La fotografia 

del Paradiso 

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511 - SEDOTTO DA DIO

 

“Fratelli, un tempo anche voi eravate stranieri e nemici, con la mente intenta alle opere cattive; ora egli vi ha riconciliati nel corpo della sua carne mediante la morte, per presentarvi santi, immacolati e irreprensibili dinanzi a Lui”. (Colossesi 1,21-22). Ecco come la Parola di Dio ci ha appena descritto il peccato: il desiderio di compiere ciò che è “cattivo”, che ci rende “stranieri” e “nemici” di Dio. Mi ricordo quando anche io ero “straniero” e “nemico” di Dio, quando peccavo e, di conseguenza, inducevo altre persone a farlo. Ogni donna, che sia sposata, o fidanzata, o libera, il discorso non cambia, è “sposa di Dio”, ma, io, invece, prima della mia conversione, ero felice sia di sedurle, che di essere sedotto da loro. Poi sono stato sedotto da un amore più grande un amore infinito per Gesù e quello per cui andavo fiero prima, di cui mi vantavo e per il quale, da molti ero anche invidiato, ora lo rinnego, lo disprezzo e se ci ripenso, ancora adesso mi addolora. Ancora oggi non smetto di ringraziare l’infinita misericordia di Dio, per aver “cancellati” questi mie peccati e prego per quelle persone, che ho messo a rischio di dannazione eterna, affinché ricevano, un giorno, il dono, “immenso” e “ineguagliabile”, di poter vedere, in Cielo, la gloria di Dio. “Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai. Tu eri dentro di me ed io ero fuori. Lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Tu eri con me, ma io non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te. Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete; mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace”. (Sant’Agostino)
 


512 - NATI DA MARIA

 

Noi siamo nati dal “grembo verginale” di Maria, nel momento stesso in cui Maria ha generato il Corpo di Gesù, perché del Corpo di Gesù, noi siamo le membra. E, ancor prima che, io e te, nascessimo, più di duemila dopo, dalla nostra madre terrena, Maria era già nostra Madre, la Madre della generazione dei salvati, la “nuova Eva”, quella che anziché essere sedotta dal demonio gli avrebbe schiacciato il capo... E un brivido di commozione, pazzesco, pensando credendo e vivendo questo, scende nel mio cuore e io non sono più lo stesso, ma una persona "impazzita" dalla gioia...! Anche se i frutti spirituali di questa maternità celeste, ci sono stati applicati, solo il giorno del nostro battesimo, cioè della nostra “rinascita”, in Cristo Gesù, Maria era già la nostra Madre Celeste e più di duemila anni fa, già ci amava e già pregava, per noi, il Figlio suo. "Io Sono nato dal grembo verginale di Maria" e "tu con me". Capire di essere nati dal grembo verginale di Maria, avere questa certezza, invincibile e incrollabile nel cuore e nella mente, è “trampolino di lancio”, ineguagliabile per vivere il mio e il tuo cammino di fede, “mano nella mano” di Maria, alla "sequela" di Gesù, per arrivare, “sani salvi”, alla nostra meta, quella della vita eterna e della felicità infinita. 

 

 

513 - HAI GENERATO IL TUO CREATORE

 

Dal momento in cui Gesù, ha preso un Corpo, il nostro, dal Corpo di Maria, in quello stesso istante, Lei, Maria è diventata, Madre di Dio e "contemporaneamente", anche Madre nostra. E, anche se Gesù ci ha “svelato”, solo quando era sulla croce, che ci donava Maria, come nostra Madre, Maria è diventata nostra Madre, nel momento in cui ha dato alla luce “l’Autore della grazia”. Maria è diventata nostra Madre, nel momento in cui ha generato il “Corpo di Dio”. Maria è diventata nostra Madre, nel momento in cui ha generato "il Suo Creatore”. O santa Madre del Redentore, Porta dei cieli, Stella del mare, soccorri il tuo popolo che anela a risorgere. Tu che accogliendo il saluto dell'angelo, nello stupore di tutto il creato, hai generato il tuo Creatore, Madre sempre vergine, pietà di noi peccatori. (O Santa Madre del Redentore).

 

514 - L’IMPORTANZA DELLE VOCAZIONI

 

Avete presente i sacerdoti, o le suore, che rinunciano ad una famiglia terrena per sposare solo Cristo, come scelta di speciale consacrazione? In cambio ottengono, tutti figli di Dio di tutte le famiglie del mondo… Figli che amano come, figli propri, e per i quali intercedono come fossero propri. E anche a noi, seppur come laici, non abbiamo avuto la chiamata al sacerdozio o a diventare suore, abbiamo comunque ricevuto, la chiamata al “sacerdozio battesimale”. Per questo dobbiamo amare Gesù di “amore sponsale” e ogni creatura, con amore fraterno e per questo dobbiamo intercedere per la salvezza delle loro anime. Quelli che non accolgono la grazia della chiamata al sacerdozio battesimale, si comportano alla stessa maniera “alberi da frutto”, che non producono alcun frutto. Se continueranno ad essere infruttuosi, per tutto il resto della loro vita, Colui che li ha piantati, un giorno, li taglierà via, dalla vita eterna, come alberi secchi.. E quei sacerdoti o suore, che hanno annacquato la loro vocazione, per adeguarsi alla mentalità del mondo, facendo spegnere la loro “luna di miele con Gesù” e trasformando la loro anima, in un “grembo sterile" cioè “non più fecondo”, per la salvezza delle anime, se non si ravvedono, prima che il Signore li chiami a Sè, per loro sarà morte eterna.

