vista brutta… Per il futuro, però, saremo più furbi, uccideremo la tentazione, sul nascere.
412 - I PENSIERI DEL DIAVOLO
"E satana entrò in lui". (Giovanni 13, 27). Il diavolo ci suggerisce, continuamente, "pensieri", “contrari alla volontà di Dio”. Ci fa "ronzare" nella mente, questi pensieri, “cattivi”, “sporchi”, “sbagliati”, che è vera e propria “immondizia mentale”, con lo scopo di farci sentire “colpevoli”, solo per averli pensati E, invece, questi pensieri non sono nostri, ma sono suoi. Cadremmo nel peccato, solo e soltanto se, facessimo nostri, questi suoi pensieri. Peccheremmo solo se dicessimo "si" a queste tentazioni che il diavolo ci propone, in maniera mascherata, come pensieri nostri. Evitiamo di sentirci "sporchi", per pensieri che ci suggerisce il “tentatore”. Al tempo stesso, però, poiché questi pensieri sono "pericolosi", come “virus letali”, sbrighiamoci a "cacciarli via" dalla nostra mente, prima che la "contagino" e poi dalla mente passino al cuore.
413 - A CALCI NEL FONDOSCHIENA
“C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, 18 che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti”. (Luca 6 17-18). Ogni uomo al mondo è tentato dal diavolo, è stato tentato perfino Gesù, però è molto meglio essere tentati da “spiriti immondi”, cioè dai demoni. La parola di Dio usa anche la parola ”tormentati", parola che ben sottolinea il fastidio enorme e anche la sofferenza che ci arrecano le tentazioni. Proprio, per questo quando le vinciamo, con l'aiuto della grazia di Dio, non solo non compiamo il male, ma compiamo il bene, cioè accumuliamo infiniti meriti difronte a Dio, che ci ricompenserà già in questa vita e ancor di più in Paradiso. Il segreto quindi è rispondere a questi veri e propri attacchi del nemico, facendoli fallire. Perché risulta chiaro che è meglio essere tormentati dal demonio, che sta fuori di noi, che dal demonio che è entrato in noi. Voi siete protetti dalle mura del castello di Dio, fuori c'è il demonio che vi assedia, non aprire il portone è molto meglio. D'altronde il diavolo tenta di farvi credere che se acconsentite alle tentazioni, le tentazioni cesseranno. Niente di più falso, diventerete proprietà del diavolo e le tentazioni saranno più scatenate di prima. Se, però, abbiamo commesso l'impudenza e la pazzia di far entrare nella fortezza della nostra anima il nostro nemico mortale, possiamo ancora, “chiamare la cavalleria” e venire salvati. Infatti se siamo pentiti di aver fatto la grandissima cavolata di cadere nel peccato, Dio ci garantisce la “guarigione dell'anima”, cioè la salvezza, mediante il perdono. Gesù, dopo aver scacciato il diavolo, a calci nel fondoschiena, si riprende la tua anima, l'abbraccia e torna ad abitare in lei e a proteggerla e ad esaudirla. Gesù, l'onnipotente, non ha certo bisogno di prendere a calci il diavolo, basta che si avvicini a noi e lui, tremante e con la coda tra le gambe, fugge, come impazzito dal terrore.
414 - SPEZZARE LE FRECCE
Per fare "muro" contro le tentazioni, che il diavolo lancia contro la vostra mente, come "frecce", "velenose" e "infuocate", immaginatevi, dopo averle afferrate con le vostre mani di “spezzarle in due”, rompendole, con disprezzo, sopra le vostre ginocchia. Visualizzale bene nella vostra mente, questa azione, violenta, di distruzione delle tentazioni del maligno. Spezzate queste frecce, tre volte, a simbolizzare che le distruggete nel nome del Padre, nel nome del Figlio e nel nome dello Spirito Santo di farlo e poi spezzatele anche una quarta volta, mentre pronunciate il vostro amen, alla santa volontà di Dio. Spezzatele con la rabbia che nasce dal santo odio del peccato. Spezzatele con la forza soprannaturale che vi dona la divina grazia, mentre soddisfatti, ascolterete, il suono dei quattro “crack”... uno dopo l'altro. Spezzatele queste frecce malefiche e maledette, per amore della Trinità tutta, per non separavi un solo attimo dal Padre dal Figlio, che per mezzo dello Spirito Santo, abitano in voi. Distruggetele anche per amore vostro, perché avete a cuore la salvezza della vostra anima. Annientatele anche per per amore delle anime che avete messo “sotto le ali” della vostra protezione, per mezzo della carità, che si fa intercessione. Il carburante dell'intercessione, infatti è la fedeltà alla volontà di Dio, altrimenti, intercessione, è solo una parola… vuota. Spezzatele con impeto, rabbia e soprattutto, alla “velocità della luce”, perché se esitate a farlo, potreste cambiare idea, potreste non farlo più. La velocità, nel respingere le tentazioni è determinante per la vittoria. Se fate questo, non solo non cadrete nel peccato, ma farete anche molto di più… Rinnoverete non solo con le parole, ma anche con la vostra vita, le vostre promesse battesimali e sarete infinitamente cari a Dio e la potenza della vostra preghiera, quando eleverete le vostre mani al Cielo, sarà impressionate. "Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto". (Giovanni 15,7-8).
