La fotografia
del Paradiso



421 - TUTTI VINCITORI
A volte, anche se in cammino di santità, sedotti (imbrogliati) dal demonio, col (finto) “pacchetto regalo”, quello del peccato, ci siamo arresi alla tentazione, senza nemmeno combattere. Se avessimo combattuto, avremmo vinto, perché lo Spirito Santo, che è onnipotente, ci avrebbe dato la vittoria. Dio, comunque, sa già, che, di nostro, essendo fragili, possiamo ancora “cadere”, al pari di un ciclista che è in volata per la vittoria e può scivolare e trovarsi a terra.. E’ impossibile non cadere mai, anche se tendiamo alla perfezione, come Dio stesso ci comanda, perché ancora non siamo perfetti nella santità, ma lo saremo solo in Cielo. “Però noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi”. (2 Corinzi 4, 7). L’importante, però, se cadiamo, è rialzarci e continuare a correre lungo le strade della santità in direzione del “traguardo finale”. Il Tour de France non è per tutti e nemmeno il Giro d’Italia è per tutti, perché, in entrambe le competizioni, solo uno vince, di conseguenza, tutti gli altri perdono… A fronte di un vincitore, per ogni gara, ci sono centinaia e centinaia di perdenti…! Sconsolante no? Ma non è così per la “Corsa al Paradiso”, concepita da Dio affinché possano vincere tutti, ma proprio tutti. In questa gara, perdono solo quelli che, cadendo, decidono di rimanere fermi, a terra, “a giocare con il fango”, quello del peccato anziché rialzarsi e tornare a correre, come tutti gli altri. Il circuito ciclistico, che parte dalla terra e ha come arrivo il Cielo, è concepito da Dio, per proclamarci tutti “campioni della santità”. Infatti per vincere, “non occorre arrivare primi”, ma è sufficiente, molto più semplicemente, “tagliare il traguardo”. Non sono previste coppe, non sono previsti podi, nemmeno premi in denaro, ma, in compenso è prevista la “gloria eterna”, “l’immortalità” e la “felicità infinita” e poi, in Paradiso, i soldi nin serviranno, perché avremo, “ogni ben di Dio”, a disposizione, “completamente gratis”. Al traguardo del Paradiso, oltre alla gloria, ci attendono, Dio, Maria e tutti i santi, che, tutti insieme, seppur di nascosto, ”hanno fatto il tifo" per noi e ci hanno aiutato con la “spinta” della preghiera di intercessione. Nella Corsa al Paradiso, perde solo chi non vuole vincere.
422 - SIATE SENTINELLE…!
Dobbiamo essere, fermi, decisi e irremovibili, nello scacciare, fin da subito, i "pensieri del diavolo", che lui, di volta in volta, "suggerisce" alla nostra "mente". Altrimenti, se esitassimo, ci comporteremo come quelli che, aprono la porta di casa, "a metà", al diavolo, pensando comunque di essere al sicuro. Questa apertura, anche se parziale, è sufficiente al demonio, per impedirci di richiudere la porta, bloccandola con un piede. La "porta" di casa tua è la "mente" e questa porta va "presidiata" e "difesa" come "sentinelle armate", armate dalla fede. "Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede…" (1Pietro 5,8-9)
423 - COME INSEGNA PADRE PIO
Il maligno non può fare nulla per forzare la nostra volontà al peccato, però ha campo libero nella nostra immaginazione. Un giorno, un sacerdote, quando gli parlai delle tentazioni che affollavano la mia mente: “Una cosa è sentire è un’altra acconsentire…” E mi fece un esempio pratico: “Non puoi impedire alle mosche di poggiarsi su di te, ma puoi e devi, scacciarle…!” Quelle parole, mi sono state di grande aiuto, all’inizio della mia conversione e ancora oggi lo sono. Le tentazioni del maligno non possiamo "impedirle", ma possiamo "riconoscerle" e "rifiutarle". Fuggire il peccato, come insegna Padre Pio, non vuol dire, solo evitare di compiere il male, ma anche accumulare meriti difronte a Dio ed ottenere da Lui fiumi di grazie…!
424 - NON SIAMO I NOSTRI PECCATI
Noi abbiamo la dignità, altissima, di essere figli di Dio e poiché Dio è Re, noi siamo Principi. E se anche, in passato, prima della nostra conversione, eravamo nel peccato e, anche dopo la conversione, per fragilità, potremmo cadere, nuovamente, nel peccato, non per questo dobbiamo mai confondere noi stessi, con i nostri errori. Noi non siamo i nostri peccati. Noi non siamo i peccati che abbiamo commesso e ci sono stati perdonati, perché non esistono più, sono stati cancellati dall’infinita misericordia di Dio. E noi non siamo nemmeno i peccati che potremmo commettere, a causa dell’inclinazione al peccato. Infatti il peccato originale, seppur cancellato dal sacramento del battesimo, comporta come una specie di “tara ereditaria”, che ci rende più “esposti” al peccato. La grazia, che Dio ci dona, però, essendo soprannaturale, è più grande della nostra natura malata, è un “antidoto potente”, che ci fa essere più forti delle tentazioni.
