La fotografia
del Paradiso

451 - ALIANTI DI DIO
Sperimentate "l’abbandono" nelle mani del Padre. Lasciatevi "cullare" dalle "correnti ascensionali" dello Spirito Santo. “Tuffatevi”, spensieratamente nei Cieli della grazia, Provate “l'ebrezza” di diventare "alianti di Dio”. E “siate certi” del fatto che, “nel volar non siete soli”, perché il Padre vi “osserva” dall’alto, lo Spirito Santo vi “sostiene” e nella cabina di pilotaggio, c’è Gesù. Io, un giorno l’ho sperimentato, e da quel giorno, non ho più smesso di volare… "Cosa mi accadrà oggi, non lo so, ma so solo che nulla mi accadrà, che non sia stato già previsto dalla Tua infinita bontà e disposto per il mio maggior bene da tutta l’eternità". (Beato Giacomo Alberione)
452- LA GOCCIA E L'OCEANO
Quando offriamo le nostre miserie a Gesù, Lui, in cambio ci offre, i Suoi meriti infiniti, quelli conquistati, per noi, sulla croce. E, anche quando non pecchiamo, riconosciamo, con l’umiltà, che la nostra natura è talmente malata, che senza l’aiuto soprannaturale della grazia, potremmo commettere qualsiasi tipo di peccato. D’altronde, se non pecchiamo, è per la "grazia preveniente", che Dio dona, con larghezza, a quelle anime, umili, che pregano, facendo del desiderio d’essere fedeli, la loro “prima preghiera”. Queste anime, "innamorate di Dio" e "mendicanti della Sua grazia", non si insuperbiscono, quando riescono a compiere la Sua volontà, non si sentono, migliori delle altre. Non guardano dall’alto in basso, le anime indurite nel peccato, ma amandole, offrono, con tutto il cuore, la loro fedeltà, per la loro salvezza. E, ogni volta che, come una "goccia", si immergono, "nell’oceano" dell’amore infinito di Dio, diventano, per bontà di Dio, oceano essi stessi.
453 - NAPOLEONE CONTRO GESU’
“Napoleone contro Gesù, chi vince?” Naturalmente Gesù, perché oltre ad essere "vero uomo" è anche "vero Dio". Però, Gesù, in realtà, non è mai “contro di noi”, Gesù “è per noi”, Gesù “è uno di noi”, tanto è vero che si è fatto uomo, per amore nostro, un amore infinito, che lo ha spinto fino al punto di "sacrificare" la Sua vita per noi. Gesù, quando permette le sconfitte nella nostra vita, lo fa solo per il nostro bene, lo fa solo per farci capire che la vera vittoria è quella della salvezza eterna, l'unica vittoria che non ci verrà mai più tolta, l'unica vittoria che rimarrà per sempre. Napoleone, preso da delirio di onnipotenza, dopo aver coltivato l’illusione di avere il mondo in pugno e di aver vinto la chiesa, fu sconfitto, umiliato, arrestato, confinato e i suoi sogni di gloria “azzerati…” Eppure da una sconfitta devastante, nacque, una vittoria più grande, quella della sua conversione… “C’è un Essere Infinito… in confronto al quale anch’io Napoleone, con tutto il mio genio, sono niente. I popoli passano, i troni crollano ma la Chiesa resta” ed anche “Il mio esercito ha già dimenticato me, mentre sono ancora in vita”. (Napoleone Bonaparte, dopo la sua conversione).
454 - VINCERE LA SOFFERENZA
Coloro che scelgono di obbedire a Cristo, anziché peccare, hanno già vinto la sofferenza in questa terra, perché traggono dalla sofferenza i "frutti della redenzione" che Cristo ha donato loro. Sono protetti da Dio che dà loro la pace e la gioia di vivere, già in questa terra, anche se sono sotto la croce e rimangono in attesa della cancellazione definitiva della sofferenza e della morte, quando in Cielo, potranno godere, insieme della visione di Dio, di Maria, di tutti santi, nella felicità infinita e assoluta dell'amore trionfante. Se uniremo la nostra croce a quella di Cristo, potremo sconfiggere la sofferenza, per mezzo della sofferenza, perché otterremo in dono di abitare in Paradiso, il posto dove la croce non esiste. Se uniremo la nostra croce a quella di Cristo, sconfiggeremo anche la morte, perché quando morremo, sarà la morte a morire, visto che, in Paradiso, l'anima sarà subito salva, e il corpo risorgerà per ricongiungersi a lei.
455 - I FRUTTI DELLA CROCE
La nostra partecipazione, alla croce di Cristo, ci varrà non solo la salvezza nostra, ma anche la salvezza di moltissimi altri nostri fratelli. Infatti, tutti noi, facciamo parte, del Corpo di Cristo, e quindi, come i nostri fratelli beneficiano della nostra sofferenza, allo stesso modo, noi, beneficiamo delle loro croci, perché nel sapiente disegno divino, non ci si salva da soli, ma insieme. L'amore, d'altronde è una somma di tante unità, che danno vita ad un'unità nuova, quella del Corpo di Cristo di cui Lui è il Capo. Il Corpo di Cristo, che è la chiesa di Cristo e quindi, quando guardiamo alla chiesa, non dobbiamo guardare ad altri, ma a noi stessi in comunione d'amore con gli altri, perché gli altri, non sono più altri, ma nostri fratelli in Cristo Gesù. “Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo Corpo che è la Chiesa”. (Colossesi 1,24).