415 - IL TRUCCO SPIRITUALE
Vi confesso, che questo trucco spirituale, che anni fa, mi ha suggerito lo Spirito Santo, mi ha reso molto più forte di prima. Voi direte, ma è possibile che, un sistema così semplice e facile, sia sufficiente per fare uno “scudo impenetrabile” contro le tentazioni? Vi sembra poco diventare i “demolitori”, “i rulli compressori” i “caterpillar” della tentazioni? Dio nel vedere tanto impegno, energia e furia, nel distruggere le tentazioni, è felice come una Pasqua. E, seppur ti da l'illusione che il demolitore sia tu, in realtà, il Demolitore è Lui, ma demolisce, solo se il tuo cuore, la tua mente e la tua volontà, vogliono rinunciare, davvero, a tutti i costi, costi quel che costi, alla tentazione, per amore Suo e delle anime.
416 - DIO AMA, SATANA ODIA
Dio ci desidera, e ci vuole, salvi per l’eternità, cioè vivi (e felici) per l’eternità, perché non solo ci ama, ma ci ama come figli e lo siamo diventati, realmente, figli di Dio, nel Suo Figlio Gesù, che prendendo un corpo come il nostro, si è fatto nostro Fratello. Il demonio, al contrario, ci desidera, e ci vuole, morti (e infelici) per l’eternità, proprio perché siamo figli di Dio, visto che odia Dio, ma non può nulla contro di Lui. Il demonio, però, può rovinarci, solo se ci separiamo da Dio, per mezzo del peccato, perché chi si separa da Dio si ritrova, all'improvviso, “indifeso” contro la potenza e la ferocia del demonio. Ecco perché, per catturarci, il diavolo usa, come “un’esca”, il peccato. Come tutte le esche, naturalmente si presenta all’esterno come desiderabile, agli occhi, alla mente e al cuore, ma nasconde al suo interno, l’inganno mortale, di una “lama” affilata e velenosa.
417 - PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
E se la morte ci troverà in uno stato di peccato, cioè di separazione da Dio, senza che abbiamo avuto, prima, il tempo di chiedere perdono a Dio, o non avendo voluto chiederlo, il diavolo ci rapirà per l’eternità, rinchiudendoci in quel carcere dove l’ergastolo non è soltanto vita, ma l'ergastolo è per l’eternità. Dio, in quel caso, non potrà più fare niente per liberarci e salvarci, perché quando l’anima si separa dal corpo, perché il corpo muore, il tempo per chiedere perdono a Dio è ormai scaduto. Cercate di non peccare, anche perché la “morte” è come un “ladro” che non avverte prima di arrivare, ma se peccate, "sbrigatevi" a chiedere perdono a Dio, prima che sia troppo tardi per farlo… E dopo aver chiesto perdono a Dio, direttamente a Dio, è anche necessaria la confessione e assoluzione sacramentale. Chi rifiuta di accedere anche al sacramento della penitenza, non può essere salvato, ma chi, avendo già chiesto il perdono a Dio, morisse, per morte improvvisa, prima di riuscire a confessarsi, sarebbe certamente salvo.