425 - LA BANCA DI DIO
Se hai un negozio e chiudi la giornata con un forte incasso, che fai? Ti sbrighi a versarlo in banca. E fai bene, perché metti, in tal modo, al sicuro, il frutto del tuo lavoro. E se la giornata ti ha derubato della tua serenità, riservandoti un carico di dolore, come ti comporti in questo caso? Sciupi il valore di questa sofferenza, non rendendoti conto del fatto che la croce, agli occhi di Dio, ha un valore infinitamente più grande di quello, semplicemente economico e materiale del denaro? Sciupi questo bene preziosissimo, lamentandoti, commiserando te stesso, piangendoti addosso, avvilendoti, facendoti del male, rimanendo col pensiero fisso su quanto sei stato sfortunato, magari, forse, anche prendendotela con Dio, o comunque con le persone? Oppure capisci di avere fra le mani un “tesoro di inestimabile valore” e allora, per non rischiare di perderlo, ti sbrighi a versarlo nella “Banca di Dio”? Esiste un “rapporto di conversione”, tra la sofferenza e le grazie, materiali e spirituali che si ottengono dal Signore, come conseguenza di quella nostra croce, sofferta per amore di Dio e senza perdere la fiducia in Dio. E' giusto essere “calcolatori” per quanto riguarda i “frutti” di bene, incalcolabile, che la croce porterà nella nostra vita. Dio ha promesso la ricompensa, già in questa vita e ancor più in quella eterna, per chi fa la Sua volontà, che non è solo quella di fuggire il peccato, ma è anche quella di accettare ed offrire la croce. Naturalmente, abbiamo tutto il diritto di pregare Dio di toglierci queste croci, ma fino a quando non lo farà, dobbiamo accettarle ed offrirle, cioè “versarle” nelle "mani di Dio", come e più che se fossero denaro contante. Dio ci sta riservando, per il nostro domani, giorni in grado di cambiare il nostro "pianto" in "danza". Se stai soffrendo, smettila di piangere, sorridi e sbrigati a “consegnare il tuo dolore a Dio” e solo per questo ti sentirai sollevato da un peso enorme, da una zavorra che impediva alla tua gioia di spiccare il volo.
426 - INVIDIATE I POTENTI?
Invidiate i potenti, quelli che si fanno Dio al posto di Dio, ad esempio Putin? E se non invidiate i dittatori, i mafiosi e tutti quelli che “dettano legge” a suon di prepotenza, guardate, comunque, con segreta ammirazione, ai potenti della terra in generale? Leggete qua sotto, leggete come li tratta Dio, coloro che sono presi dal delirio di onnipotenza, leggete per capire qual sarà il loro prossimo futuro e cambierete, in fretta, idea..! Non va mai invidiato il male, di cui satana è il padre, né la sua personificazione, cioè quelli che si fanno figli del diavolo e ai quali il demonio concede un brevissimo potere, perché, se non si convertiranno, la loro fine, sarà “orribile” già in questa vita, ma nell'altra vita, all'inferno, ancora di più..! 1 Mi fu rivolta questa parola del Signore: 2 «Figlio dell'uomo, parla al principe di Tiro: Dice il Signore Dio: Poiché il tuo cuore si è insuperbito e hai detto: Io sono un dio, siedo su un seggio divino in mezzo ai mari, mentre tu sei un uomo e non un dio, hai uguagliato la tua mente a quella di Dio, 3 ecco, tu sei più saggio di Daniele, nessun segreto ti è nascosto. 4 Con la tua saggezza e il tuo accorgimento hai creato la tua potenza e ammassato oro e argento nei tuoi scrigni; 5 con la tua grande accortezza e i tuoi traffici hai accresciuto le tue ricchezze e per le tue ricchezze si è inorgoglito il tuo cuore. 6 Perciò così dice il Signore Dio: Poiché hai uguagliato la tua mente a quella di Dio, 7 ecco, io manderò contro di te i più feroci popoli stranieri; snuderanno le spade contro la tua bella saggezza, profaneranno il tuo splendore. 8 Ti precipiteranno nella fossa e morirai della morte degli uccisi in mezzo ai mari. 9 Ripeterai ancora: «Io sono un dio», di fronte ai tuoi uccisori? Ma sei un uomo e non un dio in balìa di chi ti uccide. 10 Della morte dei non circoncisi morirai per mano di stranieri, perché io l'ho detto». Oracolo del Signore Dio. (Ezechiele 28,1-10).