 

 

515 - HA DESIDERATO UN FIGLIO


In ogni storia tra innamorati, il coronamento dell’amore è il matrimonio, in questo caso, però, parliamo del tuo matrimonio con Dio. Il desiderio più grande di Dio, amandoti infinitamente, è sempre stato quello di sposarti. Questo desiderio, Dio, lo ha sempre avuto, già nell’Antico Testamento: “Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell'amore, ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conoscerai il Signore”. (Osea 2, 21-22). Ed in Maria, Dio, ha sposato anche te, perché, in Maria, Dio ha sposato tutta l’umanità. Il Padre ci ha amato fino al punto da “desiderare un Figlio”, che pur essendo e rimanendo divino, fosse generato da noi. E, per mezzo del matrimonio mistico, avvenuto tra Maria e lo Spirito Santo, mediante il “si” di Lei, alla divina volontà, l’ha ottenuto, a vantaggio della nostra salvezza eterna. Ora il matrimonio mistico che il Padre e il Figlio desiderano, è quello tra noi e lo Spirito Santo, affinché, rinascendo in Cristo, possiamo diventare “altri Gesù”, mediante il nostro “si” alla volontà di Dio, a vantaggio nostro e di tutta l'umanità.

 

 

516 - "IL FIGLIO DELL'UOMO"

 

Gesù è “vero Dio”, è il “Verbo di Dio”, cioè “la Parola di Dio”, è il “Figlio di Dio”, è Creatore e non creatura, non è mai stato creato, è sempre stato, è Puro Spirito. Ma quando il Verbo si è incarnato, nascendo dal grembo verginale di Maria, pur rimanendo Dio, ha assunto anche un Corpo come il nostro e questo corpo è stato divinizzato dal Suo Spirito. Gesù è diventato anche “vero uomo”, uomo come noi, pur rimanendo la Sua natura umana, indivisibile dalla Sua natura divina. Per questo, nel Vangelo, Gesù definisce Se stesso, "il Figlio dell'uomo” e per ben 80 volte, usa questa espressione che esprime bene fino a che punto sia "innamorato" della nostra umanità. Gesù è “l’Emmanuele”, che letteralmente significa “Dio con noi” e sta a sottintendere che Dio è con noi, perché Dio, in Gesù, è diventato “Uno di noi.."

 

 

517 - ESISTE UN MISTERO DI FUSIONE

 

Esiste un “mistero di fusione” tra due creature umane che si amano e che “consacrano” il loro amore, cioè che lo rendono “sacro”, per mezzo del sacramento del matrimonio, mediante il quale è Gesù stesso, seppur sotto le sembianze del sacerdote, che unisce, in una dimensione soprannaturale, lo sposo e la sposa. "E i due saranno una sola carne”. (Genesi 2, 24)... Questa fusione, è immagine riflessa di una fusione ancore più grande, quella che avviene nel “matrimonio mistico”, tra “l’anima sposa” e “Dio Sposo”. Siamo tutti, “promessi sposi” o “promesse spose” di Gesù, per un matrimonio che avverrà in Cielo, ma che è anticipato già in questa terra. Dio ha già “sposato la nostra umanità”, nascendo da Maria, ma ora attende che noi “sposiamo la Sua divinità”, l’unica in grado di divinizzare anche il nostro corpo. Ci sposiamo con Gesù, con il sacramento del battesimo, anche se il “si” a Dio è pronunciato dai nostri genitori. Poi siamo noi stessi a confermare questo “si” a Gesù, con il sacramento della cresima, che per questo si chiama sacramento della confermazione: la confermazione delle nostre promesse battesimali. Le nostre “promesse battesimali” sono “promesse di matrimonio”, perché promettono allo Sposo, Gesù, di “credere” in Lui e di dimostrare di amarlo, essendogli fedeli, mediante la rinuncia a satana e al peccato. E, se ci siamo separati da Dio, perché abbiamo infranto le “promesse di fedeltà”, con il sacramento della riconciliazione, possiamo ricostruire l’unita di questo matrimonio, che non è umano, ma divino, che non è naturale, ma soprannaturale

 

 

518 - SPOSARSI OGNI GIORNO

 