418 - L'ODIO DEL DIAVOLO
Pochi tempo fa, una donna seduta nell’ultimo banco della chiesa, ha incominciato ad urlare, all'improvviso, come una pazza, con rabbia cieca ed esplosiva: “la voglio morta…!” Queste urla, che uscivano dalla sua bocca e che facevano "accapponare la pelle" era il diavolo stesso a gridarle. Mentre urlava, si contorceva tutta e il suo viso era sfigurato, tanto era il moto, inarrestabile, dell'odio che usciva da lei. Erano in più persone che tentavano di bloccarla e calmarla, eppure non ci riuscivano, perché continuava a dimenarsi e ad urlare quelle stesse “frasi al vetriolo”. E, il diavolo, per permissione di Dio, in questo modo, manifestava a tutti i presenti, la sua temibile ferocia e non solo contro una creatura, quella odiata dalla donna, ma anche contro tutta l’umanità. Il diavolo ci odia fino al punto da volerci tutti morti, infatti, ci "odia a morte". Vuole la nostra morte già qui in questa terra, ma, per una crudeltà ancora più grande, vuole, soprattutto, la nostra morte eterna. Si, i morti provocati dalle guerre, fra stati, o da organizzazioni mafiose, o terroristiche, dall’odio tra individui, al demonio non gli bastano. Il diavolo sa benissimo che la morte del nostro corpo è solo temporanea, perché ad essa seguirà la resurrezione, quindi vuole la morte eterna dell'anima, che trascinerebbe all'inferno, anche il corpo. "E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna". (Matteo 10,28). Noi però, non dobbiamo avere paura di satana, che è un "leone incatenato" e che può essere "slegato", solo se pecchiamo. L'unica paura che dobbiamo avere, è quella del peccato. Se, però cadiamo e ci pentiamo, non dobbiamo avere paura nemmeno del peccato, perché Gesù, ci “libera” dagli “artigli” del diavolo, “cura” le nostre “ferite” e come farebbe un pastore con il suo agnellino indifeso, ci “carica” sulle sue “spalle” e ci porta via, al sicuro.
419 - IL VOMITO DEL DIAVOLO
Il diavolo ci “vomita contro”, quotidianamente, giorno e notte, senza sosta, tentazioni di ogni tipo, prima della conversione, dopo la conversione e anche se stiamo compiendo tantissimi progressi nel cammino di santità. D’altronde, se il diavolo ha tentato perfino Gesù, che è la fonte stessa della santità, pensate forse che il diavolo si vergogni a tentate anche le anime sante? Certamente no. Anzi moltiplicherà i suoi sforzi contro di esse, perché, i non convertiti, il diavolo li considera già suoi, quelli convertiti da poco incominciano a preoccuparlo, ma sono coloro che hanno dimostrato di perseverare nella santità e che quindi attirano altre anime a Dio, che lo terrorizzano. Coloro che hanno permesso a Gesù di purificare il loro cuore, sono diventati veri profeti e testimoni di Cristo e per contagio spirituale, le inducono le altre anime alla conversione e alla santità. Il demonio non può nulla contro di loro, perché sono diventati una sola cosa con Gesù, per questo moltiplica i suoi sforzi per farli cadere. Per questo quando preghiamo ed intercediamo per le anime, dobbiamo avere a cuore non solo le anime lontane, ma anche per quelle vicine. Dobbiamo intercedere anche per coloro che sono “un cuor solo con Dio”, affinché rimangano tali ed in tal modo preghino, con la loro preghiera potentissima, anche per noi.
420 - NON SCANDALIZZATEVI
Satana cerca di "imbrogliarvi", suggerendovi pensieri contrari alla volontà di Dio e facendoli passare per vostri. Per questo, non scandalizzatevi di voi stessi e non sentitevi “sporchi”, se, a volte, pensieri, "inconfessabili", attraversano la vostra mente. Infatti se li respingete, perché odiate il peccato, per amore di Dio, siete cari a Dio. Non scandalizzatevi nemmeno di quelli che vivono abitualmente in uno stato di peccato, senza considerarlo tale, ma amateli, amateli come li ama Dio e amandoli, pregate per la loro conversione.
391 - L'AUTOSABOTAGGIO
392 - LA CROCE SCOMPARIRA'
393 - È NECESSARIO PREGARE?
394 - L'ANIMA E IL CORPO
395 - RINGRAZIAMO DIO
396 - ESULTO DI GIOIA
397 - IL DONO DELLA CROCE
398 - I MIEI OCCHI TI VEDONO
399 - LA GUARIGIONE DEL CUORE
400 - GLI ODIATORI SERIALI
401 - LA PORTA STRETTA
402 - NON SE NE SONO ACCORTE
403 - LA VOLONTA' DEL DIAVOLO
404 - CREDENTI OPPURE ATTORI
405 - LA FALSA SANTITA'
406 - "UNA MANO SULLA TESTA"
407 - LE DUE LUSSURIE
408 - LA ROVINA DEL DIAVOLO
409 - UN PERIODO DI PROVA
410 - LE AREE OFF LIMITS
411 - IL CONTRORDINE DEL CUORE
412 - I PENSIERI DEL DIAVOLO
413 - A CALCI NEL FONDOSCHIENA
414 - SPEZZARE LE FRECCE
415 - IL TRUCCO SPIRITUALE
416 - DIO AMA SATANA ODIA
417 - PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
418 - L'ODIO DEL DIAVOLO
419 - IL VOMITO DEL DIAVOLO
420 - NON SCANDALIZZATEVI
Testi e immagini © di Luigi Tosti