427 - SI CREDEVA DIO
Il potentissimo Principe di Tiro, che si credeva dio al posto di Dio, fu annientato, è storia, da un altro potente, più potente di lui, e che, come lui, si credeva dio al posto di Dio: Alessandro Magno. Tutti e due, furono annientati da Dio, dal Dio vero, del quale credevano, ma si illudevano, di avere preso il posto. 1 Queste cose avvennero dopo che Alessandro il Macedone, figlio di Filippo, uscito dalla regione dei Kittim sconfisse Dario, re dei Persiani e dei Medi, e regnò al suo posto, cominciando dalla Grecia. 2 Intraprese molte guerre, si impadronì di fortezze e uccise i re della terra; 3 arrivò sino ai confini della terra e raccolse le spoglie di molti popoli. La terra si ridusse al silenzio davanti a lui; il suo cuore si esaltò e si gonfiò di orgoglio. 4 Radunò forze ingenti e conquistò regioni, popoli e principi, che divennero suoi tributari. 5 Dopo questo cadde ammalato e comprese che stava per morire. (1Maccabei 1)
428 - FUSIONE DI CUORI
Dio, che ci aveva creato a sua immagine e somiglianza, ha generato Se stesso a nostra immagine e somiglianza, quando lo Spirito Santo, "sposando Maria", ha generato Gesù. E sposando Maria, lo Spirito Santo, in Lei, "ha sposato l’umanità". Lo Spirito Santo, è "l’aiuto di Dio", "la luce di Dio", "la forza di Dio", "la carezza di Dio", "l’amore di Dio", "l’abbraccio di Dio", "la compagnia di Dio", "la voce di Dio", "l’invincibilità contro il maligno". La stessa onnipotenza dello Spirito Santo, che ha fatto Dio, anche uomo, è la stessa potenza senza limiti che, unendoci a Sé, ci divinizza, trasformandoci in “altri Gesù”. L’amore di Dio è "trasformante", come il fuoco che "fonde" il metallo e lo rende "incandescente", perché il metallo, a contatto con il fuoco, non è più metallo, diventa fuoco esso stesso, almeno fino a che rimane unito al fuoco… E il Cuore di Dio, "fornace ardente di carità", che, a contatto del nostro cuore, lo rende "infuocato d’amore", tanto che non può far altro che amare, se vuol essere felice, se vuole “ardere di felicità”… Così, in questa "fusione di cuori", la nostra "finitezza", si perde "nell’infinitezza" di Dio… fino a non capire più dove "finiamo noi" e dove "inizia Lui", perché l’umano si è mescola al divino, il tempo, all’eternità, e il peso della gravità è vinto dalla leggerezza del volo. Non per niente Gesù diceva a Santa Angela: “Tu se i Me e Io sono te”. Lo diceva a lei, glielo continua a dire in Cielo, per l’eternità e ora lo dice anche a noi, lo dice ad ogni anima che si "arrende", con gioia, alla Sua volontà. Volontà di bene infinito per noi, che si traduce nell'averci "già scritto" nel "Libro della vita". Si, Gesù è lì, ad attenderci, nella nostra Patria celeste, insieme alla felicità… assoluta, eterna ed infinita…!
429 - IL POTERE DI SGRIDARE IL VENTO
Esistono due tipi di gioia, quella che dà il mondo, che è “passeggera” e se ne va con la stessa velocità con cui è venuta e quella che viene da Dio, che, invece, “rimane”. Solo la gioia che viene dall’essere abitati da Dio, è gioia stabile, costante, mentre l’altra è “fumo” e come il fumo si “dilegua”. Maria, continua a ripetere, anche a noi, instancabilmente, la frase, che per la prima volta, disse alle "nozze di Cana": “Fate quello che Gesù vi dirà”. (Giovanni 2,5). Per fare quello che Gesù ci comanda, dobbiamo ascoltare la Parola di Dio e metterla in pratica. Il “vino”, che Dio non permette che venga a mancare, simboleggia "l’allegria" tra gli sposi, che non può venire meno, specialmente se uno degli sposi sei tu e l’altro Sposo è Gesù. Questa allegria, che riscalda il cuore e l’anima, produce in noi “un’euforia duratura” e “un’euforia sana”. È un’euforia che non ci fa abbrutire e perdere il dominio di noi stessi, ma, al contrario, ci rende padroni della nostra vita, conducendola verso voli mai provati prima, perché è un’euforia che non proviene dall’alcol, ma viene da Dio. È una gioia talmente stabile, che rimane, non solo quando le cose, umanamente ci vanno bene, ma anche quando, sopra la "barca della nostra vita", si "infrangono", alte e pesanti, le "onde della croce". Anche allora questa gioia rimane stabile, perché abbiamo la certezza che Gesù, che abita dentro di noi, ha il potere di “sgridare il vento” e di “comandare alle onde” ed esse, prontamente, gli obbediscono. "...Sgridò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque Costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?». (Marco 4, 39-41).
430 - UNA PREGHIERA INSUPERABILE
"Se i cristiani comprendessero l'importanza della messa quotidiana, affluirebbero folle oceaniche nelle chiese, tanto che sarebbe necessario l'intervento delle forze dell’ordine" (Padre Pio). Tutti noi andiamo alla ricerca di cose straordinarie, di miracoli, ma il miracolo più grande in assoluto, è la possibilità di nutrirci, ogni giorno, della vita eterna, che è Gesù, per mezzo, sia della Parola di Dio, che dell'Eucarestia. E io, ho scoperto, che, quella della santa messa, è la preghiera più potente in assoluto, una preghiera insuperabile. Da allora e fino ad oggi, è diventata il “motore” della mia vita e della mia gioia di vivere. Per cercare di distogliermi dalla messa quotidiana, il demonio, non ha mai smesso di moltiplicare i suoi sforzi, ma come dimostra questo articolo, per bontà di Dio, non ci è mai riuscito…! Se vi è possibile conciliare gli orari della santa messa, con quelli del lavoro, "correte", ogni giorno, nella chiesa più vicina e la vostra si "impennerà" di gioia, come una moto che, per la potenza dell'accelerazione, si alza su una ruota sola. Se non vi è possibile frequentare la messa, anche nei giorni feriali, trovate il tempo per leggere e meditare, con amore, la Parola di Dio del giorno, quella che avreste ascoltato nella santa messa. Avrete ugualmente modo di nutrirvi di Gesù, che è la “Parola di Dio”, sotto forma di "mensa della Parola". E per quanto riguarda l’Eucarestia esprimete a Dio il vostro “bruciante” desiderio di nutrivi di questo “Pane del Cielo” e offritegli anche la vostra sofferenza per non poterlo riceverete in maniera sacramentale. Gli effetti di questa “comunione spirituale” saranno sorprendenti. Fatelo questo e otterrete da Gesù e dalla Trinità tutta e anche da Maria, la stessa “inondazione” di grazie che avreste ricevuto, se aveste avuto la possibilità di andare alla santa messa.