Il Sacramento dell’Eucarestia non è un “banchetto di nozze” di un altro, è ”il tuo matrimonio con Dio". Infatti nutrendoti del Corpo Sangue, Anima e Divinità di Cristo, non se tu che trasformi Gesù in te, (Lui ha già preso il tuo corpo e l'ha anche già divinizzato) ma è Gesù che ti trasforma in Sè, per “unione sponsale”, che è anche “unione trasformante”, visto che ha il "potere soprannaturale" di trasformarti in “un altro Gesù”. Con il Sacramento dell’Eucarestia, ti puoi sposare con Gesù tutte le domeniche, ma se, se sei veramente innamorato di Lui, tu puoi sposarlo, anche "ogni giorno", per mezzo della messa quotidiana. Questo, in attesa delle nozze, "gloriose" e "regali", che avverranno in Cielo, quando sarai "incoronato" dal "Re dei Re", quando sarai "sposato con Dio" "per sempre", perché non rischierai, mai più di perderlo. Riceverai dallo Sposo i Suoi stessi privilegi: la risurrezione del corpo, ma finalmente perfetto, perché non si ammalerà mai più, non si infortunerà mai più, sarà eternamente giovane ed eternamente giovane rimarrà, non morirà mai più e non soffrirà mai più. L'ultimo tra i doni che riceverai, ma in realtà non è l'ultimo, ma il primo, perché da esso discendono tutti gli altri doni, è il dono dell’impeccabilità, visto che sarai confermato, per sempre, nella santità. 

 

519 - L'IDEALE DIVENTA REALE

 

La "dote" che Dio ha in serbo per noi, è la "vita ideale", che abbiamo sempre desiderato in questa vita, ma che solo in Cielo potremo avere. Gli "invitati" al nostro “banchetto di nozze”, saranno una "folla festante" e talmente numerosa da non poterla contare. Saranno gli angeli e i santi di ogni epoca e di ogni nazione e Maria sarà in prima fila, mano nella mano al suo Gesù. Per noi, sposi di Dio e spose di Dio, fin da ora, nella fede, nell’amore e nella fedeltà, la morte non verrà per separarci da Gesù, ma, al contrario, verrà per unirci a Lui, per sempre, per l’eternità…! Sarà “E vissero per sempre felici e contenti” di una favola, ma finalmente vera.

 

 

520 - PERDONAMI E GUARISCIMI

 

Spesso il veleno di satana entra in noi, quando commettiamo peccati specifici o comunque quando chiudiamo il cuore ai fratelli. Allora, visto che, spiritualmente, siamo poveri, miseri e deboli, chiediamo alla ricchezza e alla santità del Signore di riempirci di Sé e del Suo amore. La capacità non viene da noi, ma solo da Dio, noi siamo semplici contenitori. Per essere riempiti di Dio e delle Sue capacità, però, dobbiamo prima svuotarci di noi stessi. Per svuotarci dobbiamo fare un "dietrofront" nella nostra vita, passando da una condizione di superbia ad una di umiltà. “Sgonfiamoci” “dell'amor proprio”, l'amore egoistico e istintivo, che produce acqua stagnante e putrida, che fa del male non solo agli altri, ma anche a noi stessi. ”Assorbiamo" “l'amor di Dio”, che genera fonti zampillanti di acqua viva e vivificante, quell'acqua divina, che disseta, noi e i nostri fratelli, per la vita eterna.  Dobbiamo riconoscere tutti i nostri limiti, quindi smettere di nascondere a Dio le nostre miserie e, in una sola parola, la nostra incapacità di essere davvero come Dio vuole che siamo. È una accorata richiesta di aiuto al nostro Signore Gesù, fondata su una speranza che non delude, perché fa riferimento, incrollabile alle promesse di Dio. “La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”. (Romani 5, 5). Io, all’inizio della mia conversione, su ispirazione dello Spirito Santo, chiedevo, ripetutamente a Dio: “Perdonami perché sono cattivo, guariscimi perché sono malato...!” Sottolineo che con la parola “cattivo", intendo l'essere "incline al peccato" e con la parola "malattia" intendevo "malattia spirituale", quella del peccato. Subito dopo queste due invocazioni, gliene rivolgevo una terza: “Insegnami ad amare” e “insegnami a pregare" sottintendendo che io, da solo, non ero capace né di amare, come Dio voleva che amassi, cioè con l'amore di carità, né capace di pregare.


 

521 - LA PURIFICAZIONE DEL CUORE


Il Signore mi ha fatto visualizzare mio cuore, come un contenitore pieno, non solo di desideri buoni, ma anche cattivi, perché in esso era penetrato anche il veleno di satana. E io ho desiderato quel piccolo taglio, della “circoncisione spirituale”, che è la nostra “volontà di rinuncia al male”, attraverso il quale Gesù fa "fuoriuscire" dal nostro cuore, tutto ciò che altrimenti “avvelenerebbe" mortalmente, l'anima. Si, noi ci mettiamo il “desiderio di purezza”, con un “semplice atto di volontà” e Gesù ci darà un cuore nuovo..! “Crea in me, o Dio, un cuore puro rinnova in me uno spirito saldo”. (Salmo 51, 12). 