456 - TU, PRINCIPE EREDITARIO
"A quanti l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio" (Giovanni 1,12). “Quindi non sei più schiavo, ma figlio; e se figlio, sei anche erede per volontà di Dio”. (Galati 4, 7). E ora che, per bontà di Dio, siamo diventati "figli del Re dei Re", quindi "Principi ereditari" (della vita eterna), se prima "rovistavamo" nel “cassonetto del peccato”, ora, invece, combattiamo, con il Suo aiuto, per rimanere fedeli. Siamo passati dalla "puzza del peccato" di quando ci comportavamo da "barboni", al "profumo della santità", che si addice ai "principi". E, se, per fragilità, dovessimo ancora cadere, ma siamo pentiti dei nostri errori, il nostro Padre Celeste, ci ci rialzerebbe, nuovamente, "per amore" e "con amore", dall'immondizia del peccato e ci restituirebbe la "figliolanza principesca" e con essa, il "diritto" ad "ereditare", un giorno, il "Regno dei Cieli". "Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell'alto e si china a guardare nei cieli e sulla terra? Solleva l'indigente dalla polvere, dall'immondizia rialza il povero, per farlo sedere tra i principi, tra i principi del suo popolo”. (Salmo 113,5-8).
457 - IL MISTERO DELLA PASQUA
Cos’è quel "mistero divino" che prende il nome di “mistero Pasquale”? È il mistero della vita stessa, della nostra vita, che, ha un inizio, con la nascita, qui sulla terra e che non finisce. E, per i salvati, la "morte alla terra" è "nascita al Cielo", l'inizio di una nuova vita, beata, che non finirà mai più…! Quando assistete ad un "bozzolo" che comincia a "schiudersi" e da esso fuoriesce una bellissima "farfalla" che si libra in cielo, voi non dite "è morto un bruco", ma "è nata una farfalla", tra l'altro bellissima. Mentre, prima il bruco, rispetto alla farfalla, diciamo la verità, era un mostriciattolo… La farfalla che nasce, a differenza del bruco, ha cambiato radicalmente vita: è "libera" e "felice di volare", mentre prima era, come semplice bruco, costretta a "strisciare sulla terra". Il bruco "non è morto", "è rinato", è rinato farfalla. l'ex bruco è nato ad una vita, infinitamente migliore di quella di prima, nemmeno lontanamente paragonabile a quella precedente.
458 - VUOL DIRE PASSARE OLTRE
Il termine “Pasqua” vuol dire “passare oltre” per questo, il "mistero della Pasqua", è il passaggio dal “mondo che passa”, al “mondo che non passerà mai più”. Il "mistero della Pasqua", è il passaggio dalla “vita temporanea” alla “vita eterna”, dalla “croce”, alla “gloria”, dalla “morte”, alla “vita eterna”, dalla “terra”, al “Paradiso”. E, come la Pasqua, per gli Ebrei, fu la “liberazione dal Faraone” che li teneva schiavi in Egitto, per noi, la Pasqua, sarà la “liberazione da satana”, che ci rendeva schiavi per mezzo del peccato. Infatti, in Paradiso, saremo finalmente resi da Dio “impeccabili”, cioè “santi per sempre”.
459 - IL LIETO FINE GARANTITO
Il mistero della Pasqua è il mistero della vita, con il "lieto fine", "garantito", per i salvati. La vita, per coloro che ignorano la salvezza offerta a tutti, da Cristo è nascere, crescere, soffrire e poi morire. Se fosse così, sarebbe una fregatura, o detto con parole più eleganti un'illusione amara. Se fosse così, Dio non sarebbe il nostro Dio, Padre celeste, ma sarebbe un dio qualunque, malvagio e crudele, invece il nostro Dio, ci ha amato fino al punto da offrire la vita del Suo Figlio unigenito sulla croce, per poterci donare la vita eterna. Per coloro che credono in in Cristo, Redentore e Salvatore, la vita è un "ponte divino", posto "tra terra e Cielo", che ci condurrà, nel nostro pellegrinaggio terreno, dalla croce alla vita ideale che abbiamo sempre desiderato. E sarà, finalmente, l'avverarsi della favola del "E vissero per sempre felici (innamorati) e contenti".
460 - INVISIBILE E INVINCIBILE
Non è del tutto vero, che per possedere una guardia del corpo occorre essere ricchi e importanti, ma è sufficiente essere figli di Dio. “Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo". (Geremia 1,5). Noi siamo “importanti per il nostro Padre celeste, siamo il Suo “bene più prezioso” e per proteggerci, ci dona l’angelo custode. “Così dice il Signore: “Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato”. (Esodo 23,20). Il nostro angelo custode è la nostra “guardia” del corpo”, che "non si distrae" e "non si addormenta", che "non è corruttibile". Il nostro angelo custode è la nostra “guardia dell’anima”, perché ha il potere di difenderci anche dal diavolo. Il nostro angelo custode è una “sentinella” invisibile e invincibile, perché Dio gli ha dato un potere superiore a quello che hanno i demoni. Nei piani di Dio, che ci ama infinitamente, la nostra esistenza è stata “progettata” come un “cammino” il cui “traguardo finale”, è il “Paradiso”. Il primo compito del nostro angelo custode, durante questo cammino, pieno di ostacoli, trappole ben mimetizzate e pericoli mortali, è quello di proteggerci, per farci arrivare “sani e salvi", fino alla meta finale, che è l’incontro con Dio, nella felicità infinita e nella vita eterna. Se ti ribelli all’angelo di Dio, offendendo lui, offendi anche Dio, che te lo ha inviato per la tua stessa salvezza. “Abbi rispetto della sua presenza, da’ ascolto alla sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui”. (Esodo 23,21). Se non metterai i “bastoni fra le ruote” all’angelo, se non gli “remerai contro” ed in una sola parola, se ti farai amico Dio, facendo la Sua volontà, mentre l’angelo camminerà, soddisfatto, davanti a te per "aprirti la strada", Dio sarà il "nemico dei tuoi nemici", diavoli o uomini che siano, “Se tu dai ascolto alla sua voce e fai quanto ti dirò, Io sarò il nemico dei tuoi nemici e l’avversario dei tuoi avversari. Il mio angelo camminerà alla tua testa”. (Esodo 23,22).