431 - LA RETE DI PROTEZIONE
Sarebbe troppo bello se, dopo aver pregato un giorno, o anche solo per un po’ di tempo, Dio risolvesse, d’un tratto e per sempre, tutti i nostri problemi materiali. Sarebbe troppo bello, ma troppo pericoloso, perché se, all’improvviso fossimo esentati dalle prove della vita, da quel momento in poi, ci potete scommettere, smetteremmo di pregare, quindi smetteremmo di essere santificati da Dio, che ci santifica attraverso la preghiera. Di conseguenza, torneremo alla vita che facevamo prima della conversione, la vita di peccatori, di persone separate da Dio e correremmo il rischio dell’inferno. Per evitarci questo rischio, Dio ci insegna, con le parole del “Padre nostro”, a pregare per chiedere, ogni giorno, il “pane quotidiano”. Non il pane per l’intera settimana, o per tutto il mese e ancor meno il pane per tutta la vita, ma il pane di oggi. “Dacci, oggi, il nostro pane quotidiano”. (Matteo 6, 11). Dio ce lo insegna anche alla luce dei fatti, mediante le prove della vita, che, almeno fino a che siamo in questa terra, non mancheranno mai. Con il tempo e con la preghiera, ho capito che le prove della vita, sono preziosissime “reti di protezione”, sapientemente ed amorevolmente disposte dalla sapienza di Dio, con lo scopo di impedire a noi, che siamo facili alle cadute, di precipitare all’inferno. “Allora il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno, perché io lo metta alla prova, per vedere se cammina o no secondo la mia legge». (Esodo 14,4). Dio vuol farci camminare secondo la sua legge, non perché è un despota o un tiranno, ma semplicemente perché è un Padre che ama i suoi figli e noi siamo i suoi figli. Se faremo la Sua volontà, che è la volontà della nostra salvezza eterna, otterremo il Paradiso, faremmo felici noi stessi, ma faremmo felice anche Dio, che proprio perché ci ama, vorrebbe stare, per sempre, insieme a noi…!
432 - BATTITO ACCELERATO
“Cerca la gioia nel Signore: esaudirà i desideri del tuo cuore.” (Salmo 37, 4). È proprio Dio che ci dice "dove" dobbiamo indirizzare la nostra ricerca della gioia. Quante volte abbiamo “accelerato a vuoto”, producendo solo rumore, ma senza spostarci di un millimetro dalla nostra infelicità? Spingevamo il piede sull’acceleratore, senza aver, prima, “ingranato la marcia”. Eravamo ancora a “folle”, eravamo ancora lontani anni luce dalla felicità…! Cercavamo la gioia nel posto sbagliato. Dio, solo, solo Dio, è il “motore” della nostra felicità ed esiste solo una “chiave” che fa scoccare quella “scintilla” che trasmette l'impulso al meccanismo “d’accensione”: “l’amore”. Tutto parte dal desiderio di amare Gesù, si, perché “il desiderio crea…” È attraverso il desiderio, che parte dal cuore, che concepiamo il male o il bene. Naturalmente l’ultima parola, poi, è sempre della volontà. Se desideriamo amare Gesù, con “cuore di fidanzati”, per la potenza della grazia, questo "fidanzamento" con Dio avverrà concretamente. Non potremo più vivere senza di Lui e il “pensiero continuo” per Gesù, ci varrà come "preghiera continua" e "pregheremo e continuamente", perché "ameremo continuamente". L’amore è la più "alta vetta" della preghiera, perché la preghiera è un "mezzo", ma l’amore è il "fine". Amare Dio è il fine di questa nostra vita terrena e anche il mezzo per ottenere in dono il Paradiso, che è il “Regno dell'Amore”. Il "desiderio" e la "volontà" di amare Dio è la preghiera più "cara" a Dio, perché, oltre ad essere preghiera, è un atto di amore e, oltre ad essere atto di amore, è anche preghiera. Naturalmente, questa “preghiera d’amore”, vi condurrà, irresistibilmente, all’Eucarestia e alla Parola di Dio, e questo nutrimento, invisibile, ma reale, di Dio, farà "divampare" in voi, il "desiderio" e la "volontà" di amare Gesù e di rimanere nel Suo amore. Renderà "inarrestabile" il "desiderio" e la "volontà" di “appartenere a Dio”, facendo la Sua volontà, proprio perché lo amerete e amandolo, non potrete più fare a meno di Lui. Allora quando amerete Gesù, con questo amore divino, il vostro "battito accelerato", non sarà più, come lo era in passato, per il peccato, ma solo e soltanto per Lui, unica ragione della vostra vita e unica fonte di felicità. “Ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conoscerai il Signore". (Osea 2, 21).