 


522 - L’AMORE SECONDO DIO

 

"Maestro, qual è il più grande comandamento della legge? Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti". (Matteo 22, 36-38). "E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso" (Matteo 22, 39). “Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me". (Matteo 10, 37).  Se noi, in questa vita, non ameremo Dio, oppure non ameremo i nostri fratelli, od anche se ameremo i nostri fratelli più di quanto amiamo Dio, non avremo amato come Dio ci comanda di amare e, per questo, non potremo ottenere entrare in “Paradiso”, che è il “Regno dell’amore”. Amare Dio è il primo comandamento, quindi se non ami Dio commetti il più grave di tutti i peccati. Amare i fratelli è il secondo comandamento, quindi se non li ami, commetti un peccato molto grave. Se ami i tuoi fratelli, fossero anche i tuoi cari, più di quanto amiamo Dio, commetti un peccato, anche in questo caso, molto grave. Amando le creature di Dio, più del loro Creatore e Redentore, commetteresti un peccato di idolatria. Qualcuno pensa tra sé e sé, ma come posso amare Dio, più di mio figlio, o di mia moglie, o di mio padre? Sono ragionamenti secondo il mondo e non secondo Dio e quindi sbagliati. Chi ama i propri cari più di Dio, non fa il bene né dei propri cari né di se stesso, anzi è la rovina di entrambi. Naturalmente non fa il bene di se stesso né della propria famiglia, nemmeno chi non ama Dio, o odia i suoi fratelli. Dio, per fare argine all’amore egoistico, che è il contrario dell’amore vero, è pronto a punire non solo noi, ma anche la nostra discendenza. «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di grazia e di fedeltà, 7 che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione». (Esodo 34, 6-7) 
 

 

523 - NON FLIRTARE CON IL PECCATO

 

Molti cristiani che, dopo la conversione, dovrebbero prendere la  seria decisione di dare un “taglio netto” con il peccato, invece, decidono di essere indulgenti con se stessi. Si concedono, ogni tanto, la libertà, come fosse un'ora d'aria, di “flirtare con il peccato”. Non vanno più “a caccia del peccato”, come facevano prima, certamente, ma, al tempo stesso, non si precludono le occasioni di peccato. Fanno come quelli, pur non tenendo completamente aperta la porta al peccato, come facevano prima, la tengono comunque socchiusa, non si sa mai, venisse come svago imprevisto, un'occasione di peccato. Scelgono una vita di compromesso, nella speranza di far contenti , un po' Dio e un po' se stessi. E pur cercando di barcamenarsi con la massima serietà tra il far la volontà di Dio e la propria, in realtà si comportano, con la stessa comicità di chi tentando di “mettere un piede in due scarpe”, pretende l’impossibile. “Nessuno può servire due padroni: perché, o amerà l’uno e odierà l’altro; oppure preferirà il primo e disprezzerà il secondo”. (Matteo 6, 24). 2). “Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa…” Esodo 20, 5).  

 


524 - FELICITA' DIRITTO DI PROPRIETA'

 

Dio, che ci ama già di amore infinito, ci comanda di amarlo, sopra tutto e sopra tutti e di amare i nostri fratelli, per amore di Suo. Se quando terminerà il tempo di questa vita terrena, non lo avremo utilizzato per amare, saremo, per sempre, separati all'amore di Dio e dei loro fratelli, per l'eternità. Il “Paradiso”, infatti è il “Regno dell'amore” e non possono farne parte, quelli che pur avendo avuto il tempo per amare, durante questa vita, l'hanno sprecata, non amando, o amando nella maniera sbagliata, cioè in modo contrario alla volontà di Dio. E, la pena più dolorosa, per i dannati, all'inferno, sarà quella di essere, “espropriati dall'amore”, per l'eternità: ormai incapaci di amare e di ricevere amore, per sempre, pur continuando a desiderare di amare e essere amati. Otterranno, invece, da Dio, in dono la felicità, come “diritto di proprietà” per l'eternità, tutti coloro che “amando come Dio ci comanda di amare”, gusteranno un anticipo di questa felicità, già in questa terra. Attenzione, lo ripeto, però, affinché non ci siano fraintendimenti, visto che a volte ci piace auto ingannarci, il Paradiso sarà riservato a quelli che ameranno come Dio, vuole che amiamo. Infatti l'alternativa umana, egoistica e istintiva dell'amore, cioè “l'amare come ci pare e piace”, sarebbe una sicura scorciatoia per l'inferno. 