461 - NIENTE PIU' NEMICI
Se, già, in questa vita, l'Amore di Dio, è riversato nel cuore di coloro che accettano, con gioia di essere abitati da Lui, figuriamoci l'oceano, infinito, fatto non di acqua, ma di amore e di felicità, con cui sarà inondato in Paradiso… Saremo tutti "immersi nell'Amore", "nuoteremo nell'amore", ci "tufferemo nell'amore". Va con sé, che in Paradiso, non ci sarà posto per l'odio. E quelli che ci odiavano, in questa terra, allora che fine faranno? In Paradiso non ci saranno più nemici, perché tutti quelli, che fino alla fine, ci hanno odiato, saranno per sempre separati da noi e rinchiusi, in quel "penitenziario", che si chiama inferno e nel quale, una volta entrati, non si esce mai più. D'altronde, avrebbero potuto pentirsi e ricorrere al perdono di Dio Padre, ma non lo hanno fatto, perché non intendevano convertirsi. Hanno fatto "scadere", il tempo della "salvezza", che a tutti i peccatori è concesso e, per loro, è iniziato, il tempo della "condanna".
462 - NON E' UN OPTIONAL
Condividere la croce di Cristo, "non è un optional", perché tutti, credenti o atei, cristiani o credenti in altre religioni, sono sottoposti, anche contro il loro volere, alla croce, come conseguenza del peccato. Se, però, offriremo la nostra croce a Cristo, per amore Suo e per la salvezza delle anime, trasformeremo la "maledizione" della croce in "benedizione". Dio ci alleggerirà il carico delle croci, dandoci, non solo la forza di sopportarle, ma anche facendocele dimenticare, quando ci inonderà della Sua gioia. E, spesso, quando meno ce lo aspettiamo, ce le toglierà anche. E, anche, se, per il nostro stesso bene, altre di croci arriveranno, perché senza la croce è impossibile la nostra santificazione e senza la nostra santificazione è impossibile la nostra salvezza.
463 - LO SCALATORE E LA PREGHIERA
La conversione non è un qualcosa di statico, che una volta avuta, ce l’avrai per sempre. Se credi di poter vivere di "rendita", per il tuo passato di santità, hai fatto male i tuoi calcoli… La vetta noi la raggiungeremo solo in Cielo e non prima, nemmeno cinque minuti prima… Pensate, d’altronde, ad uno scalatore che sta scalando l’Everest, bravo, bello e forte, con i "muscoli della grazia", supera mille ostacoli e procede sempre più in alto nella scalata. Già immagina la vittoria, ma deve avere anche la consapevolezza che, fino a che non raggiunge la vetta e non "pianta la bandierina", non può ancora "cantare vittoria". E se dimenticasse le più elementari norme di sicurezza e allentasse la presa, la caduta sarebbe inevitabile. Solo in Cielo saremo confermati in grazia, cioè saremo impeccabili, fino a che siamo in questa terra, abbiamo bisogno della preghiera, per ottenere la salvezza. Se pregavamo è fondamentale che continuiamo a pregare e se non pregavamo è necessario incominciare a farlo. Con la preghiera dobbiamo chiedere a Dio, prima di tutto, prima di ogni altra cosa, il "desiderio" e la "capacità" di compiere la Sua volontà, perché il primo scopo della preghiera è quello di "salvarci la vita", quella eterna, poi tutte le altre richieste, vengono dopo. Chi non ha capito questo, non ha capito nulla della preghiera, non ha capito nulla di Dio, non ha capito nulla della salvezza e rischia grosso, per quanto riguarda il suo futuro. "Così dice il Signore: «Voi dite: "Non è retto il modo di agire del Signore". Ascolta dunque, casa d'Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra? Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso. E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà». (Ezechiele 18,25-28).
464 - RESURREZIONE E IMMORTALITA'
Ci sono tre azioni da compiere per essere liberati dalla croce. Solo tre, perché la quarta azione, la compirà direttamente il Signore, nel tempo stabilito. 1). Prima azione, “pregare Dio che ce la tolga”. Dio ci può togliere una determinata croce, che ci fa particolarmente soffrire e non c’è nessun male a chiedergli di togliercela, ma dobbiamo subordinare tutto alla Sua volontà. In fatti potrebbe togliercela, con i tempi che deciderà, o non farlo, ma quello che opererà, sarà sempre solo e sempre per il nostro maggiore bene. Se otteniamo questa la grazia, è naturale che siamo contenti e non ci dobbiamo dimenticare di ringraziare Dio, di vero cuore. Dobbiamo comunque essere consapevoli, che, prima o poi, altre croci seguiranno, perché la croce fa parte di questa vita terrena, proprio perché è uno strumento salvifico. 2). Seconda azione, “valorizzare la croce” e “offrirla a Gesù”, avendo la certezza che viene dalla fede, che la sofferenza momentanea ci procurerà i beni eterni del Cielo. La salvezza eterna, nostra e di tutte le anime che il Signore ha posto sotto la nostra "custodia spirituale". Naturalmente a cominciare dai nostri cari, a proseguire con le persone per le quali intercediamo e a continuare ancora con il mondo intero, cioè anche con fratelli che nemmeno conosciamo e che conosceremo solo in Cielo. Oltre al dono della salvezza, riceveremo, in cambio, da Dio, un’infinità di grazie, spirituali e anche materiali. Forti della consapevolezza di avere nelle nostre mani un’immensa ricchezza spirituale da "spendere", la spendiamo offrendo la nostra croce a Gesù, con l’intenzione della salvezza delle anime. 3). Terza azione, "dimenticare la nostra croce”, concentrando la nostra attenzione solo sull’amore infinito che Dio ha per noi. Per far questo troveremo il tempo per "isolarci" con il Signore, nel silenzio contemplativo dell’anima, in chiesa o in casa. Questo per poterci "rifugiare" nel Suo amore, per “farci rassicurare” da Gesù, per “farci coccolare” dal Suo amore, per “farci accarezzare” dal Suo amore, per ”farci riscaldare" il cuore dal Suo amore. In tal modo, non avvertiremo più nessun dolore, né esterno, né interno, né materiale né dell’anima. Saremo solo intenti nei "voli dell’anima", rapiti nei cieli della grazia e potremo "sorvolare" la terra, dagli "spazi celesti" dell’amore vissuto con Gesù. E, tutto il dolore, "visto dall’altro", sarà piccolo e lontano, sembrerà non appartenerci più. Sorrideremo nel vedere quelle croci che non sembreranno quasi più nostre perché che non ci feriranno più. 4). Quarta azione, la compirà Dio stesso, quando, un giorno, ci chiamerà a Sé, in Paradiso. Allora, la "liberazione dalla croce" sarà "definitiva" e "totale", tanto che saremo liberati anche da quella che, tra tutte le croci è la più grande, la morte. La croce sarà "trasformata" nella felicità assoluta ed infinita e la morte sarà "cambiata", prima in resurrezione e poi in immortalità.