433 - IL SANTO CHE VOLAVA
Amo moltissimo San Giuseppe da Copertino, ricordato come il “santo che volava”, ma non tanto perché Dio gli permetteva di "sopraelevarsi" da terra, quando era in preghiera, ma per le sue illuminazioni spirituali. Lui diceva che tutti doni che offriamo a Dio, sono già suoi, perché sono quelli stessi doni che Lui ci ha donato, materiali o spirituali che siano. Ciò che, invece, è soltanto nostro è la nostra volontà, perché è attraverso essa, che si esprime la nostra "libertà di scelta", del "bene" o del "male", la nostra "fedeltà", o "infedeltà" a Dio, il nostro preferire di amare Dio, o il peccato. Per questo, la nostra volontà, è il “bene più prezioso” che possiamo offrire a Dio, e gli offriamo, questo “bene inestimabile”, quando diciamo “si” a Dio, “obbedendo alla Sua divina volontà”. Dio sa, che siamo miseri, fragili, deboli, eppure, se gli "offriamo" la nostra volontà, sarà Lui stesso a colmare i nostri limiti naturali, con la Sua potenza soprannaturale. Dio ci farà "sopraelevare", "al di là" e "al di sopra" delle nostre povertà umane, con "le ali divine" della grazia, la cui "potenza di spinta", è infinita, perché è quella dello Spirito Santo.
434 - AZIONISTI DELLA BANCA
Nessuno di noi è un "isola", noi siamo, spiritualmente, "un’unità", perché, misticamente, siamo il “Corpo di Cristo”: "Un solo Corpo" in "un solo Spirito”, lo Spirito di Gesù e del Padre, cioè, lo "Spirito Santo". Lo Spirito Santo che è lo "Spirito d’Amore", lo "Spirito di Dio" che crea la "comunione d’amore" tra le creature e il Creatore e tra le creature stesse. E questo amore di "uno", va a beneficio di "tutti" e il bene di "tutti", va a beneficio di "ognuno". Noi "versiamo" in questo conto, "invisibile", ma "reale", il "valore importantissimo" dei nostri meriti, quelli dell’amore, delle preghiere, della sofferenza e Gesù, "aggiunge" ad essi, il "valore incalcolabile", dei Suoi "meriti infiniti". La "banca del Cielo" è l’unica banca che non gestisce un bene, effimero e passeggero, come il denaro, ma un bene infinitamente più grande: quello della "salvezza eterna" delle anime... Il "Banchiere" di questa banca è Dio stesso e i "correntisti" sono anche "azionisti", azionisti della Banca. Le "azioni" ci verranno "liquidate" in Cielo e avranno il valore incalcolabile della "vita eterna" e della "felicità infinità".
435 - RUBARE IL MESTIERE A SATANA
L’inferno è pieno di figli di Dio che hanno "sbagliato casa" e per questo, sono stati "diseredati", cioè "privati" di tutti quei doni di cui avrebbero goduto nella “Casa del Padre”. Per i dannati, la sofferenza non sarà costituita soltanto dalla "assenza della felicità" che avrebbero potuto godere in Paradiso, ma anche da un "castigo specifico", proporzionato alla gravità dei peccati commessi. Tanto più pesante, sarà questo castigo, per coloro che, oltre ad aver peccato, avranno indotto anche i propri fratelli a peccare. E il peccato più grave tra tutti, infatti, è quello di tentare al peccato i nostri fratelli, perché in tal modo si “ruba” il mestiere al diavolo.
436 - I "RAGGI" DELLA GRAZIA
Quando ci "esponiamo" all’azione dei raggi del sole, si producono delle trasformazioni in noi, come "l’abbronzatura", la produzione di “vitamina D” e "l’innalzamento" del buon umore. Questo avviene nell’ordine naturale delle cose. E tanto più, nell’ordine soprannaturale delle cose, accadono cose ancora più straordinarie e sorprendenti, quando ci esponiamo “all’azione irradiante” di Gesù, “Sole divino”, “Sole eterno”, “Sole d’Amore”. In questo caso veniamo esposti ai “raggi della divina grazia” e avviene in noi una “trasformazione” che parte dalla nostra anima e coinvolge tutto il nostro essere. Pensiamo a quando, in chiesa, contempliamo Gesù esposto nell'ostensorio, o rinchiuso nel tabernacolo, a quando nel segreto e nel silenzio della nostra stanza, "socchiudiamo" gli occhi, con la certezza di essere avvolti, dalla Sua divina presenza. Pensiamo a quando, ovunque noi siamo e ovunque noi andiamo, siamo accompagnati e immersi nella Sua presenza, più che nell’aria che respiriamo. In ognuno di questi momenti e in ognuna di queste occasioni ci "esponiamo" all’azione "irradiante" e "trasformante" di questo "Sole di vita eterna", infinitamente più potente di del sole della terra. Questo Sole divino, che è Gesù, ha il potere di "rimarginare" le ferite, di “guarire" i cuori e di "donarci" la vita eterna, già in questa vita, perché Gesù è la vita eterna.