 

 

525 - ATTENTI ALLE SABBIE MOBILI

 

Io, per bontà, pazienza e misericordia di Dio, vi confesso che, sono riuscito ad emergere dalle "sabbie mobili" del peccato, grazie alle provvidenziali “funi di salvataggio” che, di volta in volta mi ha lanciato Gesù, pur compiendo, anche da parte mia, un’indescrivibile fatica, per afferrarle. Diverse volte mi sono sfuggite di mano, ma Gesù, senza mai stancarsi, senza mai spazientirsi, non ha mai mancato di lanciarmene sempre di nuove. Si, senza la grazia saremmo morti. Chi ce la fa con le proprie forze ad uscire dalle sabbie mobili? Saremmo di certo inghiottiti dalla forze infernali. Però è anche vero che la grazia, pur se ci tende una mano, la mano di Cristo e il suo braccio è onnipotente, tuttavia, la grazia non fa tutto da sé, fa, ma lo fa insieme noi, non si sostituisce a noi, ma richiede sempre la nostra collaborazione. La grazia ha bisogno del nostro libero arbitrio, ma non di un semplice “si”, detto soltanto a parole, ma anche di un vero e proprio combattimento mentale, che conferma quel “si” nella vita pratica. E, tutto questo, sapendo, avendo la certezza, incrollabile, che se combattiamo, la battaglia spirituale, per risalire la china, quel braccio invincibile ci trae in salvo, con potenza ammirevole e stupefacente. E sono state “funi dolorose”, quelle che mi ha lanciato Dio, perché in sostanza queste corde della salvezza, sono le croci di correzione, dolorose ma benedette, perché, di volta in volta mi hanno sempre tratto in salvo dalla deriva dei mie peccati, reali o potenziali che fossero. Tratto in salvo dai peccati commessi, affinché non diventassero, paralisi del pentimento, e dai peccati che avrei potuto commettere, ma che non ho commesso, per mezzo del “no”, "violento", contro la tentazione. “Il regno dei cieli è preso con la forza e i violenti se ne impadroniscono”. (Matteo 11,12). Si, l'unica violenza, che dobbiamo attuare, è una “santa violenza”, è quella di dire un “no” “implacabile”, a noi stessi, quando “il vento, traditore delle passioni”, vorrebbe “trascinarci lontano da Dio”.  


 

526 - IL PENDOLO DEL DIAVOLO

 

Subiscono una sorta di “potere di fascinazione del male”, tutti quelli che, anziché distogliere lo sguardo dalle tentazioni, che il demonio, di volta in volta, gli suggerisce, per indirizzarlo a Dio e lanciargli  un S.O.S. che riceverebbe sicura risposta, invece, fissano, impudentemente, la loro attenzione su di esse, di modo che, l'attenzione, si trasforma presto in desiderio e il desiderio, quasi sempre, nella caduta nel peccato. Queste tentazioni, seducenti, come un pacco regalo, ben curato, non solo promettono il raggiungimento di felicità che non mantengono, ma separano da Dio, quindi dalla felicità vera e c'è il rischio, se perseveriamo, nell'incapricciarci nel male, anche dalla salvezza futura. Ringrazio Dio, per quelle croci, che, attraverso la sofferenza, mi hanno "risvegliato", più e più volte, dal “potere ipnotico” del maligno, che per ipnotizzarci usa “il pendolo delle tentazioni”. che la tentazione esercita su di noi. 

 

 

527 - SIAMO TUTTI AL LARGO

 

Immaginatevi un naufrago, sperduto in mezzo all’oceano, aggrappato ad un mezzo di fortuna, come un pezzo di legno e Gesù che è pronto a gettargli un salvagente. Non guardate questa scena, con sorpresa, né come se riguardasse soltanto la vita di un altro e non anche la vostra esistenza. “L’attraversata” di questa vita, anche se sembra avvenga sulla terra ferma, si snoda su una realtà mutevole, instabile e pericolosa come quella del mare. Infatti, tutte quelle volte che ci siamo rinchiusi nelle nostre sicurezze personali, nella nostra autosufficienza, abbiamo poi dovuto fare i conti con gli imprevisti della vita, con onde di altezza smisurata, tali da mettere in crisi perfino imponenti navi da crociera. Ora però, ritorniamo alla scena iniziale, il naufrago, non sa di essere naufrago, non sa di essere in pericolo di vita e soprattutto di vita eterna. E quando un addetto al salvataggio si avvicina a lui, per portarlo in salvo, il naufrago, scambiandolo per un nemico, lo guarda con odio e gli intima di allontanarsi. Il salvatore non è un un semplice bagnino, ma è Gesù “il Salvatore” l'unico che salvarci la vita, per l'eternità. «Ella partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». (Matteo 1:21). 


 

528 - SIAMO TUTTI NAUFRAGHI

 

Quelli che amano Dio, appartengono a Dio e amano i fratelli perché Lui li ama, per questo si adoperano per la loro salvezza, annunciando la Parola di Dio, testimoniandola con la loro vita e intercedendo per loro, con il loro amore, con le loro preghiere e anche con le loro sofferenze. Quelli che non capiscono l’importanza di “essere salvati dal peccato”, odieranno Dio credendo che Lui intervenga nella loro vita per cercare di limitare la loro libertà. Senza capire che, invece, che l’unico scopo di Gesù è quello di salvargli la vita, dal naufragio eterno. Allora, per ignoranza massima, tenteranno di "buttare a mare" Dio e tutti cloro che son Suoi, perché preferiranno rimanere "aggrappati" a quel pezzo di legno marcio, galleggiante dei loro peccati. E se odieranno Cristo, perché "accecati" dal diavolo, tanto più odieranno quelli che sono di Cristo, ma questi non temeranno alcunché, perché sono dalla parte del Vincitore, dell'Onnipotente. «Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». (Luca 19:10).