465 - IL MATRIMIO TRINITARIO
Dio all’inizio ha creato l’uomo e poi, dalla costola di Adamo, ha creato la donna, Eva. L’uomo e la donna che si amano in Cristo e che vogliono unire le loro vite in Cristo, ritornano all’unità originaria. “Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi”. (Matteo 19, 6). Per cui, gli sposi in Cristo, non sono più due, ma “uno”, anzi “tre”, perché il loro essere diventati, invisibilmente, ma realmente, “unità”, dipende da Cristo. Si attua per la potenza di Cristo e avviene come comunione d’amore tra gli sposi e Cristo. La loro unione è in Cristo, per Cristo e con Cristo. Solo così l’amore tra gli sposi, anziché essere "egoistico", sarà "donativo", anziché essere "banalizzato" e "precarizzato", si "espanderà", fino a "rompere ogni confine". Il loro amore sarà "senza confini, di intensità e di durata, perché sarà lo stesso amore che Cristo vuole si realizzi tra di loro e ha la potenza per farlo, se loro non gli remano contro. Per mezzo del Suo Spirito, lo Spirito Santo, Gesù ha "riversato" il Suo stesso amore nei loro cuori, affinché lo sposo lo "travasi" alla sposa e la sposa allo sposo. Questo amore, che nasce da Cristo "abbraccia" gli sposi e ritorna a Cristo e da Cristo, nuovamente agli sposi, avrà un grande valore difronte a Dio, perché santificherà gli sposi, donerà loro la salvezza eterna e glorificherà Dio. Solo in questa "unione mistica", gli sposi, possono raggiungere la completezza, l’equilibrio, l'armonia e la felicità, oltre al Paradiso futuro, perché saranno benedetti da Dio, con ogni benedizione, materiale e spirituale. Nel matrimonio sacramentale, tra due sposi, che si amano con l’amore, che viene da Cristo, la somma d’amore dello sposo + la sposa + Cristo, non produce il risultato di 3, ma di 1. Da questo amore nasce un’unica, indivisibile, realtà che è naturale e soprannaturale, insieme. Tra gli sposi che si amano, con l’amore di Cristo e Cristo e si sono uniti in Cristo, si viene a creare un vero e proprio "rapporto trinitario" degli sposi con Gesù, e grazie a Lui, con la Trinità tutta.
466 - UNITI PER SEMPRE
Gesù è la garanzia stessa, che se gli sposi, si affideranno a Lui, per tutta la vita, resteranno per sempre uniti, oltre che a Lui, anche tra di loro. Dio darà loro il "potere" di superare le “trappole” che il demonio, invidioso della loro unità e della loro felicità, di volta in volta, "tenderà" loro, per cercare di “dividerli”. Due sposi, che si amano e che desiderano preservare il loro amore, sono uniti anche nella preghiera, nella fede e nell’amore per Cristo. Capiscono di non essere perfetti e proprio perché si amano, quando sbagliano, si perdonano, a vicenda, sull'esempio di Gesù, che perdona i loro peccati. Non usano, però, la consapevolezza dei loro limiti, come scusa e alibi, per non rispettare l’altro, ma continuano a "donarsi", "attenzioni", "premure", "interesse", e perfino la "vita". Si, anche la vita, perché, in fondo, se il “riassunto dell’amore”, non fosse la "donazione reciproca" delle rispettive vite, i due sposi non potrebbero mai "fondersi" in un'unità. E perfino il rapporto fisico, tra di loro, se si amano in Cristo, diventa "fusione di anime", ancor prima che di corpi, di modo che anche attraverso questa unione, si perfeziona e si rafforza, ulteriormente, questa "unità", di "corpi e anime". E questa unità, naturalmente deve essere "aperta alla vita", alla possibilità di "collaborare" con Dio, per la "creazione" di nuove vite, di modo che, essendo la volontà degli sposi, in perfetta coincidenza con quella di Cristo, la loro vita e quella del nascituro, sia benedetta, protetta e al sicuro, nelle “mani invincibili”, di Dio, da qui all’eternità…! E anche la morte che sembra venuta per separarli, non li separerà, perché si ritroveranno, uniti per l’eternità in Cielo.