437 - L’INCARNAZIONE CONTINUA
L’Eucarestia è "il prolungamento dell’incarnazione di Gesù". Lo Spirito di Gesù, che ci viene donato per mezzo della santa Eucarestia, si fa carne anche in noi, trasformandoci in "altri Cristi", affinché si adempia, in noi, la Parola di Dio: “Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo” Giovanni 20, 21-22). Condizione indispensabile, per poter accedere al sacramento dell’Eucarestia, è quello di essere in grazia di Dio, cioè senza peccato. Infatti, se mangiamo il Corpo di Cristo e beviamo il Suo Sangue, mentre siamo "abitati dal diavolo", a causa del peccato, commettiamo un "sacrilegio". “Chi non mangia la sua carne e non beve il suo sangue non può entrare nel regno di Dio”. (Giovanni 6,54). “Tuttavia lo deve mangiare e bere degnamente, poiché chi indegnamente lo riceve, mangia e beve la sua condanna”. (1Corinzi - 11,29)
438 - IL POTERE DEI FIGLI DI DIO
Se permetterai al diavolo di entrare nella stanza del cuore, desiderando trasgredire la volontà di Dio, sarai in svantaggio nella battaglia contro le tentazioni, ma potrai ancora ribaltare la situazione. Anche se sei stato sciocco, perché imprudente, la grazia di Dio non ti ha abbandonato e il Signore è ancora con te, in te. Sei ancora in tempo per scacciare i demoni e hai ancora il potere per farlo, certo a costo di maggiori sacrifici, ma se lo desideri, la vittoria sarà tua. Devi "dare morte" a un desiderio maligno, al quale, incautamente hai fatto prendere il sopravvento. D’altronde, se non lo uccidi, sarà lui ad uccidere te, perché ti consegnerà al nemico. Per scacciare il demonio, negli ossessi è necessario l’esorcista, ma per scacciare il demonio che ronza attorno a noi, è sufficiente il potere donatoci da Dio con il battesimo, il "potere dei figli di Dio". “Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via di uscirne, affinché la possiate sopportare”. (1Corinzi 10:13).
439 - NON PIU' A BETLEMME
“Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia Parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. (Giovanni 14, 23). Il tempo dell’adorazione dei pastori e dei re Magi, è terminato. Ora è il tempo della nostra adorazione e non più a Betlemme, ma nel “tabernacolo” della nostra anima. E il “dono” che Gesù vuole che gli “offriamo” è quello la nostra “volontà”, ben più prezioso ai suoi occhi, dell’oro, dell’incenso e della mirra. D'altronde, compiere la volontà di Dio, non è per noi una “perdita”, ma un “guadagno”, perché ciò che Dio vuole realizzare per noi, è solo e soltanto la nostra felicità. La gioia di vivere, già in questa terra e poi, in Cielo, la felicità assoluta, infinita ed incondizionata, per l’eternità. Se ti fiderai di Lui, il tuo cuore incomincerà a “battere” molto più forte per Gesù, che per il peccato, perché ciò che desidera Lui lo desidererai anche tu.
440 - NON UNO MA TANTI
"Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?». Rispose: «Legione», perché molti demòni erano entrati in lui. (Luca 8, 30). Notate bene… l’uomo di cui ci parla la parola di Dio, non è posseduto da un da un solo spirito maligno, ma da tanti spiriti maligni, cioè non da un solo diavolo, ma da tanti diavoli. Infatti non esiste un solo diavolo, cioè un solo spirito impuro, cioè maligno, ma tanti spiriti impuri, per quanti sono in nostri peccati. Ad esempio lo “spirito dell’odio”, lo “spirito della superbia”, lo “spirito dell’ira”, lo “spirito della maldicenza”, lo “spirito della calunnia”, lo “spirito dell’inganno”, lo “spirito del rancore”, lo “spirito della vendetta”, lo “spirito della lussuria”, lo “spirito dell'inganno”, lo “spirito della superbia”, lo “spirito della mancanza di perdono”, lo “spirito dell’invidia”, e perfino lo spirito dell’invidia spirituale.
441 - GLI ESSERI PIU’ FORTUNATI
Per comprendere, fino in fondo, quanto sia potente il nostro Creatore è sufficiente riflettere su questo… “Dio è sempre esistito e nessuno l’ha mai creato”. Questa realtà non finirà mai di stupirmi. Questo mistero divino è in grado di far "tremare" di stupore l’intero creato. E, consapevole che questo Dio, “infinitamente potente”, “si è chinato su di me”, “per l’abbraccio del Padre al figlio”, mi ritengo l’essere più fortunato al mondo. Dio ama tutte le sue creature, altrimenti non le avrebbe create e tantomeno le avrebbe redente, col sangue preziosissimo del Figlio Gesù. Dio non fa nemmeno preferenze, come invece facciamo noi, in base a criteri estetici, culturali, caratteriali, di intelligenza, di simpatia, di razza, di pensiero, di età, di salute, di razza.
442 - ESPRIMETE UN DESIDERIO
La fede, la speranza e la carità, sono “tre doni divini”, infusi nella nostra anima, direttamente dallo Spirito Santo, per mezzo del sacramento del Battesimo. Ed essendo doni, ci sono offerti gratuitamente, perché Dio ci ama infinitamente e non per merito nostro. Immaginatevi “tre fiamme soprannaturali”, accese nella nostra anima, affinché, per mezzo di esse, possiamo condividere la stessa vita divina di Dio. Queste fiamme divine, vanno “alimentate”, per mezzo “dell’ossigeno" della "preghiera" e della "santità”, altrimenti, si affievoliscono sempre più e poi, infine, si spengono del tutto. Mai sentito parlare di gente che ha perso la fede, che ha perso la speranza, che ha smesso di amare Dio e i fratelli? Fino a che siamo in questa vita, però, nulla è perduto. "Sbrighiamoci", allora, a pentirci dei nostri peccati, che sono inevitabili, quando lasciamo spegnere questi doni in noi. Prima, pentiamoci dei nostri peccati difronte a Dio, poi corriamo a “vuotare il sacco” anche difronte ad un sacerdote, perché Dio ha stabilito che il perdono dei peccati sia legato anche al sacramento della confessione sacerdotale. In tal modo, la fede, la speranza e la carità, che sembravano fuochi irreparabilmente spenti dalla nostra vita, torneranno a riaccendersi, riportando luce e calore non solo al nostro spirito, ma a tutto il nostro essere. Poi “esprimiamo il desiderio”, giorno e notte a Dio, che questi fuochi che Lui stesso fa ardere in noi, non abbiano, mai più a spegnersi e che, anzi, divampino sempre più, e ci farà fatto, da Dio, secondo questo nostro (santo) desiderio.