 

529 - IL CONFINE DEL MARE


Non abbiate paura di essere naufraghi, perché tutti lo siamo, ma abbiate invece paura, di essere "spiritualmente ciechi", perché in tal caso non sarete in grado di riconoscere ed afferrare la mano onnipotente di Dio, l'unico in grado di salvarvi. Solo Dio ha il potere di "comandare" al mare e al vento, alla natura, alle cose e alle creature, visibili e invisibili, al presente e al futuro. Si, il vero confine, tra il mare e la terra ferma, cioè tra la stabilità, o l’instabilità, tra il male e il bene, tra la morte e la vita, tra la felicità e l’infelicità, tra la benedizione e la maledizione, tra la salvezza e la dannazione, non lo stabilisce l’uomo, ma soltanto Dio. Soltanto se ti fidi di Dio, che è tuo Padre, tuo Fratello e il tuo Salvatore, avrai salva la tua vita, ora e per sempre…! "Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. (Giovanni 15,18-21)


 

530 - NON AVREI SCRITTO UN RIGO

 

Molti articoli che ho scritto per questo blog, sono figli della sofferenza. Eppure, una cosa comunque è certa, che se non avessi sofferto e che se non continuassi anche oggi a soffrire, magari croci diverse da quelle di ieri, non avrei scritto un solo rigo. Perché, senza la croce, non solo mi sarei perso, ma, ancora peggio, avrei mandato in rovina il cammino di salvezza di tante altre anime, oltre la mia. Dio, infatti, attraverso la santità di alcuni, grazie alla loro testimonianza di vita e alla potenza della loro intercessione, salva molti altri. Al contrario, il demonio, si serve di quelli che vivono nel peccato, per far cadere in tentazione molti altri e tra questi, quelli che non si rialzeranno più dal peccato, finiranno dannati all’inferno.

 

 

531 - QUEL LINGUAGGIO UNIVERSALE

 

Anche per coloro che sono in cammino di santità  la seduzione che esercita in loro la tentazione è paragonabile ad una “forza centrifuga” che fa rischiare loro terribili “sbandate”. È talmente potente, nel mondo, questa “attrazione” verso il male, che, se non ci fosse “l’àncora della croce", tutti si perderebbero, perfino i più grandi santi. Si, siamo talmente fragili, deboli e miseri, così vulnerabili al peccato, che la “forza propulsiva” dell’amore per Cristo, a volte, da sola, non basterebbe. Allora, ci viene in "soccorso" la croce, che è quel "linguaggio universale" del "dolore", che ci impedisce di deragliare dalla volontà di Dio, o se abbiamo deragliato, che ci fa subito rimettere nella giusta carreggiata.  4 Non avete ancora resistito fino al sangue nella vostra lotta contro il peccato 5 e avete già dimenticato l'esortazione a voi rivolta come a figli: Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d'animo quando sei ripreso da lui; 6 perché il Signore corregge colui che egli ama e sferza chiunque riconosce come figlio. 7 È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non è corretto dal padre? 11 Certo, ogni correzione, sul momento, non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo però arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati. 12 Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia infiacchite 13 e raddrizzate le vie storte per i vostri passi, perché il piede zoppicante non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire. 14 Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore, 15 vigilando che nessuno venga meno alla grazia di Dio. Non spunti né cresca alcuna radice velenosa in mezzo a voi e così molti ne siano infettati. (Ebrei 12). Naturalmente, moltissimi altri articoli che ho scritto per questo blog, sono invece figli della gioia, sia perché in quel momento la croce non c'era, almeno quella pesante, o perché una gioia, "incontenibile" e "prepotente", si faceva strada, anche tra le "barricate" della sofferenza. "La gioia del Signore è la vostra forza". (Neemia 8,10)

 


532 - LA PAROLA VIVENTE

 

La Parola di Dio è rivolta a tutti gli uomini, non è solo per i credenti, ma solo i credenti ne capiscono il valore, la ascoltano, se ne nutrono, imparano da Lei e crescono grazie a Lei. Questo perché Dio è presente in quella Parola divina, visto che, Gesù è "la Parola di Dio". Si, la Parola di Dio, ha anche un altro nome: Gesù. La Parola di Dio ci "ammaestra" e ci "santifica", ci "salva" e ci fa diventare "causa di salvezza" anche per i nostri fratelli. Gesù non solo proclama la Parola di Dio, ma è esso stesso la Parola di Dio, ecco perché la Parola di Dio è Sacra, è “Parola vivente”. Pensate a quale ricchezza abbiamo nelle nostre mani e a volte la sottovalutiamo e, se lo facciamo, ci perdiamo un bene immenso, inestimabile, sconvolgente e incommensurabile.