467 - SENTINELLE DI MARIA
E se siete solo voi ad amare in Cristo, ma il vostro sposo, no, o vostro padre o vostra madre, no, o i vostri figli, no, i vostri nonni, no, non preoccupatevi, ma consegnateli, con la vostra santità, sempre rinnovata, a Cristo e il resto, lo farà Lui. Non dimenticherò mai questa frase di Padre Livio, ormai più di trenta anni fa, a Radio Maria: “In famiglia è sufficiente uno solo che si mantenga fedele a Dio e Dio salverà tutta la sua famiglia". E siccome, da quando siamo diventati innamorati di Cristo amiamo il mondo intero, Dio salverà, grazie alla nostra fedeltà, non solo tutta la nostra famiglia, sia acquisita che di origine, ma anche una "folla di anime", talmente grande che solo in Cielo ci sarà possibile "scoprire", "conoscere" e "contare". A Gesù è sufficiente, anche una sola "sentinella" che "vigili" e "combatta", per "conservarsi" in grazia di Dio, per donare la salvezza a tutte quelle anime, che Lui stesso (e non certo il caso), ha affidato, alla sua custodia spirituale. Sarà Dio stesso a risvegliare queste persone a lui care, avvolte nel "sonno mortale" del peccato, con la potenza della Sua grazia, per amore loro, prima che sia troppo tardi, prima che quel sonno diventi eterno. Fatevi sentinelle, per permettere a Gesù di salvare anche gli altri vostri fratelli, gli altri figli di Dio e avrete l’infinita Sua riconoscenza. Fatevi Sentinelle "dell’esercito di Cristo", meglio ancora se, "sentinelle di Maria", perché è a Maria, che Gesù ha affidato la conduzione del Suo esercito divino, avendola resa, Regina degli angeli e dei santi.
468 - LUNA DI MIELE CON GESU'
All’inizio della nostra conversione, non siamo ancora “innamorati” di Dio, ma soltanto “clienti” di Dio, questo, però, è normale. Pensate, d’altronde che sia possibile arrivare alla "vetta", senza prima scalare la "montagna"? O credete che la “crisalide” possa spiccare subito il volo, senza attendere, prima, di diventare “farfalla”? Certamente no…! Esistono due tipi di legami spirituali che ci ottengono “l’unione” con Dio: "l’obbedienza" e "l’amore". L’obbedienza ed è il "punto di partenza", mentre l’amore, è il "punto d’arrivo", ma è importante capire bene che "l’amore è il frutto dell’obbedienza". Quando amiamo Gesù, quello che prima era solo “dovere”, l’obbedienza, si trasforma in “desiderio”, il desiderio di essere "fedeli" a Dio. Senza il desiderio di fedeltà che nasce dall’amore, si obbedisce a Dio con tristezza, solo perché si è costretti a farlo, ma quando arriva il desiderio della fedeltà, obbedire a Dio diventa, per noi, una “inesauribile fonte di gioia”. Quando ci innamoriamo di Gesù, incominciamo a “desiderare” e a “volere”, tutto quello che “desidera” e tutto quello che “vuole” Gesù. La nostra unione con Dio, è diventata "un'unione perfetta". È la “luna di miele con Gesù”, la "fusione d'amore" tra noi e Dio. Le tentazioni del diavolo, come una pericolosa "forza di gravità", proveranno ancora a sedurci, per trascinarci verso il basso, ma non ci riusciranno, dopo che avremo "conosciuto" l'amore di Dio e la gioia che nasce dall'unione con Lui. Infatti l’unione d’amore con Gesù, è quella “spinta ascensionale" della grazia, che ci procura "l'ebrezza del volo" e ha il sopravvento sulla” forza di gravità” del peccato, che vorrebbe trascinarti giù. “Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell'amore, ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conoscerai il Signore". (Osea 2:21-22).
469 - LA VISIONE DI DIO
L’amore di Cristo, si incomincia a comprendere quando “ascoltiamo”, “meditiamo” e “contempliamo” la Parola di Dio, quando riceviamo in “dono” i "sacramenti" della riconciliazione, dell’Eucarestia e quando “abbracciamo la croce". Giobbe ci viene descritto come esempio di santità, eppure nemmeno a lui viene risparmiata la croce: “C'era nella terra di Uz un uomo chiamato Giobbe: uomo integro e retto, temeva Dio e si teneva lontano dal male. (Giobbe 1,1). Si, esiste il dolore che si abbatte sui “colpevoli” ed è “la croce di correzione”. È la volontà d’amore di Dio che le tenta tutte, per cercare di “strapparci al peccato” e salvarci dall’inferno e la Bibbia é piena di esempi. Esiste, però, anche il dolore che soffrono i giusti, “la croce di santificazione”, attraverso la quale Dio "mette alla prova" l’amore quelli che lo amano, affinché questo amore possa elevarsi sempre più a perfezione. All’inizio, Giobbe non comprende il senso di questa sua sofferenza, apparentemente “ingiusta” e il "soffrire senza capire" il perché si soffre, è lancinante. Il dubbio iniziale, però, è superato dalla fede, una fede che "non dubita più" dell’amore di Dio. Ed è grazie al superamento di questa prova, che è concesso a Giobbe, di fare l’esperienza "personale" del Dio vivente. “Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono” (Giobbe 42, 5). La "fecondità" di questo dolore è proprio nel suo "lieto fine”: l’apertura alla “visione di Dio”. Certo è ancora una visione interiore e non ancora quella del Paradiso, quando potremo finalmente vedere Gesù, con i nostri occhi, eppure è un’esperienza di Dio, talmente profonda, che rende “invincibile” la nostra fede, “inestinguibile” la nostra speranza e “inarrestabile” il nostro amore per Gesù…!