443 - PIU’ GRANDE DI ABRAMO
Abramo, è il “padre della fede”, esempio per ogni credente, eppure Maria ha avuto una fede ancora più grande…! Maria è Colei che ha avuto più fede di ogni altro, anche di Abramo. Ad Abramo, Dio ha chiesto di sacrificare, l'unico suo figlio, Isacco, ma lo ha fatto solo per metterlo alla prova, perché, poi, quando Abramo glielo aveva offerto, gli ha risparmiato la vita. Maria, invece, ha dovuto assistere sacrificio di Suo figlio sulla croce. E, anche Maria sapeva, con la certezza che le veniva dalla sua fede incrollabile, sapeva che Gesù sarebbe risorto, vedendolo soffrire così atrocemente il Figlio e poi anche agonizzare e morire, ha vissuto anch'essa la sua sua passione. Infatti, mentre Gesù era crocifisso, anche Maria "spiritualmente", era crocifissa, insieme a Lui. Quando siamo, anche noi sotto la croce, ricordiamoci della passione di Gesù e di quella di Maria e ricorriamo con fidicia a loro, che non solo possono comprenderci, che non solo possono consolarci, ma che possono anche esaudirci, forse anche per togliercela quella croce…
444 - SOLO DIO COMANDA
Il vangelo di Gesù, che è Parola di Dio "smaschera" le “menzogne” del mondo, degli uomini e di satana, proclamando la “verità” di Dio. Quindi, tranquilli, anche se il mondo e perfino molti che dicono di essere cristiani (ma la loro vita e i loro scandali dicono il contrario), vi "remano contro" e continuate ad essere "luce", anche se siete "minoranza". Infatti Cristo, che è Dio, è dalla vostra parte e per vincere a Lui non servono maggioranze. E non odiate, i fratelli che vi odiano, perché vogliono continuare a vivere nel peccato e si sentono “disturbati” dalla Parola di Dio, allo stesso modo, che le tenebre che si sentono disturbate dalla luce. Amateli lo stesso, perché Dio li ama e pregate per la loro conversione, perché Dio vuole che siano salvati anche loro. Se, infatti, rispondendo al loro odio, li odiaste anche voi, passereste, anche voi, come già loro, nelle "file" (e nelle "mani") del vostro "peggior nemico", il diavolo. Il nostro Dio e nostro Padre celeste, rincuora, ancora oggi, noi, Suoi figli, ricordandoci, con queste parole, la Sua onnipotenza: “Perché le genti congiurano, perché invano cospirano i popoli? Insorgono i re della terra e i principi congiurano insieme contro il Signore e contro il suo Messia: «Spezziamo le loro catene, gettiamo via i loro legami». Se ne ride chi abita i cieli, li schernisce dall'alto il Signore. Egli parla loro con ira, li spaventa nel suo sdegno (Salmo 2: 1-5).
445 - ISTRUZIONI PER LA SALVEZZA
Dio ha creato l’uomo per la donna e la donna per l’uomo, perché, nella loro diversità, si completassero nel progetto di amore, "donativo e procreativo", che Lui ha previsto per noi, nell’ambito della famiglia, per mezzo del "santo" sacramento del matrimonio. L’omosessualità è una “deviazione” dall’indirizzo che Dio ha impresso alla Sua creazione, per questo oltre ad essere un peccato, è anche un peccato “contro natura”. Tutti i peccati impuri, compiuti tra persone non unite nel matrimonio della chiesa, sono peccati “mortali”, ma quelli compiuti tra persone dello stesso sesso, sono ancora più gravi e saranno puniti da Dio, con maggiore severità. Non tutti si possono sposare con il santo sacramento del matrimonio, alcuni, perché già sposati in Chiesa, altri perché non hanno la fortuna di trovare la donna giusta, o l’uomo della loro vita, altri ancora, perché sono innamorati di una persona dello stesso sesso e i sacerdoti e le suore, perché sono sposi di Dio. Tutti, però, se solo lo desiderano, possono essere fedeli a Dio, vivendo in castità, con l’aiuto soprannaturale della grazia, che ci viene donata, con potenza ineguagliabile, dallo Spirito Santo.