 

 

533 - LA PAROLA CREATRICE

 

La Parola di Dio, se la facciamo “respirare” nella nostra anima, con il desiderio e l’amore della lettura e dell’ascolto, e della meditazione e perfino della contemplazione, ci cambia e ci trasforma, ci trasforma in Lei… cioè in altri Gesù…! È stata la Parola di Dio a creare il mondo, per mezzo della volontà del Padre, che ha attivato l’onnipotenza dello Spirito Santo. È la Parola di Dio, che durante la Messa, “ordina” e “comanda” al pane e al vino di trasformarsi nel Corpo e nel Sangue di Gesù e il pane e il vino, obbediscono a quella "Parola creatrice". E se è vero che la Parola di Dio, è Gesù, è altrettanto vero che la Parola di Dio è la “Parola del Padre” ed è anche vero che, nella Parola di Dio, è incorporato lo Spirito Santo. Insomma, Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo e che può operare dove vuole e come vuole, la via che, normalmente predilige è quella di operare per mezzo della Sua Parola.

 

 

534 - LA PAROLA SI FA CARNE

 

La Parola di Dio, per volontà del Padre, si è fatta carne in Gesù, per mezzo dello Spirito Santo e del “si” di Maria e si è resa visibile all'umanità. La Parola di Dio, per volontà del Padre e anche del Figlio, si farà carne anche in noi, trasformandoci in “altri Gesù”, se, anche noi pronunceremo il nostro “si” alla volontà di Dio.
 
 

535 - ATTENTI ALL'ASCIA

 

Il peccato ci fa diventare "rami secchi", "staccati" "dall’albero della vita eterna", che è Cristo stesso, allo stesso modo del tralcio, che, separato dalla vite muore, perché non riceve più il suo nutrimento vitale. Il peccato, quindi è “un’amputazione”, auto procurata, che ci “stacca” dal Corpo di Dio. Il peccato, è come “un'ascia” che scagliamo contro noi  stessi, dopo esserci “fatti bendare gli occhi” dalle tentazioni. Il perdono di Gesù, che è legato al nostro pentimento, ci “re-innesta”,"miracolosamente" nel Corpo di Cristo. 

 

 

536 -  “QUESTO E' IL MIO SANGUE”

 

«Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza, versato per molti, per il perdono dei peccati». (Matteo 26:28). Perché Gesù dice che il suo sangue è versato per molti e non per tutti? In realtà il suo sangue è versato per tutti, perché vuole perdonare tutti, ma non tutti vogliono essere perdonati, perché non tutti vogliono rinunciare ai loro peccati.

 

 

537 - I SUGGERIMENTI DI DIO

 

Io, prima di ricevere la santa comunione, dico queste parole a Dio: “Come tu hai offerto la Tua vita per me, io offro la mia vita per Te e come Tu hai offerto la tua vita per tutte le anime, io offro la mia vita per tutte le anime”. Poi gli dico anche: “Se io ti potessi vedere, io e i miei sarebbero salvi”. E naturalmente Lo vedo, perché guardando l’ostia consacrata vedo, con la fede, cioè con gli occhi del cuore, Gesù. Allora sono anche sicuro che Lui salverà i “miei” … cioè i “miei fratelli”. Continuo dicendo: “Se io ti potessi toccare io e i miei sarebbero salvi” e tocco, realmente, Gesù, quando il sacerdote mi consegna, nelle mie mani, Gesù eucaristico e sono sicuro che salverà i miei fratelli. Poi aggiungo “Se io Ti potessi mangiare e bere, i miei sarebbero salvi” e in quello stesso istante, sto, realmente, mangiando e bevendo Gesù e sono sicuro che salverà i miei fratelli. Infine gli dico: “Se Tu potessi dimorare in me, io e i mei sarebbero salvi” e naturalmente essendomi nutrito di Lui, Lui abita in me e ancora una volta, sono sicuro che salverà i miei fratelli… Queste parole e queste intenzioni d’amore me le ha suggerito lo Spirito Santo. Io le ho fatte mie, con gioia, da molti anni e queste stesse parole ed intenzioni, le suggerisco, con gioia, anche a voi. Fatele vostre, anche voi, perché per mezzo del "sacramento del battesimo", "ogni battezzato", ha ricevuto da Dio la "missione" del “sacerdozio regale". “Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale…” (1Pietro 2,9).

 

538 - RIVESTIRSI DI DIO

 

La nostra battaglia non è contro gli esseri umani, non è contro i nostri fratelli, la nostra battaglia è contro nemici che non riusciamo a vedere, perché non hanno un corpo, nemici più potenti di noi, perché sono spiriti, ma che sono "impotenti nei confronti di Dio". Nemici che odiano Dio e che odiano anche noi, perché siamo figli di Dio, per questo la loro strategia è quella di separarci da Dio, con il peccato, perché fino a che rimaniamo uniti a Lui, sono impotenti anche contro di noi. La nostra battaglia è contro questi esseri "invisibili", "potenti" e "malvagi" che sono i demoni e che sono diventati "dominatori di questo mondo", per colpa nostra, perché il mondo, nella sua maggioranza, vive in uno "stato abituale di peccato", senza considerarlo tale. “Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti”. (Efesini 6, 12). Questi nemici invisibili ci vogliono dividere, mettendoci l'uno contro l'altro, in una guerra fratricida, dove i figli di Dio si odiano e si combattono tra di loro, ma la nostra battaglia non è contro i nostri fratelli che ci odiano, perché se rispondessimo al loro odio, con altro odio, il diavolo che è già entrato in loro, entrerebbe anche in noi. 