470 - INFINITO È L’AMORE
Non puoi capire, fino in fondo, l’amore di un fidanzato o di una fidanzata, se non sei stato fidanzato, non puoi capire, fino in fondo, l’amore tra due sposi, se non sei una sposa o uno sposo, non puoi capire, fino in fondo, l’amore paterno e materno, se non sei una madre o un padre, non puoi capire, fino in fondo, l’amore filiale per i genitori, se non sei un figlio, o una figlia e non puoi capire, fino in fondo, l’amore fraterno, se non hai fratelli o sorelle. Questo è il punto di “partenza”, ma non ancora di “arrivo”, per capire quanto Dio ci ama: l’esperienza di amore vissuta come fidanzati, come sposi, come genitori, come figli, come fratelli. Infatti, Dio ci ama con l’amore di Padre, con l'amore di Madre, con l'amore di Fratello, con l'amore di Fidanzato e con l'amore di Sposo. E questo è già stupefacente, eppure non è ancora tutto, perché "Dio ci ama come Dio", cioè in maniera perfetta, vale a dire infinita. E se potessimo sommare l’amore di tutti i fidanzati, di tutti gli sposi, di tutti i padri, di tutte le madri, di tutti i figli e di tutti i fratelli della terra, questo amore non eguaglierebbe l’amore che Dio ha per noi. Se doniamo il nostro corpo, la nostra anima e il nostro spirito a Gesù, rinunciando per amore Suo al peccato, Lui ci donerà, in cambio, il Suo stesso Spirito, lo Spirito Santo, la cui santità è data dalla capacità, infinita, d’amore. Allora, Dio non si limiterà ad insegnarci l’amore, ma amerà insieme a noi, dentro di noi…! "... L'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato donato". (Romani 5,5)
471 - IL TEMPO DA FAVOLA
Molti anni fa, all'inizio della mia conversione, un giorno, entrando per sbaglio, in un’aula, dove si teneva una catechesi, ascoltai queste parole di un sacerdote: “Il Signore ci visita nel dolore”. Subito uscii, perché, in realtà, stavo cercando un confessore. Riflettei su quelle parole, che mi piacevano molto, che mi affascinavano, perché erano di gran consolazione. Al tempo stesso, però, una voce interiore, che poi capii non veniva da Dio, si affrettava a ripetermi di non pensarci più, perché, molto probabilmente, avevo capito male. Ero diviso: desideravo che quelle parole fossero vere, per consolare il mio dolore e non solo quello mio, ma anche quello degli altri fratelli, ma al tempo stesso, temevo che, fossero troppo belle per essere vere… Poi le confrontai con la mia vita e le riconobbi come vere. Dolore e incontro di Dio, si sono sempre intrecciate nella mia esistenza, fino a "saldarsi insieme", di modo che, più soffrivo e più avevo modo di "sperimentare" un’unione con Gesù, sempre più profonda. Dio ci ama sempre, in ogni momento e in ogni situazione della nostra vita, ma quando scorre tutto liscio, siamo noi, a volte che non abbiamo tempo da dedicare a Gesù. Quando, invece, ci accorgiamo che certi problemi della vita non riusciamo a risolverli, con le nostre sole forze, finalmente, apriamo la porta del nostro cuore a Dio. Allora Gesù entra nella nostra vita, per cambiarla, cambiando noi stessi, mettendo nel nostro cuore il "desiderio della santità", che è sempre esaudito da Lui. Diventiamo santi, quando "orientiamo" a Dio il nostro amore, quello stesso amore che, invece, prima, invece, "rivolgevamo" al peccato. E io, ve lo confesso, senza la "grazia della croce", che ci dà la "spinta in alto", come un trampolino spirituale, necessario per separarci dal male, oggi, molto probabilmente, sarei separato, da Dio, anziché dal peccato. Se non fossimo costretti a passare attraverso il “tempo cattivo”, inteso come "tempo della sofferenza", che dobbiamo affrontare in questa vita, non riusciremo mai ad arrivare in Paradiso, dove il nostro "tempo futuro", sarà solo e soltanto “il bel tempo”, il “tempo ideale”, il “tempo da favola” …!
472 - GUARIRE DALL’IDOLATRIA
Gran parte dell’umanità, e anche molti cristiani, mettono al primo posto, l’amore per le creature e l'amore per i beni terreni, di modo che l’amore per Dio, viene dopo. Però, tutto ciò che viene "anteposto" a Dio, "prende il posto" di Dio e quindi diventa un "idolo". Chi si rende colpevole di "idolatra", commette il "più grave dei peccati". La croce, allora, per coloro che si sono fatti idolatri, diventa uno strumento di "spoliazione", con il fine della "guarigione", la guarigione dall’idolatria. Dio ci priva di quei beni che abbiamo "assolutizzato", trasformandoli, per questo, in idoli. Lo fa per il nostro stesso bene, la salvezza eterna. Privandoci, a volte anche solo temporaneamente, di cose, o persone, o della salute, e ci mette in condizione, di convertirci. Esiste un rapporto di "equivalenza" tra "peccati" e "idoli", tanto è vero che ogni peccato, di per se stesso, è peccato di idolatria. Volete un esempio pratico? Quelli che pur di non rinunciare al sesso libero, sono pronti a rinunciare a Dio e al Paradiso e, incuranti vanno incontro già in questa terra alle croci di correzione e se, fino alla fine della loro vita terrena, non si convertiranno, queste croci, all’inferno, diventeranno eterne. Naturalmente poi non ci sono solo gli amori sbagliati ad essere idoli, ma anche gli amori giusti, vissuti però in modo sbagliato, cioè assolutizzati. Ad esempio pur non essendoci niente di male ad amare il lavoro, anzi essendo cosa buona, se io assolutizzo il lavoro, se io vivo per il mio lavoro, allora io “ho costruito un mostro” nella mia vita, “cioè un idolo”. Offendo Dio e quando il lavoro mi sarà tolto, per qualsiasi motivo anche per pensionamento, oltre ad aver offeso Dio in modo grave, la mia vita rischierà di crollare.