446 - LA VITA TORNERA’ A SORRIDERTI
Quando, sotto la croce, sei aggredito dall’angoscia, non trattenere le tue lacrime… ma se puoi, perché sei nel segreto della tua stanza, dove oltre te, c’è soltanto Dio, piangi pure sulla spalla di Gesù. Gesù non solo consola quelli che soffrono, ma rafforza in loro la certezza, che torneranno a sorridere...! “Chi semina nelle lacrime mieterà con giubilo. Nel seminare piange, ma nel ritirare i covoni ride”. (Salmo 126, 5-6)
447 - DI CHI È LA COLPA
Tutti siamo crocifissi, in un modo o nell’altro, perché non c’è essere uomo al mondo, che non debba sopportare la croce, almeno in questa vita. E, anche quando una specifica croce, ci verrà tolta, altre, croci, di altra natura, la seguiranno, perché la croce fa parte, inescludibile, di questa nostra vita terrena. Il dolore e la morte sono entrati nel mondo, a causa del diavolo, che per invidia della nostra felicità, è riuscito, con l'inganno, a fare separare le prime creature umane, dal loro Creatore, riuscendo a farle cadere nel peccato, cioè a farle ribellare a Dio. "... La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono" (Sapienza 2, 23-24).
448 - DA MALEDIZIONE A BENEDIZIONE
Adamo ed Eva hanno colto i frutti, da quell’unico albero che Dio gli aveva proibito di cogliere. Dio glielo aveva proibito, per il loro stesso bene, cioè per salvargli la vita, avendoli avvertiti, che, se avessero colti quei frutti, sarebbero morti. Quell’Albero, della conoscenza del bene e del male, i cui "frutti" sono "mortiferi", simboleggia il voler pretendere di stabilire, al posto di Dio, ciò che è bene e ciò che è male e, tradotto in termini pratici, cioè che è peccato e ciò che non lo è. Ancora oggi, molti non si fidano di Dio, sono quelli, che credono che le Sue proibizioni, limitino la loro felicità e continuano a disobbedire alla Sua volontà. Non capiscono che le leggi di Dio ci sono state donate per la nostra salvezza. La sofferenza, che era nata come “maledizione” per i nostri peccati, ora è stata trasformata, grazie alla croce di Cristo, in “benedizione”, perché “l’Agnello senza macchia”, cioè senza peccato, si è "caricato" sulle sue spalle i nostri peccati e li ha "riscattati", a prezzo della Sua stessa vita.
449 - LA RADIOGRAFIA DELLA CROCE
Tutti preghiamo perché Dio ci tolga le croci, ma fino a che questo non avviene, dobbiamo riuscire a capire la vera ragione della sofferenza. La croce, sembrerebbe solo un pezzo di legno, che simboleggia la sofferenza e null’altro. Invece, se potessimo fare una “radiografia spirituale” della croce, scopriremmo un "albero divino”, i cui "frutti soprannaturali", sono quelli della "vita eterna".
450 - CIAO, MAMMA!
Nell'antica Roma, quando si incontrava una persona e la si salutava, non si diceva “ciao”, ma “ave”. "l'Ave Maria", che è una “preghiera millenaria”, conserva questo antico saluto. Quando preghi Maria, a "tu per tu", al difuori della preghiera comunitaria, puoi "sostituire" la parola "ave", con la parola "ciao", per aumentare la spontaneità di quel saluto. Quel "Ciao, Maria", o "Ciao Mamma", più familiare e più immediato, ti consentirà di vivere con più intensità, questo “incontro" con Maria. Quando saluti una persona, è perché l'hai incontrata, perché non ti sogneresti mai di salutare chi non c'è, per questo, quel "Ciao", rivolto, con gioia, alla tua Mamma celeste è un meraviglioso "atto di fede" e uno stupendo "atto di amore". Quando saluti Maria e Lei ti risponde, sorridendo, con un "Ciao, figlio mio," anche, Gesù, sorride, compiaciuto, perché là dove è Maria, lì è anche Gesù ("Il Signore è con te"). Siamo, quindi, certi, che, ogni volta che ci rivolgiamo a Maria, Lei prega per noi e che, per farlo, non ha bisogno di parole: le basta guardare negli occhi Gesù...! Maria, e Gesù sono sempre accanto a te e per ricordartelo, per non sciupare e rendere vano, questo immenso privilegio, è sufficiente iniziare con una cosa "semplice" come un saluto, "importante "come un atto di fede, "potente" come un atto di amore.
421- TUTTI VINCITORI
422 - SIATE SENTINELLE…!
423 - COME INSEGNA PADRE PIO
424 - NON SIAMO I NOSTRI PECCATI
425 - LA BANCA DI DIO
426 - INVIDIATE I POTENTI?
427 - SI CREDEVA DIO
428 - FUSIONE DI CUORI
429 - IL POTERE DI SGRIDARE IL VENTO
430 - UNA PREGHIERA INSUPERABILE
431 - LA RETE DI PROTEZIONE
432 - BATTITO ACCELERATO
433 - IL SANTO CHE VOLAVA
434 - AZIONISTI DELLA BANCA
435 - RUBARE IL MESTIERE A SATANA
436 - I "RAGGI" DELLA GRAZIA
437 - L’INCARNAZIONE CONTINUA
438 - IL POTERE DEI FIGLI DI DIO
439 - NON PIU' A BETLEMME
440 - NON UNO MA TANTI
441 - GLI ESSERI PIU’ FORTUNATI
442 - ESPRIMETE UN DESIDERIO
443 - PIU’ GRANDE DI ABRAMO
444 - SOLO DIO COMANDA
445 - ISTRUZIONI PER LA SALVEZZA
446 - PER SFIDARE DIO
447 - DI CHI È LA COLPA
448 - DA MALEDIZIONE A BENEDIZIONE
449 - LA RADIOGRAFIA DELLA CROCE
450 - CIAO, MAMMA!
Testi e immagini © di Luigi Tosti