 


539 - UN'ARMA DI LUCE

 

La Parola di Dio, è un'arma? Si, “un'arma divina” "un'arma della luce". La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce” (Romani 13:12). “La Parola di Dio”, è la “spada di Dio” e più precisamente, la “spada dello Spirito di Santo”. “La spada dello Spirito, che è la parola di Dio” (Efesini 6, 17). Naturalmente è un modo di parlare figurato, perché lo Spirito Santo, non ha bisogno di armi, per ottenere la vittoria sul maligno, gli basta la Sua onnipotenza. L'immagine della spada dello Spirito serve a noi, per farci capire che noi cristiani in questa vita, non siamo in pace, ma in guerra e non contro le persone, ma contro i diavoli. Infatti fanno la pace con i diavoli, solo quelli che, si arrendendosi al peccato, si arrendono anche a satana, ma se si arrende al diavolo, diventa suo schiavo. “Benedetto il Signore, mia roccia, che addestra le mie mani alla guerra, le mie dita alla battaglia”. (salmo 143,1). L'arma del combattente di Cristo, è un Libro, ma non un libro qualunque, è il Libro della vita eterna, il Libro del Vangelo e della Sacra Scrittura tutta. E per farci capire che ci ottiene la vittoria sui nemici infernali, Gesù ce la simboleggia come una spada, ma non come una spada e basta, ma come la spada dello Spirito Santo, cioè come un'arma invincibile, perché Dio è invincibile.

 


 540 - LA SPADA È UN LIBRO

I diavoli hanno il terrore di noi, quando mettiamo in pratica, nella nostra vita, la Parola di Dio, perché, in questo caso, lo Spirito Santo, diventa il nostro alleato “inseparabile” e noi, di conseguenza, “invincibili”... Allora, gli spiriti maligni, cercheranno di “strapparci via” quella “spada di Dio”, che è Dio stesso, nella Persona dello Spirito Santo. “La spada dello Spirito, che è la parola di Dio” (Efesini 6, 17). Non riusciranno, però, nel loro intento, almeno fino a che "non abbasseremo la guardia", cioè fino a che continueremo a combattere, la nostra “battaglia spirituale”… E, se, invece, qualche volta, sedotti, dalle tentazioni di questi, spiriti ingannatori, noi stessi, facendoci “corrompere” dai nostri nemici, in cambio di qualche “dose” di peccato, smettessimo di combattere, non sarebbe ancora finta per noi. Infatti, se pentiti e addolorati per il nostro tradimento, chiediamo perdono a Gesù, Lui, che per amore nostro, rimane fedele anche quando noi lo tradiamo, cancellerà la nostra colpa e combatterà, insieme a noi altre battaglie, per ottenerci sempre nuove vittorie.

 

 

 

 

 


 

 

 

511 - SEDOTTO DA DIO
512 - NATI DA MARIA
513 - HAI GENERATO IL TUO CREATORE
514 - L’IMPORTANZA DELLE VOCAZIONI
515 - HA DESIDERATO UN FIGLIO
516 - "IL FIGLIO DELL'UOMO"
517 - ESISTE UN MISTERO DI FUSIONE
518 - SPOSARSI OGNI GIORNO
519 - L'IDEALE DIVENTA REALE
520 - PERDONAMI E GUARISCIMI
521 - LA PURIFICAZIONE DEL CUORE
522 - L’AMORE SECONDO DIO
523 - NON FLIRTARE CON IL PECCATO 
524 -FELICITA' DIRITTO DI PROPRIETA'

 525 - ATTENTI ALLE SABBIE MOBILI
526 - IL PENDOLO DEL DIAVOLO
527 - SIAMO TUTTI AL LARGO
528 - SIAMO TUTTI NAUFRAGHI
529 - IL CONFINE DEL MARE
530 - NON AVREI SCRITTO UN RIGO
531 - QUEL LINGUAGGIO UNIVERSALE
532 - LA PAROLA VIVENTE
533 - LA PAROLA CREATRICE
534 - LA PAROLA SI FA CARNE
535 - ATTENTI ALL'ASCIA
536 - “QUESTO E' IL MIO SANGUE”
537 - I SUGGERIMENTI DI DIO
538 - RIVESTIRSI DI DIO
539 - UN'ARMA DI LUCE
540 - LA SPADA E' UN LIBRO
 


 Testi e immagini © di Luigi Tosti