473 - DIO HA LA PRECEDENZA
Devi amare Dio più di quanto ami tuo marito, tua moglie, tuo figlio, tua figlia, tuo padre, tua madre e anche dei tuoi fartelli nella fede, perché questo Dio ti comanda, per il tuo stesso bene e per il bene di tutti quelli che ami. Se amassi le creatura o le cose, più del Creatore, commetteresti peccato di idolatria. Questo di amare Dio più di tutto e più di tutti, prima di tutto e prima di tutti, è il primo comandamento. Il secondo, è quello di amare i tuoi fratelli, è esso stesso un comandamento, quindi dobbiamo obbedire anche ad esso, ma senza anteporre l'amore per le creature o le cose all'amore per il Creatore, che è Creatore di tutto.. creature e cose. «Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?». Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». (Matteo 22, 36-40). Se amerai Dio, più di quanto ami i tuoi cari, non solo eviterai di commettere un peccato gravissimo, ma, anzi, otterrai le grazie più grandi, impensabili e inimmaginabili, per te stesso e per tutti quelli che ami, naturalmente a cominciare dalla tua famiglia. Quindi, se veramente ami, tuo marito, tua moglie, tuo figlio, tua figlia, tuo padre, tua madre e i tuoi fratelli nella fede, ama prima Dio e poi, ama loro nell’amore di Dio. In questo modo, tu e loro, sarete le persone più "protette" e "benedette" al mondo…! “Chi ama suo padre o sua madre più di quanto ama me, non è degno di me; chi ama suo figlio o sua figlia più di me, non è degno di me”. (Matteo 10, 37-38). Tanto più amiamo i nostri cari e anche i nostri fratelli e tanto più dobbiamo dare la precedenza all'amore per il nostro Dio, su tutto e su tutti e Lui stesso, che ama le persone che noi amiamo, infinitamente più di quanto le amiamo noi, si prenderà cura di loro, con la Sua onnipotenza e onniscienza.
474 - INCENDIO D'AMORE
L’amore con il quale Dio ci "comanda" di amare Lui ed i fratelli, è un amore "soprannaturale" e quindi al di là e al di sopra delle nostre possibilità. Per questo motivo, prima ancora che un "comando", è un "dono", il dono dello "Spirito Santo". Lo Spirito di Dio, che ci viene donato, che viene ad "abitare" in noi e che viene ad "amare" in noi. Lo Spirito Santo è l’amore del Padre e del Figlio Dio, che ama in noi e attraverso di noi. “L'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”. (Romani 5, 5). Lo "Spirito Santo", che è "l’amore di Dio", ci è stato donato nel momento del battesimo, ma, spesso, l'abbiamo "scacciato" con il peccato, per questo, non solo va "recuperato", con il pentimento e il sacramento della confessione, ma, questa presenza divina, va anche "custodita" e "difesa" e "accresciuta" con il "santo desiderio" e con la "preghiera". “…il Padre vostro donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!”. (Luca 11, 9:12). “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (Luca 11,9). “Domandare”, “cercare” e “bussare”, è il segreto, "facile facile", fin troppo facile, per questo dono, che è Dio stesso e che ci dà la capacità di amare come Lui ama. Essendo Dio, “Fuoco d’Amore”, non viene dentro di noi per stare in "ozio", ma per “incendiare il nostro cuore”, rendendolo simile al Suo e per "divampare" questo incendio anche al mondo intero. “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!” (Luca 12, 49). “Se sarete quel che dovete essere, incendierete d’amore il mondo intero”. (Papa Giovanni Paolo II). Questo fuoco divino lo possiamo far "ardere" in noi, chiedendo il dono dello Spirito Santo. Chiedendo lo Spirito di Dio, che è lo Spirito di santità, con la preghiera e, soprattutto, con il "santo desiderio", "continuo" e "incessante", che sarà il "motore" e il "volano" di tutte le altre preghiere.
475 - CUORI INNAMORATI
Al contrario del "fuoco fisico" che incendia e “distrugge”, Il fuoco dello Spirito Santo, che è "fuoco d’amore", incendiando, “crea”. Crea "cuori ardenti", follemente innamorati di Dio e, per amore di Dio, di tutti i nostri fratelli. Certo, le croci non scompariranno e nemmeno le tentazioni, perché non è ancora il Paradiso. Però, questo amore di Dio, che Dio stesso "genera" in noi e che da noi "ritorna" a Lui, in un moto "circolare” e “trinitario”, che si travasa al mondo intero, è comunque "l’anticipo del Paradiso". Allora, il "potere di seduzione" delle tentazioni si "rimpicciolisce" difronte al desiderio che abbiamo di Dio, puro, immenso, assoluto e infinito. E anche le croci, “fanno molto meno male”, da quando abbiamo sperimentato nella nostra vita, che la gioia del Signore è la nostra forza. “La gioia del Signore è la vostra forza” (Neemia 8,10). Ora la croce la "solleviamo", così come un "culturista" pieno di muscoli, solleva manubrio e pesi in palestra, con molta più “gioia” che “fatica”. E, una cosa è comunque garantita, la croce non ci schiaccerà più, a volte ce la dimenticheremo, altre volte la guaderemo, perfino compiaciuti, pensando a quanti meriti ci varrà… Finalmente incominciamo a capire, che la sofferenza è l'aiuto di Gesù, per la "purificazione" del nostro cuore e per la "salvezza" delle anime, perché le due cose vanno di pari passo. E pensare, che prima di questo grande, ineguagliabile e ineffabile amore, della salvezza delle anime non ce ne fregava niente… Amavamo solo noi stessi, ma nella maniera sbagliata, perché, all'inizio, non ci preoccupavamo nemmeno della nostra salvezza. E figuriamoci, allora, se ci poteva interessare la salvezza degli altri…?!! Nella nostra profonda ignoranza spirituale, nemmeno sapevamo che fossero nostri fratelli.
476 – ZITTI ZITTI…
La recita delle preghiere, si può paragonare a quegli "esercizi di riscaldamento" che gli "atleti" fanno come "ginnastica preparatoria", prima di correre. Quando però, stanno correndo, anzi, quando stanno volando sulle ali dell’amore di Dio, smettono immediatamente di recitarle, perché è arrivato il momento della contemplazione. Quello in cui, rimanere "zitti zitti", per "ascoltare", "assorbire", "respirare" l'amore di Gesù e venire trasformati, da "goccia" in "oceano".
477 - LA CAPARRA DELL'EREDITA'
Tutti noi, eravamo "prigionieri", prima che Gesù, in qualità di "vero Dio" e "vero uomo", "pagasse", con la sua "vita", il "prezzo" del nostro "riscatto". Tutta l’umanità era "schiava" di satana, a causa del peccato originale e dei nostri peccati personali. Per questo il Padre, per amore nostro, ha inviato i Figlio per “redimerci”, cioè per “liberarci dal peccato”. Da "schiavi" di satana, che eravamo, per i "meriti di Cristo", nostro Fratello, abbiamo "riacquistato" la "libertà" dei figli di Dio e di conseguenza, si è "riaperto", per noi, "l'orizzonte" della vita eterna, che era stato "chiuso" dal peccato. Come il Padre, ha liberato il suo popolo dalla schiavitù del Faraone d'Egitto, oggi Gesù, libera dalla schiavitù del diavolo, tutti coloro che crederanno in Lui e credendo in Lui, riceveranno in dono lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo, è lo stesso Spirito di Dio, che ha fatto "risorgere" il corpo mortale di Gesù, trasformandolo, per sempre, in corpo "immortale" e "glorioso". Cristo è morto per "annullare" i nostri "debiti" con la giustizia divina, ma poi è risorto per donarci una "vita nuova", in Cristo, attraverso il dono dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo, essendo la vita eterna che già abita in noi, è la "caparra della nostra eredità", che è il "Paradiso". "Avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità" (Efesini, 1, 13-14).
478 - IL TEMPO DI SCEGLIERE
«Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Matteo, 1,21). C’è un gran numero di persone, che ha creduto fosse giunta l’ora di "sdoganare" il peccato, non considerandolo più tale, ma solo frutto di una mentalità retrograda, oscurantista e superata, perché nel frattempo la modernità è andata avanti. È la mentalità del mondo che, "pensa", "vive" e si "comporta", come se il brano del Vangelo che avete appena letto, non esista più, o non valga più… Eppure il tempo non cancella la Parola di Dio, che è eterna e noi cristiani dobbiamo, finalmente scegliere, se obbedire a Dio, oppure agli uomini. «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. (Atti degli Apostoli 5, 29).
479 - TI SFUGGIRA’ UN SORRISO
Non puoi vedere Dio, con gli occhi, ma solo con il cuore. I tuoi fratelli, invece, quelli, sì, che li puoi vedere con i tuoi occhi. Vederli e basta, però, a Dio non basta. Devi amarli… e, per amarli, devi guardarli con gli stessi occhi di Dio. Se proverai a guardarli con gli stessi occhi, con cui Dio li guarda, anzi li “rimira”, assorto, compiaciuto e innamorato, ti sfuggirà sicuramente un "sorriso", a volte anche visibile, altre volte, per riservatezza, solo dell'anima. E sentirai un bisogno "irresistibile" e "irrefrenabile", di "proteggerli" e li “nasconderai” nel tuo cuore, che non è più solo tuo, dal momento che è diventato lo stesso Cuore di Dio. “Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. (1 Giovanni 4, 12).
480 - NON PUO’ FARE A MENO DI AMARE
Dio non ama, alcuni sì e altri no, ma ama tutti, senza nessuna esclusione. Dio ci ama, ama tutti, ci ama con un amore che non dipende dai nostri meriti, ma semplicemente dal fatto che siamo figli Suoi. Dio chiede anche a noi di fare lo stesso, di amarci tra di noi, come Lui ci ama, se vogliamo rimanere in Lui. "Dio è Amore" e, se perdiamo l’amore, perdiamo anche Lui. Amarci come Dio ama, è più facile di quanto potremo pensare, perché il Padre e il Figlio ci hanno donato lo Spirito Santo, che è proprio “l’Amore di Dio” fatto Persona, Persona divina. E lo Spirito Santo, non viene non solo ad abitare in noi, ma viene anche ad amare attraverso di noi, perché "l’Amore non può fare a meno di amare". “L'Amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato donato”. (Romani 5, 5).
451- ALIANTI DI DIO
452 - LA GOCCIA E L'OCEANO
453 - NAPOLEONE CONTRO GESU’
454 - VINCERE LA SOFFERENZA
455 - I FRUTTI DELLA CROCE
456 - TU, PRINCIPE EREDITARIO
457 - IL MISTERO DELLA PASQUA
458 - VUOL DIRE PASSARE OLTRE
459 - IL LIETO FINE GARANTITO
460 -INVISIBILE E INVINCIBILE
461 - NIENTE PIU' NEMICI
462 - NON E' UN OPTIONAL
463 - LO SCALATORE E LA PREGHIERA
464 - RESURREZIONE E IMMORTALITA'
465 - IL MATRIMIO TRINITARIO
466 - UNITI PER SEMPRE
467 - SENTINELLE DI MARIA
468 - LUNA DI MIELE CON GESU'
469 - LA VISIONE DI DIO
470 - INFINITO È L’AMORE
471 - IL TEMPO DA FAVOLA
472 - GUARIRE DALL’IDOLATRIA
473 - DIO HA LA PRECEDENZA
474 - INCENDIO D'AMORE
475 - CUORI INNAMORATI
476 - ZITTI ZITTI….
477 - LA CAPARRA DELL'EREDITA'
478 - IL TEMPO DI SCEGLIERE
479 - TI SFUGGIRA’ UN SORRISO
480 - NON PUO’ FARE A MENO DI AMARE
Testi e immagini © di Luigi Tosti